STATUTO

AZIENDA MUNICIPALIZZATA ACQUEDOTTO - PATERNO’

TITOLO  I

NATURA ,OGGETTO E RAPPORTI ISTITUZIONALI

ART. 1

            1) L’Azienda Municipalizzata Acquedotto ( A. M. A. ), con sede in Paternò, è un Ente strumentale del Comune di Paternò, la cui natura è disciplinata dal Capo VII della L. 8/6/1990, n.142, come recepita in Sicilia con L. R. 11/2/1991, n.48, dal R. D. 15/12/1925, n. 2578, dal D.P.R. 4/12/1986, n. 902 e da ogni altra norma che regolamenta la gestione dei servizi pubblici gestiti dagli enti locali in quanto applicabile alle aziende speciali.           

            2) E’ dotata di personalità giuridica ed autonomia imprenditoriale, secondo le previsioni del presente Statuto e dei propri regolamenti interni, che ne disciplinano  l‘ordinamento ed  il funzionamento.

ART. 2

            1) L’Azienda ha il compito di gestire il servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acque, di fognatura di depurazione di acque reflue e loro eventuale utilizzo.

            2) L’Azienda, al fine di assicurare efficienza ed economicità alla propria azione, può provvedere all’utilizzo di acque reflue depurate anche nel settore agricolo, assegnandola dietro corrispettivo solo ad associazioni o consorzi che ne facciano richiesta, operando ove consentito dalla legge, anche al di fuori del territorio comunale. Per i servizi da svolgere fuori dal territorio comunale l'Azienda sottoscrive appositi  contratti di servizio con i comuni interessati per la disciplina dei rispettivi diritti ed obblighi.

            3) L’Azienda può compiere operazioni immobiliari, mobiliari, commerciali e finanziarie per finalità complementari e strumentali alla propria attività. Può, altresì, provvedere, anche direttamente, alla progettazione ed alla costruzione degli impianti necessari alla produzione dei servizi da essa svolti.

ART. 3 

            1) Il Comune di Paternò, nel rispetto dell’autonomia imprenditoriale dell’Azienda, ne determina gli indirizzi e le finalità programmatiche, le conferisce il capitale di dotazione, esercita la vigilanza nei modi e nelle forme stabilite dal successivo art. 4, verifica i risultati di gestione e provvede all’eventuale copertura dei costi sociali.

            2) I rapporti tra il Comune e l’Azienda sono altresì disciplinati dal Contratto di Servizio.

ART. 4

            1) L’attività di vigilanza, operata dall’Ente di riferimento attraverso gli organismi previsti dallo Statuto comunale, è finalizzata alla verifica della corretta attuazione da parte dell’Azienda degli indirizzi e delle direttive programmatiche, assicurandone, comunque, l’autonomia imprenditoriale.

            2) Ai sensi dell’art. 23 della L. 8/6/1990, n.142 gli atti fondamentali del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda soggetti all’approvazione da parte del Consiglio Comunale, sono le delibere concernenti:

a) il Piano-Programma ed i suoi aggiornamenti;

b) il Contratto di Servizio;

c) il Bilancio Pluriennale di Previsione e le sue variazioni;

d) il Bilancio Preventivo economico  annuale;

e) il Bilancio d’esercizio.

            3) Le deliberazioni concernenti gli atti di cui al precedente comma 2 sono comunicate entro quindici giorni dalla loro adozione al Presidente del Consiglio Comunale. Gli atti si intendono definitivamente approvati se entro trenta giorni dalla data di comunicazione il Consiglio Comunale non formuli eventuali rilievi ovvero non adotti formale atto di diniego.     

TITOLO II

PATRIMONIO

ART. 5

            1)Il patrimonio dell’Azienda è costituto dal Capitale di Dotazione, consistente in tutti i beni mobili ed immobili conferiti dal Comune di Paternò all’atto dell’istituzione dell’azienda speciale, nonché in tutte le riserve ed i fondi patrimoniali previsti dalla vigente normativa.

TITOLO III

ORGANI  

ART. 6

            1) Sono organi amministrativi dell’Azienda:

- Il Consiglio di Amministrazione;

- Il Presidente;

- Il Direttore;

- Il collegio dei Revisori dei Conti.

CAPO I

IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

ART. 7

            1) Il Consiglio di Amministrazione è composto da sette  membri, tra i quali il Presidente, nominati dal Sindaco con i requisiti e le modalità stabiliti dalla normativa vigente.

            2) Il Consiglio elegge fra i suoi membri un Vice Presidente, che sostituisce il Presidente in ogni caso di sua assenza o impedimento, anche temporaneo.

            3) Non possono essere nominati alla carica di Presidente dell’Azienda o di componente del Consiglio di Amministrazione i Consiglieri Comunali ed i componenti della Giunta Municipale.

            4) Non possono, inoltre, ricoprire la carica di Presidente dell’Azienda o di componente del Consiglio di Amministrazione coloro che sono in lite con l’Azienda, nonché i titolari, i soci illimitatamente responsabili, gli amministratori, i dipendenti con poteri di rappresentanza o di coordinamento di imprese esercenti attività concorrenti o comunque connesse ai servizi gestiti dall’Azienda.

ART. 8

            1) I componenti del Consiglio di Amministrazione durano in carica per lo stesso periodo del mandato del Sindaco e, in ogni caso, sino all’insediamento dei loro successori che deve, in ogni caso, intervenire entro il termine perentorio di quindici giorni dall’insediamento del Sindaco. Nel periodo di “prorogatio”, tuttavia, il Consiglio di Amministrazione può adottare soltanto atti urgenti ed indifferibili. Si applicano in ogni caso tutte le altre norme in materia di scadenza, ricostituzione e proroga degli organi alla cui nomina concorrono gli enti pubblici, in quanto applicabili alla natura giuridica dell’Azienda speciale. I componenti del Consiglio di Amministrazione sono rieleggibili una sola volta.

            2) Il Sindaco può in ogni momento revocare il Presidente dell’Azienda ed i componenti del Consiglio di Amministrazione. Con lo stesso provvedimento di revoca, qualora investa l’intero Consiglio di Amministrazione, il Sindaco deve provvedere  alla nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione.

            3) In caso di nuove elezioni prima della scadenza naturale del mandato, il nuovo Sindaco procede alla nomina del nuovo Presidente e del Consiglio di Amministrazione.

ART. 9

            1) I componenti il Consiglio di Amministrazione che non partecipino, senza giustificato motivo, a tre sedute consecutive del Consiglio di Amministrazione sono dichiarati decaduti.

            2) La decadenza è pronunciata dal Consiglio stesso, salvo ricorso dell’interessato al Sindaco da proporre nel termine di dieci giorni dalla data di comunicazione del contenuto dell’atto deliberativo del Consiglio di Amministrazione. Il ricorso, tuttavia, non sospende gli effetti  prodotti dalla dichiarazione di decadenza. Il Sindaco assume la decisone definitiva sulla base delle motivazioni presentate dal componente dichiarato decaduto.

            3) La qualità di Presidente o di componente del Consiglio di Amministrazione si perde, inoltre, quando si verificano le cause di ineleggibilità a consigliere comunale o le incompatibilità previste dal precedente art. 7. e la relativa decadenza è pronunciata dal Sindaco d’ufficio o su proposta di qualunque elettore del Comune.

            5) La proposta di decadenza deve essere resa nota all’interessato almeno dieci giorni prima del suo esame.

            6) Sono fatte salve tutte le altre cause di decadenza da pubbliche funzioni previste dalle leggi statali e regionali in materia.

ART. 10

            1) Le dimissioni dalla carica di Presidente o di componente del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda sono presentate al Sindaco, sono irrevocabili, immediatamente efficaci e non necessitano di presa d’atto.

ART. 11

            1) Il Sindaco provvede alla surroga del Presidente e dei componenti per qualsiasi ragione cessati dalla carica; a tal fine il Presidente, o chi temporaneamente ne assume le funzioni, ha l’obbligo di comunicare al Sindaco immediatamente il verificarsi della cessazione dalla carica.

            2) I componenti nominati in sostituzione di quelli cessati dalla carica anzi tempo esercitano le funzioni limitatamente al periodo cui sarebbero rimasti in carica i loro predecessori.

ART. 12

            1) Le indennità di carica, gli eventuali gettoni di presenza e le indennità di missione in favore del Presidente e dei componenti del Consiglio di Amministrazione sono determinati dal Sindaco con l’atto di nomina in applicazione della L. 27.12.1985, n. 816, come recepita in Sicilia con la L. R. 24.06.1986, n. 31, e successive modifiche ed integrazioni.

            2) Tali indennità sono a totale carico dell’Azienda.

ART.13

            1) Il Consiglio di Amministrazione, cui spetta l’attività di indirizzo e coordinamento gestionale ed amministrativo, di programmazione e di controllo, nonché di attuazione degli indirizzi e delle direttive generali del Comune, delibera sui seguenti oggetti:

a) Piano-Programma e suoi eventuali aggiornamenti;

b) Contratto di Servizio;

c) Bilancio Pluriennale di Previsione;

d) Bilancio Preventivo Economico annuale;

e) Bilancio d’esercizio;

f) tariffe, prezzi, condizioni dei servizi e regolamenti dell’utenza, nel rispetto dei vincoli di legge;

g) approvazione dei progetti e delle opere previste dai piani annuali e pluriennali;

h) approvazione di tutti i contratti non riservati all’esclusiva competenza del Direttore, nonché di tutti i capitolati ed i verbali di aggiudicazione;

i) regolamento per la disciplina dell’ordinamento interno e del funzionamento dell’Azienda;

l) azioni da promuovere o sostenere in giudizio ed autorizzazioni a transazioni giudiziarie ed  extra giudiziarie;

m) ricorso a consulenze professionali esterne e scelta dei professionisti;

n) contrazione di mutui ed emissione di prestiti obbligazionari finalizzati agli investimenti  strutturali;

o) nomina, conferma e risoluzione del rapporto di lavoro del Direttore;

p) assunzione, nomina e risoluzione del rapporto di lavoro dei Dirigenti;

q) disciplina generale del personale e relativa tabella numerica, bandi di concorso e chiamate per l’assunzione del personale;

r) partecipazioni in società di capitali, nonché costituzione e partecipazione ad enti,  associazioni e consorzi aventi scopi strumentali e complementari rispetto alle finalità istituzionali dell’Azienda;

s) convenzioni con i Comuni per la gestione extraterritoriale dei servizi e delle attività di  competenza aziendale, ove consentito dalla legge;              

t) acquisto e cessione di beni immobili o diritti sugli stessi;

u) proposta di modifica del presente Statuto, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale;

ART. 14

            1) Il Consiglio di Amministrazione si riunisce, di regola, negli uffici amministrativi dell’Azienda. E’ convocato dal Presidente almeno una volta al mese, ovvero, su specifici argomenti, su richiesta di almeno due Consiglieri o del Direttore entro sette giorni dalla richiesta medesima. In caso di inerzia vi provvede il Sindaco.

            2) Gli avvisi di convocazione contenenti l’ordine del giorno sono comunicati a mezzo di lettera raccomandata, da recapitarsi a mano a cura del personale dell’Azienda od a mezzo del servizio postale, ovvero a mezzo telegramma almeno tre giorni prima della data fissata per la riunione in prima convocazione.

            3) Qualora l’urgenza lo richieda il Presidente può convocare il Consiglio di Amministrazione con il solo preavviso di ventiquattro ore.

            4) In prima convocazione le sedute sono valide con l’intervento della maggioranza assoluta dei componenti, compreso il Presidente; in seconda convocazione, che non può avere luogo nello stesso giorno fissato per la prima, è richiesta la presenza di almeno tre componenti, compreso il Presidente.

            5) Alle sedute del Consiglio di Amministrazione possono essere invitati a partecipare, senza diritto di voto, i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti.

            6) Le sedute del Consiglio di Amministrazione non sono pubbliche. Il Direttore interviene alle sedute con voto consultivo. Il Presidente ed i Consiglieri possono invitare, per chiarimenti o comunicazioni, persone estranee al Consiglio stesso. Possono, altresì, convocare dibattiti aperti su argomenti di interesse generale concernenti i servizi gestiti o da gestire: tali sedute hanno carattere straordinario.

            7) Il Consiglio di amministrazione può essere convocato su argomenti che rivestono particolare interesse economico sociale.

ART. 15

            1) Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione sono adottate a maggioranza dei votanti; a parità di voti prevale quello del Presidente.

            2) Le votazioni di regola sono palesi; sono prese a scrutinio segreto le sole deliberazioni concernenti persone.

            3) I verbali delle adunanze del Consiglio di Amministrazione sono redatti dal Direttore o da altro dipendente con mansioni di segretario. In assenza del Direttore o del segretario i verbali sono redatti dal componente più giovane del Consiglio di Amministrazione.

            4) I verbali sono firmati dal Presidente e da chi ha esercitato le funzioni di segretario e vengono trascritti nell’apposito registro, previsto dal successivo art. 37 punto 1 lettera c).

ART. 16

            1) Il Presidente ed i componenti del Consiglio di Amministrazione non possono prendere parte, in nessuna fase, ad atti e provvedimenti nei quali abbiano interessi personali essi stessi, oppure i loro parenti od affini entro il quarto grado. Il predetto divieto comporta anche l’obbligo di allontanarsi dalla sala delle adunanze durante la trattazione dei superiori argomenti.

            2) Il Presidente o il componente, obbligato ad astenersi, ai sensi del precedente comma, ne informa il Direttore o il verbalizzante, il quale dà atto a verbale dell’avvenuto assolvimento di tale obbligo.

            3) Quando il Consiglio di Amministrazione non sia in grado di deliberare a causa di obblighi di astensione, delibera in sua vece la Giunta Comunale.

ART. 17

            1) I componenti del Consiglio di Amministrazione sono solidalmente responsabili verso l’Azienda dei danni derivanti dall’inosservanza dei doveri loro imposti dalla legge e dal presente Statuto e degli obblighi inerenti la conservazione dell’integrità del patrimonio e del buon andamento e funzionamento dell’attività aziendale. Essi sono in ogni caso solidalmente responsabili se non hanno vigilato sul generale andamento della gestione o se, essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento od eliminarne o attenuarne le conseguenze dannose.

            2) Le responsabilità per gli atti e le omissioni dei componenti non si estendono a quello tra essi che, essendo immune da colpe, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al Collegio dei Revisori dei Conti.

CAPO II

IL PRESIDENTE

ART. 18

            1) Il Presidente, cui spetta la vigilanza generale sulla gestione ed i  rapporti con le Istituzioni, ha la responsabilità amministrativa dell’Azienda, rappresenta l’Azienda nei rapporti  con il Comune, con gli altri enti locali e le autorità statali e regionali ed esercita in particolare le seguenti funzioni:

            a) convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione, stabilendone l’ordine del giorno;

            b) adotta, ove occorra ed in caso di urgenza, sotto la sua responsabilità personale, quei provvedimenti che si rendano indispensabili per assicurare la regolarità dei servizi, con l’obbligo della ratifica da parte del Consiglio di Amministrazione nella prima seduta immediatamente successiva;

            c) vigila sul puntuale adempimento delle decisioni del Consiglio di Amministrazione, sull’andamento dell’Azienda, sull’operato del Direttore e sulla esecuzione di tutti gli atti di competenza dell’Azienda;

            d) firma, unitamente al Direttore, i mandati di pagamento; firma, inoltre, la corrispondenza e gli atti in nome  del Consiglio di Amministrazione;

            e) svolge i compiti affidatigli dal presente Statuto ed esegue gli incarichi affidatigli dal Consiglio di Amministrazione;

            f) svolge funzioni di iniziativa e stimolo al miglioramento della conduzione aziendale, riferendo periodicamente del proprio operato al Consiglio di Amministrazione.

            2) In caso di assenza o impedimento le funzioni di Presidente sono assunte dal Vice-Presidente; in caso di assenza o impedimento anche di quest’ultimo le funzioni sono assunte dal componente più anziano d’età.

            3) Il Presidente può, in ogni caso conferire ai singoli componenti specifiche deleghe su materie determinate; tali deleghe devono essere conferite per iscritto e possono essere revocate, con analogo mezzo, in qualunque momento. Del conferimento di eventauli deleghe e della loro revoca deve essere data immediata comunicazione al Sindaco.

CAPO III

IL DIRETTORE

ART. 19

            1) Il Direttore, responsabile esecutivo e gestionale dell’Azienda, è nominato a seguito di pubblico concorso ovvero per chiamata diretta, con incarico triennale eventualmente rinnovabile.

            2) La Commissione Giudicatrice del concorso è composta da cinque membri, compreso il suo Presidente, nominati dal Consiglio di Amministrazione al di fuori del proprio seno, tra docenti ed esperti del settore dei servizi pubblici; essi percepiranno il compenso previsto dalla vigente normativa in materia.

            3) Il concorso pubblico, per titoli ed esami, è bandito con deliberazione del Consiglio di Amministrazione, il cui contenuto è pubblicato all’Albo Pretorio del Comune di Paternò ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, nonché, per  estratto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed almeno due quotidiani a diffusione nazionale.

            4) L’assunzione per chiamata diretta viene effettuata tra persone professionalmente qualificate in relazione all’attività dell’Azienda, mediante motivata deliberazione da adottarsi con voto unanime dei componenti  del Consiglio di Amministrazione. A tal fine la chiamata del Direttore può essere preceduta da una preselezione effettuata da società specializzate nel settore delle risorse umane, all’uopo incaricate dal Consiglio di Amministrazione.

            5) Più specifici criteri e modalità di assunzione mediante pubblico concorso ovvero per chiamata diretta, nonché gli specifici requisiti professionali, scientifici e personali del Direttore, vengono fissati con il regolamento dei concorsi.

            6) Al Direttore ed ai Dirigenti è vietato l’esercizio di altri impieghi, commerci, industrie e professioni, nonché di incarichi anche temporanei di carattere professionale estranei all’Azienda.

ART. 20

            1) Il Direttore ed i Dirigenti godono del trattamento economico e normativo disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro per i dirigenti delle imprese di servizi pubblici degli enti locali, da eventuali  contratti integrativi ed individuali, nonché dalle leggi vigenti.

            2) Prima di assumere l’incarico il Direttore deve prestare la cauzione di £. 12.000.000 (dodicimilioni). Tale importo è automaticamente aggiornato annualmente secondo i parametri ISTAT. 

ART. 21

            1) Al Direttore, cui spetta la legale rappresentanza dell’Azienda, nei confronti dei terzi ed in giudizio, e  la responsabilità gestionale, competono le seguenti attribuzioni:

            a) esecuzione delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione ed attuazione delle direttive generali;

            b) sovraintendenza all’attività tecnica, produttiva, commerciale, amministrativa e finanziaria dell’Azienda;

            c) formulazione di proposte, ovvero adozione di quei provvedimenti  rientranti nella propria sfera di competenza,  scaturenti dall’attività di cui al punto “b”, mirate al miglioramento dell’efficienza e la funzionalità dei processi produttivi aziendali;         

            d) proposizione al Consiglio di Amministrazione dello schema di Piano-Programma, del Bilancio Pluriennale, del Bilancio Preventivo Economico annuale e del Bilancio d’esercizio, in relazione alle linee programmatiche segnate dal Consiglio di Amministrazione e dal Consiglio  Comunale;

            e) esercizio di tutte le altre attribuzioni conferitegli dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto del presente statuto e/o della vigente normativa in materia.

ART. 22

            1) Per l’espletamento dei compiti  indicati all’articolo precedente il Direttore:

            a) coordina e dirige il personale per il migliore espletamento delle singole mansioni, promuovendo ogni iniziativa per gli sviluppi professionali del personale stesso;

            b) decide le misure disciplinari inferiori alla sospensione e, nei casi di urgenza, i provvedimenti di sospensione cautelativa dal servizio del personale  riferendone immediatamente al Presidente ed al Consiglio di Amministrazione, fermo restando quanto previsto dalla legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro;

            c) formula proposte per l’adozione dei provvedimenti di  sospensione, licenziamento ed in genere dei provvedimenti sanzionatori diversi da quelli previsti al precedente punto “b”;

            d) provvede agli acquisti in economia ed alle spese per l’ordinario funzionamento  dell’Azienda nonché per la provvista urgente di materie prime e materiali e per l’esecuzione di manutenzioni e riparazioni ordinarie nei limiti e nelle forme stabilite nel presente Statuto ed in apposito atto deliberativo che sarà emanato dal Consiglio di Amministrazione;

            e) presiede le gare d’appalto dell’Azienda;

            f) stipula i contratti, precedentemente deliberati o autorizzati dal Consiglio di Amministrazione;

            g) firma gli ordinativi di introito e controfirma, con il Presidente, i mandati di pagamento;

            h) firma la corrispondenza e gli atti che non siano di competenza del Presidente;

            i) redige ogni trimestre una relazione sull’andamento economico, organizzativo e produttivo dell’Azienda sottoponendola al Consiglio di Amministrazione;

            l) interviene, di norma, personalmente alle udienze di discussione delle cause di lavoro o quelle altre cause per le quali è richiesto l’intervento personale delle parti, con facoltà di conciliare e transigere la controversia,  previa autorizzazione  e secondo  termini e modalità stabilite con apposita deliberazione del Consiglio di Amministrazione;

            m) partecipa alle adunanze del Consiglio di Amministrazione con voto consultivo;

            n) esercita tutte le altre attribuzioni riguardanti il funzionamento aziendale che non siano attribuite dal presente Statuto al Presidente o al Consiglio di Amministrazione.

 ART. 23

            1) In caso di assenza o impedimento temporaneo, le funzioni del Direttore vengono svolte da altro Dirigente dell’Azienda designato dal Consiglio di Amministrazione. Ove l’assenza o l’impedimento  si protragga oltre il sessantesimo giorno, nonché in caso di vacanza del posto, il Consiglio di Amministrazione deve conferire l’incarico con apposito atto deliberativo ad un Dirigente dell’Azienda o, quando ciò non sia possibile, a persona esterna in possesso dei requisiti professionali stabiliti per la copertura della carica di Direttore.

            2) Il Dirigente, incaricato di svolgere temporaneamente le funzioni di Direttore, in caso di vacanza del posto o di assenza o impedimento temporaneo del titolare, è esentato dal prestare la cauzione prevista dall’art. 20 del presente Statuto, a meno che l’incarico non si protragga per oltre un anno.

ART. 24

            1) Il licenziamento del Direttore nel corso del triennio può aver luogo per giusta causa o per giustificato motivo secondo quanto previsto dalla vigente normativa; i motivi di licenziamento dovranno, a cura del Presidente, essere contestati all’interessato per iscritto, con invito a presentare, nel termine non inferiore a quindici giorni, le sue difese. I motivi di licenziamento dovranno farsi constatare esplicitamente nella deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

            2) Sono applicabili, in quanto compatibili, al Direttore ed ai Dirigenti dell’Azienda a cui vengono delegate le attribuzioni del Direttore, le disposizioni in materia di responsabilità di cui al precedente art. 17.  

CAPO IV

IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

ART. 25

            1) Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri nominati dal Sindaco ai sensi dell’art. 57 della L. 8.06.1990, n. 142, come recepita in Sicilia con la L. R. 11.12.1991, n. 48, e dell’art. 9 della L.R. n.15/93 in conformità al D.L.vo n.88/92 e successive modifiche ed integrazioni.

            2) Il Collegio elegge nel proprio seno il Presidente.

            3) Non possono essere nominati revisori i Consiglieri Comunali, i parenti e gli affini degli amministratori entro il quarto grado, coloro che sono legati all’Azienda da un rapporto continuativo di prestazione d’opera retribuita, coloro che sono proprietari, comproprietari o soci illimitatamente responsabili, stipendiati o salariati, in imprese esercenti lo stesso servizio cui è destinata l’Azienda od industrie connesse al servizio medesimo o che hanno stabili rapporti commerciali con l’Azienda, nonché coloro che sono in lite con l’Azienda.

            4) I membri del Collegio durano in carica tre anni, non sono revocabili se non per giusta causa e sono rieleggibili per una sola volta.

            5) Il Collegio dei Revisori deve riunirsi almeno ogni trimestre.

            6) Delle riunioni del Collegio deve redigersi processo verbale che viene trascritto nel libro indicato nel successivo art. 37 e sottoscritto dagli intervenuti.

            7) Copia di ciascun processo verbale deve essere trasmesso, nel termine di tre giorni, al Sindaco, al Presidente  ed al Direttore dell’Azienda.

            8) Decade dall’Ufficio il Revisore che, senza giustificato motivo, non partecipa durante un esercizio a due riunioni del collegio. Decade, altresì, nel caso in cui l’assenza, ancorché giustificata, si protragga per un intero esercizio.

            9) Le deliberazioni del Collegio dei Revisori devono essere prese a maggioranza assoluta dei voti. Il Revisore dissenziente deve far iscrivere a verbale i motivi del proprio dissenso.

            10) Il compenso è fissato dal Sindaco, all’atto della nomina, tenendo conto del DPR 645/94 e del DPR 100/97, nonchè dell’art.52 del DPR 902/86, e di ogni altra norma vigente in materia.

ART. 26

            1) Il Collegio dei Revisori, nella relazione che è tenuto a redigere in sede di esame del Bilancio d’esercizio, deve attestare la corrispondenza delle risultanze di bilancio con le scritture contabili nonché la conformità delle valutazioni di bilancio, ed in particolare degli ammortamenti, degli accantonamenti e dei ratei e dei risconti, ai criteri di valutazione di cui alla vigente normativa in materia di bilanci. Tale relazione deve essere redatta entro il 30 aprile di ogni anno, al fine di consentire la trasmissione del Bilancio d’esercizio al Consiglio Comunale entro il 31 maggio.

            2) Il Collegio dei Revisori deve, inoltre, riscontrare, almeno ogni trimestre, la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà aziendale o ricevuti dall’Azienda in pegno, cauzione o custodia.

            3) I Revisori possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, agli accertamenti di competenza.

            4) Il Collegio dei Revisori può chiedere agli amministratori dell’Azienda notizie sull’andamento delle operazioni aziendali o su determinati affari. Degli accertamenti eseguiti deve farsi constare nel libro indicato  al successivo art. 37.

TITOLO IV

RISORSE UMANE E STRUTTURA ORGANIZZATIVA

ART. 27  

            1) La struttura organizzativa dell’Azienda e tutte le sue variazioni vengono determinate con deliberazione del Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore.

            2) La struttura si articola secondo aree funzionali ed operative cui sono preposti specifici centri di responsabilità; nel definire la struttura organizzativa vengono, di conseguenza,  puntualizzate anche le modalità di coordinamento tra le singole aree funzionale e l’attività di direzione. Criterio guida sarà comunque quello dell’individuazione delle responsabilità e dei poteri di ogni singola qualifica.

ART. 28

            1) Il trattamento economico e normativo del personale è disciplinato dalla legge e dal contratto collettivo di lavoro di categoria ed, in quanto ammesso, dalla contrattazione aziendale.

            2) Le modalità e le procedure per l’assunzione del personale sono disciplinate dalla legge e dai contratti collettivi di lavoro, nonchè dall’apposito regolamento dei concorsi.

            3) E’ vietato ai dipendenti dell’Azienda l’esercizio di qualsiasi professione, impiego, commercio o industria, nonché di altro incarico retribuito.

TITOLO V

GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA

CAPO I

PIANO PROGRAMMA

ART. 29

            1) Il Piano-Programma, di cui all’art. 38 del DPR 902/86, è deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell’Azienda secondo gli indirizzi determinati dal Comune. Esso contiene le scelte e gli obiettivi che si intendono perseguire indicando, tra l’altro, in rapporto alle scelte ed agli obiettivi suddetti:

- le dimensioni territoriali ed i livelli tecnologici economicamente ottimali di ogni servizio;

-  i livelli di erogazione dei servizi e gli indici di produttività aziendale raffrontati nel tempo e nello spazio con i dati disponibili di altre aziende nel settore;

- il programma pluriennale degli investimenti per l’ammodernamento degli impianti e per lo sviluppo dei servizi;

- le modalità di finanziamento dei programmi di investimento;

- le previsioni e proposte in ordine alla politica delle tariffe;

- la politica del personale, con particolare riferimento ai modi ed alle forme per ricercare la più ampia e continua  partecipazione dei lavoratori alla migliore organizzazione del lavoro ed alla produzione e distribuzione dei servizi;

- le forme del concorso della collettività e delle associazioni imprenditoriali e cooperative alla migliore gestione dei servizi pubblici, nonché le attività finalizzate al raggiungimento degli standard di qualità in uno alla gestione degli obiettivi di “soddisfazione alla clientela” (customer satisfaction).

            2) Il programma deve essere aggiornato annualmente in sede di aggiornamento del bilancio pluriennale.

CAPO II

BILANCIO PLURIENNALE

ART. 30

            1) Il Bilancio di Previsione Pluriennale è redatto in coerenza con il Piano-Programma ed ha la durata pari a quella del Bilancio Pluriennale della Regione Sicilia. Esso è articolato per singoli programmi, ove possibile, per progetti, mettendo in evidenza gli investimenti previsti ed indicando le relative modalità di finanziamento.

            2) Il Bilancio Pluriennale comprende, distintamente per esercizio, le previsioni dei costi e dei ricavi di gestione. Esso si basa su valori monetari costanti  riferiti al primo esercizio; è scorrevole ed è annualmente aggiornato in relazione al piano-programma, nonché alla variazione dei valori monetari conseguenti al prevedibile tasso di inflazione che formano oggetto di apposita evidenziazione.

CAPO III

BILANCIO PREVENTIVO ECONOMICO ANNUALE

ART. 31

            1) L’esercizio aziendale coincide con l’anno solare.

            2) Entro il 15 ottobre di ogni anno il Consiglio di Amministrazione delibera il Bilancio Preventivo Economico Annuale relativo all’anno successivo. Il Bilancio di Previsione, redatto in termini economici secondo lo schema  di bilancio-tipo approvato con Decreto del Ministero del Tesoro in conformità alle disposizioni contenute nell’art.40 del DPR 902/86, non può chiudere in disavanzo.

CAPO IV

BILANCIO D’ESERCIZIO

ART. 32

            1) Entro il 31 marzo il Direttore presenta al Consiglio di Amministrazione il Bilancio d’esercizio della gestione conclusasi il 31 dicembre precedente, sentito il Collegio dei Revisori dei Conti relativamente alle quote di ammortamento e degli accantonamenti nonché alla valutazione dei ratei e dei risconti.

            2) Il Bilancio d’esercizio si compone del conto economico, dello stato patrimoniale e della nota integrativa redatta a norma di legge, secondo lo schema tipo approvato con Decreto  del Ministero del Tesoro ed in conformità a quanto previsto dall’art.55 comma 7 della legge n.142/90, così come recepita dalla  L.R. n.48/91, e dagli artt. 42 e 43 del DPR 902/86.

            3) Le risultanze di ogni voce di ricavo e di costo dovranno essere comparate con quelle del bilancio preventivo e dei due precedenti bilanci.

            4) Nella relazione illustrativa del Bilancio d’esercizio il Direttore deve, tra l’altro, indicare:

            a) i criteri di valutazione secondo quanto previsto dall’art. 2426 del Codice Civile;

            b) le motivazioni degli scostamenti rispetto al bilancio di previsione.

            c) lo stato patrimoniale riclassificato secondo criteri di liquidità;

            d) i criteri seguiti nella determinazione delle quote di ammortamento e degli accantonamenti;

            e) il rendiconto finanziario delle fonti e degli impieghi;

            f) un raffronto dei costi e dei ricavi con i dati medi nazionali e gli indici di carattere tecnico  economico e finanziario comparabili con quelli elaborati annualmente dalla Confederazione Italiana dei Servizi Pubblici degli Enti Locali (CISPEL) ai fini di un giudizio sugli obiettivi di economicità, efficienza ed efficacia dei servizi gestiti.

            5) Il costo delle immobilizzazioni materiali ed immateriali deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Ai fini della determinazione delle quote di ammortamento si fa riferimento alle aliquote previste dagli appositi decreti del Ministero delle Finanze, ferma restando l’osservanza dei principi stabiliti dal Codice Civile.     

            6) Il Consiglio di Amministrazione delibera entro il 15 aprile il Bilancio d’esercizio e lo trasmette entro i cinque giorni successivi al Collegio dei Revisori dei Conti affinché provvedano alla redazione della relazione che deve essere presentata al Consiglio Comunale entro il 31 maggio unitamente al Bilancio d’esercizio  ed ai suoi allegati.

ART. 33

            1) Il Bilancio d’esercizio dell’Azienda non può chiudersi in disavanzo.

            2) Il Consiglio di Amministrazione, ove si verifichino perdite di esercizio, deve analizzare in apposito documento le cause che hanno determinato le perdite stesse, indicare puntualmente i provvedimenti adottati per il suo  contenimento  e quelli adottati o proposti per ricondurre in equilibrio la gestione.

            3) L’utile di esercizio deve essere destinato nell’ordine:

            a) alla costituzione o all’incremento del fondo di riserva per almeno il 40%;

            b) alla costituzione o all’incremento del fondo rinnovo impianti per almeno il  30%;

            c) alla costituzione o all’incremento del fondo di finanziamento dello sviluppo degli investimenti per almeno il 20%;

            d) l’eccedenza è versata al Comune.

CAPO V

CONTRATTO DI SERVIZIO

ART. 34

            1) Il Comune e l’Azienda stipulano entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente Statuto un apposito Contratto di Servizio  nel quale vengono sottoscritti i reciproci obblighi  ed impegni, compresi quelli riguardanti i contenuti economico-finanziari e le relative coperture, al fine precipuo del raggiungimento degli obiettivi aziendali.

            2) E’ prevista la revoca da parte del Sindaco del Consiglio di Amministrazione che, senza adeguata motivazione, contravvenga agli impegni assunti con il Contratto di Servizio ovvero  compia atti palesemente in contrasto con gli obiettivi e le scelte ivi specificati.

CAPO VI

SERVIZIO DI CASSA

ART. 35

            1) Il servizio di cassa dell’Azienda è affidato, con deliberazione del Consiglio di Amministrazione susseguente ad idonea procedura di pubblica evidenza - nei modi e nelle forme stabilite dalla vigente normativa -, ad un istituto di credito o ad u consorzio di istituti di credito, in base ad apposita convenzione

            2) Al cassiere saranno affidati in via esclusiva soltanto i pagamenti, mentre per le riscossioni, che comunque verranno effettuate mediante reversali a firma del Direttore, l’Azienda potrà avvalersi anche di altri istituti di credito o delle Poste Italia S.p.A. ovvero di proprio servizio di cassa interno.

ART. 36

            1) Per le necessità a breve termine il Consiglio di Amministrazione può autorizzare il Direttore dell’Azienda ad aperture di credito in conto corrente bancario per le esigenze di elasticità di cassa. Può altresì stabilire di ricorre ad anticipazioni a breve su mutui concessi nonché su crediti certi verso enti del settore pubblico, mentre in attuazione del piano-programma e del bilancio pluriennale  può, con deliberazione motivata, autorizzare la contrazione di prestiti che abbiano per scopo la realizzazione o l’ammodernamento di impianti ovvero il rinnovo di attrezzature, nei limiti  e con le modalità stabilite dall’ art. 46  del DPR 902/86.

CAPO VII

SCRITTURE CONTABILI

ART. 37

            1) L’Azienda deve tenere le seguenti scritture contabili:

            a) il libro giornale;

            b) il libro degli inventari;

            c) il registro delle adunanze e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione;

            d) il registro delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio dei Revisori dei Conti.

            2) Tiene, altresì, le eventuali altre scritture contabili che siano previste dalla legge o richieste dalla natura o dalle dimensioni dell’Azienda.

             3) Per la tenuta dei predetti libri e registri valgono le norme previste dal Codice Civile, in quanto applicabili, e dal DPR 902/86.

TITOLO VI

ATTIVITA’ CONTRATTUALE

ART. 38

            1) L’azienda osserva in materia di procedure per l’aggiudicazione degli appalti di lavoro e di forniture di beni e servizi le disposizioni di legge, ivi comprese quelle di attuazione delle direttive dell’Unione Europea, in quanto applicabili agli enti pubblici di gestione dei servizi pubblici.

            2) La deliberazione per pervenire alla stipulazione dei singoli contratti, la determinazione delle modalità essenziali e l’approvazione del progetto o del contenuto del contratto stesso, nonché la scelta della forma di contrattazione, rientrano nei compiti del Consiglio di Amministrazione.

            3) Spetta al Direttore la presidenza delle commissioni di gara e la  responsabilità sulle procedure di appalto. Le commissioni di gara possono essere composte da soggetti  interni o esterni all’Azienda, con esclusione, in ogni caso, dei membri del  Consiglio Comunale, del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda o del Collegio dei Revisori dei Conti. Alla nomina di eventuali componenti esterni, cui si ricorre quando la particolare natura e complessità della gara richieda la presenza di esperti all’interno della commissione, provvede il Consiglio di Amministrazione, sentito il Direttore.   

TITOLO VII

ACCESSO AI DOCUMENTI

ART. 39

            1) Chiunque abbia un interesse personale e concreto per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti ha diritto di accesso ai documenti amministrativi dell’Azienda ai sensi delle vigenti normative in materia.

            2) Il diritto di accesso agli atti si esercita mediante l’esame dei documenti amministrativi e l’estrazione di copia degli stessi, a seguito di apposita richiesta motivata degli interessati, con la specifica indicazione dei documenti ai quali si richiede l’accesso. Non è ammesso l’accesso agli atti preparatori, ai provvedimenti in corso di formazione, nonché a quelli la cui conoscenza può impedire o gravemente ostacolare lo svolgimento dell’attività dell’Azienda; in tale ultimo caso il Direttore dell’Azienda ha facoltà di procrastinare l’accesso ai documenti richiesti indicando i motivi e la presumibile durata del differimento. Il rifiuto, la limitazione o il differimento dell’accesso - richiesto in via formale - può essere opposto al richiedente con provvedimento motivato del Direttore.

            3) L’esame dei documenti è gratuito, mentre il rilascio di copie è subordinato, salve le vigenti disposizioni in materia di bollo, al rimborso del costo di riproduzione ed alla corresponsione dei diritti di ricerca e di visura stabiliti con apposita deliberazione del Consiglio di Amministrazione.

TITOLO VIII

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

ART. 40

            1) L’Azienda costituita secondo il presente Statuto, subentra in tutti i rapporti di lavoro e  contrattuali ed in genere di obbligazione o di diritto e nella titolarità delle autorizzazioni, concessioni, licenze e titoli di credito in essere al momento dell’entrata in vigore del medesimo, già facenti capo all’Azienda Municipalizzata Acquedotto.

            2) Il presente Statuto entra in vigore il primo  giorno del mese successivo alla esecutività della delibera di approvazione del Consiglio Comunale ed alla sua ripubblicazione all’Albo Pretorio del Comune per giorni quindici e sostituisce il regolamento dell’Azienda Municipalizzata Acquedotto approvato con delibera del Consiglio Comunale dell’8/8/1994.

ART. 41

            1) Entro un anno dalla entrata in vigore del presente Statuto l’Azienda ed il Comune devono provvedere alle operazioni di accatastamento e trascrizione conseguenti all’intestazione dei beni immobili in capo all’Azienda.

ART. 42

            1)   Il presente Statuto può essere modificato esclusivamente con delibera del Consiglio Comunale, sentito il parere del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda.

ART. 43

            1) Per quanto non previsto nel presente Statuto, si fa rinvio alle norme di legge e regolamentari applicabili alle Aziende di gestione dei servizi pubblici degli Enti Locali, nonché ai principi generali del diritto.