REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DISCIPLINA DEI SERVIZI DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI E LORO ASSIMILATI

 

Redatto ai sensi dell'art. 21 del decreto legislativo n. 22/97 e successive modifiche ed integrazioni

 

APPROVATO CON DELIBERAZIONE  DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 53 DEL 18.04.2002 PUBBLICATA ALL’ALBO PRETORIO DAL 28.04.2002 AL 12.05.2002

DIVENUTO ESECUTIVO PER DECORRENZA DEI TERMINI IN DATA  26.05.2002,

RIPUBBLICATO ALL'ALBO  PRETORIO DAL _________ AL __________

ENTRATO IN VIGORE IL __________

 

 

INDICE

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI E DEFINIZIONI.

 

Art. 1)- Finalità del Regolamento.

 

Art. 2)- Campo di applicazione del Regolamento.

 

Art. 3)- Estensione del diritto di privativa.

 

Art. 4)- Oggetto e contenuti del Regolamento

 

Art. 5)- Attività di smaltimento dei rifiuti svolte dal Comune.

 

Art. 6)- Definizioni.

 

Art. 7)- Classificazione dei rifiuti.

 

Art. 8)- Divieti ed obblighi.

 

CAPO II - RACCOLTA E TRASPORTO DEI RIFIUTI URBANI INTERNI E ASSIMILATI ED OBBLIGHI DEI CONFERITORI.

 

Art. 9)- Ambito di applicazione delle disposizioni relative ai servizi di raccolta e trasporto R.U. e rifiuti speciali assimilati.

 

Art. 10)- Organizzazione e modalità del servizio di espletamento del pubblico servizio.

 

Art. 11)- Aggiornamento e modifica dei punti di raccolta e della loro tipologia.

 

Art. 12)- Competenze dell’Ente Gestore.

 

Art. 13)- Caratteristiche e collocazione dei contenitori per R.U. ed allestimento delle relative piazzole.

 

Art. 14)- Conferimento dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani.

 

Art. 15)- Usi vietati dei contenitori.

 

Art. 16)- Trasporto e pesatura dei rifiuti.

 

Art. 17)- Smaltimento finale.

 

CAPO III - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI PERICOLOSI E DEI RIFIUTI URBANI PERICOLOSI.

 

Art. 18)- Obblighi dei produttori di rifiuti speciali e/o pericolosi: disposizioni generali.

 

Art. 19)- Raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi.

 

 

CAPO IV - INCENTIVAZIONE DEL RECUPERO DI MATERIALI E/O ENERGIA AI FINI DELLO SMALTIMENTO IN SICUREZZA.

 

Art. 20)- Modalità di esercizio delle competenze del Comune in materia di recupero di materiali e/o di energia.

 

Art. 21)- Finalità.

 

Art. 22)- Indirizzi generali.

 

CAPO V - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI ESTERNI.

 

Art. 23)- Definizione delle aree di espletamento del servizio di spazzamento.

 

Art. 24)- Installazione ed uso di cestini portarifiuti.

 

Art. 25)- Carico e scarico di merci e materiali.

 

Art. 26)- Pulizia di aree pubbliche: divieti ed obblighi.

 

Art. 27 )- Manifestazioni pubbliche.

 

Art. 28)- Obblighi di chi conduce animali domestici su aree pubbliche.

 

Art. 29)- Pulizia delle aree esterne a esercizi commerciali.

 

Art. 30)- Pulizia delle aree adibite a spettacoli di tipo saltuario.

 

Art. 31)- Pulizia dei mercati.

 

Art. 32)- Esercizi stagionali.

 

Art. 33)- Pulizia dei terreni non edificati.

 

Art. 34)- Attività straordinarie relative allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni.

 

Art. 35)- Disposizioni sanzionatorie per l’abbandono di rifiuti di particolari tipologie.

 

Art. 36)- Aree sosta nomadi.

 

CAPO VI – DISPOSIZIONI FINALI E SANZIONI.

 

Art. 37)- Disposizioni finali.

 

Art. 38 – Sanzioni.

 

ALLEGATO 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI E DEFINIZIONI

 

Art.1)- Finalità del presente regolamento

 

Il presente regolamento nel rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità stabilisce:

a)- le disposizioni per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani;

b)- le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani;

c)- le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi. La raccolta differenziata è assunta come priorità della gestione dei rifiuti e per favorire le attività di recupero, il Comune copre con carta riciclata almeno il 50% del proprio fabbisogno e provvederà ad inserire nei Capitolati di gara, ove possibile, clausole che favoriscono le attività economiche di recupero;

d)- le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione;

e)- le disposizioni necessarie a ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare;

f)- le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento;

g)- l'assimilazione per qualità e quantità dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani ai fini della raccolta e dello smaltimento sulla base dei criteri fissati ai sensi della normativa vigente. Sono comunque considerati rifiuti urbani, ai fini della raccolta, del trasporto e dello stoccaggio, tutti i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade ovvero, di qualunque natura e provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o e sulle rive dei corsi d'acqua.

Art.2)- Campo di applicazione del presente regolamento

 

1)- Ove non diversamente specificato, le norme e prescrizioni del presente regolamento si applicano:

a)- per quanto attiene alle disposizioni specifiche di disciplina dei pubblici servizi di smaltimento dei rifiuti urbani esterni e interni e dei rifiuti speciali assimilati agli urbani, entro i limiti delle zone all'interno delle quali sono istituiti i servizi medesimi;

b)- per quanto attiene alle norme finalizzate alla tutela dell'ambiente e della salute della cittadinanza, nonché al perseguimento degli obiettivi dell'art. 21 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, all'intero territorio comunale

2)- Le disposizioni del presente regolamento non si applicano:

a)- ai rifiuti radioattivi disciplinati dalle norme del D.P.R. 13 febbraio 1964, n. 185 e successive modifiche ed integrazioni;

b)- ai rifiuti risultanti dalla prospezione, estrazione, trattamento ed ammasso delle risorse minerarie e dallo sfruttamento delle cave;

c)- alle carogne ed ai seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed altre sostanze utilizzate nell'attività agricola;

d)- agli scarichi disciplinati dalla legge n. 152/99 e successive modificazioni;

e)- alle emissioni nell'aria soggette alla disciplina di cui alla legge 13 luglio 1966, n. 615, così come modificata dal D.P.R. 203/88, ai relativi regolamenti di esecuzione e alle leggi successive;

f)- agli esplosivi.

 

Art.3)- Estensione del diritto di privativa

 

Il diritto di privativa di cui all'art. 21 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 è esteso all'intero territorio del comune.

 

Art.4)- Oggetto e contenuti del presente regolamento

 

Il presente regolamento disciplina:

a)- le modalità di espletamento dei pubblici servizi di smaltimento dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali assimilati agli urbani ai sensi del successivo capo II, gli obblighi dei produttori e/o conferitori di tali rifiuti, nonché le norme per garantire la tutela igienico-sanitaria dell'ambiente, della cittadinanza e degli addetti in ogni fase della gestione dei rifiuti;

b)- le modalità di espletamento del pubblico servizio di spazzamento, inerente all'asporto, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni, i divieti e gli obblighi annessi alla produzione di rifiuti urbani esterni, nonché le norme per garantire la tutela igienico-sanitaria dell'ambiente, della cittadinanza e degli addetti in ogni fase della gestione dei rifiuti;

c)- i criteri di assimilazione ai rifiuti urbani delle categorie di rifiuti speciali da assimilare agli urbani, ai sensi dell'art. 57, 1° comma del decreto legislativo n. 22/97, fintanto che lo Stato non determini i criteri qualitativi e quantitativi per l'assimilazione, ai sensi dell'art. 18, lett. d), del decreto legislativo n. 22/97;

d)- le delimitazioni, i relativi criteri di definizione e le procedure di eventuale modifica dei perimetri all'interno dei quali sono istituiti rispettivamente il servizio di raccolta dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati agli urbani ed il servizio di spazzamento e asporto dei rifiuti urbani esterni;

e)- le norme per assicurare l'osservanza di adeguati principi di tutela igienico-sanitaria per l'ambiente e la cittadinanza in funzione della produzione di rifiuti fuori dai perimetri entro cui sono istituiti i relativi servizi di raccolta, asporto e smaltimento, di cui alla precedente lettera d) del presente regolamento;

f)- le norme atte a garantire fin dal conferimento un distinto e adeguato smaltimento dei RUP;

g)- i principi e le disposizioni atte a favorire, fin dal conferimento, il recupero di materiali da destinarsi al riciclo ed alla produzione di energia.

h)- le modalità del conferimento della raccolta differenziata al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni dei rifiuti e promuovere il recupero degli stessi;

i)- le norme per garantire la tutela dell'ambiente, nonché la tutela della salute della cittadinanza e degli addetti in ogni fase della gestione dei rifiuti.

 

Art. 5)- Attività di gestione dei rifiuti svolte dal comune

 

Il comune, in osservanza agli artt. 22 e 23 della legge n. 142/90, eroga i seguenti servizi:

1)- Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani interni così come definiti al successivo art. 7) e dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani ai sensi del successivo Capo II del presente regolamento:

a)- servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani interni non ingombranti;

b)-servizio di raccolta e smaltimento di rifiuti urbani interni ingombranti;

c)- servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani pericolosi;

d)- servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti assimilati ai rifiuti urbani (definiti nel successivo Capo II del presente regolamento), anche attraverso particolari articolazioni del servizio di raccolta, da definirsi in relazione alle caratteristiche quali-quantitative dei rifiuti oggetto del conferimento;

e)- servizio di raccolta (spazzamento) e smaltimento dei rifiuti urbani esterni;

f)- raccolta delle frazioni di materiale recuperabile mediante istituzione di appositi servizi di raccolta differenziata;

g)- raccolta dei rifiuti cimiteriali.

2)- il Comune può svolgere altresì il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali non assimilabili e/o non assimilati ai rifiuti urbani:

a)- smaltimento dei residui dell'attività di trattamento rifiuti e degli impianti pubblici di depurazione delle acque reflue urbane;

b)- smaltimento dei rifiuti speciali ospedalieri e simili, ivi compresa, se richiesta, la raccolta.

c)- smaltimento dei rifiuti speciali non assimilabili o non assimilati agli urbani, previa convenzione con i produttori, nei limiti di potenzialità ed attitudine degli impianti disponibili;

d)- raccolta degli imballaggi e delle frazioni merceologiche similari (f.m.s.).

 

Art. .6)- Definizioni

 

Per rifiuto si intende qualsiasi sostanza od oggetto derivante da attività umane o da cicli naturali, abbandonato o destinato all'abbandono.

Per gestione si intende il complesso delle attività sottodefinite:

1) conferimento: le modalità secondo le quali i rifiuti vengono temporaneamente accumulati dall' utente e successivamente consegnati al servizio di raccolta;

2) raccolta: le operazioni di prelievo e collettamento dei rifiuti fino all'accumulo in apposita attrezzatura o impianto;

3) raccolta differenziata: insieme delle operazioni atte a selezionare dai rifiuti urbani e speciali, già nella fase di raccolta, le frazioni merceologiche dalle quali si possono recuperare materiali ed energia, ovvero che devono essere ridotte volumetricamente o trattate in modo da favorire le operazioni di stoccaggio in condizioni di sicurezza;

4) spazzamento: le operazioni di rimozione dei rifiuti giacenti sulle strade ed aree pubbliche, o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico e sulle rive dei fiumi e dei fossi;

5) stoccaggio provvisorio: ammasso temporaneo in attesa di una successiva operazione di recupero o smaltimento;

6) cernita: le operazioni di preselezione o selezione dei materiali di rifiuto, ai fini del riciclaggio, della riutilizzazione, del recupero o delle modalità di smaltimento finale degli stessi;

7) trasporto: le operazioni di trasferimento dei rifiuti da attrezzature o impianti al luogo di trattamento;

8) trattamento finale: le operazioni di trasformazione necessaria per il riutilizzo, la rigenerazione, il recupero, il riciclo, l'innocuizzazione, compreso l'incenerimento, il deposito e la discarica sul suolo o nel suolo dei rifiuti in impianti ad interramento controllato

 

Art. 7)- Classificazione dei rifiuti.

 

Agli effetti dell'applicazione del presente regolamento i rifiuti sono classificati in "urbani" e "speciali assimilati agli urbani".

 

1)- I rifiuti urbani si distinguono in:

A- Rifiuti interni.

a)- rifiuti interni non ingombranti, provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere, e da quelle aree degli insediamenti industriali, agricoli, artigianali, commerciali o di servizio in cui si esplicano attività di carattere civile (uffici, mense, cucine e simili). Si considerano tali anche i rifiuti provenienti da attività di giardinaggio effettuate nelle aree di pertinenza di fabbricati e insediamenti civili in genere, limitatamente ai residui di falciatura di prati e potatura delle sole siepi, purché la superficie complessiva delle aree soggette a potatura o falciatura non sia superiore a 3 volte quella della superficie coperta dall'immobile di cui costituiscono pertinenza.

b)- rifiuti interni ingombranti, quali beni di consumo durevoli, di arredamento, di impiego domestico, di uso comune, provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili in genere. Si considerano tali anche i rifiuti provenienti da attività di giardinaggio effettuate nelle aree di pertinenza di fabbricati e insediamenti civili in genere, qualora la loro superficie sia superiore a 3 volte quella della superficie coperta dall'immobile di cui costituiscono pertinenza, o qualora i rifiuti siano costituiti da potature di alberi.

c)- rifiuti urbani pericolosi, che nelle more delle norme regolamentari e tecniche in attuazione del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, essendo ancora vigente il punto 1.3 della deliberazione del Comitato interministeriale del 27 luglio 1984, vengono classificati in:

- pile e batterie;

- prodotti farmaceutici;

- contenitori etichettati con il simbolo "T" (tossici) e/o "F" (facilmente o estremamente infiammabile) (legge 24 maggio 1974, n. 256, D.P.R. 24 novembre 1981, n. 927);

- altri prodotti che saranno dichiarati pericolosi dal Ministero dell'ambiente, purché provenienti da locali e luoghi ad uso di civile abitazione.

- tutti i rifiuti etichettati col simbolo "Xi" (irritante), "Xn" (nocivo) "C" (corrosivo) o comunque tutti i rifiuti compresi nell'allegato "D" del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, che siano classificati come urbani per provenienza;

- le lampade a vapori di gas tossici (mercurio etc.);

- le siringhe giacenti sulle strade ed aree pubbliche e sulle strade e aree private comunque soggette ad uso pubblico.

 

B- Rifiuti esterni.

a)- rifiuti esterni di qualsiasi natura o provenienza giacenti sulle strade ed aree pubbliche, o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle rive di fiumi e di altri corsi d'acqua, nonché i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade.

 

2)- I rifiuti speciali assimilabili agli urbani si distinguono in:

rifiuti speciali assimilati agli urbani, se ed in quanto non pericolosi, in possesso dei requisiti previsti dal punto 1.1.1. della delibera del Comitato Interministeriale del 27 luglio 1984, purché prodotti in quantità inferiore a 30 Kg/giorno per utenza.

Rifiuti speciali assimilabili agli urbani, se ed in quanto non pericolosi, in possesso dei requisiti previsti dal punto 1.1.1. della delibera del Comitato Interministeriale del 27 luglio 1984, purché prodotti in quantità superiore a 30 Kg/giorno per utenza.

L’assimilabilità di cui al presente punto 2) viene disposta nelle more dell’emanazione delle norme di cui al comma 2 dell’art. 18 del D.L.vo n. 22/97

 

Art. 8)- Divieti ed obblighi

 

E' assolutamente vietato abbandonare, gettare, versare e depositare sulle aree pubbliche e private soggette ad uso pubblico di tutto il territorio comunale e nei pubblici mercati coperti e scoperti, qualsiasi rifiuto, immondizia, residuo solido, semisolido e liquido e in genere materiale di rifiuto e scarto di qualsiasi tipo, natura e dimensione.

Il medesimo divieto vige per gli specchi d’acqua, i canali, i corsi d'acqua, i fossati, gli argini, le rive, le sponde.

In caso di inadempienza, il sindaco, allorché sussistano motivi sanitari, igienici od ambientali, dispone con ordinanza la rimozione del materiale di rifiuto fissando un termine per provvedere.

E' vietata, a persone non autorizzate, qualunque operazione di cernita, recupero o smistamento di qualsiasi materiale conferito al servizio di raccolta.

 

 

CAPO II - RACCOLTA E TRASPORTO DEI RIFIUTI URBANI INTERNI E ASSIMILATI E OBBLIGHI DEI CONFERITORI

 

Art. 9)- Ambito di applicazione delle disposizioni relative ai servizi di raccolta e trasporto RU e rifiuti speciali assimilati

 

Le norme e disposizioni di cui al presente Capo II disciplinano il conferimento, la raccolta ed il trasporto dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati agli urbani e si applicano nelle aree e ambiti territoriali di espletamento del relativo servizio.

I perimetri atti ad individuare gli ambiti territoriali di espletamento del pubblico servizio di smaltimento dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti assimilati sono definiti con l'obiettivo di estendere al massimo numero di utenti potenziali la possibilità di usufruire del servizio, compatibilmente con i livelli tecnico-organizzativi dell'ente gestore ed i vincoli di bilancio tra costi di erogazione del servizio e gettito globale della tassa.

 

Art. 10)- Organizzazione e modalità di espletamento del pubblico servizio.

 

La raccolta dei rifiuti urbani interni viene svolta dall'ente gestore per rispondere alle esigenze della collettività. La raccolta viene effettuata secondo le modalità più idonee, in considerazione della distribuzione della popolazione sul territorio e dello stato della viabilità.

La raccolta nella zona urbana viene principalmente effettuata mediante l'impiego di cassonetti di adeguata capacità relativamente allo stato dei luoghi.

Nella definizione dei punti di ubicazione dei contenitori si adotta il criterio di minimizzare la distanza conferitore-punto di raccolta, secondo il piano di posizionamento predisposto dall'ente gestore e approvato dal comune, rispettando distanze inferiori a:

- 200 m. nel centro urbano;

- 500 m. negli agglomerati extraurbani.

- Per le abitazioni sparse (intendendo per tali quelle ubicate all'esterno dei nuclei abitati) si considerano servite quelle che si trovano ad una distanza pari o inferiore a 500 m., misurabili sulla viabilità ordinaria.

Si intendono altresì coperti dal pubblico servizio gli edifici abitativi agricoli dei quali risulti effettivamente all'interno dell'area di espletamento del servizio di raccolta anche il solo imbocco del relativo stradello poderale o vicinale d'accesso.

 

Art. 11)- Aggiornamento e modifica dei punti di raccolta e della loro tipologia.

 

L'ubicazione dei punti di raccolta può venire cambiata dall'ente gestore in qualsiasi momento per motivi di carattere tecnico.

La cartografia allegata è da intendersi come uno strumento dinamico modificabile ogni qualvolta se ne presenti la necessità tecnica, pertanto le eventuali modifiche saranno apportate a giudizio dell’ufficio competente.

 

Art. 12)- Competenze dell’Ente Gestore

 

L'organizzazione operativa e la definizione delle modalità di erogazione dei servizi inerenti alla gestione dei rifiuti costituisce precipua competenza dell'ente gestore.

In tal senso l'ente gestore:

a) provvede a definire eventuali articolazioni e relative modalità organizzative del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani, nel rispetto delle modalità indicate dal contratto di servizio, con particolare riferimento a:

-rifiuti urbani interni ingombranti;

-rifiuti urbani interni non ingombranti;

-residui di potatura e sfalcio di giardini privati;

-rifiuti speciali assimilati agli urbani;

-rifiuti urbani pericolosi;

b) determina le più idonee caratteristiche dei contenitori destinati al conferimento dei rifiuti in relazione alla struttura urbanistica e alle caratteristiche insediative del territorio servito, nonché all'ottimale utilizzazione del personale e dei mezzi d'opera impiegati per la raccolta;

c) stabilisce numero e ubicazione dei contenitori, frequenza e orari delle operazioni di svuotamento;

d) assicura l'igienicità dei contenitori e la tutela igienico-sanitaria della cittadinanza attraverso i periodici interventi di lavaggio e disinfezione dei cassonetti e la pulizia dei punti di raccolta;

e) promuove l'innovazione tecnologica del servizio di raccolta e garantisce l'idoneità e il rinnovo di contenitori e mezzi operativi.

 

Art. 13)- Caratteristiche e collocazione dei contenitori per RU e allestimento delle relative piazzole.

 

Nel caso di interventi di risistemazione viaria, oppure di strumenti urbanistici particolareggiati di iniziativa pubblica o privata, nell'ambito del progetto delle opere di urbanizzazione primaria, dovranno essere obbligatoriamente previste le dislocazioni delle piazzole per i contenitori dei rifiuti urbani;

Nei progetti di nuove costruzioni dovrà essere prevista adeguata area per il posizionamento di cassonetti secondo le norme tecniche….

Art. 14)- Conferimento dei rifiuti urbani interni e dei rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani.

 

Nella detenzione iniziale dei rifiuti si dovranno osservare modalità atte a favorire l'igienicità della successiva fase di conferimento nei contenitori predisposti (e/o approvati) dall’ente gestore.

Il conferimento dei rifiuti deve essere effettuato esclusivamente utilizzando i contenitori messi a disposizione o approvati dall'ente gestore.

I rifiuti dovranno essere contenuti in appositi involucri protettivi previa riduzione volumetrica e separazione delle parti recuperabili per le quali sia stato istituito il servizio di raccolta differenziata, restando vietata l'immissione di rifiuti sciolti.

Lattine e contenitori di plastica dovranno essere schiacciati a cura dell'utente prima del conferimento al pubblico servizio.

E' vietato altresì immettere nei cassonetti e nei contenitori residui liquidi o sostanze incendiate.

Le sostanze putrescibili dovranno essere immesse avendo cura che l'involucro protettivo eviti qualsiasi dispersione o cattivo odore.

E' vietata la cernita dei rifiuti dai cassonetti e da altri contenitori di rifiuti posti in opera dall'ente gestore, nonché il prelevamento dagli stessi del materiale depositato.

E' vietata l'utilizzazione dei cassonetti quando il grado di riempimento non ne consenta la perfetta chiusura. In tale caso l'utente deve utilizzare il cassonetto più vicino e segnalare l'inconveniente all'ente gestore.

E' tassativamente vietato l'abbandono di rifiuti anche se immessi in involucri protettivi perfettamente sigillati a lato dei cassonetti e/o dei contenitori predisposti.

E' altresì vietato l'incendio di rifiuti, sia in area pubblica che in area privata.

E' vietato agli utenti lo spostamento dei contenitori, ferma restando la possibilità di inoltrare all'ente gestore motivata richiesta in tal senso.

L'utente deve farsi carico di chiudere gli sportelli del cassonetto dopo l'uso.

E' inoltre vietato agli utenti del servizio ribaltare e danneggiare in alcun modo i contenitori, eseguire scritte o affiggere su di essi materiali di qualsivoglia natura (manifesti, targhette adesive etc.) fatto salvo quanto espressamente autorizzato dall'ente gestore.

 

Art. 15)- Usi vietati dei contenitori.

 

Oltre a quanto stabilito al precedente articolo, è vietata l'immissione nei sacchetti per i rifiuti urbani nonché nei cassonetti e contenitori predisposti per il conferimento dei rifiuti:

a)-di rifiuti speciali non assimilati ai rifiuti urbani;

b)-di rifiuti urbani e di rifiuti speciali assimilati per il cui conferimento siano stati istituiti speciali articolazioni del servizio di raccolta (quali ad esempio i rifiuti ingombranti) oppure apposita raccolta differenziata ai fini di recupero di materiali e/o di energia (carta e cartone, lattine, plastica, vetro, organico, legno, indumenti, etc.).

c)-oggetti taglienti o appuntiti, se non opportunamente protetti;

d)-materiali che possono recare danno ai mezzi di raccolta e di trasporto;

e)-rifiuti urbani pericolosi (pile, batterie, prodotti e contenitori etichettati T e/o F, prodotti farmaceutici);

Art. 16)- Trasporto e pesatura dei rifiuti.

 

Il trasporto dei rifiuti deve essere effettuato con idonei automezzi le cui caratteristiche, stato di conservazione e manutenzione devono essere tali da assicurare il rispetto delle esigenze igienico-sanitarie.

I veicoli utilizzati per la raccolta e il trasporto devono ottemperare alle norme della circolazione vigente nel territorio comunale, salvo speciali autorizzazioni che possono essere concesse dall'amministrazione comunale per agevolare lo svolgimento del servizio pubblico (accesso a corsie preferenziali, fermata e sosta anche in zone soggette a divieto, fermate in seconda posizione ecc.).

La pesata dei rifiuti recuperati verrà effettuata presso gli impianti di accettazione e recupero, salvo la possibilità di effettuare la pesata in altri luoghi indicati dall'amministrazione comunale.

Art. 17)- Smaltimento finale.

 

Lo smaltimento finale dei rifiuti conferiti all'ordinario servizio di raccolta o mediante speciali articolazioni del medesimo avviene a cura dell'ente gestore presso gli impianti di smaltimento in esercizio debitamente autorizzati dalla competente autorità, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge e dei principi generali di tutela della salute e di salvaguardia dell'ambiente.

 

CAPO III - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI PERICOLOSI E DEI RIFIUTI URBANI PERICOLOSI.

 

Art. 18)- Obblighi dei produttori di rifiuti speciali e/o pericolosi: disposizioni generali.

 

E' tassativamente vietata l'immissione di rifiuti speciali non assimilati agli urbani e di rifiuti pericolosi nei contenitori o punti di accumulo destinati ad accogliere rifiuti urbani o rifiuti speciali assimilati agli urbani.

Per lo smaltimento dei rifiuti speciali e/o pericolosi si applicano le norme vigenti in materia.

Art. 19)- Raccolta e smaltimento dei rifiuti speciali e pericolosi.

 

Al fine di favorirne e incentivarne un distinto e separato smaltimento rispetto ai rifiuti urbani fino alla fase del conferimento, l'ente gestore promuove e organizza i servizi per la raccolta differenziata di talune tipologie di rifiuti pericolosi o speciali non assimilabili, con particolare riferimento a rifiuti di origine domestica o derivanti da attività con bassa produzione specifica di rifiuto.

 

a)- Rifiuti urbani pericolosi.

I rifiuti urbani pericolosi (RUP), così come identificati dalla deliberazione 27 luglio 1984 e successive modifiche e integrazioni, sono oggetto di separato conferimento.

Il relativo servizio di raccolta differenziata deve intendersi quale articolazione dell'ordinario servizio di raccolta dei rifiuti urbani.

La raccolta differenziata di tale categoria dei RUP si svolge nei termini seguenti:

- pile e batterie esauste: l'ente gestore provvede allo svuotamento periodico degli appositi contenitori ubicati presso gli esercizi commerciali autorizzati alla vendita di pile e batterie;

- farmaci scaduti o non utilizzati: l'ente gestore provvede allo svuotamento periodico degli appositi contenitori ubicati presso le farmacie;

- prodotti tossici e/o infiammabili: sono quelli contrassegnati dai simboli impressi sulla confezione o stampati sull'etichetta in colore nero su fondo arancione.

Per i contenitori dei prodotti destinati all'igiene domestica e dei locali (ad esempio candeggina, alcool denaturato, acido muriatico e simili) integralmente utilizzati è ammesso il conferimento all'ordinario servizio di raccolta previo accurato lavaggio.

b)- Rifiuti da esumazione ed estumulazione.

Con l'art. 7 del decreto legislativo n. 22/97 i rifiuti da attività cimiteriale non sono più da considerare rifiuti speciali, bensì urbani e classificabili in:

-rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni (art. 7/2 lett. f);

- rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali (art. 7/2 lett. e);

- rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti a usi diversi da quelli di cui alla lett. a) del citato 7/2 (art. 7/2 lett. b) quali carte, fiori secchi, corone, ceri e similari;

- rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade (art. 7/2 lett. c).

I rifiuti da esumazione ed estumulazione non sono considerati pericolosi (anche secondo quanto precisato dal decreto legislativo n. 22/97), ma comunque appaiono bisognosi di distinta e adeguata gestione dagli altri rifiuti urbani.

Per quanto riguarda le procedure da adottare per la gestione dei rifiuti da esumazione ed estumulazione, tali rifiuti vanno tenuti separati alla fonte, utilizzando un contenitore a tenuta in cui riporre il legname e i vestiti, opportunamente disinfettati, nonché lo zinco di risulta. I resti umani andranno riposti nella cassetta di zinco nuova e seguiranno il percorso previsto per l'inserimento negli ossari.

Al momento del trasporto allo smaltimento il rifiuto deve essere accompagnato oltre che dalla prescritta documentazione anche da idonea dichiarazione di disinfezione a firma del responsabile tecnico.

 

CAPO IV - INCENTIVAZIONE DEL RECUPERO DI MATERIALI E/O ENERGIA AI FINI DELLO SMALTIMENTO IN SICUREZZA.

 

Art.20)- Modalità di esercizio delle competenze del comune in materia di recupero di materiali e/o di energia

 

Il comune promuove la definizione di idonee forme organizzative dei servizi di conferimento, al fine di favorire la selezione di materiali da destinarsi al reimpiego, al riciclaggio, al recupero, alla produzione di energia senza pericolo per la salute dell'uomo e senza pregiudizio all'ambiente ai sensi delle finalità dell'art. 2 del decreto legislativo n. 22/97.

Il comune promuove la riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani per il conseguimento degli obiettivi di RD di cui al decreto legislativo n. 22/97, fermo restando che in nessun caso l'ente gestore o la ditta incaricata della raccolta differenziata diviene proprietario dell'imballaggio o della frazione merceologica similare, avendo diritto soltanto al corrispettivo per il servizio reso, e fermo restando che il materiale deve essere conferito solamente ai centri indicati dal CONAI, previa sottoscrizione di convenzioni con i consorzi di filiera di cui all'art.4 del decreto legislativo n. 22/97.

 

Art. 21)- Finalità

 La raccolta differenziata è finalizzata a:

- diminuire il flusso dei rifiuti da smaltire;

- favorire la valorizzazione dei rifiuti attraverso il recupero di materiali fin dalla fase della produzione, distribuzione, consumo e raccolta;

- migliorare i processi tecnologici degli impianti per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti anche al fine di ridurre i consumi energetici;

- ridurre la quantità e la pericolosità delle frazioni non recuperabili da avviare allo smaltimento finale assicurando maggiori garanzie di salvaguardia ambientale;

- favorire il recupero di materiali ed energia anche nella fase di smaltimento finale.

 

Art. 22)- Indirizzi generali.

 

a)- Raccolte differenziate ai fini economico produttivi.

Anche nelle more della complessiva riorganizzazione del servizio, possono essere attivate in forma sperimentale, quindi se del caso definitivamente istituite con ordinanze comunali, forme di raccolta differenziata attraverso le quali sia conseguibile il recupero di materiali a fini economico produttivi. Tali raccolte differenziate possono essere organizzate anche mediante convenzioni con enti o ditte private.

b)- Raccolte differenziate ai fini conoscitivi.

Possono essere attivate in forma sperimentale, in ambiti territoriali o per categorie di produttori da definirsi con ordinanza comunale, anche forme di raccolta differenziata finalizzate all'analisi merceologica ed alla conoscenza della composizione del rifiuto sia con riferimento ad obiettivi di razionalizzazione dei servizi di smaltimento che di ottimizzazione del recupero energetico, che di tutela igienico-sanitaria nelle diverse fasi della gestione dei rifiuti.

c)- Obblighi per l'esercizio delle raccolte differenziate.

Gli enti o imprese che, per conto dell'ente gestore, gestiscono servizi per la raccolta differenziata dei rifiuti sono tenuti:

- alla manutenzione e pulizia dei contenitori ed all'asporto dalle piazzole di appoggio di eventuali materiali o loro frammenti fuoriusciti nel corso delle operazioni di travaso;

-ad inoltrare mensilmente all'ente gestore ed al comune un resoconto sui quantitativi dei materiali recuperati e riciclati.

d)- Stazioni ecologiche.

Si intende per stazione ecologica un'area attrezzata presso la quale possono essere conferiti carta, cartone, vetro, plastica, pneumatici e tutte quelle categorie di rifiuti che saranno indicate dall'ente gestore.

Vengono istituiti due tipi di stazione ecologica:

1)- Il centro zonale di raccolta (CZR) che rappresenta il primo livello della RD. E' un'area di modeste dimensioni aperta all'utenza a tutti gli orari e non presidiata, costituita da un raggruppamento di più campane o cassonetti dove l'utente può effettuare il conferimento separato di più rifiuti. Per quanto possibile il CZR deve essere facilmente raggiungibile e pavimentato.

2)- Il centro comunale di raccolta (CCR) rappresenta il secondo livello nella struttura della RD. E' un'area di medie dimensioni, variabili da 2.000 a 3.000 mq. circa, aperta al pubblico ad orari prefissati e presidiata da personale, adibita in primo luogo allo stoccaggio di materiali provenienti dalla RD, ma nella quale possono essere effettuate semplici operazioni di cernita e raggruppamento.

Presso i CCR vanno conferiti i rifiuti:

- provenienti dalle utenze domestiche;

- provenienti dalle utenze commerciali e da piccole utenze produttive;

I CCR dovranno essere ubicati in maniera da consentire il facile accesso da parte di tutte le utenze sia domestiche che commerciali e produttive.

Il CCR sarà idoneo a ricevere i seguenti materiali:

- materiale verde (potatura, sfalci, residui da ortomercati);

- materiale secco da RD (carta, vetro, plastica, alluminio, banda stagnata, legno, etc.);

- rifiuti urbani pericolosi - RUP - (pile, farmaci, contenitori etichettati);

- rifiuti ingombranti di origine domestica (mobili, elettrodomestici etc.)

- rifiuti speciali assimilabili agli urbani (pneumatici, imballaggi, legname);

- batterie auto e oli.

Il personale di custodia dovrà indirizzare gli utenti affinché eseguano il corretto deposito dei materiali, dovrà provvedere alle normali operazioni di pulizia del CCR., dovrà dare agli utenti tutte le informazioni relative alla RD.

e)- Modalità di conferimento dei materiali della raccolta differenziata

Ferma restando la possibilità di successive modifiche mediante ordinanza comunale, sentito l'ente gestore, il conferimento dei materiali della raccolta differenziata può attualmente avvenire ad opera del produttore con le seguenti modalità:

1)- obbligo di ridurre convenientemente i volumi degli ingombranti, ove è possibile, conferendo secondo le modalità stabilite dall'ente gestore (servizio su chiamata) o conferendo nelle stazioni ecologiche;

2) ai fini del migliore recupero delle bottiglie di plastica, si fa obbligo all'utenza di conferirle ben lavate e pressate;

3) in particolare gli oggetti prodotti sia da utenze domestiche che non domestiche, che per dimensioni non possono essere introdotti nei contenitori posizionati sul territorio per le raccolte differenziate, potranno essere conferiti presso i centri di raccolta;

4) è vietato lo spostamento dei contenitori dalla loro posizione.

5) è inoltre vietato agli utenti del servizio ribaltare e danneggiare in alcun modo i contenitori, eseguire scritte o affiggere su di essi materiali di qualsivoglia natura (manifesti, targhette adesive etc.) fatto salvo quanto espressamente autorizzato dall'ente gestore.

6) è inoltre tassativamente vietato l'abbandono di tali rifiuti a lato dei contenitori destinati alla loro raccolta differenziata.

f)- Il conferimento in stazioni ecologiche dovrà avvenire nel rispetto delle seguenti modalità, tempi e norme di comportamento che saranno richiamate nell'apposita tabella apposta nella stazione:

1)- per i CZR:

- obbligo di conferire i soli rifiuti differenziati di privati cittadini;

- divieto di muovere i contenitori dalla loro sede;

- divieto di introdurre nei contenitori materiali difformi da quelli espressamente indicati (carta, vetro, plastica, alluminio, pile, etc.);

- divieto di abbandonare materiali e rifiuti di qualsiasi tipo fuori dai contenitori;

- divieto di asportare dai contenitori materiali precedentemente introdotti;

- obbligo di rispettare le disposizioni riportate su apposita tabella affissa all'ingresso del centro di raccolta.

2)-  per i CCR:

- divieto di accedere al CCR fuori dagli orari di esercizio per gli utenti;

- divieto di asportare materiali di qualsiasi tipo precedentemente conferiti o di effettuare cernite di materiali senza la debita autorizzazione;

- divieto di abbandonare materiali o rifiuti fuori dalla stazione o nei pressi dell'ingresso;

- divieto di accesso ai contenitori e ai luoghi di stoccaggio senza la debita autorizzazione;

- obbligo di rispettare le disposizioni riportate su apposita tabella affissa all'ingresso della stazione di attenersi alle più precise indicazioni di comportamento impartite dal personale addetto;

- divieto di introdurre nei contenitori materiali difformi da quelli espressamente indicati (carta, plastica, vetro, alluminio, sfalci e potature dai giardini, rifiuti ingombranti di origine domestica, metalli, prodotti e relativi contenitori etichettati " e/o "F" , "C", "Xn" e/o "Xi", pile e farmaci scaduti, elettrodomestici, pneumatici, contenitori vuoti di fitofarmaci e di fertilizzanti, teli per pacciamatura, lampade esauste, etc.).

g)- Conferimento rifiuti speciali di origine produttiva alle stazioni ecologiche.

I seguenti rifiuti speciali di origine produttiva potranno essere conferiti alle stazioni ecologiche appositamente attrezzate per ricevere tali materiali, rispettando le modalità di conferimento e previo pagamento dei relativi oneri:

- imballaggi (cartone, legno, plastica, metalli), elettrodomestici, pneumatici, batterie auto, oli esausti, contenitori vuoti di fitofarmaci, di fertilizzanti, teli per pacciamatura usati in agricoltura, lampade esauste, contenitori di prodotti etichettati "T" e/o "F", "C", "Xn" e/o "Xi".

h)- Modalità di effettuazione delle raccolte differenziate.

Le raccolte differenziate che l'amministrazione comunale attiverà saranno calibrate in relazione all'ottenimento degli obiettivi previsti dal decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, allegato E.

Le raccolte differenziate previste sono le seguenti:

- raccolta carta;

- raccolta vetro, lattine in allumino, banda stagnata;

- raccolta bottiglie in plastica;

- raccolta rifiuti urbani pericolosi;

- raccolta della frazione organica di mercati, ristoranti, esercizi commerciali ed utenze domestiche;

- raccolta differenziata di altri rifiuti presso i contenitori posizionati nelle stazioni ecologiche, così come descritto al precedente punto E.8 del presente regolamento;

- raccolta per appuntamento.

Il rapporto contenitore - utente e le caratteristiche volumetriche dei contenitori vengono definiti dall'ente gestore tenendo conto di eventuali disposti di legge e sulla base degli obiettivi di raccolta.

Variazioni alle modalità di effettuazione delle raccolte potranno essere apportate in ogni momento, a seguito di mutate esigenze tecniche ed organizzative richieste dai servizi stessi. L'ente gestore provvederà in tal caso, mediante opportune campagne divulgative, ad informare l'utenza delle modifiche intervenute.

La frequenza minima degli svuotamenti e delle operazioni di pulizia dei contenitori dovrà garantire al cittadino la facilità del conferimento.

i)- Conferimento dei rifiuti ingombranti e dei rifiuti urbani derivanti da potatura e sfalcio di giardini e simili

Il conferimento dei rifiuti ingombranti e dei rifiuti urbani derivanti da potatura e sfalcio di giardini e simili dovrà avvenire a cura del detentore presso le stazioni ecologiche appositamente attrezzate per ricevere tali materiali, rispettando le modalità di conferimento. Tale servizio può essere svolto a domicilio su chiamata del cittadino e previo pagamento della tariffa applicata dall’Ente gestore.

I rifiuti ingombranti conferiti all'apposito servizio di ritiro su chiamata devono essere collocati in area pubblica a cura del conferitore, nell'ubicazione prescritta dall'ente gestore, a partire dalle ore 20.00 del giorno antecedente a quello fissato dall'ente gestore per il ritiro.

L'utente è tenuto a disporre i beni oggetto di conferimento in modo ordinato occupando il minimo possibile di spazio pubblico, e comunque in termini tali da non costituire intralcio alla circolazione e da rappresentare minimo ostacolo alla sosta dei veicoli.

E' in particolare vietato collocare rifiuti ingombranti in corrispondenza di piazzole d'attesa e di fermate del trasporto pubblico.

I residui di potatura e sfalcio di giardini, orti e aree piantumate costituenti pertinenza di edifici privati, che presentino perciò i requisiti per essere considerati come rifiuti urbani, possono essere smaltiti nei seguenti termini:

a) mediante consegna al servizio di ritiro su chiamata dei rifiuti ingombranti e previo pagamento della tariffa applicata dall’Ente gestore, quando si tratti di quantitativi ingenti ovvero quando si tratti di residui di potatura di pezzatura ragguardevole, avendo cura di avvolgere i residui di sfalcio in appositi involucri protettivi, che ne impediscano la dispersione e il trasporto eolico;

b) mediante immissione negli appositi contenitori predisposti nei CCR quando allestiti dall'ente gestore.

l)- Raccolta differenziata dei rifiuti speciali non assimilati.

La raccolta differenziata dei rifiuti speciali non assimilati potrà avvenire con le seguenti modalità:

1)- la raccolta, da parte dell'ente gestore, delle tipologie di rifiuti speciali previste dal presente regolamento dovrà avvenire previa stipula di apposita convenzione, tra il produttore e l'ente gestore;

2)- i rifiuti speciali di cui sopra possono essere conferiti dai produttori ai centri di raccolta, secondo le modalità di cui punto g), previo pagamento degli oneri stabiliti ed esposti all'interno dei centri di raccolta.

m)- Obblighi per i produttori di rifiuti urbani e assimilati

E' obbligatorio avvalersi delle strutture predisposte per le raccolte differenziate nelle zone che fruiscono di tale servizio:

l'obbligo di conferire in modo differenziato le varie frazioni dei rifiuti è tassativo qualora il relativo contenitore non sia a distanza maggiore di 300 m. dall'abitazione, ovvero sia stato organizzato un servizio porta a porta.

In tali zone è pertanto vietato il conferimento di rifiuti oggetto di raccolte differenziate nei contenitori predisposti per l'ordinario servizio di raccolta rifiuti urbani. In particolare tale obbligo è espressamente riservato a produttori di tipologie prevalenti di rifiuti assimilati agli urbani quali ad esempio:

- rifiuti cartacei prodotti da scuole, uffici e banche;

- bottiglie di vetro e lattine prodotti da bar, mense e ristoranti.

o)- Obblighi a carico dei rivenditori al dettaglio e degli acquirenti in ordine agli oli minerali

Ai sensi dell'art. 6, punti 3 e 5 del decreto legislativo n. 95/92 e dell'art. 2 punto 4 del decreto del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato n. 392 del 16 maggio 1996 "Regolamento recante norme tecniche relative alla eliminazione degli oli usati", chiunque esercita l'attività di rivendita al dettaglio di oli e fluidi lubrificanti per motori, ivi inclusa la vendita di lubrificanti per navi e natanti di qualsiasi genere, è obbligato a:

- mettere a disposizione della propria clientela ed esercire un impianto attrezzato per lo stoccaggio dell'olio usato;

- ritirare e detenere l'olio usato estratto dai motori presso i propri impianti;

- consentire, ove non vi provveda direttamente, a titolo gratuito, che il consorzio obbligatorio degli oli usati installi presso i locali in cui è svolta l'attività un impianto di stoccaggio degli oli usati a disposizione del pubblico.

Coloro che provvedono autonomamente al cambio d'olio di un veicolo hanno l'obbligo di conferire l'olio esausto secondo le modalità di cui al precedente punto o).

p)- Obblighi a carico di officine meccaniche e demolitori.

Le officine meccaniche ed i demolitori sono obbligati a ritirare dai propri clienti e detenere gli oli usati estratti nell'esercizio dell'attività propria, nonché i filtri usati.

q)- Obblighi a carico dei rivenditori al dettaglio e degli acquirenti in ordine alle batterie per veicoli.

I rivenditori al dettaglio che non effettuano la sostituzione delle batterie dei veicoli sono tenuti ad esporre una targa ben visibile che inviti gli acquirenti a non disfarsi delle batterie dismesse, disperdendole nell'ambiente, ed a conferirle al servizio di raccolta organizzato dall'ente gestore.

Coloro che provvedono autonomamente alla sostituzione delle batterie dei veicoli hanno l'obbligo di conferire le batterie esauste all'ente gestore presso i CCR.

r)- Obblighi a carico dei rivenditori al dettaglio e degli acquirenti in ordine alle pile e agli accumulatori.

Le pile e gli accumulatori usati di cui all'art. 1 del decreto n.476 del 20 novembre 1997 sono consegnati ad un rivenditore al momento dell'acquisto di nuove pile o di nuovi accumulatori ovvero sono conferiti in raccolta differenziata presso uno dei punti di raccolta predisposti dall'ente gestore.

A cura ed onere dei produttori, degli importatori e dei distributori, il rivenditore di cui al comma 1 del presente punto s), pone a disposizione del pubblico un contenitore per il conferimento delle pile e degli accumulatori usati, nel proprio punto vendita. Il contenitore deve essere idoneo all'immissione delle pile e degli accumulatori usati e la sua apertura deve essere possibile solo a cura del soggetto incaricato della raccolta. Il rivenditore deve conservare copia della documentazione idonea a dimostrare le modalità di raccolta e di svuotamento del contenitore eseguite presso il suo esercizio.

Presso gli esercizi di vendita delle pile o degli accumulatori di cui al presente regolamento deve essere esposto in evidenza in prossimità dei banchi di vendita, con caratteri ben leggibili, un avviso al pubblico circa i pericoli e i danni all'ambiente e alla salute umana derivanti dallo smaltimento delle pile e degli accumulatori al di fuori degli appositi contenitori per la raccolta differenziata e circa il significato dei simboli apposti, ai sensi del presente regolamento, sulle pile e sugli accumulatori.

t)- Incentivi.

- Sono previsti incentivi: alle persone, associazioni o aziende che si siano particolarmente distinte nel favorire l'iniziativa della raccolta differenziata dei rifiuti urbani o assimilati;

- attestati di benemerenza: saranno conferiti ogni anno sulla base dei rendiconti periodici della raccolta differenziata, a riconoscimento delle iniziative più meritevoli e dell'impegno profuso;

- premi materiali: da distribuirsi in occasioni di particolari campagne di lancio e sensibilizzazione dell'iniziativa;

-sgravi tariffari per la gestione del servizio rifiuti commisurati al beneficio effettivo per il comune, ottenuto dalla raccolta differenziata, quando la tariffa prenderà il posto dell'attuale TARSU.

 

CAPO V - SMALTIMENTO DEI RIFIUTI URBANI ESTERNI.

 

Art.23)- Definizione delle aree di espletamento del servizio di spazzamento

 

Alle attività ordinarie inerenti allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni si provvede attraverso il servizio di spazzamento e relativi servizi collaterali che interessano tutto il territorio comunale.

I perimetri delle aree all'interno delle quali è istituito il servizio di spazzamento vengono definiti così da comprendere:

- a) le strade e le piazze, compresi i portici e marciapiedi già classificati come comunali;

- b) le strade private di uso pubblico;

- c) i tratti urbani delle strade statali e provinciali all’interno del perimetro urbano.

Il servizio non viene effettuato sulle aree date in concessione o in uso temporaneo. Esso rimane a carico dei concessionari secondo le modalità fissate dalla autorità concedente.

La frequenza, le modalità e gli orari dei servizi di spazzamento vengono stabiliti, in relazione ai bisogni ed alle tecnologie adottate per ogni singolo settore, garantendo il mantenimento delle condizioni igienico-sanitarie generali.

Il comune può disporre divieti di sosta e limitazioni, nonché la rimozione dei veicoli con le modalità stabilite dalle vigenti leggi, al fine di consentire l'espletamento del servizio di pulizia stradale da parte dell'ente gestore.

 

Art. 24)- installazione e uso di cestini portarifiuti.

 

A completamento del servizio di spazzamento, l'ente gestore provvede all'installazione e al periodico svuotamento di appositi cestini portarifiuti, a disposizione degli utenti degli spazi pubblici.

E' fatto divieto di utilizzare tali contenitori per il conferimento di rifiuti urbani interni.

 

Art. 25)- Carico e scarico di merci e materiali.

 

Chi effettua operazioni di scarico, carico e trasporto di merci e materiali, che diano luogo su area pubblica o di uso pubblico alla formazione di rifiuti di qualsiasi natura, deve provvedere, a operazioni ultimate, alla pulizia dell'area o della superficie medesima. In caso di inosservanza, la pulizia sarà effettuata direttamente dall'ente gestore, fatti salvi i diritti di rivalsa per il costo di servizio prestato nei confronti dei responsabili inadempienti nonché il procedimento contravvenzionale.

 

Art. 26)- Pulizia di aree pubbliche: divieti ed obblighi.

 

E' fatto divieto agli utenti di aree, strade, spazi pubblici o a uso pubblico di abbandonare e gettare rifiuti di qualsiasi tipo e in qualsiasi quantità che dovranno essere immessi solo negli appositi contenitori per rifiuti urbani esterni o se per natura, qualità e dimensioni classificabili come rifiuti interni e/o domestici, nei cassonetti e contenitori predisposti per l'ordinario servizio di raccolta.

Chi effettua attività relative alla costruzione, al rifacimento, alla ristrutturazione o alla manutenzione di fabbricati con occupazione di aree pubbliche o d'uso pubblico è tenuto a mantenere e restituire l'area perfettamente pulita e sgombra da rifiuti, scarti e residui di qualsiasi tipo. Analoghe disposizioni valgono per le aree occupate da interventi relativi a opere stradali e infrastrutture di qualsiasi tipo.

 

Art. 27)- Manifestazioni pubbliche.

 

Ferme restando le obbligazioni relative all'eventuale assoggettamento alla tassa giornaliera di cui all'art. 77 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, gli enti pubblici, le associazioni, i circoli, i partiti o qualsiasi altro cittadino o gruppo di cittadini che intendano organizzare iniziative quali feste, sagre ecc. o manifestazioni di tipo culturale, sportivo ecc. su strade, piazze e aree pubbliche anche senza finalità di lucro, sono tenuti a comunicare all'ente gestore il programma delle iniziative indicando le aree che s'intende effettivamente impegnare o utilizzare, e a provvedere direttamente o attraverso una convenzione con l'ente gestore, alla pulizia delle aree, piazze o strade dopo l'uso provvedendo all'asporto dei rifiuti abbandonati dai frequentatori delle manifestazioni.

Gli eventuali oneri straordinari, eccedenti i costi dell'ordinaria pulizia delle medesime aree e spazi pubblici, sostenuti dal servizio dell'ente gestore, saranno imputati ai promotori delle manifestazioni.

 

Art. 28)- Obblighi di chi conduce animali domestici su aree pubbliche.

 

Le persone che conducono cani o altri animali per le strade e aree pubbliche o di uso pubblico compreso il verde sono tenute a evitare qualsiasi contaminazione dovuta alle deiezioni. Dovranno in tal senso provvedere personalmente all'eliminazione e all'asporto di escrementi solidi.

Le carogne di animali, giacenti sul suolo pubblico, devono essere asportate dall'ente gestore secondo le disposizioni e le modalità stabilite dai servizi della competente autorità sanitaria.

 

Art. 29)- Pulizia delle aree esterne a esercizi commerciali

 

I gestori di esercizi che usufruiscono di concessioni di aree pubbliche o utilizzano spazi aperti all'uso pubblico quali i bar, gli alberghi, le trattorie, i ristoranti e simili, devono provvedere alla costante pulizia dell'area occupata, installando anche adeguati contenitori, indipendentemente dai tempi in cui viene effettuato lo spazzamento della rispettiva via o piazza da parte dell'apposito servizio.

Analogo obbligo vale per i gestori di esercizi, le cui aree esterne, per la particolare attività esercitata, quali vendita di cibi preconfezionati, bibite in lattina, chioschi stagionali e simili, risultino ordinariamente imbrattate dai residui e dagli involucri delle merci vendute.

I rifiuti così raccolti devono essere conferiti con le stesse modalità previste per i rifiuti.

All'orario di chiusura dell'esercizio, l'area in dotazione o comunque antistante deve risultare perfettamente pulita.

 

Art. 30)- Pulizia delle aree adibite a spettacoli di tipo saltuario.

 

Le aree adibite a spettacoli di tipo saltuario (spettacoli viaggianti, luna park ecc.) devono essere mantenute pulite durante l'uso e lasciate pulite dagli occupanti.

Il provvedimento di temporanea concessione in uso dell'area dovrà contenere una clausola circa le modalità di raccolta e conferimento dei rifiuti prodotti, sia in funzione dell'afflusso di pubblico, che dell'eventuale permanenza in loco delle carovane occupate dagli addetti agli spettacoli e/o alle installazioni di luna park.

Ferme restando le obbligazioni relative all'eventuale assoggettamento alla tassa giornaliera di cui all'art. 77 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, ogni onere connesso al potenziamento o all'impegno straordinario del servizio normalmente prestato per lo spazzamento dei rifiuti urbani esterni dovrà ricadere sui gestori delle attività di che trattasi.

 

Art 31)- Pulizia dei mercati.

 

I concessionari e occupanti di posti di vendita nei mercati all'ingrosso e al dettaglio, coperti o scoperti, in qualsiasi area pubblica e di uso pubblico, debbono mantenere pulito il suolo al di sotto e attorno ai rispettivi posteggi, raccogliendo i rifiuti di qualsiasi tipo provenienti dalla propria attività in appositi contenitori.

In occasione di fiere autorizzate in area pubblica, a cura dell'ente promotore dovrà essere fatta richiesta all'ente gestore che fisserà il corrispettivo economico del servizio, in relazione alle esigenze di impegno straordinario del pubblico servizio normalmente prestato.

 

Art. 32)- Esercizi stagionali.

 

Esercizi stagionali all'aperto, dovranno comunicare all'ente gestore la data di inizio dell'attività con almeno 15 giorni di anticipo, al fine di consentire il potenziamento, se necessario, delle strutture per il conferimento dei rifiuti urbani, oppure la predisposizione di apposita articolazione del pubblico servizio.

E' obbligo dei titolari di provvedere al quotidiano svuotamento di eventuali contenitori per rifiuti allestiti all'interno dell'area di pertinenza e al loro conferimento nei contenitori per rifiuti urbani collocati dall'ente gestore su area pubblica, oppure nei contenitori messi a disposizione attraverso la sopracitata speciale articolazione del pubblico servizio.

 

Art. 33)- Pulizia dei terreni non edificati.

 

In caso di scarico abusivo di rifiuti su terreni non edificati anche a opera di terzi o ignoti, il proprietario dovrà provvedere in solido con l’autore se individuato, a proprie cura e spese all'asporto e allontanamento dei rifiuti abusivamente immessi.

 

Art. 34)- Attività straordinarie relative allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni.

 

Costituiscono attività straordinarie relative allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni le attività inerenti allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni al di fuori delle aree di espletamento del servizio di spazzamento.

Le attività relative allo smaltimento dei rifiuti urbani esterni di cui al comma precedente non rientrano nei compiti dell'ente gestore. L'ente gestore provvederà comunque all'intervento a seguito di segnalazione da parte dell'amministrazione comunale che determinerà il costo degli interventi che verranno trascritti in un apposito giornale degli interventi compiuti, fermo restando il recupero della spesa a carico dei soggetti obbligati.

 

Art. 35)- Disposizioni sanzionatorie per l'abbandono di rifiuti di particolari tipologie.

 

Fermo restando il divieto di abbandono dei rifiuti di cui all’ art. 18), sono previste specifiche sanzioni per colpire:

a)- l'abbandono di rifiuti di qualunque tipo e natura su aree e spazi pubblici o soggetti a uso pubblico;

b)- l'abbandono incontrollato di rifiuti derivanti da demolizione e scavi in qualsiasi area pubblica e privata del territorio comunale.

Art. 36)- Aree sosta nomadi.

 

L'ente gestore è tenuto ad istituire uno specifico servizio di raccolta dei rifiuti dotando di appositi contenitori le aree assegnate alla sosta dei nomadi, in base alla normativa vigente; questi devono essere collocati in numero proporzionato alla utenza servita, sentito il parere dell'autorità sanitaria territorialmente competente.

 

CAPO VI - DISPOSIZIONI FINALI E SANZIONI

 

Art. 37)- Disposizioni finali.

 

Fatto salvo quanto disposto dal decreto legislativo n. 22/97 e successive modifiche e integrazioni e dalle leggi e norme regionali in materia, per quanto non espressamente contemplato dal presente regolamento si applicano le disposizioni previste da altri regolamenti comunali.

Il presente regolamento entrerà in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione. A partire da tale data ogni disposizione locale contraria o incompatibile con il presente regolamento si deve intendere abrogata.

 

Art. 38)-  Sanzioni.

 

Le violazioni a quanto previsto dal presente regolamento, ove non costituiscano reato e non siano specificamente sanzionate da leggi, decreti o regolamenti, sono punite con le sanzioni previste dall'art. 50, comma 1, del decreto legislativo n. 22/97 e succ. mod. ed int.

I provvedimenti di archiviazione degli accertamenti effettuati dagli organi preposti e l'adozione delle ordinanze-ingiunzioni sono adottati con le forme e le modalità previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modifiche ed integrazioni.

 

 

Allegato 1

REGOLAMENTO COMUNALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI E LORO ASSIMILATI

Elenco rifiuti speciali assimilati agli urbani 

  • Imballaggi in genere ( di carta, cartone, plastica, legno, metallo e simili );

  • Contenitori vuoti ( fusti, vuoti di vetro, plastica e metallo, latte e lattine e simili );

  • Sacchi e sacchetti di carta o plastica, fogli di carta, plastica, cellophane, cassette, pallets;

  • Accoppiati quali carta plastificata, carta metallizzata, carta adesiva, carta catramata, fogli di plastica metallizzati e simili;

  • Frammenti e manufatti di vimini e sughero;

  • Paglia e prodotti di paglia;

  • Scarti di legno provenienti da falegnameria e carpenteria, trucioli e segatura;

  • Fibra di legno e pasta di legno anche umida, purché palabile;

  • Ritagli e scarti di tessuto di fibra naturale e sintetica, stracci e juta;

  • Feltri e tessuti non tessuti;

  • Pelle e similpelle;

  • Gomme e caucciù ( polvere e ritagli ) e manufatti composti prevalentemente di tali materiali, come camere d’aria e copertoni;

  • Resine termoplastiche e termoindurenti in genere allo stato solido e manufatti composti da questi materiali;

  • Rifiuti ingombranti analoghi a quelli di cui al punto 2) del 3° comma dell’art. 2 del D.P.R. n. 915/82;

  • Imbottiture, isolanti termici e acustici di sostanze naturali e sintetiche, quali lane di vetro e di roccia, espansi plastici e minerali e simili;

  • Moquettes, linoleum, tappezzerie, pavimenti e rivestimenti in genere;

  • Pannelli di materiali vari ( legno, gesso, plastica e simili );

  • Frammenti e manufatti di stucco e gesso essiccati;

  • Manufatti di ferro, tipo maglia metallica, filo di ferro, spugna di ferro e simili;

  • Nastri abrasivi;

  • Cavi e materiale elettrico;

  • Pellicole e lastre fotografiche e radiografiche sviluppate;

  • Scarti della produzione di alimentari, purché non allo stato liquido ( ad esempio, scarti di caffè, dell’industria molitoria, della plastificazione, partite di alimenti deteriorate, anche inscatolati e comunque impallati, scarti derivanti dalla lavorazione di frutta e ortaggi, caseina, sanze esauste e simili );

  • Scarti vegetali ( erbe, fiori, piante e verdure, ecc. ) anche derivanti da lavorazioni basate su processi meccanici ( bucce, baccelli, pula, scarti di sgranatura e trebbiatura, ecc. );

  • Residui animali e vegetali provenienti dall’estrazione di principi attivi;

  • Accessori per l’informatica.