STATUTO DEL COMUNE DI PATERNO'

SUPPLEMENTO STRAORDINARIO G.U.R.S. 12 febbraio 1994, n. 8

Titolo I PRINCIPI GENERALI e ispiratori

Art. 1 Comunità

1. La comunità di Paternò individua il Comune quale ente autonomo locale, che la rappresenta, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo.

2. Lo statuto è l’espressione della sua sovranità nel territorio; costituisce l’assetto giuridico della comunità locale uniformando le sue regole alle peculiari esigenze che la caratterizzano; individua le funzioni che il Comune esercita unitamente a quelle attribuite o delegate dalle leggi statali e regionali.

3. La gestione dei servizi e le attività amministrative sono informate al metodo della programmazione, ricercando collaborazione e cooperazione con la Regione, le Province e gli altri enti locali nel rispetto di equiordinate posizioni istituzionali.

Art. 2 Tradizioni democratiche

1. Il Comune ispira la propria azione al rispetto delle tradizioni civili e democratiche della sua comunità, ne recepisce gli ideali di pace e i valori di giustizia, di solidarietà e di cooperazione umana; concorre a realizzare l’unificazione europea promuovendo la cooperazione tra enti locali a livello nazionale e continentale.

2. Favorisce l’incontro e la comprensione fra i popoli, le etnie ed i singoli nel rispetto della persona umana e delle differenti tradizioni culturali, storiche e religiose.

Art. 3 Diritti delle persone

1. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale.

2. Il Comune concorre a tutelare la vita umana in ogni suo momento, esalta il valore della maternità e della procreazione cosciente e responsabile promuovendo e sviluppando a tal fine adeguati servizi sociali e sanitari.

3. Riconosce i diritti del minore e la loro autonoma rilevanza anche nella collettività civile, tutela l’infanzia promuovendo opportune politiche socio-educative.

4. Opera per superare le discriminazioni esistenti tra i sessi e per determinare effettive condizioni di pari opportunità.

5. Recepisce la carta dei diritti del malato. Promuove la valorizzazione delle risorse dell’anziano. Assicura il pieno sviluppo civile della persona umana nel rispetto della sua condizione psico-fisica.

6. Individua nella pace un diritto fondamentale delle persone, dei popoli e delle etnie, in conformità ai principi costituzionali e alle norme internazionali che riconoscono i diritti fondamentali delle persone e sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie.

7. Promuove iniziative di educazione alla pace rivolte a tutta la popolazione ed in particolare ai giovani.

Art. 4 Diritto all’ambiente

1. Il Comune riconosce l’ambiente come bene essenziale della collettività e ne assume la tutela e le qualità come obiettivi fondamentali della propria politica. Ispira la propria azione al rispetto degli equilibri ecologici capaci di garantire una migliore qualità della vita.

2. I cittadini hanno il dovere di favorire e concorrere alla realizzazione di iniziative ed interventi finalizzati alla valorizzazione dell’ambiente e ad uno sviluppo sostenibile.

3. Costituisce danno ambientale la lesione del diritto all’ambiente. Spetta al Comune di prevenire la lesione ambientale e di esercitare, nell’interesse della collettività, ogni azione diretta all’inibitoria o al ristoro del danno ambientale al fine primario della riduzione in pristino.

Art. 5 Identità cittadina e sociale

1. Il Comune, nel promuovere la specificità e l’identità locale rispetta le idealità civili e religiose, individuali e collettive nel rispetto delle tradizioni storiche locali e di altre realtà etniche e culturali.

2. Fa proprio il contributo che le diverse idealità possono dare alla promozione del bene comune.

3. Riconosce ai cittadini, alle famiglie, alle organizzazioni, quelle attività che sono dirette al bene della comunità.

4. Garantisce e valorizza il diritto della persona, in forma singola o associata, a concorrere all’indirizzo, allo svolgimento e al controllo dell’attività dell’amministrazione locale. A tal fine assicura la partecipazione degli utenti alla gestione dei servizi sociali.

5. Sono titolari individuali dei diritti riconosciuti di iniziativa, partecipazione, accesso e informazione, salvo diversa esplicita disposizione di legge, statuto, regolamento:

a) i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune di Paternò;

b) i cittadini residenti nel Comune, non ancora elettori, che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età;

c) i cittadini italiani, stranieri, apolidi ancorché non residenti ma che nel Comune esercitano la propria prevalente attività di lavoro di studio.

Art. 6 Garanzia dei diritti

1. Tutti i cittadini hanno il diritto di accedere ai servizi.

2. E’ interesse del cittadino singolo o associato, di esercitare i servizi di partecipazione all’attività amministrativa.

3. Il Comune garantisce e regola la partecipazione popolare, l’accesso alle informazioni ed ai procedimenti amministrativi.

4. Il Comune concorre ad assicurare a tutti i cittadini uguali condizioni sociali, formative, culturali, di espressione delle idee, dei valori, della pratica religiosa e di accesso al lavoro; opera per rimuovere ogni discriminazione e forma di emarginazione al fine di garantire il pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi.

Art. 7 Formazioni associative

1. Il Comune riconosce la funzione sociale dell’associazionismo e ne favorisce la diffusione.

2. Il Comune considera le associazioni di volontariato come soggetti di partecipazione e di contributo sociale autonomo al perseguimento degli interessi generali e ne agevola la formazione e l’attività.

3. Le formazioni associative hanno rapporti con il Comune e con i suoi enti strumentali improntati al rispetto della reciproca autonomia.

Art. 8 Doveri

1. I cittadini hanno il dovere di osservare lo statuto.

2. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, onestà e responsabilità.

3. Nell’ambito delle leggi e del coordinamento della finanza pubblica sono tenuti a concorrere alle spese comunali, specialmente in ragione della loro capacità contributiva, nel rispetto del criterio di progressività.

Art. 9 Promozione delle differenze e pari opportunità

1. Il Comune riconosce nella differenza tra le persone ed i sessi un valore, la considera una risorsa in grado di produrre forme di convivenza sociale in cui possono esprimersi i contributi dei singoli.

2. Promuove la formazione di diverse soggettività e rimuove tutti quegli ostacoli che impediscono la realizzazione di pari opportunità.

3. Promuove azioni positive al fine di favorire la presenza e l’impegno delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale.

Art. 10 Funzioni del Comune

1. Il Comune esercita le funzioni amministrative che riguardano la popolazione ed il territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi sociali, dell’assetto ed utilizzazione del territorio, della tutela e valorizzazione dei beni culturali e dell’ambiente, dello sviluppo economico e della polizia amministrativa; riconosce nel patrimonio storico, archeologico, artistico e paesistico un preminente contributo ai valori della civiltà ed un aspetto inalienabile della cultura e dell’identità comunale. Il Comune riconosce nell’impegno culturale e sportivo del tempo libero un momento rilevante ed autonomo della formazione ed esplicazione della persona umana, ne favorisce la diffusione e lo sviluppo, promuovendo la realizzazione di strutture ed iniziative idonee, valorizzando l’attività di gruppi ed associazioni.

2. Il Comune per favorire l’efficienza dei servizi attua forme di cooperazione con altri Comuni e con la Provincia.

Art. 11 Principi organizzativi

1. Il Comune di Paternò esercita le sue funzioni e disciplina la propria organizzazione coerentemente allo sviluppo di una città moderna che nella crescente complessività esige responsabilità ed efficacia, trasparenza e moralità.

2. Ordina i propri uffici con il fine della massima efficienza amministrativa e del costante adeguamento alle esigenze del cittadino, promuovendo le opportune forme di consultazione con tutte le organizzazioni rappresentative dei cittadini.

3. Nel rispetto del dettato costituzionale riconosce e valorizza il ruolo di confronto, di proposta e di contrattazione dei sindacati dei lavoratori.

4. E’ riconosciuto e garantito alle formazioni sociali ed ai singoli cittadini il diritto ad una informazione completa ed imparziale sulle sue attività come premessa per una effettiva partecipazione popolare.

Art. 12 Territorio e sede

1. Il Comune comprende il territorio delimitato dalla legislazione vigente e stabilisce la propria sede principale nel palazzo comunale in zona Ardizzone, largo Municipio.

2. Il trasferimento della sede può essere disposto secondo le procedure stabilite dalla legge per la modifica dello statuto.

Art. 13 Titolo di città, stemma e gonfalone

1. Paternò è stata insignita del titolo di città con D.P.R. del 9 febbraio 1983.

2. Segni distintivi della città di Paternò sono lo stemma civico ed il gonfalone.

Lo stemma: di azzurro alla torre al naturale, merlata alla ghibellina, aperta e finestrata del campo, fondata sulla campagna di verde, sostenuta da due ceraste dragonali, controrampanti d’oro. Ornamenti esteriori del Comune. Riconoscimento ottenuto col D.P.R. del 10 giugno 1951.

Il gonfalone è costituito: da un drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale con l’iscrizione centrata in argento: Comune di Paternò. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati.

L’asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento. Concesso al Comune di Paternò con D.P.R. dell’1 luglio 1952.

L’uso e la riproduzione di tali simboli per fini non istituzionali sono vietati.

3. La denominazione con toponimi di vie e piazze e luoghi è determinata sulla base degli indirizzi approvati dal consiglio comunale, nel rispetto di criteri e procedure definiti dal regolamento sulla toponomastica.

Art. 14 Potestà regolamentare

1. Il regolamento costituisce atto normativo generale approvato dal consiglio comunale.

2. I regolamenti contengono disposizioni sulle materie esplicitamente rinviate ad essi dalle leggi e dal presente statuto, nonché quanto implicitamente derivante dall’organizzazione dell’ente e dall’esercizio delle funzioni.

3. I regolamenti degli organi istituzionali, sul decentramento, sul procedimento amministrativo, sui contratti, sulla contabilità, sull’organizzazione degli uffici, sono approvati a maggioranza assoluta del consiglio, gli altri regolamenti sono approvati con la presenza della maggioranza dei membri assegnati.

Titolo II PRINCIPI PROGRAMMATICI

Art. 15 Programmazione e solidarietà internazionale

1. Il Comune di Paternò, patrimonio universale dell’umanità, favorisce la libertà, la pace e l’incontro fra i popoli. Si impegna per il rispetto, la dignità e l’accoglienza di ogni essere umano, attiva forme di cooperazione, scambi e gemellaggi con le città di tutto il mondo prevedendo interventi e modalità organizzative che garantiscano continuità di relazioni e sempre più stretti rapporti. Il consiglio comunale istituisce una commissione speciale con il compito di iniziative dirette a consolidare il ruolo di Paternò città operatrice e messaggera di pace.

2. Al fine di concorrere alla determinazione degli obiettivi dei piani e programmi statali e regionali il Comune acquisisce l’apporto delle rappresentanze sociali.

3. Promuove e sostiene iniziative che sviluppano il processo di integrazione europea, persegue gli intenti della Carta europea dell’autonomia locale e si impegna per la sua attuazione.

4. Nello spirito della solidarietà ricerca, anche impegnandosi per offrire opportunità di lavoro ed accesso alla casa, l’integrazione sociale degli immigrati e garantisce il rispetto dei loro diritti.

Art. 16 Pianificazione territoriale

1. Il Comune di Paternò riconosce la tutela dell’ambiente e del paesaggio fra i valori fondamentali della comunità. A tal fine condiziona più rilevanti interventi sul territorio e gli insediamenti produttivi a valutazione di impatto ambientale nei modi stabiliti da un apposito regolamento, sostiene interventi e progetti di recupero ambientale e naturale, adotta tutte le misure per contrastare e ridurre l’inquinamento atmosferico, acustico, delle acque e garantire la salubrità dei luoghi di lavoro.

2. Definisce ed attua, attraverso gli strumenti urbanistici, un organico assetto del territorio, avuto riguardo alla tutela dell’ambiente, nel quadro di un programmato sviluppo degli insediamenti umani, delle infrastrutture sociali e degli impianti tecnologici, turistici e commerciali di cui assicura il rispetto.

3. Definisce ed attua piani di difesa del suolo, del sottosuolo e del patrimonio naturale finalizzati a prevenire ed eliminare ogni forma di degrado ambientale e di inquinamento atmosferico, idrico ed acustico.

4. Il piano regolatore generale è strumento essenziale di pianificazione territoriale. Si predispone costante verifica sulle trasformazioni urbanistiche ed edilizie nel centro storico prevedendo limiti e vincoli per le modifiche di destinazione d’uso.

5. E’ sottoposta a particolari garanzie di inedificabilità l’area collinare, tutela le coltivazioni e le alberature tipiche e favorisce il razionale sfruttamento agricolo del territorio attualmente idoneo allo scopo.

6. Il consiglio comunale istituisce la conferenza permanente sull’ambiente, quale organo consultivo espressivo delle associazioni ed istituzioni maggiormente rappresentative. Il regolamento allegato alla delibera costitutiva determina i criteri di composizione e le modalità elettive.

7. Assicura il rispetto delle prescrizioni e delle istituzioni per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

8. Per l’attuazione degli indirizzi e delle scelte della programmazione il Comune predispone programmi di attività e di spesa per le materie di sua competenza, nonché per le materie ad esso delegate dalla Regione e dallo Stato.

9. Il Comune, attraverso il piano regolatore generale e i vari piani urbanistici territoriali, promuove la qualificazione degli insediamenti umani, produttivi e delle infrastrutture, provvede alla difesa dell’equilibrio ecologico ed alla tutela e valorizzazione delle risorse culturali e paesaggistiche.

10. Assume il carattere policentrico del territorio comunale come fattore determinante per la qualificazione dell’ambiente urbano comunale e dello sviluppo economico e sociale. A questo fine favorisce il recupero e la rivitalizzazione degli insediamenti e dei centri storici.

11. Definisce ed attua il piano urbano del traffico, della circolazione e dei parcheggi, adeguato ai fabbisogni di mobilità della popolazione residente e fluttuante, con particolare riguardo alle esigenze lavorative, scolastiche, turistiche e ludiche, coordinando il traffico privato e lo sviluppo dei servizi pubblici con la difesa dei valori ambientali, economici e sociali.

12. Il Comune di Paternò persegue il fine di assicurare ad ogni cittadino il diritto alla casa quale riconoscimento di una funzione sociale prevalente. Nell’ambito dei limiti, modi di acquisto e godimento determinati dalla legge per l’esercizio della proprietà privata sono previsti interventi per il pieno utilizzo del patrimonio immobiliare sfitto e misure appropriate per favorire il mercato delle locazioni anche con previsioni convenzionali integranti i piani urbanistici e le concessioni.

Art. 17 Sicurezza civile ed ambientale

1. La sicurezza civile ed ambientale costituisce il presupposto fondamentale dello sviluppo e della crescita economica della comunità.

2. Il Comune valorizza il proprio territorio come centro per attività di protezione civile, di sicurezza e tutela ambientale, articolazione del servizio nazionale e regionale.

3. Promuove convenzioni con le università ed i centri di ricerca, per la realizzazione di progetti di ricerca scientifica e tecnologica per la sicurezza civile ed ambientale.

4. Sostiene ed incentiva l’organizzazione del volontariato in materia di protezione civile ed ambientale.

5. Il Comune opera per mantenere il proprio territorio libero da impianti che pregiudichino la sicurezza della comunità.

Art. 18 Diritto all’impresa

1. Il Comune riconosce il valore dell’iniziativa imprenditoriale pubblica, cooperativa e privata, come strumento di crescita sociale ed economica del territorio. Promuove lo sviluppo di attività economiche ecologicamente sostenibili e socialmente utili e si adopera per la diffusione di tale cultura di impresa.

2. Nel rispetto di ogni autonomia sostiene, promuove, incentiva il rafforzamento e l’insediamento di attività imprenditoriali nel proprio territorio e in area più vasta, in collaborazione con i Comuni circostanti e con altri soggetti.

3. Opera attivamente per la realizzazione delle infrastrutture e comunicazioni necessarie per le attività produttive ed economiche del territorio.

4. Promuove iniziative finanziarie utili alla realizzazione delle attività imprenditoriali e l’informazione sull’espansione dei mercati connesse al completamento del mercato unico europeo.

5. Persegue la realizzazione di collaborazione con l’università di Catania, con altri atenei e centri di ricerca ai fini della qualificazione dello sviluppo.

Art. 19 Sviluppo economico

1. Il Comune di Paternò favorisce con idonei interventi il sistema produttivo locale, valorizzando la rete di servizi e infrastrutture a supporto della piccola e media impresa, predisponendo ed attuando programmi per la produzione di attività terziarie tecnologicamente avanzate, sostenendo il commercio e le attività di supporto al turismo.

2. Tutela gli esercizi e i mestieri tipici locali, anche con agevolazioni e definizione di vincoli e prescrizioni urbanistiche. La rete commerciale si sviluppa con integrazione e coordinamento fra esercizi al minuto e grande distribuzione.

3. Adegua le attività e i programmi di sviluppo alle innovazioni determinate dal progresso tecnologico e scientifico; promuove il coordinamento tra gli enti pubblici locali, provinciali, regionali e nazionali operanti sul territorio per la programmazione ed integrazione di interventi che favoriscono la ricerca, l’arricchimento del sistema informativo, la modernizzazione della rete di comunicazioni e servizi.

4. Si attiva per offrire opportunità di lavoro e progetti formativi ai cittadini in cerca di occupazione, agevolando l’associazionismo cooperativo e consortile, favorendo la formazione professionale ed esperienze ed inserimento professionale di inabili e portatori di handicap.

5. Promuove lo sviluppo dell’agricoltura, riconoscendo la vocazione prevalentemente agrumicola del suo territorio, attraverso ogni utile iniziativa per la coltivazione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti.

6. Lo sviluppo economico, sociale, culturale nonché la valorizzazione delle risorse territoriali, ambientali ed umane sono perseguite attraverso la promozione e gestione diretta ed indiretta dei servizi nelle forme e con le modalità di cui al presente statuto, nonché mediante le attività di pianificazione, programmazione e promozione nei riguardi dei soggetti pubblici e privati operanti nel Comune.

7. In particolare, il Comune cura lo sviluppo economico nel rispetto della programmazione nazionale, regionale e comunale, adottando piani di intervento volti precipuamente a favorire l’occupazione, anche mediante società di incentivo.

8. Il regolamento disciplina le società di incentivo costituite a seconda delle esigenze, nelle forme previste dalle società civilistiche ad esclusione delle società di persone, per favorire la nascita e lo sviluppo di attività produttive, agricole, commerciali, turistiche e direzionali.

9. Le società di incentivo, a prevalente capitale comunale o misto con la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati, sono finalizzate ove si ravvisi un interesse generale all’avvio dell’attività e alla loro cessione ai soggetti a favore dei quali la società è stata costituita.

10. Il provvedimento di istituzione dovrà stabilire il sistema di finanziamento – anche con ricorso al credito – l’oggetto societario, la modalità di cessione delle società e di recupero graduale del capitale investito e l’eventuale partecipazione agli utili.

Art. 20 Diritto allo studio, formazione ed aggiornamento professionale, educazione permanente

1. Il Comune persegue l’attuazione del diritto allo studio, mediante la rimozione degli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale.

2. Promuove, in collaborazione con le istituzioni scolastiche, le attività didattiche per una moderna e completa formazione a tutti i livelli di istruzione, favorisce l’insediamento nel proprio territorio di corsi ed attività universitarie.

3. Promuove, sostiene e coordina attività di formazione e di aggiornamento professionale al fine di migliorare la qualificazione dei lavoratori autonomi e dipendenti nonché degli imprenditori dei settori produttivi e del territorio.

4. Concorre alla promozione sociale e culturale della comunità con iniziative di educazione permanente, avendo particolare riguardo alle attività culturali e formative destinate alla terza età in un contesto che valorizzi lo scambio di conoscenze ed esperienze tra generazioni diverse.

Art. 21 Servizi sociali

1. Il Comune, nell’ambito dei servizi socio-assistenziali programmati dalla Regione attua i propri programmi e promuove interventi sociali perseguendo la prevenzione dell’emarginazione e la tutela dei soggetti deboli. A tal fine realizza strumenti organizzativi in grado di acquisire la conoscenza delle situazioni di rischio sociale e di assicurare il massimo recepimento delle istanze.

Art. 22 Politiche sociali e sanitarie

1. Il Comune di Paternò pone al centro della sua azione amministrativa il riconoscimento e la tutela della persona umana nella sua globalità.

2. Concorre a garantire nell’ambito delle sue competenze il diritto alla salute, partecipa alla definizione ed all’attuazione dei programmi annuali e pluriennali, anche attraverso il coordinamento e la promozione dell’attività delle strutture sanitarie locali.

3. Promuove una diffusa educazione sanitaria per una efficace opera di prevenzione, opera per il più efficace abbattimento delle barriere architettoniche, sviluppa un efficiente servizio di assistenza sociale, a favore soprattutto delle categorie più deboli ed emarginate, riconoscendo pari dignità a tutti i soggetti pubblici, privati, del volontariato operante nel settore.

4. Si impegna, anche con opportuni provvedimenti normativi, a garantire alla popolazione anziana l’accoglienza ed il sostegno necessario, a rimuovere particolari situazioni di povertà e di emarginazione.

5. Promuove l’attività sportiva, assicurando l’accesso agli impianti comunali, opportunamente regolamentato, a tutti i cittadini. Si attiva, con il coinvolgimento di associazione e società sportive, per garantire l’educazione motoria e favorire la pratica sportiva ad ogni fascia di età, quali momenti formativi e occasioni di incontro, aggregazioni, espressioni della persona.

6. Attua una organica ed integrata politica di interventi sociali, a tutela della famiglia che ne consenta il libero svolgimento delle sue funzioni.

Art. 23 Cultura

1. Il Comune di Paternò valorizza il patrimonio culturale della città in tutte le sue forme, sostiene la produzione di nuove espressioni culturali, favorisce iniziative fondate sulla tradizione storica locale, promuove nel rispetto delle reciproche autonomie la più ampia collaborazione con le istituzioni culturali statali, regionali e locali.

2. Si attiva per una completa catalogazione del patrimonio monumentale artistico, librario e una costante archiviazione di atti e documenti, predisponendo misure per consentirne la visione e la consultazione al pubblico nel più ampio arco temporale. Si impegna per la conservazione e valorizzazione del patrimonio museale, archivistico e bibliotecario di sua proprietà affidato alla sua gestione.

3. Provvede, con interventi di sostegno, ad incentivare occasioni di formazione professionale per il restauro, l’artigianato artistico, le espressioni culturali; impegna quota parte delle risorse destinate a realizzazioni di opere pubbliche e oneri di urbanizzazione per la commissione di opere d’arte e la qualificazione dell’arredo urbano.

4. Il Comune riconosce nella biblioteca pubblica una struttura fondamentale per assolvere ai bisogni informativi culturali della comunità ed una delle vie attraverso la quale:

- mettere a disposizione di tutti le testimonianze del pensiero dell’uomo;

- conservare la memoria della propria comunità.

5. Il Comune assicura l’autonomia culturale della propria biblioteca ed individua, altresì, nella cooperazione bibliotecaria la via attraverso la quale realizza l’integrazione delle risorse e la qualificazione dei propri servizi quale sistema informativo.

6. Il Comune gestisce il servizio di biblioteca pubblica a mezzo di istituzione.

Art. 24 Carnevale - Rocca Normanna Fiera di settembre - Arte Natale

1. Il Carnevale, la Rocca Normanna, la Fiera di settembre e l’Arte Natale costituiscono le principali manifestazioni storico-culturali che caratterizzano e contraddistinguono la città di Paternò.

2. Il Comune in collaborazione con le istituzioni locali, provinciali e regionali, ne sostiene e ne promuove la conoscenza in Italia e all’estero, ne persegue il continuo miglioramento e qualificazione dal punto di vista storico-culturale e organizzativo.

Art. 25 Condizione giovanile

1. Il Comune affida ai giovani il compito di rinnovare e perpetuare i principi posti a base dello statuto e della vita della comunità.

2. Ne promuove la formazione nel rispetto dello sviluppo della persona e opera affinché l’inserimento nel mondo del lavoro avvenga sulla base delle capacità, del merito e del bisogno individuale.

3. Opera il superamento delle emarginazioni di ordine economico, sociale e culturale e promuove adeguate iniziative per eliminare ogni causa, in particolar modo opera per impedire la diffusione della tossicodipendenza.

4. Promuove gli scambi culturali e di esperienze fra i giovani della città e di altre realtà nazionali ed estere, le attività culturali dei singoli e delle associazioni giovanili.

5. Realizza e rende funzionali spazi associativi autogestiti, per il raggiungimento della migliore espressione individuale e collettiva.

Art. 26 Sport e tempo libero

1. Il Comune valorizza lo sport, sostiene il turismo e le iniziative motorie, ricreative e formative.

2. Assicura il funzionamento degli impianti sportivi, ne prevede lo sviluppo, sostenendo una equilibrata valorizzazione delle discipline.

3. Predispone gli strumenti per agevolare i disabili nell’esercizio del diritto all’attività motoria, alla pratica degli sports e al godimento del tempo libero.

4. Collabora con enti di promozione sportiva, riconosce e sostiene l’associazionismo sportivo, ricreativo e turistico con particolare riguardo alla terza età.

Titolo III ORGANI DEL COMUNE

Art. 27 Riparto delle competenze

1. L’attribuzione delle competenze agli organi dell’ente, ivi comprese quelle previste dalla vigente normativa, per l’esercizio delle funzioni proprie, attribuite o delegate sono disciplinate, nel rispetto della legge 8 giugno 1990, n.142, recepita con la legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nonché della legge regionale 26 agosto 1992, n.7 e dalle riserve di legge dalla stessa previste, dalle disposizioni del presente statuto.

2. Salvo le attribuzioni già espressamente previste dalla legge n. 142/90, recepita con la legge regionale 11 dicembre 1991, n.48 e dallo statuto, con regolamento del consiglio comunale, da emanarsi entro sei mesi dall’approvazione dello statuto, sono individuati i provvedimenti anche previsti dalle legislazioni speciali che costituiscono, secondo l’ordinamento del Comune, espressione dell’attività di indirizzo e controllo di competenza degli organi elettivi e quelli di gestione riservati al segretario ed ai funzionari dell’ente.

3. La qualificazione della natura degli atti fra quelli di indirizzo e di controllo e quelli di gestione è sottoposta a verifica ed alle eventuali modifiche regolamentari che si rendessero necessarie con periodicità non inferiore ad un anno da parte del consiglio sulla scorta di apposita relazione della giunta.

4. Fino all’entrata in vigore della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7, l’attribuzione delle competenze agli organi elettivi monocratici (cioè sindaco ed assessore) viene proposta dalla giunta comunale con propria deliberazione dopo la sua elezione ed approvata dal consiglio comunale nel rispetto di quanto eventualmente previsto nel documento programmatico. Nella deliberazione di cui al presente comma possono essere poste limitazioni alla potestà di delega del sindaco agli assessori.

5. Il riparto delle competenze attribuite al segretario ed ai funzionari definiti dal regolamento di cui al comma 2 è disciplinato dal regolamento di organizzazione dell’ente.

Art. 28 Organi

1. Sono organi del Comune: il consiglio, la giunta ed il sindaco, ai quali si applicano le norme vigenti in materia di elezione e nomina durata in carica e, inoltre, di ineleggibilità, incandidabilità, incompatibilità, sospensione, rimozione, decadenza, dimissioni e responsabilità.

Art. 29 Consiglio comunale

1. Il consiglio comunale, rappresentando l’intera comunità, determina l’indirizzo ed esercita il controllo politico-amministrativo.

2. Il consiglio comunale, costituito in conformità alla legge, ha autonomia organizzativa e funzionale.

3. L’elezione del consiglio, la sua durata in carica, il numero dei consiglieri e la loro posizione giuridica sono disciplinati dalla legge, che ne regola anche lo svolgimento, la sospensione dell’organo e la rimozione e sospensione dei consiglieri.

4. Il consiglio comunale, eletto nei modi previsti dalla legge regionale 26 agosto 1992, n. 7, è composto da n. 40 consiglieri.

5. I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione nella prima seduta utile dal verificarsi della vacanza. Cessano dalla carica con le dimissioni, che vanno presentate al consiglio e sono irrevocabili, immediatamente efficaci e non necessitano di presa d’atto.

6. L’eventuale rinunzia del subentrante o la presenza di cause di ineleggibilità che dovessero successivamente intervenire non fanno venir meno la completezza del consiglio.

7. Il consiglio dura in carica sino all’elezione. Dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali può adottare solo gli atti urgenti e improrogabili.

8. Il consiglio si avvale di commissioni consiliari permanenti costituite nel proprio seno con criterio proporzionale, l’organizzazione e i poteri delle quali sono disciplinati dal regolamento. In seno al consiglio si debbono costituire gruppi consiliari che saranno disciplinati da apposito regolamento.

Art. 30 Prima adunanza del consiglio

1. Il consiglio comunale, espletate le operazioni di giuramento, convalida e surroga, procede all’elezione nel suo seno del presidente a maggioranza assoluta dei componenti il consiglio.

2. Ove tale maggioranza non venga raggiunta, si procede ad una seconda votazione in cui risulta eletto il candidato che abbia riportato la maggioranza semplice. Con la stessa procedura il consiglio elegge il vicepresidente.

3. La prima convocazione del consiglio è disposta dal presidente uscente; in mancanza, dal consigliere neoeletto che abbia riportato il maggior numero di preferenze individuali. Ad esso spetta, in ogni caso, la presidenza provvisoria dell’assemblea fino all’elezione del presidente.

Art. 31 Competenze e attribuzioni

1. Il consiglio comunale esercita la potestà e le competenze previste dalla legge e svolge le sue attribuzioni conformandosi ai principi, ai criteri, alle modalità ed ai procedimenti stabiliti nel presente statuto e nelle forme regolamentari.

2. Impronta l’azione complessiva dell’ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità ai fini di assicurare il buon andamento e l’imparzialità.

3. Nell’adozione degli atti fondamentali privilegia il metodo e gli strumenti della programmazione, perseguendo il raccordo con la programmazione provinciale, regionale e statale.

4. Gli atti fondamentali devono contenere l’individuazione degli obiettivi e delle finalità da raggiungere e la destinazione delle risorse e degli strumenti necessari all’azione da svolgere.

5. Ispira la propria azione al principio di solidarietà.

Art. 32 Presidente del consiglio comunale

1. Il presidente del consiglio comunale convoca il consiglio comunale, previa consultazione della conferenza dei capigruppo, ne stabilisce l’ordine del giorno, dando la precedenza, nei limiti consentiti dalla legge e dal presente statuto, alle proposte del sindaco; dirama gli avvisi di convocazione in modo che i consiglieri possano prendere visione degli atti almeno tre giorni prima della seduta o almeno 24 ore prima nei casi di urgenza; attiva le commissioni consiliari; presiede il consiglio comunale e dirige il dibattito.

2. In caso di assenza o di impedimento il presidente è sostituito dal vice presidente e, in caso di mancanza o di impedimento di questo, dal consigliere presente che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali.

3. Il consiglio deve essere pure convocato quando lo richiedano il sindaco o un quinto dei consiglieri comunali.

Art. 33 Partecipazione del sindaco e degli assessori alle riunioni del consiglio

1. Alle riunioni di consiglio partecipa, senza diritto di voto, il sindaco o un assessore da lui delegato; possono partecipare, senza diritto di voto, gli assessori.

Art. 34 Sessioni e convocazione

1. L’attività del consiglio si svolge in sessioni ordinarie e straordinarie.

Art. 35 Lavori consiliari e votazioni

1. Il consiglio si riunisce validamente, in prima convocazione, con l’intervento della maggioranza dei consiglieri in carica.

2. La mancanza del numero legale comporta la sospensione di un’ora della seduta.

3. Qualora anche alla ripresa dei lavori dovesse venir meno il numero legale, la seduta è rinviata al giorno successivo col medesimo ordine del giorno e senza ulteriore avviso di convocazione nemmeno per gli assenti.

4. Nella seduta di prosecuzione, è sufficiente per la validità delle deliberazioni l’intervento dei due quinti dei consiglieri in carica.

5. Le deliberazioni sono adottate col voto della maggioranza assoluta dei presenti salvo i casi in cui è prescritta una maggioranza qualificata.

6. Le votazioni hanno luogo con voto palese, il regolamento stabilisce i casi in cui si vota a scrutinio segreto.

7. Si computano per determinare la maggioranza dei votanti coloro che si astengono, nelle votazioni segrete le schede bianche costituiscono astensione.

8. Nell’osservanza delle norme poste a tutela delle minoranze, la votazione avviene con voto limitato ad uno, risultando designati o eletti i soggetti che hanno riportato il maggior numero di voti. In caso di parità di voti si precede al ballottaggio.

9. L’organizzazione e il funzionamento del consiglio sono disciplinati dal regolamento interno approvato con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti.

10. Nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione se non sia stata iscritta all’ordine del giorno e se gli atti non siano stati messi a disposizione dei consiglieri almeno tre giorni prima o 24 ore prima nei casi di urgenza.

Art. 36 Pubblicità delle sedute

1. Le sedute del consiglio comunale sono pubbliche.

Art. 37 Commissioni consiliari

1. Il consiglio istituisce commissioni permanenti.

2. La composizione, il numero, le competenze e le modalità di funzionamento delle commissioni sono disciplinati dal regolamento.

3. Le commissioni hanno funzione istruttoria, referente e redigente dei provvedimenti di competenza del consiglio.

4. Nell’ambito delle rispettive competenze le commissioni vigilano, riferendo periodicamente al consiglio, sull’attività amministrativa del Comune e dei suoi uffici, sull’attuazione del programma e sull’attività delle istituzioni, consorzi, aziende e società appartenenti al Comune.

5. Il consiglio comunale su richiesta della giunta, ordine del giorno sottoscritto da un terzo dei consiglieri comunali, iniziativa popolare con almeno 2.000 sottoscrizioni, può deliberare la costituzione di una commissione d’inchiesta rappresentativa di tutti i gruppi presenti in consiglio per accertare la regolarità e correttezza delle attività amministrative comunali.

6. Il consiglio comunale delibera la costituzione di commissioni speciali per l’esame e la risoluzione di particolari questioni o problemi prevedendo anche la partecipazione di membri non consiglieri.

7. Il regolamento degli organi istituzionali determina le modalità di costituzione e la disciplina delle commissioni d’inchiesta e speciali. Salvo quanto specificato diversamente dal regolamento, le procedure di lavoro seguite sono quelle previste per le commissioni permanenti, con obbligo di motivazione delle risoluzioni.

Art. 38 Diritti e doveri dei consiglieri comunali

1. La posizione giuridica e lo status dei consiglieri sono regolati dalla legge. Essi rappresentano l’intera comunità alla quale costantemente rispondono.

2. E’ consigliere anziano il consigliere più anziano per preferenze individuali.

3. Ogni consigliere, secondo le procedure stabilite dal regolamento, e nell’ambito del potere di vigilanza inerente al mandato, ha diritto di:

a) esercitare l’iniziativa per gli atti di competenza del consiglio;

b) formulare interrogazioni, interpellanze, mozioni;

c) ottenere informazioni e copie di atti e documenti utili all’espletamento del mandato senza che possa essere opposto il segreto d’ufficio, con esclusione dei documenti coperti da segreto ai sensi delle disposizioni vigenti e da divieto di divulgazione comunque previsto dall’ordinamento (art. 27, comma 1, legge regionale n. 10/91).

4. I consiglieri comunali che, senza giustificato motivo, non intervengano a tre sedute ordinarie consecutive del consiglio comunale sono dichiarati decaduti. La decadenza è pronunciata dal consiglio comunale d’ufficio o su istanza di qualunque cittadino, previa contestazione al consigliere interessato, il quale potrà far pervenire le proprie giustificazioni entro il termine di giorni cinque dal ricevimento della stessa.

6. Ciascun consigliere è tenuto ad eleggere un domicilio nel territorio comunale.

7. Nel rispetto dei principi sulla trasparenza amministrativa ed in attuazione del diritto degli elettori di controllare l’operato degli eletti, ogni componente del consiglio e della giunta è tenuto a rendere pubblica:

a) la propria situazione patrimoniale al momento dell’elezione e durante lo svolgimento del mandato, mediante il deposito presso l’ente di dichiarazioni annuali concernenti i redditi, i diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti nei pubblici registri, le azioni di società e le quote di partecipazione a società, l’esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società;

b) la propria situazione associativa, mediante dichiarazioni annuali che attestino la non appartenenza a società segrete e che indichino a quali associazioni e organizzazioni egli sia iscritto e quali ne siano gli scopi e l’ambito di attività, i consiglieri devono, altresì, rendere pubbliche le spese effettuate e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale;

8. Il regolamento degli organi istituzionali stabilisce in dettaglio i contenuti delle dichiarazioni di cui al comma precedente, i documenti da allegare, i termini tassativi per la loro presentazione.

9. Il Comune assicura i consiglieri comunali, il sindaco ed i componenti della giunta per tutti i rischi connessi all’esercizio delle loro funzioni (art. 23 della legge 27 dicembre 1985, n. 816).

Art. 39 Consigliere incaricato

1. Il presidente del consiglio o il sindaco, per favorire l’esercizio delle competenze, possono proporre al consiglio comunale di attribuire a singoli consiglieri uno specifico incarico che può prevedere anche compiti rivolti ad agevolare il buon andamento dell’attività o dei lavori degli organi del Comune e delle loro reciproche relazioni.

2. Il consigliere incaricato è eletto sulla base di un programma che definisce gli scopi da conseguire nonché i tempi, gli indirizzi, le prerogative e gli strumenti necessari al mandato conferito. Il consiglio può, con delibera motivata, revocare l’incarico anche prima del completamento del mandato.

3. Il consigliere incaricato dal consiglio è eletto con la maggioranza dei consiglieri assegnati ed è invitato alla riunione della giunta municipale su problemi attinenti al suo incarico.

Art. 40 Gruppi consiliari

1. I consiglieri si costituiscono in gruppi secondo le modalità stabilite dal regolamento e ne danno comunicazione.

2. Ciascun gruppo consiliare è composto da almeno due consiglieri.

3. In deroga a quanto previsto dal precedente comma è ammessa la costituzione in gruppo anche di un solo consigliere, quando risulti l’unico eletto di una lista.

Art. 41 Conferenze dei capigruppo

1. La conferenza dei capigruppo è costituita dai presidenti dei gruppi e dal sindaco che la presiede.

2. La conferenza ha competenze esclusivamente organizzative; il regolamento ne disciplina le modalità di funzionamento.

Art. 42 Competenze del consiglio

1. Il consiglio comunale è l’organo di controllo politico-amministrativo sull’attività dell’ente. Partecipa della funzione di indirizzo mediante l’adozione dei seguenti atti fondamentali:

a) gli statuti dell’ente e delle aziende speciali, i regolamenti, l’ordinamento degli uffici e dei servizi;

b) i programmi, le relazioni previsionali e programmatiche, i piani finanziari ed i programmi di opere pubbliche, i bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, storni di fondi, i conti consuntivi, i piani territoriali e urbanistici, i programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione, le eventuali deroghe ad essi, i pareri da rendere nelle dette materie;

c) la disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni del personale; le piante organiche e le relative variazioni;

d) le convenzioni tra i Comuni e quelle tra Comuni e Provincia, la costituzione e la modificazione di forme associative;

e) l’istituzione, i compiti e le norme sul funzionamento degli organismi di decentramento e di partecipazione;

f) l’assunzione diretta dei pubblici servizi, la costituzione di istituzioni e di aziende speciali, la concessione dei pubblici servizi, la partecipazione dell’ente locale a società di capitali, l’affidamento di attività o servizi mediante convenzione;

g) l’istituzione e l’ordinamento dei tributi, la disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi;

h) gli indirizzi da osservare da parte delle aziende pubbliche e degli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza;

i) la contrazione dei mutui e l’emissione dei prestiti obbligazionari;

l) le spese che impegnino i bilanci per gli esercizi successivi, escluse quelle relative alla somministrazione e fornitura al Comune di beni o servizi a carattere continuativo;

m) l’autorizzazione ad avvalersi di modalità di gara diverse dai pubblici incanti, in materia di lavori pubblici o di forniture (art. 78 della legge regionale n. 10/93).

Art. 43 Attività ispettiva del consiglio

1. Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire commissioni speciali e commissioni di indagine su qualsiasi materia attinente all’amministrazione comunale.

La commissione, che deve essere composta con criterio proporzionale, riferisce al consiglio al termine dei lavori, stabilito all’atto dell’istituzione della commissione stessa.

2. I consiglieri che abbiano presentato interrogazioni e mozioni hanno diritto a una risposta del sindaco entro trenta giorni dalla presentazione presso la segreteria del Comune.

Art. 44 Giunta comunale

1. La giunta è l’organo di governo del Comune.

2. Impronta la propria attività ai principi della collegialità, della trasparenza e dell’efficienza.

3. La giunta comunale è composta dal sindaco, che la presiede, e da otto assessori di cui uno assume le funzioni di vice sindaco.

4. Se nel corso del mandato sia accertata una variazione demografica che comporti un aumento o una diminuzione del numero degli assessori ai sensi dell’art. 24 della legge regionale 26 agosto 1992, n.7, di essa terranno conto i candidati alla carica di sindaco nella formazione dell’elenco degli assessori che essi sono tenuti a presentare all’elettorato a norma dell’art. 9, comma 4, della citata legge.

5. Il sindaco nomina, tra gli assessori, il vice sindaco che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

Qualora sia assente o impedito anche il vice sindaco, fa le veci del sindaco in successione il componente della giunta più anziano di età.

6. Il sindaco può, in ogni tempo, revocare uno o più assessori riferendo al consiglio comunale, entro sette giorni, sulle ragioni del provvedimento.

7. In caso di revoca, di dimissioni, di decadenza o morte di un assessore, il sindaco provvede alla nomina del nuovo assessore.

8. Gli atti adottati dal sindaco a norma dei precedenti commi sono immediatamente esecutivi e sono comunicati al consiglio comunale, alla sezione provinciale del CO.RE.CO. e all’Assessorato regionale degli enti locali.

9. La giunta cessa dalla carica quando per qualsiasi ragione il sindaco cessi dalla sua carica.

10. L’assessore non consigliere acquista le prerogative di assessore ed i diritti di informazione e di accesso del consigliere dal momento dell’esecutività della nomina fino alla cessazione dell’incarico. Egli partecipa con diritto di parola e proposta nelle sedute del consiglio comunale, senza, però, diritto di voto.

11. L’assessore non consigliere deve essere in possesso dei requisiti richiesti dalla legge in materia di eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere.

12. Non può essere proposto quale assessore colui che abbia concorso, senza essere eletto, come candidato alle elezioni comunali nel mandato in corso.

13. La candidatura proposta dal sindaco deve essere motivata e accompagnata da specifico curriculum che evidenzi professionalità e competenza.

Art. 45 Attribuzioni della giunta

1. La giunta è l’organo esecutivo del Comune e concorre all’elaborazione dell’indirizzo politico e amministrativo.

2. Esercita attività di promozione, di iniziativa e di impulso. Compie tutti gli atti di amministrazione a contenuto generale o che presuppongano scelte di tipo discrezionali ove questi non sono attribuite ad altri organi e non rientrano nella competenza esclusiva del consiglio.

3. La giunta, in particolare, nell’esercizio di attribuzioni di Governo:

a) propone al consiglio i regolamenti;

b) approva progetti, programmi esecutivi, disegni attuativi dei programmi e tutti i provvedimenti che comportano impegni di spesa sugli stanziamenti di bilancio, che non sono attribuite al consiglio;

c) elabora linee di indirizzo e predispone proposte di provvedimenti da sottoporre alle determinazioni del consiglio;

d) assume attività di iniziativa, di impulso e di raccordo con gli organi di partecipazione;

e) elabora e propone al consiglio criteri per la determinazione delle tariffe;

f) adotta provvedimenti di assunzione, cessazione, e, su parere dell’apposita commissione, quelli disciplinari e di sospensione dalle funzioni del personale comunale, non riservati ad altri organi;

g) propone criteri generali per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualunque genere ad enti e persone;

h) dispone l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;

i) autorizza il sindaco a stare in giudizio come attore o convenuto ed approva transazioni;

l) fissa la data di convocazione dei comizi per i referendum consultivi;

m) approva gli accordi di contrattazione decentrata, fatta salva la materia riservata alla competenza normativa del consiglio;

n) decide in ordine a controversie di competenze funzionali che sorgessero fra gli organi gestionali dell’ente;

o) fissa, ai sensi degli accordi decentrati, i parametri, gli standards ed i carichi funzionali di lavoro per misurare la produttività dell’apparato, sentito il segretario comunale.

4. Riferisce al consiglio sulla propria attività con apposita relazione da presentarsi in sede di approvazione del conto consuntivo.

5. Può richiedere al consiglio il parere sugli atti di propria competenza.

6. La giunta compie tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al consiglio e non rientrino nelle competenze del sindaco, degli organi di decentramento, del segretario o dei funzionari.

7. Riferisce annualmente al consiglio sulla propria attività e svolge attività propositiva e di impulso nei suoi confronti. A questo fine sottopone al consiglio schemi di deliberazione degli atti che rientrano nella competenza del consiglio stesso.

Art. 46 Attribuzioni degli assessori

1. Nel rispetto degli indirizzi e dell’attività collegiale della giunta, ad ogni assessore vengono attribuite, con delega del sindaco, materie omogenee, corrispondenti a specifici settori funzionali, con il compito di sovrintendere agli uffici secondo gli indirizzi stabiliti dal consiglio, dalla giunta e dal sindaco.

2. Spetta all’assessore presentare alla giunta e al consiglio per le relative deliberazioni gli atti inerenti i settori di sua competenza.

3. L’assessore vigila sull’attuazione dei programmi e sul corretto esercizio delle attività amministrative e di gestione. Presenta annualmente alla commissione consiliare competente ed al consiglio una relazione sull’andamento degli uffici cui è proposto e sui risultati raggiunti in relazione ai programmi.

4. Il sindaco può modificare le competenze di ogni assessore per motivi di coordinamento ed in relazione a progetti specifici, dandone comunicazione al consiglio.

Art. 47 Adunanze e deliberazioni

1. La giunta è convocata e presieduta dal sindaco, che stabilisce gli argomenti da trattare, tenuto conto degli argomenti proposti dai singoli assessori.

2. La giunta delibera con l’intervento della metà più uno dei componenti in carica ed a maggioranza assoluta di voti.

3. Le sedute della giunta non sono pubbliche. La giunta può, però ammettere alle proprie sedute persone non appartenenti al collegio.

4. Nessuna proposta può essere sottoposta a deliberazione se non sia stata iscritta all’ordine del giorno e se gli atti non siano stati messi a disposizione degli assessori almeno 24 ore prima.

5. L’assessore vigila sull’attuazione dei programmi e sul corretto esercizio delle attività amministrative e di gestione. Presenta semestralmente in giunta una relazione sull’andamento degli uffici a cui è preposto e sui risultati raggiunti in relazione ai programmi, anche allo scopo di costituire idoneo supporto per la relazione semestrale del sindaco sullo stato di attuazione del programma.

Art. 48 Elezione del sindaco e competenze

1. Il sindaco, eletto nei modi previsti dalla legge regionale 26 agosto 1992, n.7, rappresenta l’ente, convoca e presiede la giunta, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, cura, per la parte di sua competenza, l’attuazione del programma politico enunciato all’atto della candidatura, promuove o indice le conferenze di servizio nei procedimenti amministrativi che coinvolgono enti diversi dal Comune, compie tutti gli atti di amministrazione che dalla legge o dallo statuto non siano specificatamente attribuiti alla competenza di altri organi del Comune, degli organi di decentramento, del segretario e dei funzionari.

2. Spetta al sindaco la nomina di rappresentanti del Comune presso aziende, enti, istituzioni e commissioni, col limite previsto dall’art. 13 cpv. della legge regionale n.7/92.

3. Il sindaco opera per assicurare agli utenti la massima fruibilità dei servizi pubblici e di interesse pubblico nelle varie fasce orarie e in ogni periodo dell’anno.

4. Nell’ambito della disciplina regionale e degli eventuali indirizzi espressi dal consiglio comunale, coordina gli orari degli uffici, dei servizi pubblici e degli esercizi commerciali, stabilisce l’orario di attività dei pubblici esercizi e ne predispone programmi di apertura per turno nei mesi estivi.

5. Assicura l’unità di indirizzo politico ed amministrativo della giunta promuovendo e coordinando l’attività degli assessori.

6. Adotta tutti gli atti e provvedimenti a rilevanza esterna non espressamente delegati agli assessori.

7. Ha competenza e poteri di vigilanza e controllo dell’attività degli assessori e delle strutture gestionali esecutive.

8. Promuove, anche tramite o su richiesta del segretario comunale, indagini e verifiche amministrative sull’intera attività del Comune.

9. Prima di assumere le funzioni il sindaco presta giuramento innanzi al prefetto secondo la formula di rito.

10. Distintivo del sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica da portarsi a tracolla della spalla destra.

11. Il sindaco può delegare un consigliere all’esercizio delle funzioni di coordinamento delle attività del consiglio, alla sovrintendenza agli uffici di supporto concernenti il consiglio, le commissioni consiliari, i gruppi consiliari, i consiglieri incaricati, gli organismi di partecipazione.

12. Spetta al sindaco la stipula dei contratti dell’ente, tenuto conto della funzione rogante del segretario generale e dell’assenza di dirigenza locale.

Art. 49 Incarichi a esperti

1. Per l’espletamento di attività connesse con le materie di sua competenza, il sindaco può conferire sino a tre incarichi a tempo determinato, con contratto di lavoro autonomo, ad esperti estranei all’organizzazione, che siano muniti di diploma di laurea e in possesso di qualificazione adeguata ai compiti affidati.

2. Sull’attività degli esperti da lui nominati il sindaco riferisce annualmente al consiglio comunale.

Art. 50 Inizio e cessazione delle funzioni di sindaco

1. Il sindaco assume l’esercizio delle sue funzioni dopo il giuramento prestato dinanzi al prefetto.

2. Può cessare anticipatamente dalla carica per decadenza, dichiarata dalla sezione provinciale del Comitato regionale di controllo, o per dimissioni, manifestate al consiglio comunale, con atto del cui deposito il segretario comunale dà notizia alla sezione provinciale del Comitato regionale di controllo.

3. Ove il consiglio, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, valuti l’esistenza di gravi inadempienze programmatiche, può promuovere, una sola volta nel quadriennio, la consultazione del corpo elettorale sulla rimozione del sindaco.

Art. 51 Relazione sullo stato di attuazione del programma

1. Ogni sei mesi il sindaco presenta una relazione scritta al consiglio comunale sullo stato di attuazione del programma e sull’attività svolta nonché sui fatti particolarmente rilevanti.

2. Il consiglio comunale, entro dieci giorni dalla presentazione della relazione, esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni.

Art. 52 Deleghe - Sospensione dei provvedimenti degli assessori e dei funzionari

1. Il sindaco può delegare a singoli assessori, con apposito provvedimento, determinate sue attribuzioni.

2. Può, con ordinanza motivata, sospendere l’esecuzione degli atti adottati in base a delega degli assessori, sottoponendoli all’esame collegiale della giunta nella prima seduta successiva all’ordinanza.

3. Può altresì sospendere l’esecuzione di specifici atti adottati dai funzionari nell’ambito delle proprie competenze sottoponendoli all’esame e alle conseguenti decisioni della giunta.

4. Il documento programmatico su cui avviene l’elezione del sindaco, un resoconto delle valutazioni del consiglio ed il programma definitivo per il quadriennio, sono diffusi ai nuclei familiari attraverso pubblicazioni del Comune.

5. Il sindaco può sospendere con ordinanza motivata l’esecuzione di atti adottati (in base alla propria delega) dagli assessori, sottoponendoli all’esame collegiale della giunta nella prima seduta successiva all’ordinanza.

6. Il sindaco può affidare, ad uno o più consiglieri comunali, compiti specifici, delimitandone funzioni e termini.

7. Il sindaco può sospendere motivatamente l’esecuzione di atti di competenza dei funzionari; questi vanno discussi in giunta nella prima seduta successiva all’ordinanza di sospensione e dall’esito della discussione il sindaco dovrà adottare la decisione definitiva.

8. Il sindaco invia trimestralmente ai capigruppo consiliari il programma generale dei lavori della giunta.

Art. 53 Attribuzioni del sindaco nei servizi statali

1. Il sindaco, in qualità di ufficiale del Governo, sovrintende agli atti ed alle funzioni di competenza statale ad esso attribuiti dalle leggi e dai regolamenti statali e non espressamente delegati.

2. Il sindaco può rivolgere comunicazioni al consiglio su questioni concernenti l’esercizio delle attribuzioni di cui al comma 1°.

Art. 54 Orari

1. Il sindaco è autorità di coordinamento degli orari degli esercizi commerciali dei servizi pubblici, nonché degli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche. Il Comune adotta un piano regolatore degli orari al fine di armonizzare l’esplicazione dei servizi alle esigenze complessive e generali degli utenti.

2. Il sindaco opera per assicurare agli utenti la massima fruibilità dei servizi pubblici e di interesse pubblico nelle varie fascie orarie ed in ogni periodo dell’anno. A tal uopo, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale all’inizio del mandato e sentite le associazioni di categoria e di consumatori, coordina gli orari degli uffici, dei servizi pubblici e degli esercizi commerciali, determina l’orario di attività dei pubblici esercizi e ne predispone programmi di apertura per turno nei mesi estivi.

Art. 55 Vice sindaco

1. Il sindaco nomina tra gli assessori il vice sindaco.

2. Il vice sindaco esercita le funzioni del sindaco in caso di sua assenza o impedimento.

3. In mancanza del sindaco o del vice sindaco, ne fa le veci l’assessore più anziano di età.

Titolo IV ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE

Capo I Partecipazione individuale e collettiva

Art. 56 Diritti individuali

1. Il Comune di Paternò considera la tutela dei diritti della persona indirizzo fondamentale per l’attività amministrativa, favorisce il loro esercizio, adotta, quali norme regolamentari specifiche, carte dei diritti per evidenziare norme di garanzia e rispetto per categorie deboli.

2. Interrogazioni o interpellanze sono rivolte all’amministrazione comunale con almeno duecento sottoscrizioni per i motivi e nelle forme previste per l’esercizio dei consiglieri comunali, nel rispetto di procedure e termini definiti nel regolamento degli organi istituzionali.

Art. 57 Libere forme associative

1. Il Comune di Paternò, nel rispetto della reciproca autonomia, favorisce le libere forme associative senza scopo di lucro, negli ambiti della cultura, dello sport, del tempo libero, della salvaguardia della natura e dell’ambiente, dell’assistenza, della difesa dei diritti, della pace e della cooperazione fra i popoli, ed in ogni altra sfera socialmente significativa.

2. Il Comune di Paternò concorre a costituire le condizioni per ottimizzare l’impegno delle libere forme associative e ne favorisce la partecipazione all’amministrazione locale. Il regolamento sulle libere forme associative disciplina la tempestiva informazione sulle materie di specifico interesse, la concessione di patrocinio, i criteri per l’assegnazione di contributi economici e mezzi strumentali, le procedure per l’assegnazione di sedi e spazi pubblici.

3. E’ istituito l’albo delle associazioni con sede nel Comune di Paternò. L’ammissione all’albo avviene sulla base di una documentata attività svolta nell’anno precedente per associazioni costituite da almeno dodici mesi.

4. E’ pubblicato, con scadenza annuale, l’elenco delle libere associazioni ed organizzazioni del volontariato che hanno ottenuto agevolazioni o usufruiscono di beni del Comune, nonché di quelle che ne hanno fatto richiesta.

5. Qualora le iniziative e le attività realizzate da tali associazioni ed organismi di volontariato si caratterizzino per continuità e livello qualitativo, il Comune può instaurare con esse specifiche convenzioni di durata massima triennale.

Il regolamento specifica i profili generali delle convenzioni, le modalità di verifica del livello qualitativo, la possibilità di recesso.

Art. 58 Volontariato

1. Il Comune di Paternò favorisce e sostiene l’apporto fondamentale delle organizzazioni di volontariato per il conseguimento delle finalità pubbliche, sviluppando integrazione di attività nell’erogazione dei servizi, privilegiando le iniziative che consentono più elevati livelli di socialità, solidarietà, crescita civile.

2. La programmazione dei servizi e delle attività istituzionali dell’ente deve considerare la presenza di organizzazioni di volontariato che operano negli specifici ambiti, prevedendo condizioni di priorità in caso di ricorso a convenzioni esterne.

3. Il Comune di Paternò attiva progetti ed iniziative finalizzate che coinvolgono organizzazioni del volontariato, promuove la formazione e l’aggiornamento, incentiva la nascita di nuove occasioni di volontariato, istituisce specifico centro di servizio a disposizione delle organizzazioni.

4. E’ garantito, nel rispetto delle leggi, l’apporto di volontari in forma individuale ed associata a finalità istituzionale dell’ente, previo accertamento delle capacità operative e adeguata formazione.

5. Il comitato di coordinamento permanente delle organizzazioni di volontariato iscritto all’albo, secondo le disposizioni di legge, è costituito dai presidenti delle organizzazioni che hanno sede a Paternò, ed esercita le funzioni, esprime pareri e proposte, organizza la propria attività secondo le disposizioni previste dal regolamento sulle libere forme associative.

6. Il consiglio comunale approva annualmente un rapporto organico sull’apporto del volontariato allo svolgimento dell’attività dell’ente, contenente l’indicazione dei rapporti convenzionali, delle iniziative di collaborazione, degli indirizzi programmatici, dei dati quantitativi sul coinvolgimento dei volontari e dell’utenza.

Capo II Organismi di partecipazione

Art. 59 Le consulte

1. Le consulte costituiscono organismi di partecipazione ove sono rappresentate libere associazioni, organizzazioni di volontariato, categorie professionali, enti, istituzioni, individuati dal consiglio comunale nelle specifiche delibere istitutive; le consulte esercitano funzioni consultive e di proposta su specifici ambiti dell’attività dell’amministrazione nei confronti della giunta e del consiglio in particolare nella fase di predisposizione dei provvedimenti che attengono le materie di competenza.

2. Il consiglio comunale nella delibera istitutiva specifica la composizione della consulta, le procedure di convocazione e di voto, gli atti e i provvedimenti sui quali esprime pareri obbligatori. La consulta è formata dai soggetti maggiormente rappresentativi, tenendo conto, per quanto riguarda le associazioni, del numero degli aderenti e della continuità nel tempo dell’iniziativa.

3. Il consiglio comunale può eleggere quale presidente della consulta anche persona particolarmente rappresentativa nell’ambito delle materie a cui è finalizzata l’azione della consulta, non membro del consiglio comunale o della giunta.

4. La giunta nella fase di predisposizione degli atti di programmazione comunale convoca specifiche riunioni delle consulte per la definizione degli obiettivi e degli strumenti necessari al loro perseguimento.

Art. 60 Conferenza dei servizi

1. La conferenza dei servizi è costituita dalla consultazione collettiva di enti pubblici, organizzazioni sindacali, categorie economiche, ordini professionali, organizzazioni di volontariato, associazioni e forze sociali interessate per il confronto e l’espressione di pareri su provvedimenti o interventi di competenza dell’amministrazione.

2. Il sindaco è competente per la convocazione e la presidenza della seduta, che avviene almeno una volta durante l’anno, per la verifica dello stato dei servizi di più rilevante interesse per la comunità al fine di favorire la programmazione ed il coordinamento.

3. Il consiglio comunale disciplina con provvedimento generale il carattere permanente di conferenze di servizi su materie specifiche definendo l’oggetto, il funzionamento, le modalità di espressione di pareri, l’informazione sui risultati, i soggetti obbligatoriamente partecipanti.

Art. 61 Consulta delle donne

1. Il Comune di Paternò istituisce la consulta delle donne, composta da una rappresentanza dei gruppi e delle associazioni femminili presenti nella città.

2. La consulta delle donne si propone di promuovere il ruolo della donna nella società, di valorizzare il fare ed il sapere femminile in tutte le sue forme, di sostenere le pari opportunità nel lavoro, di promuovere interventi contro la violenza sessuale.

3. Con regolamento vengono disciplinate le modalità costitutive, la composizione, gli ambiti privilegiati di proposta e gli atti da sottoporre a preventivo parere obbligatorio.

Capo III Iniziativa, consultazioni popolari e referendum

Art. 62 Istanza

1. L’istanza costituisce formale richiesta scritta rivolta al consiglio comunale, alla giunta, ai funzionari, per atti di loro competenza, formulata da soggetti singoli o associati, consente sollecitazioni per audizioni da parte di rappresentanti dell’amministrazione, oppure memoria sui contenuti di atti amministrativi o normativi da adottare, al fine di contribuire a evidenziare determinate esigenze che rappresentano effettivo interesse comune.

2. Il regolamento degli organi istituzionali stabilisce i criteri di valutazione ed i soggetti preposti all’esame delle istanze, prevedendo comunque risposta motivata all’istanza entro trenta giorni dalla presentazione.

Art. 63 Petizione

1. La petizione rappresenta la formale domanda al consiglio comunale o alla giunta, sottoscritta da almeno cinquecento soggetti aventi diritto o dieci libere forme associative iscritte all’albo delle associazioni, per esporre comuni necessità e chiedere adeguati provvedimenti amministrativi.

2. Il regolamento degli organi istituzionali stabilisce i criteri di esame delle petizioni prevedendo comunque una risposta motivata entro quarantacinque giorni dalla presentazione, in cui si dà atto degli atti conseguenziali assunti ovvero della possibilità a provvedere.

3. La petizione deve contenere l’indicazione di tre cittadini rappresentanti dei firmatari che devono essere preventivamente uditi dal sindaco o suo delegato nel caso di emanazioni di atti.

Art. 64 Proposta

1. I soggetti di cui all’articolo precedente possono proporre al consiglio comunale o alla giunta l’adozione di formali e definitivi provvedimenti amministrativi.

2. Il regolamento degli organi istituzionali individua le condizioni di ammissibilità di forma della proposta, le modalità con cui i proponenti possano avvalersi della collaborazione degli uffici comunali, le modalità ed i termini per l’istruttoria della proposta che deve essere posta in discussione dall’organo destinatario entro due mesi dalla sua presentazione, anche opportunamente integrata o modificata.

3. La proposta deve contenere l’indicazione di tre rappresentanti dei firmatari, che devono essere uditi preventivamente all’attivazione della fase istruttoria dal sindaco o suo delegato.

Art. 65 Consultazioni

1. Il Comune di Paternò favorisce il più ampio coinvolgimento della comunità alle scelte amministrative e promuove, al fine di una maggiore conoscenza degli orientamenti che maturano nella realtà sociale, economica, civile, forme di consultazione popolare. Sono valorizzati gli strumenti di carattere statistico per una costante informazione sulle modificazioni delle caratteristiche della comunità.

2. Le consultazioni possono consistere in sondaggi di opinione, distribuzione e raccolta di questionari, verifiche a campione, consultazioni di settore per categorie professionali o utenti di servizi. Possono essere delimitate a zone specifiche della città, o particolari fasce della popolazione.

3. Il consiglio comunale delibera sulle iniziative di consultazione predisponendo atti generali di disciplina quando le iniziative siano direttamente attivate dal Comune e specifiche convenzioni per l’affidamento di raccolta ed elaborazione dei dati a terzi.

4. Il sindaco promuove la discussione sui risultati della consultazione o sui dati acquisiti con dibattito in consiglio comunale entro due mesi dalla comunicazione del risultato.

Art. 66 Referendum consultivo

1. Il referendum consultivo è indetto dal sindaco su iniziativa popolare, quale consultazione inerente le scelte dell’amministrazione in relazione a indirizzi e decisioni che riguardano la vita della città ed il suo sviluppo.

2. La proposta di referendum, è articolata in unica domanda formulata in modo breve, chiaro, tale da lasciare obiettiva libertà di opzione.

3. Il risultato del referendum, discusso entro trenta giorni dalla sua ufficiale comunicazione dal consiglio comunale, impegna l’amministrazione a dar corso alla volontà popolare emersa dalla consultazione.

4. Il referendum consultivo è proposto da almeno 3.000 soggetti aventi diritto, con sottoscrizione nell’arco di tre mesi. L’ammissibilità dei quesiti da sottoporre a referendum è valutata dal collegio di tre esperti nominati dal consiglio comunale la cui composizione è stabilita dal regolamento sul referendum. Il giudizio degli esperti deve essere espresso prima dell’inizio della raccolta delle firme.

5. Hanno diritto a partecipare al referendum tutti i residenti maggiorenni, anche se non forniti di cittadinanza italiana.

6. Il regolamento sul referendum disciplina le procedure per lo svolgimento della consultazione, le adeguate forme di pubblicità e il giudizio di ammissibilità.

Art. 67 Limite e materie

1. Nel corso dell’anno può essere indetta un’unica giornata di votazione per lo svolgimento di referendum consultivi. Il regolamento sul referendum disciplina le priorità ed i criteri di scelta nel caso di iniziative referendarie superiori al numero massimo ammissibile ogni anno da esso stabilito.

2. I referendum non possono essere indetti su materie di non esclusiva competenza locale e su questioni attinenti:

a) elezioni, nomine, designazioni, revoche e decadenze;

b) il personale comunale o di enti, aziende, istituzioni dipendenti e società a partecipazione comunale;

c) lo statuto e i regolamenti che disciplinano il funzionamento degli organi comunali;

d) provvedimenti inerenti il bilancio, la contabilità, l’assunzione di mutui, l’emissione di prestiti e l’applicazione di tributi e tariffe;

e) oggetti già sottoposti a referendum negli ultimi cinque anni;

f) agli atti inerenti la tutela dei diritti delle minoranze.

Art. 68 Carta dei diritti

1. Il Comune può adottare carte dei diritti, elaborate su autonoma iniziativa dei cittadini.

2. Le carte dei diritti possono riguardare specifici ambiti della vita comunale o di particolari servizi. Le carte devono essere sottoscritte da almeno 1.000 cittadini e, dopo l’approvazione del consiglio comunale, pubblicate nelle sedi e negli uffici comunali.

Titolo V Organi burocratici ed uffici

Art. 69 Principi di organizzazione

1. Le attività amministrative del Comune sono organizzate in uffici e servizi riuniti per unità operative, secondo raggruppamenti di competenza adeguati all’assolvimento autonomo e compiuto di una o più attività omogenee.

2. Le unità operative sono individuate nello schema organizzativo approvato con deliberazione del consiglio comunale.

3. Il regolamento organico determina la pianta organica di ciascuna unità operativa, in modo da assicurare una struttura organizzativa adeguata ai compiti ed ai programmi attribuiti alle singole unità operative e può ulteriormente specificare le attribuzioni e i compiti dei funzionari preposti ai diversi uffici o servizi.

4. Per la realizzazione di particolari programmi e progetti possono essere istituiti, con deliberazione della giunta comunale, uffici speciali temporanei a cui sono preposti con incarico temporaneo conferito dal sindaco, sentiti la giunta comunale e il segretario generale, funzionari, scelti in considerazione della specifica preparazione professionale, del merito e dell’esperienza.

Art. 70 Segretario generale

1. Il segretario generale, nel rispetto delle direttive impartitegli dal sindaco, sovraintende allo svolgimento delle funzioni dei funzionari e ne coordina l’attività, ai fini del perseguimento degli indirizzi e delle direttive degli organi di governo del Comune.

2. Il segretario generale inoltre:

a) cura l’attuazione dei provvedimenti adottati dagli organi competenti, vigilandone l’esecuzione sollecita e conforme da parte dei funzionari responsabili;

b) è responsabile dell’istruttoria delle deliberazioni sottoposte alla giunta e al consiglio comunale, e provvede ai conseguenti atti di pubblicità ed esecutività;

c) partecipa alle riunioni della giunta e del consiglio comunale, curandone la verbalizzazione;

d) esprime il parere di legittimità sulle proposte di deliberazione sottoposte alla giunta ed al consiglio comunale;

e) sottopone al sindaco, prima della predisposizione da parte della giunta comunale, il progetto di bilancio annuale;

f) presiede, con l’osservanza dei criteri e delle procedure prestabiliti nel regolamento dei contratti, le commissioni di gara con l’assistenza di un ufficiale verbalizzante, dallo stesso delegato, e di cui fanno parte i responsabili dell’ufficio tecnico e degli affari generali;

g) ordina la fornitura di beni e servizi nei limiti degli impegni e secondo i criteri fissati dalla giunta ed i pagamenti delle spese fisse e derivanti da contratti;

h) autorizza le missioni e richiede le prestazioni straordinarie nei termini delle preventive autorizzazioni della giunta;

i) autorizza i congedi ordinari ed i permessi del personale e ogni altro atto di amministrazione e gestione del personale, l’irrogazione della sanzione disciplinare della censura, secondo la ripartizione delle competenze e le modalità stabilite dal regolamento;

l) dispone gli accertamenti sanitari, secondo le norme vigenti ed obbligatoriamente per le malattie di durata superiore a giorni cinque;

m) adotta provvedimenti di mobilità interna con l’osservanza delle modalità previste dalle disposizioni e dagli accordi sindacali in materia;

n) esercita il potere di sostituzione e di avocazione nei casi di accertata inefficienza dei preposti ai servizi;

o) contesta gli addebiti proponendo provvedimenti disciplinari e richiamando il personale ai doveri d’ufficio ed infligge la censura come previsto dal regolamento;

p) mantiene le funzioni di ufficiale rogante, attribuitegli dalla normativa vigente, nell’interesse del Comune.

2. Il segretario generale adotta gli atti di competenza dei funzionari che, per qualsiasi ragione, non siano attribuiti alla responsabilità di un funzionario ovvero in caso di vacanza del posto.

3. Il segretario generale nella tradizionale connotazione di responsabile della legalità e della correttezza amministrativa:

a) formula pareri, quando gli siano richiesti dagli organi di governo del Comune, in ordine ad iniziative ed atti riguardanti le competenze istituzionali degli stessi, esprimendo valutazioni di ordine tecnico-giuridico agli organi collegiali ed al sindaco;

b) collabora con le commissioni di studio e di lavoro;

c) coordina la fase istruttoria e quella di emanazione dei provvedimenti;

d) verifica l’efficacia e l’efficienza degli uffici e dei servizi e del personale ad essi preposto;

e) riceve le dimissioni del sindaco, degli assessori ed effettua le comunicazioni di cui all’art.16, comma 10della legge regionale n. 7/92;

f) riceve le richieste di sottoposizione a controllo delle delibere di giunta;

g) cura la trasmissione delle deliberazioni al CO.RE.CO. attestandone l’avvenuta pubblicazione, su conforme dichiarazione del messo, e l’esecutività;

h) verbalizza il giuramento degli assessori;

i) comunica all’Assessorato regionale degli enti locali l’omissione degli atti previsti dall’art. 19, comma 7 della legge regionale n.7/92.

Art. 71 Vice segretario generale

1. Il Comune ha il vice segretario generale che ha il compito di coadiuvare e sostituire di diritto il segretario generale in via generale in tutte le sue funzioni spettantigli in base alla legge, allo statuto o ai regolamenti, in caso di assenza o impedimento anche temporaneo o di vacanza del posto.

2. Il regolamento disciplina le modalità di copertura del posto di vice segretario generale ed i requisiti.

Art. 72 Capi unità operativa

1. I funzionari, in conformità a quanto stabilito dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti e dalla dotazione organica, nonché nell’ambito delle direttive e degli indirizzi politici degli organi di governo, godono di autonomia nell’organizzazione degli uffici cui sono preposti e sono direttamente responsabili dell’andamento degli uffici medesimi e della gestione delle risorse economiche, di personale e strumentali ad essi assegnate.

2. I funzionari, nell’ambito delle rispettive competenze, sono direttamente responsabili della correttezza amministrativa e dell’efficienza della gestione, nonché della traduzione in termini operativi degli obiettivi individuali e dell’attuazione dei programmi formulati dagli organi di governo dell’ente; essi partecipano all’individuazione degli obiettivi ed alla formulazione dei programmi con attività istruttoria e di analisi e con autonome proposte.

3. Nei limiti delle attribuzioni delle unità operative cui sono preposti, competono ai funzionari:

a) l’esecuzione delle deliberazioni degli organi di governo, anche con l’adozione di atti che impegnino l’amministrazione verso i terzi;

b) l’emanazione di atti costituenti manifestazione di giudizio e/o di coscienza, quali relazioni, valutazioni e pareri tecnici, attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, nonché autenticazioni e legalizzazioni;

c) il dovere di iniziativa in ordine a tutte le proposte di deliberazione di amministrazione corrente, per assicurare la continuità delle forniture, delle somministrazioni, dei servizi e dei lavori di manutenzione ordinaria, nonché gli atti non provvedimentali esecutivi delle anzidette deliberazioni;

d) la predisposizione, secondo le direttive del sindaco o dell’assessore competente, di tutte le altre proposte di deliberazione;

e) l’elaborazione delle proposte di previsione di bilancio relative all’amministrazione corrente nonché, sulla base delle direttive programmatiche impartite dal sindaco o dall’assessore competente, di tutte le altre previsioni di bilancio;

f) l’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione, licenza, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni secondo criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali o da deliberazioni comunali;

g) gli atti successivi alla pubblicazione dei bandi di gara o di concorso che non sono di competenza di apposita commissione;

h) gli atti di gestione finanziaria, i provvedimenti di accertamento e riscossione delle entrate di bilancio, nonché le procedure per il recupero dei crediti;

i) la firma della corrispondenza per il disbrigo degli affari correnti per la quale la legge non richieda espressamente la firma del capo dell’amministrazione;

l) i rapporti con i consulenti, comunque incaricati, per questioni che interessino atti od operazioni rimessi alla loro competenza.

5. I regolamenti possono individuare ulteriori categorie di atti da attribuire alla competenza dei funzionari responsabili delle unità operative.

6. I Funzionari di qualifica apicale costituiscono, sotto la presidenza del segretario generale, la conferenza dei funzionari, la quale ha funzioni propositive, consultive ed istruttorie in materia di gestione delle risorse economiche, di personale e strumentali, nonché di controllo di gestione.

Norme regolamentari disciplinano la convocazione, i poteri, la pubblicità dei lavori della conferenza dei funzionari.

7. Nell’ambito della propria competenza i funzionari individuano i responsabili delle attività istruttorie e di ogni altro adempimento procedimentale, connesso all’emanazione di provvedimenti amministrativi. Sono responsabili del buon andamento e dell’efficiente gestione degli uffici e dei servizi posti sotto la loro direzione, nonché dell’osservanza dei doveri d’ufficio da parte dei dipendenti assegnati all’unità operativa.

8. Il regolamento organico può direttamente attribuire a responsabili di ufficio inquadrati in qualifiche apicali poteri di emanazione di atti a rilevanza esterna di cui al precedente comma 3.

Art. 73 Proposte e pareri

1. I pareri previsti dall’art. 53 della legge n.142/90 sono resi dal dipendente che è preposto al servizio o da chi formalmente lo sostituisce, anche se non rivesta la qualifica di funzionario, fermo restando, in questo caso, la sua rilevanza interna al procedimento.

2. Nel caso di parere negativo, l’organo collegiale, se ritiene di deliberare in modo difforme, motiva l’atto riproducendo in modo integrale il parere integrativo. Negli altri casi viene inserita nell’atto la menzione dell’acquisito parere favorevole sulla proposta, la quale sarà riportata in modo succinto. Non sono necessari i pareri per gli atti che non hanno valenza deliberativa, per interrogazioni, mozioni ed ordini del giorno, mentre quelli relativi ad elezioni, convalida e per gli altri di natura politica o procedimentale che non comportino o modifichino impegni di spesa od oneri anche indiretti, sarà sufficiente solo il parere di legittimità, che potrà essere espresso anche nel corso della seduta consiliare.

3. Le proposte di deliberazione sono avanzate per iscritto, con l’indicazione dell’oggetto, del fine, dei presupposti giuridici e di fatto, dei mezzi finanziari e dei modi per raggiungere i fini del titolare del potere esplicitato dalla stessa proposta: per gli atti di mera gestione e per quelli di esecuzione di altri atti deliberativi, dagli organi burocratici; per gli atti di scelta amministrativa di indirizzo, controllo, promozione ed iniziativa, dagli organi politici.

4. I soggetti politici, singoli o collegiali, unitamente alla richiesta di inserimento di punti all’ordine del giorno dell’organo di cui fanno parte, presenteranno la relativa proposta per il completamento dell’istruttoria e per la raccolta dei relativi pareri. Qualora la proposta non rispecchi quanto prescritto dai commi precedenti oppure la delibera che si proponga non sia di competenza dell’organo adito, il relativo presidente non è obbligato all’iscrizione all’ordine del giorno, né a convocare l’organo ma dovrà darne, su conforme parere del segretario, immediata comunicazione al richiedente.

Art. 74 Disposizioni relative ai procedimenti amministrativi

1. Il procedimento, iniziato di ufficio o ad istanza di parte, deve essere concluso con l’adozione di provvedimento espresso, motivato, almeno con l’indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche su cui fonda la decisione dell’amministrazione; il provvedimento deve indicare il termine e l’autorità cui l’interessato può proporre ricorso.

2. Per ciascun tipo di procedimento il termine massimo entro cui deve concludersi, salvo i casi in cui detto termine è già fissato per legge o regolamento, è di sessanta giorni decorrenti dal ricevimento della domanda o dall’avvio d’ufficio del procedimento.

3. Il consiglio comunale determina con regolamento:

a) per quali procedimenti il termine di sessanta giorni può essere prorogato, sospeso o interrotto, e con quali modalità;

b) l’unità operativa responsabile dell’istruttoria del procedimento e dell’adozione del provvedimento finale;

c) i criteri per l’individuazione del responsabile dell’istruttoria del procedimento e dell’adozione del provvedimento finale, determinandone competenze e funzioni;

d) le modalità di partecipazione e di intervento ai procedimenti amministrativi da parte degli interessati cui è stato comunicato l’avvio del procedimento, nonché dei soggetti portatori di interessi pubblici, privati o di interessi diffusi;

e) i procedimenti che possono essere conclusi previo accordo preventivo con gli interessati, al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale;

f) le modalità per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi e ausili finanziari di qualunque genere.

Art. 75 Controllo di gestione

1. Il controllo di gestione, costituito come processo interno di analisi, valutazioni e proposte tendente ad assicurare l’utilizzazione delle risorse umane e materiali nel modo più efficiente, efficace ed economico per il conseguimento degli obiettivi programmati, si svolge su due livelli:

a) un autocontrollo dei funzionari sulla gestione della propria unità operativa;

b) un controllo politico sulla gestione delle unità operative.

2. Il regolamento di contabilità provvede ad individuare e disciplinare lo svolgimento del controllo economico di gestione.

3. Il controllo di cui alla lett. a) del comma 1 si effettua in seno alla conferenza dei funzionari. La conferenza deve valutare ogni anno e alla fine del quadriennio l’economicità, l’efficienza e la resa per la comunità locale dell’attività delle unità operative.

4. Il controllo di cui alla lett. b) del comma 1 è effettuato annualmente dalla giunta, secondo le modalità stabilite dal regolamento della giunta medesima.

6. Può essere istituito col regolamento sull’organizzazione del Comune l’ufficio per il controllo di gestione, con il compito di fornire studi, analisi, verifiche e proposte alla conferenza dei funzionari ed agli organi del Comune, idonei a migliorare la combinazione tecnico-strumentale ed economica dei fattori impiegati ed a suggerire gli interventi conseguentemente ritenuti opportuni.

Art. 76 Formazione e professionalità

1. L’amministrazione promuove e realizza il miglioramento delle prestazioni del personale attraverso la formazione professionale, la valorizzazione e la responsabilizzazione dei dipendenti.

2. Il sindaco, sentita la giunta, definisce piani pluriennali ed annuali per favorire la formazione, l’aggiornamento, la crescita professionale di tutto il personale, ed informa il consiglio dei piani stessi.

3. Per il perseguimento degli scopi di cui ai precedenti commi, il Comune sollecita l’organizzazione di corsi da parte della Scuola superiore della pubblica amministrazione e/o può organizzare direttamente incontri, corsi di preparazione e di perfezionamento, conferenze.

4. Con adeguata motivazione può essere disposto che i concorsi avvengano con la forma del corso-concorso quando lo richiede la specializzazione e la professionalità del posto da coprire.

Art. 77 Convenzioni a tempo determinato

1. Norme regolamentari disciplinano la possibilità, per obiettivi determinati e con convenzioni a termine, di collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità.

2. La giunta delibera la stipula della convenzione assicurando pubblica selezione ove reso possibile dalle caratteristiche delle attività.

Art. 78 Incarichi di dirigenza esterni

1. Il Comune può, in caso di vacanza nel posto del funzionario od a seguito di assenza o impedimento prolungato per più di 6 mesi o di rimozione, procedere alla relativa copertura mediante contratto di diritto pubblico o, eccezionalmente con deliberazione motivata, di diritto privato a tempo determinato.

2. I funzionari esterni devono possedere i requisiti previsti dal regolamento.

3. Il contratto stipulato non potrà comunque prevedere la trasformazione del rapporto a tempo indeterminato.

Titolo VI RESPONSABILITA’

Art. 79 Responsabilità

1. Per gli amministratori e per il personale del Comune si osservano le disposizioni vigenti in materia di responsabilità.

2. Il tesoriere dell’ente ed ogni altro agente contabile che abbia maneggio di pubblico danaro e sia incaricato della gestione dei beni dell’ente, nonché coloro che si ingeriscono negli incarichi attribuiti a detti agenti devono rendere il conto della gestione e sono soggetti alle leggi vigenti.

3. Il segretario comunale, il responsabile del servizio interessato ed il responsabile di ragioneria rispondono in via amministrativa e contabile dei pareri resi sulle proposte di deliberazione.

Titolo VII GESTIONE DEI SERVIZI COMUNALI

Capo I Caratteristiche generali - Ordinamento dei servizi

Art. 80 Servizi pubblici locali

1. Il Comune di Paternò nell’ordinamento dei servizi pubblici locali persegue modalità di gestione che rispondono ad obiettivi di autonomia imprenditoriale, efficienza, efficacia, economicità e redditività che, fatti salvi ben individuati e motivati costi sociali, conseguono comunque il pareggio del bilancio. A tal fine la scelta degli amministratori e dei funzionari si fonda sulla professionalità e competenze degli stessi.

2. Per la gestione dei servizi pubblici il Comune adotta le forme previste dall’art. 22 della legge n. 142/90, recepita con legge regionale 11 dicembre 1991, n.48.

3. I regolamenti delle istituzioni e gli statuti delle aziende speciali, dei consorzi e delle società per azioni di cui all’art. 22 della legge n. 142/90, recepita con legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, stabiliscono le modalità di vigilanza e di controllo sulla loro attività da parte del Comune.

4. La scelta delle forme di gestione da adottare viene operata dal consiglio comunale – fatti salvi i criteri di cui all’art. 23 della legge medesima – sulla base di valutazioni di opportunità, di convenienza economica, di efficienza di gestione, avendo riguardo alla natura del servizio da erogare ed ai concreti interessi pubblici da perseguire.

5. Tutte le forme di gestione prescelte adottano alla base della loro iniziativa il principio del contenimento entropico e della diminuzione degli sprechi energetici; tanto a livello delle risorse naturali impiegate quanto a livello del proprio sistema di relazioni esterne ed interne.

6. La delibera consiliare di assunzione del servizio pubblico locale deve adeguatamente specificare in motivazione:

a) la produzione di beni e di attività rivolte alla realizzazione di fini sociali, costituenti l’oggetto del servizio, e il relativo collegamento con lo sviluppo economico e civile della comunità locale;

b) la rilevanza sociale riconosciuta all’attività e gli obiettivi economici e funzionali perseguiti;

c) gli elementi dimensionali del servizio ed i conseguenti riflessi organizzativi, anche in relazione ad altri servizi connessi gestiti dalla medesima amministrazione o ad eventuali modalità collaborative con altri enti locali;

d) i rapporti con i restanti apparati comunali.

7. La delibera consiliare deve inoltre precisare di volta in volta, in relazione alle diverse forme di gestione prescelte:

a) le ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale nel caso di concessione a terzi;

b) gli elementi economici ed imprenditoriali dei servizi che richiedono la gestione per azienda speciale;

c) i motivi che rendono preferibile la gestione dei servizi sociali tramite istituzione;

d) le considerazioni, riferite alla natura del servizio, che rendono opportuna la partecipazione di altri soggetti pubblici o privati tramite società per azioni a prevalente capitale pubblico locale.

Art. 81 Piano di gestione

1. Il piano triennale di gestione per i servizi pubblici locali, con note di aggiornamento annuale, indica tutti i servizi pubblici locali, le caratteristiche della gestione in relazione ai fini sociali perseguiti, i dati economici, le dimensioni e la struttura interna, i piani economici e di investimento che si intendono perseguire negli esercizi successivi.

2. Tale piano specifica, altresì, i servizi locali gestiti con forme associative o di cooperazione da più comuni o altri enti locali, con le indicazioni di cui al comma precedente.

Art. 82 Verifica della gestione dei servizi

1. Il consiglio comunale, ad iniziativa della giunta, della commissione consiliare di vigilanza, su proposta di un quinto dei consiglieri, ovvero su richiesta dell’organo di amministrazione dell’ente che gestisce il servizio in oggetto, promuove con specifica deliberazione e rispettando i criteri economico-finanziari indicati dagli artt. 2 e 4 del D.P.R. 4 ottobre 1986, n. 902, la verifica economica gestionale delle modalità che garantiscono l’ottimale gestione del servizio, con valutazioni di compatibilità giuridica, simulazioni sul livello di efficienza, efficacia, economicità possibili, sulla qualità del servizio all’utenza che le varie soluzioni possono consentire.

2. Entro un tempo determinato non superiore a sei mesi lo studio di verifica economico-gestionale è sottoposto all’esame del consiglio che assume le determinazioni conseguenti.

3. La costituzione di istituzioni o aziende speciali e l’adesione a società per azioni a prevalente capitale pubblico, è approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

Art. 83 Dismissione di servizi pubblici

1. La dismissione di servizi pubblici è deliberata dal consiglio comunale a maggioranza assoluta dei componenti.

2. La deliberazione di dismissione dei servizi pubblici:

a) se trattasi di servizi gestiti tramite istituzione sopprime la stessa e stabilisce i criteri di utilizzazione del patrimonio, di impiego del personale;

b) se trattasi di servizi gestiti tramite azienda speciale applica la procedura di cui al R.D.15 ottobre 1925, n. 2578 e successivi regolamenti attuativi;

c) se trattasi di servizi gestiti tramite consorzio applica la procedura prevista dallo statuto del consorzio;

d) se trattasi di servizi gestiti tramite società per azioni a prevalente capitale pubblico locale provvede all’attuazione della procedura di messa in liquidazione della società; gli statuti di queste società devono prevedere tra le ipotesi di liquidazione la determinazione del Comune di non gestire più quel determinato servizio o di gestirlo in forma diversa.

Art. 84 Trasparenza nei servizi pubblici

1. I regolamenti delle istituzioni, gli statuti delle aziende speciali e dei consorzi sono tenuti a stabilire disposizioni per garantire la pubblicità degli atti fondamentali relativi alla gestione dei servizi.

2. Specifiche forme di pubblicità devono essere stabilite con contratti, incarichi, assunzioni di personale.

3. La stipula da parte di istituzioni, aziende, consorzi, accordi sindacali aziendali deve essere preceduta dalla formazione di un quadro comparativo analitico in cui si evidenziano gli effetti di tali accordi sotto il profilo delle prestazioni rese agli utenti e degli oneri derivanti. Tale quadro viene comunicato ai consiglieri comunali anche ai fini dell’esercizio dei poteri di vigilanza e di controllo previsti nei confronti di dette istituzioni ed enti dipendenti.

Art. 85 Struttura di vigilanza nella gestione dei servizi

1. E’ costituita specifica commissione consiliare di vigilanza su istituzioni, aziende, consorzi, società per azioni a prevalente capitale pubblico locale, enti concessionari, nonché su società, associazioni, fondazioni e comitati cui partecipa il Comune.

2. La commissione consiliare di vigilanza esamina il bilancio economico e finanziario e gli atti di maggiore rilevanza, dispone audizioni, convoca gli amministratori designati dal Comune, formula proposte di deliberazione e di direttiva al consiglio, approva risoluzioni di indirizzo gestionale di concerto con le altre commissioni consiliari.

3. La commissione presenta annualmente al consiglio una relazione sulla propria attività, evidenziando il rispetto delle direttive e degli indirizzi adottati dall’ente, lo stato dei risultati economici della gestione dei servizi pubblici locali, le soluzioni gestionali più idonee per trasformazioni, l’assunzione di nuovi servizi, le concessioni a terzi, le dimissioni.

Capo II Le modalità e l’assetto di gestione

Art. 86 Istituzione

1. L’istituzione costituisce organismo di gestione di servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, dotato di autonomia giuridica, operante in settori quali sicurezza sociale, sport, cultura, pubblica istruzione, turismo, tempo libero, attività socialmente utili.

2. Il consiglio comunale di Paternò costituisce istituzioni con deliberazione in cui è indicato il capitale di dotazione, i beni patrimoniali, i mezzi e il personale; alla deliberazione è allegato il regolamento per il funzionamento e la gestione che ne determina anche gli atti fondamentali sottoposti all’approvazione del consiglio comunale, la costituzione degli organi, le modalità di indirizzo e vigilanza, le forme di controllo dei risultati di gestione e verifica economico-contabile da parte dei revisori dei conti.

3. L’istituzione può svolgere la propria attività avvalendosi della collaborazione delle strutture del volontariato e delle associazioni aventi fini sociali anche promuovendo specifiche convenzioni.

Art. 87 Ordinamento, funzionamento e contabilità delle istituzioni

1. Gli organi dell’istituzione restano in carica per la durata del consiglio comunale ed esercitano le loro funzioni fino al loro rinnovo.

2. Il consiglio di amministrazione è composto da un numero di consiglieri non superiore a cinque definito dal regolamento dell’istituzione, eletto con garanzia delle minoranze: il consiglio di amministrazione esercita funzioni di indirizzo e di amministrazione secondo quanto previsto dal regolamento dell’istituzione.

3. Il presidente è eletto dal consiglio comunale con votazione separata e non può essere componente della giunta comunale e del consiglio.

4. Il direttore ha responsabilità sulla gestione amministrativa e può essere funzionario del Comune, secondo quanto previsto dal regolamento, assunto anche con contratto a tempo determinato di diritto pubblico o privato, nominato dalla giunta comunale, sentito il consiglio di amministrazione dell’istituzione.

5. Il direttore raccorda la propria azione amministrativa al dirigente comunale responsabile di area funzionale nella cui sfera di competenza si rapporta l’istituzione.

6. L’amministrazione comunale determina i criteri di redazione del bilancio dell’istituzione. I bilanci delle istituzioni sono approvati dal consiglio comunale entro trenta giorni dalla loro trasmissione al Comune, ovvero dalla giunta con le procedure di cui al comma 3 dell’art. 39 della legge n.142/90, recepita dall’art. 1 della legge regionale 11 dicembre 1991, n.48.

7. Il regolamento sulle istituzioni determina il compenso per i membri del consiglio di amministrazione.

Art. 88 Azienda speciale

1. L’azienda speciale costituisce ente strumentale per la gestione dei servizi a rilevanza economica ed imprenditoriale, sia con assunzione diretta del servizio stesso, sia a mezzo di partecipazioni azionarie che garantiscono il prevalente capitale pubblico locale.

2. Lo statuto dell’azienda, approvato dal consiglio comunale, indica gli atti fondamentali sottoposti all’approvazione degli organi elettivi del Comune tra cui comunque il bilancio annuale cui è allegata una relazione in cui gli organi dell’azienda danno atto del rispetto degli indirizzi e del raggiungimento degli obiettivi definiti dal consiglio comunale, delle cause del loro mancato raggiungimento, degli interventi correttivi previsti, dell’acquisizione e alienazione di partecipazioni azionarie in società a prevalente capitale pubblico locale.

3. Gli eventuali costi sociali, per i quali è prevista la possibile copertura di spesa annuale da parte del Comune, si riferiscono esclusivamente ad agevolazioni praticate nei confronti dell’utenza.

4. Gli organi dell’azienda restano in carica per la durata del consiglio comunale ed esercitano le funzioni fino al loro rinnovo.

Art. 89 Società per azioni a prevalente capitale pubblico

1. La società per azioni a prevalente capitale pubblico è caratterizzata dalla maggioranza assoluta nella partecipazione azionaria del Comune e di altri enti locali. Ove alla società per azioni partecipano altri enti locali i reciproci rapporti sono prevalentemente determinati attraverso specifica convenzione di cui all’art. 24 della legge n. 142/90, recepita con legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48.

2. La partecipazione del Comune non può superare l’80% del capitale sociale.

3. Sono specifiche nell’atto costitutivo e nello statuto della società le forme di controllo, vigilanza e coordinamento con gli indirizzi e le direttive dell’ente locale a cui la società è vincolata nella sua azione. Lo statuto stabilisce, altresì, che il Comune può revocare in ogni tempo e senza alcuna indennità gli amministratori da esso nominati. Lo statuto della società dovrà, inoltre, prevedere che le sostanziali modifiche delle condizioni di adesione devono essere approvate dal consiglio comunale.

4. L’atto costitutivo e lo statuto delle società devono garantire il diritto di accesso agli atti ed agli uffici per amministratori comunali.

5. Le società per azioni a prevalente capitale pubblico sono sottoposte a obbligo di certificazione del bilancio.

6. Il Comune favorisce, attraverso specifiche iniziative, la sottoscrizione da parte di cittadini ed utenti di quote azionarie delle società per azioni che gestiscono servizi pubblici di particolare interesse sociale.

Art. 90 Società collegate e controllate

1. Le società per azioni a prevalente capitale pubblico locale, le aziende speciali, i consorzi possono partecipare all’istituzione di società di capitali o assumervi partecipazioni.

2. Qualora tali società svolgono servizi pubblici locali, i relativi statuti dovranno contenere disposizioni volte a consentire il controllo e la vigilanza da parte dell’amministrazione comunale analogamente a quanto è previsto per le società di cui all’articolo precedente.

3. Le determinazioni di istituire o partecipare a società di capitali da parte di aziende e consorzi dovranno essere oggetto di specifica approvazione da parte del consiglio comunale.

4. La nomina dei rappresentanti di società a prevalente capitale pubblico comunale, aziende speciali, consorzi, in società di capitali costituite per l’esercizio di servizi pubblici è efficace con la ratifica del consiglio comunale.

Art. 91 Concessioni a terzi

1. I servizi pubblici sono gestiti con concessione a terzi quando le ragioni tecniche, economiche o di opportunità sociale siano approfonditamente motivate con analisi dello stato della gestione e concrete verifiche.

2. Le concessioni devono avere una durata commisurata alle spese di investimento richieste al concessionario da valutarsi attraverso un quadro economico-finanziario certificato.

3. Il capitolato accessivo alla concessione disciplina modalità, procedure, controlli, potere di emanare direttive e loro vincolatività da parte dell’amministrazione comunale, le facoltà di accesso e di riscatto.

Capo III Nomine degli amministratori

Art. 92 Designazioni e requisiti

1. Gli amministratori delle istituzioni, aziende, società sono nominati secondo condizioni e termini stabiliti dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti. Attraverso un pubblico bando sono rese note le caratteristiche di professionalità necessarie, il titolo di studio ed i requisiti richiesti per ciascuna designazione.

2. Le candidature, accompagnate da curriculum personali, sono presentate da capigruppo consiliari, associazioni e organizzazioni del volontariato, singoli cittadini ed esaminate dalla commissione di vigilanza sulla gestione dei servizi. La commissione individua una rosa di numero pari al doppio degli amministratori e sindaci revisori da nominare per ciascun ente ed una rosa di tre candidati per la carica di presidente ove la nomina sia riservata al consiglio comunale, sulla base dei requisiti di professionalità, competenza, idoneità all’incarico.

3. Il consiglio comunale fa precedere la votazione sulle designazioni degli amministratori dall’approvazione di un documento di indirizzo sull’attività che i rappresentanti si impegnano a svolgere, predisposto dalla commissione di vigilanza.

4. Con norme regolamentari sono individuati i casi di implicazione in procedimenti giudiziari che rendono inammissibile la nomina o determinano la decadenza dall’incarico.

5. Non possono ricoprire la carica di amministratore i componenti della giunta municipale, del consiglio comunale o i dipendenti dell’ente.

Art. 93 Revoca e sfiducia costruttiva

1. La revoca, come atto nei confronti del singolo amministratore, e la mozione di sfiducia costruttiva, come atto nei confronti dell’intera delegazione di nomina comunale negli enti, sono deliberate dal consiglio comunale su mozione proposta dalla giunta o da almeno un terzo dei consiglieri assegnati, con provvedimento adeguatamente motivato.

2. La revoca è proposta per cause di sopraggiunto conflitto di interesse, incompatibilità, per gravi comportamenti, contraddittori od omissivi, rispetto agli impegni programmatici assunti con l’accettazione della nomina sulla base del documento di indirizzo programmatico, sui successivi atti del consiglio, di gravi e reiterate inottemperanze a direttive adottate dal consiglio comunale. La proposta è preventivamente contestata all’amministrazione che può presentare memoria scritta.

3. La sfiducia costruttiva, proposta e deliberata a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati secondo le procedure previste per la giunta, può essere presentata con l’indicazione congiunta del presidente e dell’intera delegazione del consiglio di amministrazione dell’istituzione e dell’azienda speciale, integrata dal documento di indirizzo sull’attività che i rappresentanti si impegnano a seguire nel mandato.

Capo IV Il procedimento amministrativo

Art. 94 Principi procedurali

1. Il Comune di Paternò informa l’attività amministrativa a criteri di trasparenza, pubblicità, partecipazione, collaborazione, semplificazione, economicità, determinando le procedure amministrative nel rispetto della legge 7 agosto 1990, n.241 e legge regionale 30 aprile 1991 n.10.

2. Con regolamento sul procedimento amministrativo si disciplinano i criteri generali per la corretta organizzazione e conservazione dei documenti, lo sviluppo del procedimento, la comunicazione agli interessati, la definizione di termini, la pubblicità, i profili di responsabilità e quant’altro sia necessario a garantire omogeneità, imparzialità, trasparenza nell’azione amministrativa.

3. La giunta disciplina con specifiche disposizioni i singoli tipi di procedimento evidenziando gli uffici competenti all’istruzione e definizione, tenendo conto delle caratteristiche della struttura comunale e assicurando costantemente diritto d’accesso e informazione.

Art. 95 Svolgimento

1. Il procedimento amministrativo si sviluppa attraverso comunicazioni ai soggetti che per legge devono intervenire ed ai destinatari degli effetti del provvedimento finale, dell’inizio dello stesso, dell’ufficio e del responsabile, delle modalità per l’accesso agli atti.

2. Le esigenze di celerità che impediscono la comunicazione dell’inizio della fase procedimentale devono essere adeguatamente motivate dal responsabile del procedimento che si assume la responsabilità della mancata comunicazione, evidenziando il fine pubblico che rischia di essere pregiudicato.

3. Le attività ispettive e di controllo da parte dell’amministrazione comunale per l’esercizio di attività private soggette all’autorizzazione pubblica devono avvenire alla presenza dell’interessato o suoi incaricati, salvo i casi di impossibilità oggettiva.

Art. 96 Partecipazione

1. Chiunque vi abbia interesse anche di mero fatto nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, possono presentare memorie, proposte, anche di modifica di atti in corso di definizione, ottenendo valutazione con risposta motivata, ove pertinente all’oggetto del procedimento.

2. E’ istituito presso l’ufficio per la trasparenza amministrativa lo specifico albo per le associazioni o comitati portatori di interessi diffusi, secondo criteri e requisiti definiti dal regolamento sul procedimento, per le comunicazioni relative a procedimenti che riguardino l’ambito di attività costituente specifica finalità di azione.

Art. 97 Accordi

1. Il Comune individua e favorisce procedure di accordo preventive alla definizione dell’atto nei casi in cui gli effetti si riflettono sui diritti soggettivi e interessi legittimi.

2. Possono essere conclusi anche accordi aventi ad oggetto l’esercizio di potestà amministrative e le prestazioni corrispettive di persone fisiche e giuridiche col fine di raggiungere obiettivi di interesse pubblico.

Art. 98 Responsabile

1. Il responsabile del procedimento è determinato per ciascun atto di competenza comunale in conformità alla legge, allo statuto, ai regolamenti, alle disposizioni sul procedimento, ed è comunque individuabile sino alla designazione del funzionario preposto al procedimento nel dirigente responsabile del servizio o, in mancanza, direttamente del settore funzionale, sotto la cui competenza ricade l’istruzione procedimentale.

2. Il responsabile del procedimento assolve gli obblighi da esso derivanti per il rispetto dei termini, garantendo la partecipazione dei soggetti interessati; l’inadempimento è soggetto alle forme di responsabilità previste dalle norme vigenti, salvo condizioni di particolare e giustificato motivo.

I soggetti direttamente interessati a cui non è stata inviata la comunicazione possono sollecitare con esposto l’attivazione delle autorità preposte per l’avvio dei procedimenti disciplinari e di responsabilità specifica per i funzionari.

Art. 99 Procedure interne

1. Il regolamento sul procedimento disciplina la procedura di esame e consegna delle comunicazioni, in arrivo e partenza e tutte le fasi conseguenti.

2. L’esame delle domande e la trattazione degli affari sono svolti secondo l’ordine cronologico di presentazione, quando il procedimento sia attivato ad iniziativa privata.

3. Nei casi in cui si imponga un ordine particolare nella trattazione degli affari o si richiedano procedure d’urgenza, si provvede ad esplicita con atto deliberativo della giunta.

4. L’amministrazione comunale promuove iniziative specifiche per agevolare l’espletamento di pratiche amministrative, favorendo l’apertura degli uffici al pubblico in punti decentrati, promuovendo iniziative a favore degli utenti in collaborazione con gli altri enti pubblici operanti sul territorio e prevedendo disposizioni normative ed organizzative per l’applicazione diffusa dell’autocertificazione.

Art. 100 Istruttoria pubblica

1. Il regolamento sul procedimento definisce gli atti di pianificazione e destinazione urbanistica, i piani di settore, gli atti di pianificazione ed autorizzazione all’esercizio del commercio, gli atti per la realizzazione di opere pubbliche, gli atti di istituzione e regolamentazione dei servizi pubblici locali ed ogni altro provvedimento per i quali si pone come obbligo procedurale l’istruzione pubblica quale occasione di confronto, verifica, con gli enti ed i soggetti interessati.

2. La comunicazione è formulata per avviso pubblico.

3. Il consiglio comunale può disporre l’istruzione pubblica per ogni provvedimento di competenza dell’amministrazione.

4. Il responsabile del procedimento cura l’organizzazione e lo svolgimento dell’istruzione pubblica, indicendo apposita riunione anche con sopralluoghi, provvedendo a dirigere la discussione, ad acquisire memorie e documenti.

Art. 101 Procedure contrattuali

1. Il Comune di Paternò garantisce l’adeguata pubblicità per la stipula di contratti, forniture, lavorazioni, opere pubbliche. E’ prevista una specifica pubblicazione del riepilogo annuale dell’attività contrattuale e soggetti coinvolti, secondo criteri di massima cognizione dell’assetto proprietario, con indicazione nominativa dei soci o amministratori, secondo le disposizioni del regolamento sui contratti.

Capo V Efficacia, pubblicità, accesso agli atti

Art. 102 Efficacia degli atti amministrativi

1. I regolamenti, dopo l’esito positivo del controllo, sono soggetti alla pubblicazione all’albo pretorio del Comune per quindici giorni ed entrano in vigore immediatamente dopo la stessa.

2. L’ordinanza contingibile e urgente è immediatamente esecutiva e affissa per cinque giorni all’albo pretorio del Comune; l’ordinanza espressione di ordinaria attività amministrativa è esecutiva al termine dei cinque giorni previsti per la pubblicazione, salvo che non esistano ragioni d’urgenza.

3. Il sindaco può sospendere in ogni momento l’efficacia delle ordinanze proprie o delegate.

Art. 103 Pubblicità degli atti e dell’attività comunale

1. Tutti gli atti sono pubblici e l’amministrazione comunale individua le misure idonee per favorirne la diffusione e la conoscenza, anche utilizzando gli strumenti di comunicazione di massima mediante apposita convenzione.

2. Nella sede del Comune sono riservati idonei spazi per la collocazione dell’albo pretorio, ove vengono pubblicati atti, provvedimenti e avvisi secondo le previsioni di legge, statuto, regolamento.

3. Tutti i regolamenti saranno pubblicati su un bollettino ufficiale del Comune e la raccolta aggiornata accessibile al pubblico è curata dall’ufficio per la trasparenza amministrativa; lo stesso ufficio organizza e rende pubblica la raccolta degli atti normativi costantemente aggiornati dal Comune, dagli enti, istituzioni, aziende, società dipendenti o a partecipazione comunale.

4. L’ufficio per la trasparenza amministrativa cura la raccolta delle disposizioni relative alla disciplina dei singoli procedimenti amministrativi seguiti dall’amministrazione, aggiorna sul concreto andamento delle procedure relazionando annualmente e formulando proposte, rilievi, modifiche.

5. Sono pubblicizzati nei confronti della cittadinanza i servizi resi dall’amministrazione in modo diretto o indiretto, la conoscenza dei propri diritti quali utenti della struttura pubblica, la promozione di iniziative per la conoscenza degli atti e delle attività più rilevanti, particolarmente nelle scuole, negli uffici, nei luoghi di lavoro, negli esercizi pubblici.

Art. 104 Accesso agli atti

1. Chiunque vi abbia interesse, anche di mero fatto, può accedere agli atti ed ai documenti amministrativi del Comune e, in generale, alle informazioni di cui è in possesso l’amministrazione, ad eccezione di quanto previsto dalla legge e norme regolamentari, o per difetto di una motivata e temporanea dichiarazione del sindaco.

2. L’ufficio per la trasparenza amministrativa ha il compito di fornire chiarimenti sull’iter seguito da provvedimenti e pratiche amministrative, individuando e comunicando il nominativo del responsabile del procedimento e quanto possa essere utile al cittadino per l’esercizio dei propri diritti.

3. L’ufficio fornisce a chiunque ne faccia richiesta, appositi moduli per proposte, suggerimenti, reclami su situazioni concrete che il cittadino ha vissuto in rapporto all’attività svolta dall’amministrazione.

4. Gli enti dipendenti, le società per azioni e le fondazioni a partecipazione comunale, i concessionari di pubblici servizi rilasciano ai cittadini copia degli atti deliberati dagli organi sulla base di specifica richiesta scritta all’ufficio per la trasparenza amministrativa.

5. I documenti dell’archivio storico del Comune sono consultabili secondo le modalità previste dall’apposito regolamento.

Capo VI Il difensore civico

Art. 105 Caratteristiche generali

1. E’ istituito il difensore civico del Comune di Paternò, eletto a scrutinio segreto in riunione congiunta del consiglio comunale ed hanno diritto al voto tutti i consiglieri in carica. L’elezione avviene a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.

2. Il difensore civico, quale garante dell’imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione, si attiva per eliminare abusi, disfunzioni, carenze e ritardi dell’amministrazione, sia di propria iniziativa, che a domanda di singoli e associazioni anche su comunicazioni orali.

3. Il difensore civico, quale promotore di equità, può intervenire presso l’amministrazione per suggerire, nell’adozione di un atto, la soluzione più conforme nell’interesse del cittadino.

4. Il difensore civico deve essere persona di riconosciuto prestigio morale e professionale, dotata di provata competenza ed esperienza in discipline giuridico-amministrative con almeno dieci anni di esperienza professionale, in grado di assicurare imparzialità ed indipendenza di giudizio. I requisiti, le condizioni di incompatibilità, di ineleggibilità, di decadenza sono stabiliti da apposito regolamento.

5. La durata del mandato è di cinque anni e non può essere riconfermato.

Art. 106 Funzioni

1. Il difensore civico esercita le sue funzioni in relazione all’attività degli uffici del Comune di Paternò, degli enti dipendenti dalle società a partecipazione comunale, dei concessionari di pubblici servizi.

2. Egli accerta lo stato dei fatti prospettato da cittadini ed utenti, con facoltà di verificare con i funzionari e i responsabili d’ufficio interessati per competenza, la veridicità di inadempienze, illegittimità di fatti a lui prospettati, accedendo agli uffici interessati, ottenendo copia di atti o documenti senza il limite del segreto d’ufficio.

Art. 107 Obbligo di risposta

1. Qualsiasi richiesta o sollecitazione del difensore civico anche se non accolta impone l’obbligo della risposta motivata da parte dei responsabili dei servizi ed uffici, entro congruo termine non superiore a trenta giorni dal ricevimento.

2. La richiesta del difensore civico costituisce provvedimento legalmente emesso da autorità per ragioni di giustizia; il funzionario che omette risposta o la rende in modo palesemente insufficiente è sottoposto alle sanzioni ed alla responsabilità previste dalla legge, dallo statuto e dai regolamenti.

Art. 108 Poteri di conciliazione

1. Quando le richieste si riferiscono alla produzione di atti amministrativi, il difensore civico può convocare il responsabile dell’ufficio per l’esame congiunto dello stato del procedimento o informarsi della relativa istruttoria al fine di assicurare un corretto sviluppo delle procedure e della definizione dell’atto, nella salvaguardia del rispetto delle esigenze del cittadino.

2. Il rifiuto del funzionario a proposte del difensore civico è verbalizzato e comunicato al sindaco.

3. Il difensore civico può svolgere funzioni di diretta sollecitazione agli organi comunali competenti per il riesame di atti già esaminati, nel caso si ravvisino dubbi di legittimità sul provvedimento, laddove sia richiesto da singoli od associazioni portatrici di interessi diffusi.

Art. 109 Poteri nei confronti degli uffici

1. Il difensore civico, con idonea motivazione, può denunciare all’amministrazione comunale le cause delle inefficienze degli uffici prospettando la sostituzione dei responsabili se si riscontrano negligenze ed inidoneità gravi e reiterate.

2. Quando ricorrono i casi indicati dalla legge il difensore civico può direttamente attivare la commissione di disciplina del Comune ed enti dipendenti per l’apertura del relativo procedimento a carico del personale.

3. Il difensore civico può presentare note e chiedere audizione al CO.RE.CO. in merito agli atti approvati dal consiglio e dalla giunta comunale sottoposti al controllo di legittimità.

4. Nei casi di violazione di legge, in cui emergono profili di responsabilità penale, al difensore civico compete l’obbligo di denuncia all’autorità giudiziaria.

Art. 110 Informazione

1. Il difensore civico entro il 31 gennaio di ogni anno presenta relazione annuale al consiglio comunale riepilogativa dell’attività svolta, evidenziando i casi di più evidente ritardo, disfunzione, omissione, che richiedono rimedi all’amministrazione responsabile, formulando proposte ed iniziative.

2. Il difensore civico attiva la giunta, le commissioni consiliari, i consigli di amministrazione di enti dipendenti a partecipazione pubblica o concessionari, producendo memorie e richieste di audizione ogni qualvolta si richieda per il buon andamento dell’amministrazione e lo sviluppo efficiente e corretto dei servizi pubblici.

Art. 111 Ufficio del difensore civico

1. Il difensore civico per l’esercizio delle sue funzioni si avvale di proprio ufficio, composto da personale comunale. E’ prevista la possibilità, per le più dirette mansioni di collaborazione, del ricorso a personale esterno assunto con contratto a tempo determinato pubblico o privato, come la stipula di convenzioni a termine per la previsione di collaborazioni esterne per la natura di alta specializzazione e contenuto di professionalità inerente la particolare funzione.

2. L’organizzazione dell’ufficio del difensore civico è definita con regolamento istitutivo approvato dal consiglio; la proposta alla giunta dei nominativi dei collaboratori esterni è formulata dallo stesso difensore civico.

Art. 112 Posizione giuridica

1. Il difensore civico esercita l’attività in piena libertà ed indipendenza.

2. Il regolamento individua le forme di collaborazione con il difensore della Regione di cui sono fatte salve le competenze; si prevedono possibilità di collaborazione mediante convenzioni con tutte le amministrazioni pubbliche.

3. Il regolamento istitutivo determina il trattamento economico, comunque non inferiore a quanto stabilito per il vice sindaco.

Titolo VIII FORME DI COLLABORAZIONE

Art. 113 Definizione

1. Qualora il Comune ne ravvisi l’opportunità, la convenienza e l’economicità può adottare soluzioni diverse ed articolate per la gestione dei servizi pubblici.

2. Le forme di gestione possono essere le seguenti:

a) convenzione tra Comune e Provincia;

b) consorzi appositi tra Comune e Provincia e/o enti locali diversi;

c) accordi di programma;

d) convenzione con enti pubblici diversi dai Comuni, con società cooperative ed associazioni private.

Art. 114 Convenzione

1.Il Comune stipula convenzioni con i soggetti di cui alle lett. a) e d) dell’articolo precedente, per la gestione di quei servizi che per la loro natura non richiedono la costituzione di più complesse figure di cooperazione.

2. La convenzione stabilisce i fini, la durata, le forme di consultazione degli enti contraenti, i loro rapporti finanziari ed i reciproci obblighi a garanzia.

Art. 115 Consorzi

1. Il consorzio è istituito per la gestione di quei servizi che per il carattere funzionale o per le caratteristiche dimensionali necessitano di una struttura più adeguata, con la partecipazione di più soggetti locali.

2. Ai consorzi si applicano le norme statutarie previste per le aziende speciali.

Art. 116 Accordi di programma

1. Il Comune, nella prospettiva di una effettiva valorizzazione dei momenti di raccordo e di coordinamento tra i vari soggetti dell’amministrazione locale, regionale e centrale, favorisce la realizzazione di accordi di programma per la definizione e l’attuazione di opere e di interventi che per la loro natura si prestino ad un’azione integrata dei soggetti pubblici dei differenti livelli di governo.

2. Al fine di promuovere e realizzare programmi di interventi per la valorizzazione di risorse ambientali, economiche e sociali, il Comune per la salvaguardia attiva del pubblico interesse, può partecipare a forme di collaborazione societaria con soggetti pubblici o privati.

3. Per verificare la possibilità di concordare l’accordo di programma il sindaco convoca una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate.

4. L’accordo, consistente nel consenso unanime delle amministrazioni interessate, è approvato con decreto del Presidente della Regione o con atto formale del presidente della Provincia regionale o del sindaco ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione. L’accordo, qualora adottato con decreto del Presidente della Regione, determina le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e sostituisce le concessioni edilizie, sempre che vi sia l’assenso del Comune interessato.

5. Ove l’accordo comporti variazioni degli strumenti urbanistici, l’adesione del sindaco allo stesso dev’essere ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni a pena di decadenza. La deliberazione di ratifica è sottoposta all’esame dell’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, il quale vi provvede entro i termini di cui al comma 6 dell’art. 3 della legge regionale 30aprile 1991, n. 10.

6. La vigilanza sull’esecuzione dell’accordo di programma e gli eventuali interventi sostitutivi sono svolti da un collegio presieduto dal Presidente della Regione o dal presidente della Provincia o dal sindaco e composto dai rappresentanti legali, o delegati dai medesimi, degli enti locali interessati e dal prefetto della Provincia interessata se all’accordo partecipano amministrazioni pubbliche o enti pubblici nazionali.

7. Il sindaco riferisce al consiglio comunale sugli impegni assunti per la definitiva approvazione.

Art. 117 Associazionismo e cooperazione per la gestione dei servizi e delle funzioni

1. Il sistema dei rapporti con gli altri Comuni e la Provincia dovrà essere sviluppato e valorizzato utilizzando e promuovendo le forme associative più idonee, tra quelle previste dalla legge, all’esercizio delle attività ed alle finalità da perseguire.

Titolo IX FINANZA - CONTABILITA’ - CONTROLLO DI GESTIONE

Art. 118 Disciplina della contabilità comunale

1. Il sistema contabile del Comune è disciplinato da apposito regolamento da emanare in conformità alle disposizioni del presente titolo e con l’osservanza degli enti locali.

2. Tale regolamento deve prevedere una contabilità finanziaria ed economica in cui i fatti gestionali sono considerati per il rilievo che essi presentano rispettivamente in termini di acquisizione ed impiego di risorse finanziarie, nonché di costi e ricavi che ne conseguono e di variazioni derivanti per il patrimonio dell’ente.

3. Gli strumenti di previsione contabile sono adottati in coerenza con gli obiettivi indicati dagli atti di programmazione del Comune.

Art. 119 Programmazione

1. In coerenza con la programmazione regionale e sovracomunale il Comune adotta annualmente il proprio programma pluriennale di sviluppo socio-economico.

2. In considerazione dei mezzi disponibili e sulla base di una analisi costi-benefici e costi-ricavi, il programma determina le finalità generali e settoriali dell’azione comunale, definisce appositi progetti per la realizzazione di specifici obiettivi e stabilisce le misure, anche di tipo organizzativo, per migliorare l’efficacia, efficienza ed economicità degli interventi e servizi comunali.

3. Nell’ambito del programma socio-economico i progetti hanno ad oggetto specifici obiettivi da perseguire nel periodo considerato nel pluriennale. In particolare i singoli progetti specificano tutti gli elementi, anche fisici, necessari per apprezzare i risultati da realizzare ed i relativi costi e per verificarne il grado di conseguimento.

Il programma, con i relativi allegati individuati dal regolamento di contabilità, è contenuto nella relazione previsionale e programmatica che il consiglio comunale approva prima dei bilanci.

 

Art. 120

Contabilità finanziaria

 

1. La gestione finanziaria si svolge in conformità al bilancio di previsione annuale e pluriennale che il consiglio comunale delibera a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati in coerenza con gli atti di programmazione contenuti nell’allegata relazione previsionale e programmatica.

2. La proposta di bilancio e degli allegati documenti contabili, è predisposta dalla giunta previo confronto con la competente commissione consiliare permanente in ordine alle priorità da perseguire ed ai metodi di impostazione e previa analisi dei costi, ricavi e benefici nella gestione dei servizi. La giunta, al fine di consentire le consultazioni previste dal presente statuto, presenta al consiglio ed al collegio dei revisori la proposta di bilancio almeno quindici giorni prima del termine di approvazione ed in pari tempo comunica alla Regione la relazione previsionale programmatica.

3. Il bilancio annuale è strutturato in modo da garantire la conformità dell’attività finanziaria agli obiettivi fissati dagli atti di programmazione e consentire la riaggregazione dei dati secondo il sistema di consolidamento dei conti pubblici.

4. Il regolamento di contabilità disciplina le variazioni che possono essere apportate al bilancio con un procedimento diverso da quello previsto per la sua approvazione, sono, comunque, riservate alla giunta le variazioni connesse ai prelevamenti dai fondi di riserva.

Art. 121 Contabilità finanziaria

1. La contabilità economica del Comune ha per oggetto tutti i costi delle attività svolte o da svolgere e, limitatamente alle ipotesi previste dagli atti di programmazione, i connessi ricavi.

2. Tale contabilità si articola in un sistema di centri di costo o centri di responsabilità individuati secondo criteri organizzativi o funzionali.

3. Il preventivo economico è allegato al bilancio finanziario e costituisce il parametro di riferimento per il controllo economico di gestione.

Art. 122 Gestione del patrimonio

1. La giunta determina le modalità di utilizzazione dei beni comunali e sovraintende alla conservazione e gestione del patrimonio comunale assicurando la tenuta degli inventari dei beni immobili e mobili ed il loro costante aggiornamento.

2. Gli inventari devono indicare la destinazione dei beni, il tipo di utilizzazione, gli eventuali uffici da cui sono impiegati nonché il valore ed i redditi, anche figurativi, da essi derivanti. Gli inventari devono, inoltre, contenere tutti quei dati che il regolamento di contabilità prevede al fine di far apprezzare il grado di economicità nella gestione dei beni, con particolare riguardo ai beni del patrimonio abitativo.

3. Alla realizzazione programmatica è allegato un documento che elenca i beni immobili di proprietà del Comune con i dati risultanti dall’inventario, nonché un piano inerente le modifiche da apportare alla destinazione dei beni e le alienazioni da intraprendere.

4. Il consiglio approva le iniziative di alienazione dei beni immobili e delibera le condizioni essenziali delle relative operazioni, la giunta provvede direttamente alla realizzazione delle iniziative stesse.

Art. 123 Entrate comunali

1. Con apposito regolamento il consiglio comunale disciplina le procedure per l’applicazione dei tributi comunali.

2. Tale regolamento stabilisce per le concessioni comunali il tipo di limite e vincoli, le modalità di pagamento in quanto stabilito per la specifica concessione, nonché adeguate sanzioni e l’eventuale revoca, in caso di inadempimento; nel caso di mancato o tardivo pagamento entro i termini stabiliti l’interesse dovuto quale elemento sanzionatorio è quello moratorio nella misura prevista dai rispettivi regolamenti.

3. La gestione delle entrate extratributarie è disciplinata in modo da assicurare omogeneità nelle relative procedure di accertamento e riscossione e da consentire l’impugnazione delle somme ai singoli titoli.

4. Le concessioni comunali sono al massimo annuali rinnovabili, salvo diversa disposizione di legge.

Art. 124 Controllo di gestione

1. Il controllo di gestione costituisce un processo dinamico interno di analisi, valutazioni e proposte che tende ad assicurare l’utilizzazione delle risorse nel modo più efficiente, efficace ed economico per il conseguimento degli obiettivi programmati.

2. La rilevazione dei risultati conseguiti, attuata nella stessa forma con la quale sono stati definiti gli obiettivi corrispondenti, la loro valutazione, la determinazione degli indicatori di efficienza nell’utilizzo delle risorse, di efficacia nell’azione amministrativa e di economicità della gestione si effettuano periodicamente tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle varie attività comunali.

L’ufficio per il controllo di gestione fornisce studi, analisi, verifiche, proposte idonee a migliorare la combinazione tecnica ed economica dei fattori impiegati.

3. Il regolamento di contabilità provvede ad individuare e disciplinare lo svolgimento del controllo economico di gestione.

4. Tale controllo si realizza, per centri di costo individuati, mediante metodologie di analisi e rilevazioni, anche di tipo extracontabile, e determina indicatori utili a governare nel corso della gestione la dinamica dei costi economici dei servizi in relazione agli obiettivi programmati.

5. In base alle risultanze delle verifiche svolte, l’ufficio esprime indirizzi ai servizi comunali e propone alla giunta gli interventi ritenuti opportuni.

Art. 125 Collegio dei revisori

1. Il collegio dei revisori collabora con il consiglio comunale ed a tal fine formula rilievi e proposte tendenti ad ottenere una migliore efficienza, economicità e produttività, vigila sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione, attesta l’esatta quantificazione dei dati contabili.

2. I componenti del collegio restano in carica tre anni dalla predisposizione della proposta di bilancio preventivo alla presentazione del conto consuntivo di due esercizi finanziari esecutivi.

3. Il collegio dei revisori presenta, con scadenza trimestrale, una relazione sulla propria attività evidenziando le eventuali irregolarità e disfunzioni riscontrate e proponendo gli opportuni interventi al consiglio comunale.

4. Il collegio dei revisori verifica l’efficacia con cui si svolge il controllo economico di gestione e formula i propri rilievi nella relazione al conto consuntivo.

5. Il collegio dei revisori riferisce sulle grandezze finanziarie iscritte nel bilancio preventivo e certifica la corrispondenza del conto consuntivo alle risultanze della gestione; a tal fine il collegio trasmette al consiglio un rapporto sul progetto di bilancio preventivo ed una relazione al conto consuntivo che accompagna la proposta di deliberazione.

6. I verbali del collegio, che si riunisce almeno una volta al mese, sono pubblici.

7. Il collegio è validamente costituito con la presenza di almeno due dei suoi componenti.

8. I revisori, anche singolarmente, hanno diritto di accesso agli atti e documenti dell’ente.

9. E’ garantita al collegio dei revisori una struttura adeguata allo svolgimento delle funzioni.

Art. 126 Componenti del collegio dei revisori

1. Per i revisori dei conti valgono l’incompatibilità e le cause di decadenza, previste dall’art. 2399 codice civile e le cause di ineleggibilità e incompatibilità previste dalla legge per l’elezione a consigliere comunale.

2. Non possono inoltre, essere eletti revisori dei conti del Comune e se eletti decadono comunque da componenti il collegio:

a) i parenti e gli affini entro il quarto grado dei consiglieri comunali, del sindaco, dei componenti la giunta, del segretario generale e dei funzionari;

b) i consiglieri e gli amministratori comunali prima che sia decorso un triennio dalla cessazione del mandato;

c) gli amministratori, i dipendenti e i revisori delle aziende municipalizzate del Comune e delle società a partecipazione comunale;

d) coloro che hanno con il Comune o con gli enti, società a partecipazione comunale od organismi da esso dipendenti, controllati o sovvenzionati un rapporto continuativo (anche non continuativo) di prestazione di opere retribuita;

e) gli amministratori, i consiglieri ed i dipendenti della Regione Siciliana e degli enti locali territoriali della Regione stessa;

f) i revisori di altri enti locali territoriali e relativi enti;

g) gli amministratori e i dipendenti dell’istituto di credito concessionario e/o tesoriere del Comune.

3. Il consiglio comunale procede all’elezione del collegio dei revisori dei conti in modo da far coincidere il mandato con gli esercizi finanziari del triennio.

4. Le proposte di nomina dei revisori devono essere adeguatamente motivate in relazione ai titoli ed alle capacità professionali richiesti.

5. Il regolamento di contabilità disciplina le modalità di funzionamento, le procedure in caso di dimissioni, decadenza, revoca per inadempienza dei singoli membri e di reintegrazione del collegio.

Titolo X Disposizioni finali e transitorie

Art. 127 Approvazione dello statuto

1. Lo statuto è votato dal consiglio comunale con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri comunali assegnati.

Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e lo statuto è approvato se ottiene per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

2. Le disposizioni di cui al comma precedente si applicano anche alle modifiche statutarie.

Art. 128 Modificazioni e abrogazioni dello statuto

1. Le modificazioni dello statuto sono deliberate dal consiglio comunale secondo le disposizioni di cui al 1° comma dell’art. 127.

2. La proposta di deliberazione di abrogazione totale dello statuto deve essere accompagnata dalla proposta di deliberazione di un nuovo statuto in sostituzione di quello precedente.

Art. 129 Adozione dei regolamenti

1. Il regolamento interno del consiglio comunale deve essere adeguato entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente statuto alle previsioni del medesimo.

2. Gli altri regolamenti, esclusi quello di contabilità ed il regolamento per la disciplina dei contratti dell’ente, sono deliberati entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente statuto.

3. Sino all’entrata in vigore dei regolamenti di cui ai precedenti commi continuano ad applicarsi le norme regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore del presente statuto.

Art. 130 Procedimento di formazione dei regolamenti

1. L’iniziativa per l’adozione dei regolamenti spetta alla giunta comunale.

2. I regolamenti sono adottati dal consiglio comunale fatti salvi i casi in cui la competenza è attribuita alla giunta comunale dal presente statuto.

3. I regolamenti sono adottati secondo le procedure stabilite dalla legge per l’approvazione dello statuto.

4. I regolamenti sono soggetti a duplice pubblicazione all’albo pretorio: una prima, che consegue dopo l’adozione della deliberazione, ed una seconda da effettuarsi per la durata di quindici giorni, dopo i prescritti controlli.

Art. 131 Controlli

1. Il controllo sugli atti e singoli organi del Comune è regolato dalla legislazione statale e regionale.

Art. 132 Entrata in vigore

1. Lo statuto, dopo l’espletamento del controllo da parte del competente organo di controllo, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana ed affisso all’albo pretorio comunale per trenta giorni consecutivi.

2. Il sindaco invia lo statuto, munito della certificazione delle avvenute pubblicazioni di cui al precedente comma, al Ministero dell’interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.

3. Lo statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

4. Il sindaco appone in calce all’originale dello statuto la dichiarazione dell’entrata in vigore, controfirmata dal segretario del Comune.

5. Per quanto non previsto dallo statuto si applicano in quanto compatibili le norme della legge 8 giugno 1990, n. 142, recepita con la legge regionale 11 dicembre 1991, n.48, della legge regionale 6 marzo 1986, n.9 e dell’ordinamento amministrativo degli enti locali nella Regione Siciliana.

Art. 133 Norme in vigore

1. L’approvazione del presente statuto sostituisce tutte le norme previgenti con esso incompatibili, salvo quanto previsto dall’art. 64 della legge n. 142/90, come recepito dalla legge regionale 11 dicembre 1991, n.48.

2. Le norme statutarie relative all’elezione degli organi e quelle da queste dipendenti entrano in vigore in coincidenza dello svolgimento della prossima elezione del consiglio comunale. Nelle more continuano ad applicarsi le norme previgenti alla data di entrata in vigore della legge regionale 26 agosto 1992, n.7.

A tal fine viene stabilito che la giunta municipale è composta dal sindaco più otto assessori, di cui non più del 50% possono essere scelti al di fuori del consiglio comunale tra cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilità alla carica di consigliere comunale.

3. I regolamenti richiamati dal presente statuto integrano l’efficacia costitutiva dello stesso. I regolamenti degli organi istituzionali, sul decentramento, di organizzazione, sul procedimento amministrativo, del difensore civico, sul referendum e sulle libere associazioni sono approvati entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente statuto.

4. I principi statutari che rinviano per la disciplina di dettaglio a norme regolamentari sono comunque immediatamente applicabili.

5. Per quanto compatibili con le disposizioni statutarie continuano a rimanere in vigore per il Comune di Paternò le disposizioni regolamentari precedenti.

 

Adottato con deliberazione del consiglio comunale n. 3 dell’8 gennaio 1993, riscontrato legittimo dal CO.RE.CO. di Catania nella seduta del 22 ottobre 1993 prot. 36112.