Fisco: Condoni e Sanatorie

( Articolo di Vincenzo D'Andò 23.02.2004 )

FISCO: CONDONI E SANATORIE

Vincenzo D'Andò
(Commercialista e Revisore contabile in Palermo)

SANATORIA FISCALE PER I TARDIVI VERSAMENTI (CIRCOLARE N. 7 DEL 18 FEBBRAIO 2004)

Anche l’omesso versamento dell’acconto IVA in scadenza il 27/12/2003 rientra nel condono fiscale. E’ possibile regolarizzare i mancati versamenti di imposte senza l’applicazione di sanzioni, neppure ridotte.

Ciò è dovuto all’articolo 2, comma 45, della legge finanziaria 2004 che ha esteso l’ambito applicativo dell’articolo 9-bis, commi 1 e 2, alle violazioni concernenti i pagamenti delle imposte e delle ritenute dovute alla data del 1 gennaio 2004 (data di entrata in vigore della legge finanziaria 2004). Pertanto, i contribuenti ed i sostituti di imposta possono sanare gli omessi, carenti o tardivi versamenti dovuti entro il 1 gennaio 2004, effettuando il relativo pagamento, senza sanzioni, entro il 16 marzo 2004, o, per i ruoli già emessi, alla scadenza prevista per legge.

Definizione ritardati od omessi versamenti dovuti al 1 gennaio 2004

La legge finanziaria 2004 ha, quindi, ampliato, di fatto, la portata del citato articolo 9-bis, comma 1, giacché la definizione degli omessi o tardivi versamenti é ora subordinata alla sola circostanza che il termine per il pagamento dei medesimi versamenti sia scaduto al 1 gennaio 2004.

Per conseguenza, il contribuente può definire anche l’omesso versamento dell’acconto IVA, dovuto entro il 27 dicembre 2003. E’ pure possibile rateizzare gli importi complessivamente dovuti, se superiori a 3.000 euro per le persone fisiche o a 6.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

In tale evenienza, il D.M. 16 gennaio 2004 ha disposto che l’eccedenza può essere versata in tre rate di pari importo, maggiorate degli interessi legali a decorrere dal 17 marzo 2004, entro le seguenti date:

- 21 giugno 2004;

- 16 settembre 2004;

- 30 novembre 2004.

Occorre tenere presente che, per il calcolo degli interessi, il decreto ministeriale del 1 dicembre 2003 ha fissato la misura del saggio legale al 2,50% a decorrere dal 1 gennaio 2004. Mentre in precedenza il tasso era nella misura del 3%.

CONDONO FISCALE

Come si ricorderà la legge 27 dicembre 2002, n. 289 aveva introdotto nel nostra sistema fiscale le norme per agevolare la definizione delle situazioni e delle pendenze tributarie per gli anni pregressi (cd. condono fiscale).

In particolare si tratta della:

- Definizione automatica dei redditi d’impresa e di lavoro autonomo per gli anni pregressi mediante autoliquidazione (articolo 7: Concordato per adesione);

- integrazione degli imponibili per gli anni pregressi (articolo 8: Dichiarazione integrativa);

- definizione automatica per gli anni pregressi (articolo 9: Condono tombale);

- definizione dei ritardati od omessi versamenti (articolo 9-bis, introdotto dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27 che ha convertito il decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282);

- adempimento di formalità omesse in materia di imposte indirette (imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni, e sull’incremento di valore degli immobili, bollo, imposta sulle assicurazioni, articolo 11);

- definizione di ruoli per gli anni pregressi (articolo 12);

- regolarizzazione delle scritture contabili (articolo 14);

- definizione degli accertamenti, degli atti di contestazione, degli avvisi di irrogazione delle sanzioni, degli inviti al contraddittorio e dei processi verbali di constatazione (articolo 15);

- chiusura delle liti fiscali pendenti (articolo 16);

- definizione delle violazioni relative al canone RAI (art. 17, comma 1).

Inoltre, il D.L. 24 dicembre 2002, n. 282, convertito dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27 ha introdotto ulteriori procedure di definizione in materia di:

- chiusura delle partite IVA inattive (articolo 5);

- tassa automobilistica erariale (articolo 5-quinquies).

Proroga ed estensione dei termini

Adesso l’articolo 34 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269 ne ha prorogato al prossimo16 marzo 2004 (peraltro, pare prevista come sicura l’ulteriore proroga al 30 aprile 2004) i termini per aderire alle definizioni degli adempimenti e degli obblighi tributari.

Mentre l’articolo 2 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge finanziaria 2004) ha esteso al periodo d’imposta 2002 le disposizioni suddette.

Possono avvalersi della proroga anche coloro che avevano usufruito di una forma di sanatoria precedente.

In particolare è consentito:

- Correggere gli errori commessi in precedenza;

- integrare le dichiarazioni già presentate.

Ma non è possibile revocare gli effetti delle opzioni effettuate in occasione della presentazione dell’originaria istanza di definizione, e quindi non si può chiedere la restituzione delle somme versate.

Chi ha presentato una dichiarazione integrativa, per le medesime annualità adesso può fare il condono tombale, ma non può scomputare le somme già versate in precedenza.

Viceversa, chi ha aderito al condono tombale per gli anni fino al 2001 e intende, adesso, regolarizzare l’anno 2002, può farlo soltanto con la medesima procedura del tombale, non può quindi presentare per tale anno la dichiarazione integrativa.

Naturalmente, il contribuente che abbia condonato con il tombale le annualità antecedenti il 2002 ai soli fini dell’IVA oppure ai soli fini delle imposte sul reddito, nel regolarizzare l’anno 2002 può, per l’altro settore impositivo non condonato, presentare la dichiarazione integrativa.

Versamenti, interessi e rateazione

Il versamento in unica soluzione - entro il 16 marzo 2004 (o salvo proroga, entro il 30 aprile) - delle somme dovute per i vari condoni non comporta il pagamento di interessi.

La rateazione è ammessa per le somme eccedenti gli importi di 3.000 euro per le persone fisiche e 6.000 euro per gli altri soggetti. In tal caso, dopo avere versato entro il 16 marzo 2004 la somma di 3.000 o 6.000 euro, l’importo residuo - maggiorato degli interessi legali - và versato in due rate di pari importo alle scadenze del:

- 21 giugno 2004 (poiché il 20 giugno cade di domenica);

- 16 settembre 2004.

Gli interessi legali si calcolano con decorrenza 17 ottobre 2003.

Versamenti per le vecchie definizioni agevolate

Coloro che, invece, si sono avvalsi delle varie definizioni agevolate (articoli 7, 8, 9 della legge n. 289) prima del 2 ottobre 2003 e che avevano optato per il pagamento rateale delle somme dovute, hanno le seguenti scadenze dei relativi versamenti (in due rate di pari importo):

- 1° dicembre 2003 (il 30 novembre cade di domenica);

- 21 giugno 2004.

Mentre per le somme dovute in base alle nuove opzioni, perfezionate entro il 16 marzo 2004, devono seguire le nuove scadenze previste dal D.M. del 16 gennaio 2004 e, quindi, versare le rate entro il 21 giugno 2004 e il 16 settembre 2004.

In entrambi i casi le somme rateizzate debbono essere maggiorate degli interessi legali, calcolati a decorrere dal 17 ottobre 2003.

Estensione del condono al periodo 2002

Al fine di definire l’anno 2002 possono accedere alle procedure di condono, sia coloro i quali, al 1° gennaio 2004 (data di entrata in vigore della legge finanziaria 2004) hanno già definito - effettuando i versamenti utili – i periodi d’imposta precedenti al 2002, sia coloro che alla stessa data del 1° gennaio 2004 non avevano ancora aderito a nessuna forma di sanatoria.

Condizione necessaria per potere aderire ai condoni è quella di avere presentato la dichiarazione, quindi, per potere definire il periodo d’imposta 2002 occorre aver presentato la relativa dichiarazione entro il 31 ottobre 2003, ovvero presentata per via telematica entro il 3 novembre 2003, in conformità al comunicato stampa del 31 ottobre 2003 diffuso dall’Agenzia delle entrate.

La regolarizzazione dell’anno 2002 non è obbligatoria per chi abbia aderito in precedenza (alla norma di estensione arrecata dalla legge finanziaria) al condono tombale fino all’anno 2001.

Si ricorda che i contribuenti che intendono definire automaticamente (condono tombale) l’anno 2002, devono presentare, a pena di nullità, una dichiarazione concernente tutti i periodi d’imposta per i quali le relative dichiarazioni sono state presentate entro il 31 ottobre 2003.

Chi accede per la prima volta alla procedura di definizione automatica (articolo 9) per trattare l’anno 2002, deve presentare una dichiarazione concernente tutti i periodi d'imposta per i quali le relative dichiarazioni sono state presentate entro il 31 ottobre 2003, vale a dire i periodi d’imposta compresi tra il 1997 (1996 in caso di omessa dichiarazione) ed il 2002 ai fini delle imposte sui redditi, tra il 1998 (1997 in caso di omessa dichiarazione) e il 2002 con riguardo all’IVA.

Cause ostative alle definizioni

L’accesso alle santorie è interdetto nelle ipotesi in cui, con riguardo al periodo oggetto di definizione, siano stati notificati entro il 1° gennaio 2003 i seguenti atti:

- Processo verbale di constatazione con esito positivo;

- avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’imposta sul valore aggiunto e dell’imposta regionale sulle attività produttive;

- atti di contestazione e avvisi di irrogazione delle sanzioni;

- invito al contraddittorio di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 218/1997, concernente disposizioni in materia di accertamento con adesione.

Mentre il periodo d’imposta 2002 non può essere definito qualora, al 1° gennaio 2004 sia stato notificato, per lo stesso periodo, uno dei suddetti atti.

Da ciò si evince che la legge finanziaria 2004 ha spostato dal 1° gennaio 2003 al 1° gennaio 2004 il termine, entro il quale la notifica dei citati atti produce effetti preclusivi della sanatoria, solo con esclusivo riferimento alla definizione del periodo d’imposta in corso al 2002.

L’accesso alle procedure di definizione di cui agli articoli 7, 8 e 9 della legge n. 289 è pure precluso qualora, alla data di presentazione della dichiarazione prevista dalla procedura di definizione, il contribuente abbia avuto formale conoscenza dell’esercizio dell’azione penale.

In particolare, ai sensi dell’articolo 8, comma 10, lettera b), e dell’articolo 9, comma 14, lettera b), della citata legge n. 289, sono esclusi dall’integrazione degli imponibili per gli anni pregressi e dalla definizione automatica per gli anni pregressi, i contribuenti che hanno avuto, entro la data di presentazione della dichiarazione per accedere alle diverse forme di definizione, formale conoscenza dell’azione penale esercitata per:

- I reati di cui agli articoli 2, 3, 4, 5 e 10 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;

- i reati previsti dagli articoli 482, 483, 484, 485, 489, 490, 491-bis e 492 del Codice penale;

- i reati indicati negli articoli 2621, 2622 e 2623 del Codice civile.

Per l’elenco dettagliato delle ipotesi di reato ed il commento degli effetti preclusivi si veda il paragrafo 2.6.4 della circolare n. 12/E del 2003.

Liti pendenti al 1° gennaio 2004

Il comma 49 dell’articolo 2 della legge finanziaria 2004 ha previsto che "le disposizioni dell’articolo 16 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, si applicano anche alle liti fiscali pendenti, come definite dalla lettera a) del comma 3 del medesimo articolo 16", alla data del 1° gennaio 2004.

Il predetto articolo 16 consente la chiusura delle liti fiscali pendenti alla data del 1° gennaio 2003. Ora è pure consentita la definizione delle liti instaurate con ricorso alla commissione tributaria provinciale notificato all’ufficio dell’Agenzia tra il 2 gennaio 2003 ed il 1° gennaio 2004. Le novità solo alle liti sorte nel predetto periodo.

Si intende, comunque, pendente la lite per la quale, alla data del 30 ottobre 2003, non sia intervenuta sentenza passata in giudicato.

Proroga dei termini di accertamento

L’articolo 10 della legge n. 289 dispone la proroga di due anni del termine utile per accertare i periodi d’imposta non interessati dalle definizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 della legge n. 289.

In modo parallelo, l’articolo 2, comma 44, lettera f), della legge finanziaria 2004, prevede la medesima proroga nei confronti dei contribuenti che non si avvalgano delle stesse definizioni per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2002.

I termini dell’accertamento relativo al periodo d’imposta 2002, nel caso di omessa presentazione della dichiarazione, non sono suscettibili di proroga, considerato che in tal caso viene meno la possibilità di avvalersi della definizione.

Termini di accertamento per le dichiarazioni dei redditi

Periodo d’imposta

Anno presentazione della dichiarazione

Termine di accertamento

Dichiarazione presentata

Termine prorogato

Termine di accertamento

Dichiarazione omessa

Termine prorogato

1996

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2003

2005

1997

1998

2003

2005

2004

2006

1998

1999

2003

2005

2004

2006

1999

2000

2004

2006

2005

2007

2000

2001

2005

2007

2006

2008

2001

2002

2006

2008

2007

2009

2002

2003

2007

2009

2008

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Termini di accertamento per le dichiarazioni iva

Periodo d’imposta

Anno presentazione della dichiarazione

Termine di accertamento dichiarazione presentata

Termine prorogato

Termine di accertamento dichiarazione omessa

Termine prorogato

1997

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2003

2005

1998

1999

2003

2005

2004

2006

1999

2000

2004

2006

2005

2007

2000

2001

2005

2007

2006

2008

2001

2002

2006

2008

2007

2009

2002

2003

2007

2009

2008

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Definizioni e concordato preventivo

Per ulteriori dettagli si rinvia alla circolare n. 7 del 18 febbraio 2004.

( da www.altalex.it )