Dallo Stradario storico della Città di Paternò

            Curiosando tra i vecchi libri della mia biblioteca ho reperito un piccolo ma prezioso stradario storico di Paternò, scritto nel 1978 dagli amici Professori Barbaro Rapisarda e Angelino Cunsolo, e, pertanto, ho ritenuto utile riportare in questo mio opuscolo le antiche denominazioni di alcune strade e piazze cittadine.

 

Antichi quartieri

 

Quartiere della Giudecca o di S. Francesco o della Piazza Grande = trovavasi sulla collina davanti ai

ruderi che oggi rimangono dell'antica chiesa di S. Francesco.

Quartiere della Gurna = occupava la parte dell'attuale città compresa tra i Quattro Canti, S. Giovanni e

S. Michele.

Quartiere della Porta del Borgo, o del Borgo o di S. Agata = occupava la parte compresa tra l'attuale

piazza S. Barbara e l'attuale via Matrice.

Quartiere della Porta di Randazzo = occupava la parte dell'antica città compresa tra la Gancia e S.

Marco.

Quartiere delli Canali, o del SS. Rosario, o di S. Domenico = occupava la parte circostante dell’attuale

principale Piazza Indipendenza.

Quartiere delli Cannizzari = era la parte estremamente periferica della Città anteriormente all'ottocento,

oggi individuabile nella zona compresa tra le vie Petrarca e Libertà. Ci sono ancora tante persone

anziane che lo conoscono e lo indicano col nome di « Chianu 'e canni ».

Quartiere dello Spirito Santo = la sua individuazione non è del tutto facile; pare assai probabile che

occupasse una porzione del pendio collinare tra la chiesa di S. Caterina e la Porta del Borgo.

Quartiere di S. Antonio = corrispondeva all'attuale quartiere che fa capo alla Piazza Vittorio Veneto e

quindi alla Parrocchia di S. Antonio Abate.

Quartiere di S. Barbara = corrispondeva all'attuale quartiere e cioè a quello che ha al centro la

Parrocchia di S. Barbara.

Quartiere di S. Cataldo, o di Maria SS. Annunziata = era descritto come confinante « con il Convento

di S. Tommaso d'Aquino a occidente e con la casa di Don Bartolo Caruso a oriente». Si estendeva

nella zona compresa tra la via Poggio e l'antico Convento dell'Annunziata.

Quartiere di S. Giacomo, o di S. Martino, o delle Rocche di S. Martino = era un grosso gruppo di case

esistenti tra l'attuale chiesa di S. Giacomo ed il Santuario della Madonna della Consolazione.

Quartiere di S. Giovanni Gerosolimitano, o di S. Tommaso, o delli Marganelli, o delli Manganelli =

corrispondeva all'attuale quartiere di S. Giovanni o delle Palme.

Quartiere di S. Nicolò Belmi, o S. Nicolò dei Lombardi (?) = comprendeva un gruppo di case ed una

chiesa sconsacrata, ubicate probabilmente tra la via Matrice e la chiesa di S. Giacomo.

Quartiere di S. Pietro = anche di questo è dubbio il sito. Si ritiene che fosse compreso tra l'attuale

Santuario della Madonna della Consolazione e la Chiesa della Madonna delle Grazie, sulla collina,

di recente restauro.

Quartiere di S. Caterina, o di S. Michele Lo Novo = corrispondeva all'attuale quartiere che fa capo alla

Chiesa intitolata appunto a S. Caterina.

Quartiere di S. Margherita fuori le mura = corrisponde all’attuale quartiere, compreso tra la principale

Piazza Indipendenza e S. Caterina.

Quartiere di S. Maria dell'Alto, o della Matrice, o della Via Grande = era il gruppo di case ubicate

attorno all'attuale via Matrice.

Quartiere di S. Maria della Catena, o di S. Gregorio, o della Piazza delli Porti = si estendeva dall'attuale

Chiesa della Madonna del Carmine alla via Matrice.

Quartiere di S. Maria delle Grazie, o dei Cappuccini = trovavasi sulla sommità della collina attorno alla

Chiesa di recente restauro. In alcuni scritti è indicato come quartiere o piano o piazza del Belvedere.

Quartiere di S. Maria dell'Itria, o di S. Barbara Vetere = corrispondeva all'attuale quartiere che

conserva solo la prima denominazione; la seconda invece derivava dal fatto che la originaria

chiesa ove si venerava S. Barbara era quella dell'Itria.

Quartiere di S. Maria della Valle di Josaphat, o delle Rocche della Torre = corrispondeva all'attuale

quartiere detto comunemente della Gancia.

 

Antiche strade

 

Strada dei Pescatori = in atto Via dei Falconieri, cosi denominata perchè i pescatori, oltre che dei

comuni mezzi per la pesca e la uccellagione, si servivano anche dei falchi appositamente

addestrati. Il quartiere da secoli è residenza di numerose famiglie di pescatori. Nelle adiacenze

ancora oggi si erge la Chiesa della Madonna dell'Itria, ove la caratteristica torre merlata, detta dei

Falconieri, è stata trasformata in torre campanaria. Questa, una volta adibita all'addestramento dei

falchi, a pianta quadrata, con elementi decorativi di stile federiciano, con giochi di dicromia nelle

facciate, risale al sec. XIV, mentre l'attigua chiesa è posteriore di tre secoli.

Strada del Borgo = era l'arteria che conduceva alla collina, con tre diramazioni: la prima, a

Mezzogiorno, portava verso il Convento dei Cappuccini; la seconda, a Ponente, verso la chiesa

Matrice; la terza, a Tramontana, verso la << Grancia >>. La Chiesa di S. Maria de Valle Josaphat

era anche detta della << Gancia >> o della << Grancia >>, costruita in stile prettamente normanno

dalla contessa Adelaide nel 1092 e modificata in varie epoche. L'attuale portale gotico risale al

secolo XIV, mentre il tetto a capriate è da datarsi al XVI secolo.

Strada del Corso = attuale Via G. Verga. Detta cosi per le corse dei cavalli che vi si tenevano, oltre che

per l'aspetto più allegro e più invitante di strada larga e lunga.

Strada del Salvatore = Oggi corrisponderebbe alla Via S. Teresa, cosi detta perchè portava alla Chiesa

del Salvatore.

Strada delle Balatelle = oggi Via Balatelle. Cosi detta perchè vi si trovavano molte fornaci, in cui si

mettevano a cuocere, oltre le tegole, le mattonelle, le << canalette >> e i mattoni, anche le

<< valate >>, cioè i quadrettoni in argilla destinati a chiudere le << bocche dei forni >> durante la

cottura del pane.

Strada di S. Barbara = correva da Ponente a Levante, incominciando dal Piano di detta Chiesa.

Corrispondeva, grosso modo, all'attuale Via Monastero.

Strada di S. Margherita Filiale = corrispondeva, in buona parte, all'attuale Via Roma. Nei primi

dell’’800 era l'unica strada che, dalla Piazza Principale (Canali), portava alla zona Sud. L'attuale

Via S. Margherita allora costituiva uno dei tanti vicoli (il numero 1), ai quali si accedeva dalla

Strada di S. Margherita e dalla Piazza. La Chiesa di S. Margherita, esistente anteriormente al

terremoto del 1693, fu rifatta nel 1712 e restaurata nel 1750. E' di stile barocco e a pianta

longitudinale.

Strada Maggiore = attuali Via Gaudio, S. Caterina e Provvidenza Bonaccorsi Virgillito. Partiva dal

quartiere dell’Itria e, passando attraverso il quartiere Spina, Piazza e Via S. Caterina e Via

Bonaccorsi Virgillito, arrivava fino alla << Porta del Borgo >>. Detta strada cosi era chiamata

perchè, rispetto alle viuzze del Borgo, era indubbiamente << più grande >>. Forse fu la prima

strada ad essere aperta quando il paese cominciò a svilupparsi nella parte bassa, ai piedi della

collina. Nella parte iniziale dell'attuale via S. Caterina, al pianoterra dell'ex Convento Benedettino,

trovasi la Cappella del Crocifisso frequentata da molti devoti.

Strada Nuova = fu una nuova arteria che, ai primi dell’'800, fu creata per congiungere i quartieri di S.

Antonio Abate e di S. Michele Arcangelo, passante per la zona detta << Monte della Terra >>,

presso l'attuale Via Chiesa Nuova. E' da precisare che esisteva già una strada che congiungeva il

Piano di S. Antonio Abate con questa << Strada Nuova >> e con quella delle << Balatelle >>.

Strada Ritta = fu chiamata cosi la via Ferdinandea dopo che ne fu lastricato il secondo tronco, dai

Quattro Canti in su, in seguito a delibera del Consiglio Comunale del 29-11-1884.

Strada Traversa o semplicemente << TRAVERSA >> = fu voluta dagli Amministratori Comunali

dell’’800, che stipularono il 29-8-1874 il contratto per l’inizio dei lavori, avvenuto nel luglio

dell'anno successivo. Essa fu poi intitolata all'illustre concittadino G. B. Nicolosi.

Strada Vecchia = è la comune denominazione data fino ad oggi alla antica Via del Cassero, poi

Garibaldi, per ricordare che è la via più antica della Città. Su questa via si affaccia la Chiesa della

Madonna della Scala, costruita, su base ottagonale, con elementi rinascimentali, nel 1785,

allorquando gli Agostiniani abbandonarono la vecchia Abbazia in contrada Giaconia.

 

La denominazione MONTE DELLA TERRA ricorre in vari documenti, senza però specificare se

trattavasi di quartiere, o di piazza o di via. Certo era un luogo esteso che comprendeva una zona

tra l’attuale Piazza Vittorio Veneto e l'attuale Via G. B. Nicolosi, comprendendo in particolare le

attuali Vie Cutore David e Celona (o Cilona o Gelona).

 

Antichi piani e piazze

 

Piano Alessi = attuale Piazza Umberto I. Cosi chiamato per la Famiglia Alessi, che abitava nel Palazzo

divenuto poi << Palazzo di Città >> o << Loggia >>. Qui sorge l'edificio di una Chiesa già

intitolata a S. Biagio e sconsacrata una quarantina di anni fa.

Piano Belvedere = piano antistante il Cimitero. Cosi chiamato per il superbo panorama che si gode da

esso. Era anche chiamato << Giudecca >>, perchè vi si erano stanziati gli Ebrei. In questo trovasi la Chiesa,

barocca all'interno e con elementi gotici all'esterno, intitolata a S. Francesco. Essa, edificata nel 1346, fu

restaurata nel secolo XVII e nei primi anni del XX. Gli ultimi restauri non furono certamente validi a

scongiurare il crollo del soffitto e il conseguente deperimento, per cui oggi restano solo ruderi.

Piano Canne = oggi zona tra le Vie Ariosto, Petrarca e Vespucci. Cosi detta dai molti canneti che vi si trovavano. Le

        canne, una volta recise, venivano lavorate nella stessa zona per farne panieri, graticci, ceste, ecc.

Piano Carrubba = nella strada che, dalla Madonna delle Grazie, portava alle << Balatelle >>.

Piano Comune = attuale Piazza o Piano Cesarea. Era il  piano destinato ad accogliere il bestiame

durante le tre fiere più importanti dell’anno e i cordai, nonchè i vari rifiuti solidi. Per quest'ultimo

motivo, cioè per luogo non decoroso, viene ancora citato per indicare un luogo prosaico e poco

pulito. Oggi, però, il piano è abbellito e accoglie Scuole, edifici privati e Case Popolari.

Piano della Maddalena o di S. Barbara = attuale Piazza S. Barbara. Si può considerare una delle più monumentali

        della Città. In essa si trovano:

        - La Chiesa della Compatrona S. Barbara; è a croce greca; ha uno stile rinascimentale all’esterno e

        neoclassico all'interno. La sua costruzione risale ad epoca anteriore al 1583, ma ha rifacimenti del 1863 e

        restauri del 1960. 

        - La Chiesa della Madonna del Carmine o di Maria SS. della Catena. E’ del XVI secolo, di stile tardo

        rinascimentale e a pianta longitudinale.

        - La Chiesa del Pantheon o dei Santi Medici Cosma e Damiano. E’ del XVII secolo, di stile barocco, a pianta  

        longitudinale.

        - Il Monumento ai Caduti. E' opera dello scultore Salvatore Juvara, inaugurata il 4-11-1931.

              - La Loggetta dell'ex Monastero del XVII secolo.

Paino Giglio, poi GILIO = oggi Piazza Martiri d'Ungheria. Oscura è la denominazione. Si può pensare

ad un luogo candido e pulito come un fiore di giglio.

Piano Gullotta e alla Rete Metallica = attuale Piazza Carlo Alberto. Portava il nome dell'Abate Don Carmelo

        Gullotta, munifico concittadino, che lasciò tutti i suoi beni alla Regina Carolina di Napoli, a patto che si

        costruisse una scalinata di accesso alla Chiesa Madre, sulla collina. Detta scalinata fu poi realizzata nel

        1773. Il piano era detto anche << Alla rete metallica >> perchè, quando c'era il casello daziario, parte di esso

        era stata chiusa con una rete metallica, onde impedire ai viandanti di sfuggire al pagamento del balzello.

Piano S. Biagio = parte terminale della Via S. Francesco di Paola, costituente una porzione del Piano Alessi.

Piano S. Caterina = attuale Piazza della Concordia. Conserva ancora la caratteristica di Villa, già impiantata dalle

         religiose Domenicane, che, dalla metà del Seicento, abitarono per lungo tempo il Convento detto ancora oggi

         del Monastero ( o << delle Benedettine >> ). Qui sorge la Chiesa barocca, a pianta ottagonale, costruita nel

         1654 e intitolata a S. Caterina d'Alessandria d'Egitto.

Piano Urna o Gurna = attuale Piazza Regina Elena. Chiamato cosi dalla cisterna (detta << Gurna della Regina >> ) di

         cui era dotata la casa della zona. Di essa era proprietaria la Regina Eleonora, vedova di Federico III

        d'Aragona, morto a Paternò, nell’Ospedale Gerosolimitano di S. Giovanni, il 23 giugno (o il 1° luglio) del 1337.

 

Piazza Canali = attuale Piazza Indipendenza. Cosi chiamata per le molte sorgenti, che vi si trovavano, le cui acque,

         << incanalate >>, venivano sfruttate per irrigare le campagne circostanti. In questa piazza si ergono:

         - La Chiesa di Maria SS. Annunziata, detta comunemente dell'ex Monastero, che ha un basamento ellittico,

         un esterno barocco-rinascimentale ed un interno stile impero. Fu costruita nel 1662 e restaurata nel 1798 e

         nel 1963.

          - La Chiesa della Madonna del Rosario, o di S. Domenico, di stile rinascimentale, a pianta longitudinale,

          costruita nel 1562; ha rifacimenti del 1873 e restauri del 1968.

          - Un'artistica icona, dedicata a S. Barbara in ringraziamento dello scampato pericolo del terremoto del 28-

          12-1908. L'opera è dello scultore concittadino Michele Cannavò.

  Di recente sono stati installati otto artistici candelabri in bronzo, raffiguranti le quattro stagioni.

Piazza delle Porti = slargo della parte più alta dell’attuale piazza S. Barbara.

Piazza Grande = trovavasi sulla sommità della collina tra la Chiesa parrocchiale di S. Maria dell'Alto e la chiesa di

         S. Francesco. Tra queste due Chiese, successivamente (1550 circa), fu costruita la chiesa di Cristo al

         Monte, di stile barocco, che è ancora sede della Compagnia dei Bianchi.

         La Chiesa di S. Maria dell'Alto è di origine antichissima. E’ stata più volte ricostruita e l'attuale

         costruzione è databile al 1342. Modifiche e restauri furono poi effettuati alla fine del XV secolo,

         allorquando, pare che fosse stata cambiata l'entrata principale da ovest ad est, e poi verso il 1780.

Piazza Purgatorio = si chiama ancora stranamente cosi la Piazza antistante la Chiesa di Cristo Re, che una volta si

         chiamava appunto << Chiesa del Purgatorio >>. La Piazza, una volta cambiato il nome della Chiesa, dovrebbe

         assumere anch’essa questo nuovo nome. In questa Piazza sorge la Chiesa Parrocchiale di Cristo Re, a pianta

         ottagonale, di stile barocco con elementi neoclassici. La data della costruzione risale al 1884. Ha subito

         restauri nel 1939. Di recente la facciata si è arricchita di quattro mosaici e di un orologio.

Piazza Quattro Canti o Quattro Gambe = attuale Piazza Regina Margherita. Cosi chiamata dalla intersecazione

        della Via Ferdinandea (attuale Via Vittorio Emanuele) e della via del Cassero Vecchio (attuale Via Garibaldi).

         Le due arterie, incrociandosi, formavano quattro angoli o << canti >>. Con la successiva apertura della Via

        Etnea (attuale Via G. B. Nicolosi), i << quattro >> canti sono diventati << sei >>, ma l'antica denominazione è

        rimasta. C’è da aggiungere che la Via del Cassero Vecchio, dopo essere sfociata nella << Piazza Quattro Canti

        >>, continuava diritta in corrispondenza dell'attuale Caffè Italia. Il suo taglio si può ancora intravedere

       dalla Piazza Regina Elena, dietro appunto il Caffè Italia. Con questa parte, oggi chiusa, la Piazza ha cinque

        << Canti >>.

Piazza Pescheria oggi DELLA POSTA = così detta perchè, prima che vi fosse costruito il Palazzo delle Poste e

        Telecomunicazioni, vi era la pescheria.

Piazza S. Antonio = così è ancora comunemente detta l’attuale Piazza Vittorio Veneto, chiamata appunto

        anticamente << S. Antonio >>, dal nome della Chiesa che vi è ubicata. Il nome del Santo testimonia la fede

        religiosa dei Paternesi. Su questo ebbe poi il sopravvento la fede patriottica, nell’euforia della vittoria

        riportata dall’Italia nella << Grande Guerra >>.

        La Chiesa Parrocchiale di S. Antonio ha forma longitudinale e architettura rustica. Incerta è la data della

        fondazione, che risale al secolo XVII e che è stata decorosamente restaurata nel 1963.

Piazza S. Giovanni = è cosi comunemente chiamato lo slargo con palme della Via Vittorio Emanuele dal N. 161 al N.

        217. La piazza prendeva il nome dall'antica Chiesa e Ospedale Gerosolimitano di S. Giovanni, più

        precisamente ubicato nell'attuale Vico S. Giovanni.

Piazza Spina = attuale Piazza Armando Diaz. Cosi chiamata per la famiglia dell'Ing. Spina, che vi possedeva un

        Palazzo.

 

Vie e vicoli antichi

 

Via Ballottola = attuale Via Paganini. Il nome derivava certamente da pallottola o dal verbo ballottare, cioè votare

        con palline. La spiegazione va ritrovata nel fatto che il Palazzo, oggi dell'Avv. Aldo Caruso, con essa via

        confinante, era anticamente una loggia della massoneria, i cui affiliati votavano le loro deliberazioni con le

        << palline >>. Non è escluso pensare anche che gli affiliati, usciti all'aperto e imboccata quella via

        serpeggiante e ripida, per sfuggire o per non farsi riconoscere dalla sbirraglia, si coprivano con mantelli e

        quasi si raggomitolavano, si << appallottolavano >> su se stessi.

Via Carceri = era la via che dalla Chiesa della Gancia arrivava fino alla Via Matrice. Con la demolizione delle

        antiche casupole, essa in parte è stata soppressa. Cosi chiamata forse perchè conduceva anche al Castello (in

        atto vi conduce ancora), adibito un tempo a carcere.

Via Catalano = attuale Via Giuseppe Verdi. Era detta così dalla Famiglia spagnola dei << Catalano >>, che abitava

        nell'ancora esistente palazzo ubicato in essa. Interessanti in esso un’antica finestra e un balcone con stipiti

        e architrave in pietra lavica lavorata.

Via Felice Cavallotti = attuale Via Roma. Così denominata in onore del poeta e drammaturgo milanese, garibaldino,

        ucciso in duello (1842-1898). Pare che il Cavallotti sia passato da Paternò insieme con Garibaldi il 14 luglio

        1862. Per ricordare la sua figura i Magistrati della Città gli dedicarono quell’arteria principale.

Via del Cassero Vecchio = attuale Via Garibaldi. Prima importante arteria della città nuova in pianura. Ebbe uno

        sviluppo irregolare e serpeggiante per le opposizioni delle varie famiglie, proprietarie di vari edifici. di cui

        erano gelose ed orgogliose.

        Il progetto di una più razionale sistemazione di essa, infatti, gia predisposto sin dal 1802, fu realizzato

        dopo molti anni. Detta strada era chiamata << del Cassero >>, perchè, in quei tempi lontani, consentiva la <<

        cassariata >>, cioè la passeggiata con la carrozza o con il calessino. Il termine << cassariata >> è ancora in

        voga anche a Palermo. Fino a non molti anni fa le carrozze da nolo erano ancora numerose a Paternò; oggi,

        sono del tutto scomparse. Solo di rado appare qualche calessino.

Via Consolazione – oggi Via Provvidenza Bonaccorsi Virgillito = cosi chiamata perché conduceva (e conduce) al

        Santuario di Maria SS. Della Consolazione.

Lungo questa via sorgono:

- La Chiesa del Sacramento, la cui costruzione è databile al secolo XVII.

- La Porta del Borgo, che risale ad epoca antichissima.

- Il Palazzo Moncada, con elementi decorativi in pietra lavica, la cui costruzione risale al 1627.

        - Il casato dei Moncada per i Paternesi rappresentò, per secoli, timore, rispetto, devozione. Fu Guglielmo

        Raimondo Moncada che nel 1456 comprò per 24.000 fiorini la Città. La tirannia dei Moncada durò a lungo e

        pesò alquanto sui nostri antichi concittadini. Però nel settecento un discendente di essi, Padre Michele,

        diffuse una luce di celestiale bontà, morendo in odore di santità e ai primi del novecento un sindaco, il cav.

        Carmelo, amministrò saggiamente e democraticamente per lunghi anni.

        - Un'artistica icona (posta quasi sotto l'Arco), di stile baroccheggiante, ove si venera un simulacro dell'Ecce

        Homo. Un recente restauro è stato eseguito dal noto pittore Paolo Alfredo Zagami.

        - La Chiesa di S. Giacomo, o di S. Francesco Saverio, databile alla seconda metà del XVI secolo (1555-1598).

        - Il Santuario della Madonna della Consolazione, è un'imponente costruzione in stile romanico moderno del

        1954, sorta per la fede dei cittadini, ma soprattutto per la munificenza del compianto concittadino

        Michelangelo Virgillito, che inoltre creò opere pie e sociali.

Via del Salvatore = oggi Via SS. Salvatore, per la Chiesa dello stesso nome.

Via Etnea = Era una piccola << trazzera >>, che dal quartiere di S. Gaetano portava all'Annnuziata fuori le mura,

         occupante la parte terminale Nord dell'attuale Via G. B. Nicolosi.

Via Ferdinandea = attuale Via Vittorio Emanuele. Data la filomonarchia degli antichi abitanti di Paternò, parecchie

         vie e piazze venivano intitolate a Re e a Regine. L’attuale Via principale, sin dalla sua apertura, fu dedicata

         al vecchio Re Ferdinando di Borbone; poi, con l'avvento di Casa Savoja, cambiò il nome in quello di Vittorio

         Emanuele III, Re d’Italia. Essa viene chiamata anche volgarmente << strata ritta >>, non tanto per ricordare

         che si tratta del corso << principale >>, della << via maestra >>, quanto per evidenziare il suo sviluppo

         rettilineo. Infatti gli antichi Paternesi, costretti a costruire strade curvilinee, per salire sulla collina, non

        sapevano abituarsi all'idea di tracciare una strada rettilinea. Il corso rettilineo richiama quindi e la sorpresa

        dei cittadini e il contrasto con le vecchie strade curvilinee e contorte.

Via Galvagna = oggi Via Pietro Lupo. Così chiamata forse dal nome di una famiglia cospicua che vi abitava.

Via Gatto Bisicchia = oggi Via  Gatto. Dal nome di una famiglia importante che vi abitava.

Via Gessai o Via della Carcare = corrispondeva all’attuale Via Gessai. Il nome era dovuto alle fornaci, che

        fiancheggiavano la via, per la cottura delle pietre calcaree, nonchè ai lavoratori della pietra del gesso, che

        in buona parte qui abitavano.

Via Grande = era la più importante strada che dalle falde della collina portava al Borgo, attraversando i quartieri

        dello Spirito Santo, di S. Giacomo e della Matrice.

Via Gurno = corrispondeva ad una parte dell'attuale Via Duca degli Abruzzi. Il nome può essere inteso come

        diminuitivo (?) di << gurna >> o di condotto nel quale l'acqua sembrava quasi stagnante.

Via Inzerilli = corrispondeva all'attuale Via Bologna. L'etimologia del toponimo è incerta (pare sia stato preso da

        un maggiorente abitante), ma era assai nota come luogo spregiativo; infatti la via era più un luogo di scarico

        di rifiuti che altro.

Via Li Gresti = oggi Via G. Marconi. Così detta da una famiglia cospicua che vi abitava.

Via Manganelli - oggi Via Prevosto Pulvirenti = Aveva preso il nome certo da una famiglia di maggiorenti che vi

        abitava.

Via Moncada = questo toponimo era stato dato a due vie: una vicino alla Chiesa di S. Barbara ed un’altra

         corrispondeva alle attuali Vie F. Filzi e S. Rita.

         La famiglia Moncada aveva certamente più palazzi in Paternò, avendone per lunghissimo tempo la signoria, e

         quindi è probabile che due vie portassero lo stesso cognome preceduto da nome o seguito da altro cognome

         specificativo, che col tempo però è andato perduto.

Via Ospedale Vecchio = attuale Via Vincenzo Gioberti. Fu detta cosi perchè, durante la peste del 1576, vi fu

         ubicato un ospedale o lazzaretto per gli appestati.

Via Pantano - oggi Via Goldoni = probabilmente cosi chiamata perchè portava alla Contrada << Pantano >> o in onore

         di una famiglia di benestanti, soprannominata cosi.

Via Pappalardo = oggi Via Archimede. Forse così chiamata da una famiglia che vi abitava.

Via Patellina = via cittadina, che una volta si snodava dalla biforcazione del corso principale all'altezza di Via

          Collegio fino alla contrada che ancora porta questo nome e alla strada che conduce a Ragalna e a Belpasso

         (Strada Prov. 57). Patellina fu un antichissimo quartiere di Paternò, distrutto molto probabilmente dalle lave

         dell'Etna in epoca romana. Dette colate laviche raggiunsero infatti Paternò durante le quattro eruzioni

         avvenute negli anni 613, 618, 627 e 631 dalla fondazione di Roma (Vedi Storia di Paternò del Bellia in <<

          Note Storiche su Paternò >> - Vol. 2° di Cunsolo e Rapisarda - Ibla - Paternò, 1976 - pag. 133).

         In detto quartiere sono state trovate antiche vestigia di abitazioni di tutti i tempi, nonchè medaglie e antichi

         sepolcri, per cui alcuni storici hanno localizzato ivi una antica ed importante città greca, che, per il Bellia e

         per altri, si identifica con Palica.

         Il nome di Patellina pare sia dovuto o ad un caratteristico vassoio usato nei sacrifici agli dei o al culto per

         la dea Patella o Patellana, per certi aspetti identificabile con la dea Ibla, divinità apportatrice di fertilità.

         In particolare la dea Patella o Patellana era colei cui si doveva lo schiudersi delle spighe di grano.

Via Poggio S. Cataldo - oggi Via Poggio = cosi detta perchè vi era una volta la Chiesa di S. Cataldo.

Via Rigolizzi = corrispondeva all'attuale via F. Crispi. Sconosciuta è l'etimologia del toponimo che autorizza a

          credere che Rigolizzi fosse il cognome di un maggiorente della Via.

Via Rocca = attuale Via Nino Bixio. Era prima chiamata cosi forse perchè portava alla << rocca >> o << roccaforte

          >>, cioè al Castello, o perchè portava alle << Rocche di San Pietro >>, presso il Santuario di Maria SS. della

          Consolazione, o alle rocce, che sono ancora sparse sulla collina. << Rocca >> era da intendersi la lava uscita

          dal vulcano di Paternò.

Via Rocche = è una antica via che porta ancora questo nome per distinguere appunto le lave sgorgate dall'Etna, da

          quelle sgorgate dal nostro vulcano, la cui lava era detta << rocca >>. Le lave etnee raggiunsero anche la

          località in cui è ubicata la detta << Via Rocche >> in epoca romana.

Via S. Anna = è quella dalla quale Giuseppe Garibaldi entrò in Paternò il 14 luglio 1862. Infatti l'Eroe dei due

         Mondi, attraversato il Simeto, aggirò la zona occidentale della nostra Città per evitare l'impatto con le

         truppe governative. Questa via, quindi, avrebbe dovuto essere intitolata a Garibaldi, ma si preferì

         intitolargli quella più importante del Cassero e lasciare a questa il suo nome in ossequio alla Santa

         Protettrice delle gestanti, alla quale è dedicata un'icona.

Via S. Antonio = oggi Via S. Antoninello, forse per distinguerla dall'altra via omonima.

Via S. Paolo = oggi Via Nazario Sauro, per la prevalenza dell'elemento patriottico sul sacro. Anticamente vi era la

          Chiesa di S. Paolo.

Via Truglio = due vie avevano questo stesso nome: una, che ancora conserva questo nome e si snoda dalla sinistra

         di via G. B. Nicolosi, all'altezza del quartiere della Chiesa Nuova e un'altra che corrispondeva all'attuale

          Via S. Teresa. Il nome derivava da agiate famiglie di questo cognome.

Via Ventura = oggi Via Leonardo da Vinci. Aveva preso il nome da una cospicua famiglia che vi abitava. Le è stato

          cambiato il nome per distinguerla dal Vico Ventura.

 

Vanedda do’ tri parmi = la denominazione << vanedda >> è stata poco usata a Paternò. Tra le più note è da

          annoverare quella detta << do' tri parmi >>, appunto perchè tanto angusta da non superare i 75 centimetri di

          larghezza. Una di queste strade si trovava tra la via Celona e la Via S. Antonio; un’altra tra la Via Duca

          degli Abruzzi e la via Chiesa Nuova.

 

 

Vico delli Cannatari = corrispondeva ad un tratto dell’attuale Via Libertà.

Vico di Don Pietro Celia = trovavasi nella zona del SS. Salvatore e si estendeva da mezzogiorno a tramontana.

Vico di Don Giuseppe Gaetano Ciancio = corrispondeva approssimativamente all'attuale cortile Ciancio. In origine,

           però, doveva essere più grande.

Vico di Giuseppe Coppola ( Cannitaro ) = trovavasi nel quatriere << Piano Canne >>.

Vico di Cosentino, altrimenti detto, Gradazzi = probabilmente si trovava nella parte alta di Via Cassero.

Vico del Notabile Don Francesco Felice = corrispondeva all'attuale vico Felice.

Vico del Canonico Gaudio = corrispondeva alla parte iniziale dell'attuale via Gaudio.

Vico di Gesù e Maria = trovavasi nel quartiere di S. Barbara e assai probabilmente corrispondeva ad un tratto

           dell'attuale Via Sacramento.

Vico La Rocca = oggi Via Stesicoro, per la prevalenza letteraria sulle famiglie locali.

Vico del Sacerdote Don Andrea La Russa = trovavasi nel quartiere << S. Giovanni >>.

Vico di Mastro Santo Napoli = trovavasi nel Piano S. Barbara e si sviluppava a levante.

Vico di Mastro Onofrio Nicosia (falegname) = era ubicato nel Piano S. Barbara e si sviluppava a ponente.

Vico di Mastro Giuseppe Pillari (possidente) = trovavasi nel quartiere di S. Gaetano e si snodava da ponente a

          levante. Corrispondeva alla prima parte dell'attuale via V. Alfieri.

Vico di Mastro Bartolo Ragaglio (calzolaio) = trovavasi nel quartiere di S. Gaetano.

Vico di Nicolò Rapisarda = si imboccava dalla Via Cassero.

Vico di Donna Vincenza Russo = corrispondeva alla parte iniziale dell'attuale Via Russo.

Vico di Don Gioacchino Scala (aromataio) = trovavasi in corrispondenza dell'attuale via Felice, dietro la Chiesa

          della Madonna della Scala. L'omonimia tra l'aromataio e il titolo della Madonna è casuale: Don Gioacchino

          vi abitava ai primi dell'ottocento e la Chiesa venne edificata nel 1875.

Vico di Don Salvatore Sciacca (aromataio) = trovavasi dietro la Chiesa della Madonna della Scala e corrispondeva

          alla parte iniziale dell'attuale Via Madonna della Scala.

Vico Domenico Sinatra = ai primi dell'ottocento lo si trova tra i vicoli, mentre ai primi del novecento è tra le vie. Di

          poi però questo toponimo fu cambiato radicalmente ed infatti essa via corrispondeva all’attuale Via Isonzo,

          snodandosi tra la Chiesa Nuova e la Via G. B. Nicolosi. Il cambiamento del nome è certamente scaturito dalla

          necessità di differenziare due vie con lo stesso nome; infatti allora come oggi, esisteva una Via Sinatra, nel

          quartiere del Salvatore, a ridosso dell'attuale Palazzo di Città.

Vico Toscano = oggi Via Savoja, per la prevalenza filomonarchica sulle famiglie locali.

Vico Urso = oggi tratto Sud di Via Impallomeni. Certo aveva preso il nome da una cospicua famiglia che vi abitava.

Vico di Mastro Antonio Virgillito = corrispondeva ad una parte dell'attuale Via Virgillito.

Vico di Vivacqua = trovavasi nel quartiere << SS. Salvatore >>. Il toponimo è uno dei casi tipici per cui il

          soprannome prevaleva sul cognome. Il personaggio doveva essere abbastanza noto come bevitore di acqua,

          cioè come astemio.