REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL REFERENDUM CONSULTIVO

 

 

APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N._____ DEL ____________, DIVENUTA ESECUTIVA IN DATA _________________, 

E PUBBLICATO ALL’ALBO PRETORIO DAL _____________ AL ______________

ENTRATO IN VIGORE IL ____________

 

 

 

TITOLO I - PRINCIPI GENERALI

 

Art.      1          -           OGGETTO E FINALITA’

 

             Il presente regolamento disciplina le modalità per l’ammissione e lo svolgimento del referendum consultivo secondo quanto previsto dall’articolo 66 e seguenti dello Statuto comunale e dalla vigente normativa in materia.

 

Art.      2          -           MATERIA DEL REFERENDUM

 

             Può essere proposto referendum consultivo su materie di interesse generale e di esclusiva competenza comunale inerenti alle scelte dell’amministrazione in relazione a indirizzi e decisioni che riguardano la vita della città ed il suo sviluppo.

 

             Il    referendum   è      ammesso anche su provvedimenti deliberativi già adottati.

 

             Non possono essere sottoposti a referendum consultivo le materie di non esclusiva competenza locale e quelle inerenti a:

 

Ø       la tutela dei diritti delle minoranze etniche e religiose;

Ø       lo statuto ed i regolamenti che disciplinano il funzionamento degli organi comunali;

Ø       il bilancio preventivo e il conto consuntivo;

Ø       i provvedimenti in materia di tributi locali e tariffe, espropriazioni per pubblica utilità;

Ø       le designazioni e nomine del pubblico impiego;

Ø       i provvedimenti concernenti il personale comunale e di enti, aziende, istituzioni dallo stesso dipendenti o appartenenti a società a partecipazione comunale;

Ø       i provvedimenti di assunzione di mutui od emissione di prestiti;

Ø       gli atti di mera esecuzione di norme statali e regionali;

Ø       problematiche per le quali il Consiglio comunale deve esprimersi entro termini stabiliti per legge o in cui non sia possibile la formulazione di un quesito chiaro che consenta una consapevole e semplice valutazione del corpo elettorale;

Ø       argomenti già oggetto di consultazione referendaria negli ultimi cinque anni;

Ø       i provvedimenti di nomina, designazione o revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende o istituzioni.

 

ART.     3          -           SOGGETTI PROMOTORI DEL REFERENDUM

 

             Promotori del referendum possono essere i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune, anche se non in possesso della cittadinanza italiana.

 

TITOLO II - REFERENDUM DI INIZIATIVA POPOLARE

 

ART.     4          -           PROMOZIONE DEL REFERENDUM

 

             Coloro che intendono promuovere Referendum Consultivo devono costituirsi in apposito Comitato Promotore e devono presentare apposita istanza scritta al Sindaco, che ne dispone il suo deposito presso la Segreteria Generale.

 

             L’istanza, presentata su fogli in carta libera, deve recare in calce la firma, la data e il luogo di nascita di almeno 10 elettori residenti nel Comune di Paternò.

 

             L’istanza deve contenere i termini esatti del quesito che si intende sottoporre alla votazione popolare. Il quesito sottoposto a referendum deve, di regola, essere unico, deve contenere le precise indicazioni dell’argomento, della deliberazione o del provvedimento oggetto del Referendum e deve essere formulato in modo breve, chiaro ed univoco, tale da lasciare obiettiva libertà di opzione e permettere risposte chiare ed univoche agli elettori.

 

             I cittadini che intendono promuovere istanza di indizione di Referendum, possono, previa autorizzazione del Sindaco, avvalersi della collaborazione delle strutture burocratiche del Comune per la più appropriata formulazione del quesito referendario e ottenere – in relazione a quelle istanze che richiedano la realizzazione di un’opera o di un intervento oneroso, per le quali è necessario indicare il finanziamento – la documentazione, le informazioni o i suggerimenti necessari sulle modalità per la copertura della spesa.

 

             La collaborazione è limitata all’individuazione e messa a disposizione di tutta la documentazione necessaria ed alla formulazione corretta e compiuta del quesito o della proposta secondo la volontà dei promotori.

 

             Qualora dalla proposta referendaria conseguano maggiori spese o minori entrate i promotori dovranno indicare il costo presunto, nonchè le modalità della relativa copertura finanziaria.

 

             Le sottoscrizioni dei promotori devono essere autenticate da uno dei soggetti indicati all’art. 14 della L. 21.03.1990 n.53 e successive modifiche ed integrazioni.

 

             All’istanza devono essere allegati i certificati di iscrizione nelle liste elettorali del Comune di Paternò.

 

             L’istanza deve contenere i termini del quesito che si intende sottoporre alla consultazione popolare.

 

ART.     5          -           ESAME DI AMMISSIBILITA’ DELLA PROPOSTA

 

             La proposta, ai fini dell’ammissibilità del quesito sotto il profilo della legittimità, in conformità alla normativa vigente, allo statuto comunale e al presente regolamento, viene esaminata entro il termine perentorio di giorni 15 dalla data di presentazione dell'istanza dal Comitato dei Garanti di cui al successivo art. 6.

 

             Le decisioni del Comitato dei Garanti, verbalizzate su apposito registro, devono essere adottate e comunicate agli istanti ed al Sindaco entro i 3 giorni successivi al termine di cui al precedente comma.

 

             Le decisioni del Comitato dei Garanti devono essere sempre motivate e, quando le richieste degli istanti non sono accolte, la motivazione deve contenere il riferimento normativo che ne impedisce l’accoglimento.

 

             Il giudizio di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti verte:

 

Ø       sull’esclusiva competenza locale;

Ø       sull’esclusiva competenza del Consiglio a deliberare;

Ø       su attività deliberative effettivamente in corso;

Ø       sulla brevità, congruità ed univocità del quesito;

Ø       sulla regolarità della presentazione, da parte del prescritto numero di componenti il comitato promotore.

 

             E’ escluso qualsiasi altro parametro di valutazione, nonchè qualsiasi valutazione di merito.

 

             Fino alla pronuncia di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti, il Sindaco, il Presidente del Consiglio Comunale o un Capogruppo consiliare possono presentare memorie al comitato stesso.

 

             Se prima dell’indizione del Referendum il Consiglio Comunale interviene con una nuova deliberazione sulla materia oggetto d’iniziativa referendaria, la proposta di referendum dovrà essere sottoposta nuovamente al giudizio di ammissibilità da parte del Comitato dei Garanti, il quale entro il termine di giorni 10, verifica se ne esistono ancora i presupposti.

 

             Qualora il Referendum sia stato già indetto, il Consiglio Comunale sospende l’attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con delibera adottata con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati ed in carica, non decida altrimenti per ragioni di particolare necessità ed urgenza.

 

             L’ammissibilità del Referendum va notificata ai primi tre firmatari del Comitato Promotore entro 5 giorni dall'espressione del giudizio.

 

             Qualora la richiesta riguardi opere ed infrastrutture pubbliche, il Consiglio Comunale può adottare una delibera che integri il quesito con una o più domande alternative, sulla cui ammissibilità decide il Comitato di cui al successivo art. 6.

 

             Tale delibera dovrà essere adottata dal Consiglio Comunale nella prima seduta utile successiva alla notifica di ammissibilità ai primi tre firmatari del Comitato dei Promotori del quesito, dichiarata immediatamente esecutiva e immediatamente trasmessa al Comitato dei Garanti.

            

             Il Comitato dei Garanti entro 15 giorni dal ricevimento deciderà sull’ammissibilità del quesito integrato, redigendo apposito verbale.

 

             L’ammissibilità del quesito integrato è comunicata entro cinque giorni dall’espressione del giudizio ai primi tre firmatari del Comitato dei Promotori e per conoscenza al Consiglio Comunale.

 

             A richiesta dei promotori, le proposte referendarie non accolte, devono essere discusse in Consiglio Comunale quali petizioni.

 

ART.     6          -           COMITATO DEI GARANTI

 

Al fine di garantire la preparazione giuridico-amministrativa, la competenza, l’imparzialità e l’indipendenza dagli organi comunali, il Comitato dei Garanti, composto da tre membri, viene eletto dal Consiglio Comunale a scrutinio segreto, con voto limitato ad uno: risulteranno eletti coloro che otterranno il maggior numero di voti.

 

             Le candidature devono essere presentate dai Consiglieri Comunali.

 

             I candidati devono avere i seguenti requisiti:

 

Ø       Laurea in Giurisprudenza o discipline giuridiche;

Ø       Almeno dieci anni di iscrizione ai relativi Albi professionali o di esperienza dirigenziale in pubbliche amministrazioni in profili amministrativi.

 

             Per ogni riunione i componenti del Comitato dei Garanti hanno diritto ad un gettone di presenza in misura pari a quello previsto per i Consiglieri Comunali del Comune di Paternò.

 

             Il Comitato dei Garanti resta in carica 5 anni e viene rinnovato a seguito dell’insediamento del nuovo Consiglio Comunale.

 

             I compiti e le funzioni sono prorogati sino alla nomina del nuovo Comitato.

 

ART.     7          -           RICHIESTA DI REFERENDUM - RACCOLTA FIRME

 

Espletato l’esame sull’ammissibilità di cui al precedente art. 5, la richiesta di referendum consultivo deve essere sottoscritta da almeno 3000 elettori, anche se non in possesso della cittadinanza italiana.

 

Per la raccolta delle firme devono essere usati appositi stampati, ciascuno dei quali deve contenere sulla prima facciata la dichiarazione della richiesta di referendum con in evidenza il testo del quesito da sottoporre al voto.

 

Detti stampati devono essere presentati per la vidimazione al Segretario Generale, che appone su ogni foglio il numero d’ordine, il timbro, la data e la propria firma e li restituisce ai promotori entro tre giorni dalla presentazione.

 

La raccolta delle firme su fogli non vidimati dà luogo all'invalidamento delle firme raccolte.

 

L’elettore appone la propria firma sui fogli di cui al 2° comma scrivendo chiaramente e per esteso nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza.

 

            Le firme devono essere autenticate da un notaio, da un cancelliere dell’Ufficio Giudiziario, dal Sindaco o suo delegato, dal Segretario Generale, o altri pubblici ufficiali stabiliti dalla legge.

 

L’autenticazione, che può essere anche collettiva, deve avvenire nei modi e nelle forme previste dall’art. 14 della L. 21.03.1990, n. 53 e successive modifiche ed integrazioni.

 

Il Sindaco assicura la raccolta delle firme presso gli Uffici comunali o altri luoghi pubblici all'uopo individuati ed adotta, sotto la propria personale responsabilità, le opportune misure per garantire l’effettiva disponibilità negli orari determinati delle persone preposte alle autenticazioni.

 

L’autenticazione delle firme, effettuata dal Segretario Generale, da funzionari incaricati dal Sindaco o da soggetti autorizzati ai sensi della L. 21.03.1990, n. 53, è esente da spese.

 

Il pubblico ufficiale che procede alle autenticazioni dà atto della manifestazione di volontà dell’elettore analfabeta o comunque impedito ad apporre la propria firma.

 

La verifica dell’iscrizione nelle liste elettorali del Comune dei sottoscrittori la richiesta di referendum compete all’Ufficio Elettorale del Comune medesimo.

 

Il deposito presso il Segretario Generale di tutti i fogli contenenti le firme dei sottoscrittori deve avvenire entro 90 giorni dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi a norma del precedente comma 3.

 

ART.     8          - CONTROLLO DELLA RICHIESTA

 

La richiesta di indizione del Referendum unitamente a tutti i fogli di cui al precedente art. 7, recanti una o più firme, deve essere presentata al Segretario Generale da almeno tre componenti del comitato dei promotori, i quali dichiarano il numero delle firme che appoggiano la richiesta.

 

Del deposito si dà atto mediante processo verbale, facente fede del giorno e dell’ora in cui il deposito è avvenuto e contenente la dichiarazione di domicilio da parte dei presentatori. Il verbale è redatto in duplice originale con la sottoscrizione dei presentatori e del Segretario Generale, di cui uno è allegato alla richiesta, l’altro viene consegnato ai presentatori a prova dell’avvenuto deposito.

 

 Il Segretario Generale entro cinque giorni dal deposito verifica la regolarità della presentazione da parte del prescritto numero di elettori e delle relative firme e redige apposita dichiarazione di regolarità che deve essere trasmessa tempestivamente al Sindaco.

 

Il Sindaco, ricevuta comunicazione della dichiarazione di regolarità della richiesta di referendum e sulla base delle risultanze contenute in essa, provvede con propria ordinanza all’indizione del Referendum secondo quanto disposto dal successivo art. 9, oppure comunica ai primi tre firmatari del Comitato promotore la non ammissibilità del Referendum per mancanza di regolarità.

ART.     9          -           INDIZIONE DEL REFERENDUM

 

            L’ordinanza del Sindaco di indizione del referendum consultivo deve indicare la data di svolgimento della consultazione ed elencare il quesito da sottoporre agli elettori.

 

            L’ordinanza è affissa immediatamente all’Albo Pretorio del Comune e pubblicizzata mediante manifesti per le vie e piazze cittadine almeno trenta giorni prima della data stabilita per la votazione.

 

Per ogni anno solare è consentito al massimo lo svolgimento di due referendum da effettuarsi in un'unica tornata.

 

Per le richieste presentate dal 1 maggio al 31 ottobre la consultazione avviene nella primavera immediatamente successiva, per le richieste presentate dal 1 novembre dell’anno in corso al 30 aprile dell’anno successivo la consultazione avviene nell’immediato autunno.

 

I referendum non possono essere indetti nei dodici mesi precedenti la scadenza del mandato amministrativo del Sindaco né possono svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto. In quest'ultimo caso la consultazione sarà fissata al primo turno utile successivo.

 

Non è consentito effettuare operazioni referendarie nell'anno in cui si svolgono elezioni amministrative.

 

In caso di anticipato scioglimento del Consiglio comunale, il referendum già indetto è automaticamente sospeso.

 

La nuova data va fissata entro 60 giorni dalla convalida degli eletti.

 

Ogni attività od operazione relativa a referendum consultivo deve essere interrotta al 31 dicembre dell'anno solare antecedente a quello di scadenza naturale del Consiglio Comunale.

 

Qualora, in data successiva alla proposta del referendum consultivo, intervengano eventi o decisioni tali da rendere inutile la consultazione popolare, il Sindaco revocherà il Referendum, sentito obbligatoriamente il parere del Comitato dei Garanti.

 

TITOLO III  -  SVOLGIMENTO DEL  REFERENDUM

 

ART.     10        -           DISCIPLINA DELLA VOTAZIONE

 

Alla votazione, che si svolge a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto, partecipano tutti i cittadini maggiorenni che alla data di effettuazione del referendum sono iscritti nelle liste elettorali del Comune, anche se non in possesso della cittadinanza italiana.

 

Con manifesto da affiggersi negli spazi appositamente individuati o con altri idonei mezzi informativi, il Sindaco indicherà ai singoli elettori la sede dove dovranno recarsi a votare.

 

I seggi elettorali dovranno trovare collocazione preferibilmente in strutture comunali.

 

Dal trentesimo al quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la consultazione, deve essere consegnato al domicilio di ciascun elettore il documento elettorale che abilita all'esercizio del diritto di voto. I documenti non consegnati a domicilio, per motivi vari, potranno essere ritirati personalmente presso l’Ufficio Elettorale Comunale.

 

ART.     11         -           UFFICI ELETTORALI DI SEZIONE

 

Ai soli fini del Referendum consultivo il Sindaco, sentita la Commissione elettorale comunale, può stabilire di volta in volta un numero di sezioni diverso rispetto a quello esistente, accorpando le attuali sezioni allo scopo di ridurne il numero, prevedendo, ove necessario, il seggio speciale.

 

Le funzioni di Presidente del seggio vengono assunte da coloro che risultano inseriti nell’apposito elenco dei presidenti redatto, ai sensi della vigente normativa in materia, a cura dell’Ufficio Elettorale del Comune, previo sorteggio effettuato dalla Commissione Elettorale Comunale e conseguente nomina da parte del Sindaco.

 

L'ufficio elettorale di sezione è composto, oltre al presidente, da due scrutatori, di cui uno, a scelta del presidente, assume le funzioni di vice presidente.

 

Gli scrutatori sono nominati, previo sorteggio, dalla Commissione Elettorale Comunale, fra i nominativi inseriti negli appositi Albi previsti dalla legislazione vigente per le consultazioni referendarie nazionali.

 

 Il Segretario è scelto dal presidente del seggio prima dell'insediamento dello stesso fra gli iscritti nelle liste elettorali del Comune, ai sensi dell'art. 2 della legge 21.03.1990, n.53.

 

Il compenso loro dovuto sarà stabilito dalla Giunta Municipale in misura forfettaria, tenendo conto di quello stabilito per le consultazioni referendarie nazionali.

 

ART.     12        -           UFFICIO ELETTORALE CENTRALE PER IL REFERENDUM

 

Presso la Segreteria del Comune, entro 10 giorni dal provvedimento di indizione del Referendum, è costituito l'Ufficio Elettorale Centrale per il Referendum nelle persone del Segretario Generale o suo delegato, del Dirigente della struttura "Servizi Demografici ed Elettorali" e del Responsabile del Servizio Elettorale.

 

L'Ufficio Centrale per il referendum, ha il compito di provvedere al coordinamento e all'organizzazione di tutte le operazioni referendarie, di sovrintendere al regolare svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio, di provvedere al riesame dei voti contestati e provvisoriamente non assegnati, di esprimersi su eventuali proposte e reclami pervenuti entro 10 giorni dalla proclamazione dei risultati, di procedere alla sommatoria dei voti riportati in ogni risposta, di concludere le operazioni con la proclamazione dei risultati del Referendum.

 

ART.     13        -           LE SCHEDE DI VOTAZIONE

 

Le schede, contenenti i quesiti sottoposti a consultazione, sono stampate a cura del Servizio Economato del Comune.

 

L'Ufficio Elettorale del Comune provvede alla formazione delle liste degli elettori destinate ai seggi. Tali liste sono approvate dalla Commissione Elettorale Comunale.

 

Il fac - simile della scheda per il referendum è riportato in allegato e forma parte integrante del presente regolamento.

 

Sulla scheda sarà contenuto il quesito formulato nella richiesta di Referendum, letteralmente riprodotto a caratteri chiaramente leggibili, e due rettangoli aventi rispettivamente all'interno le dizioni SI / NO.

 

All'elettore verranno consegnate tante schede di colore diverso quanti sono i referendum sottoposti alla consultazione. E' facoltà dell'elettore di non partecipare alla votazione per uno o più dei referendum e di non ritirare le relative schede.

 

L'elettore vota tracciando sulla scheda un segno sulla risposta da lui prescelta e, comunque, nel rettangolo che la contiene.

 

Sono ammessi alla votazione, secondo l'ordine di presentazione, gli elettori iscritti nelle liste elettorali comprese nell'ambito territoriale della sezione elettorale, previa identificazione mediante presentazione di carta di identità o di altro documento di identificazione rilasciato da una pubblica amministrazione, purché munito di fotografia, ed esibizione dell'apposito documento elettorale che abilita all'esercizio del voto. Un componente del seggio può procedere al riconoscimento personale dell’elettore, firmando l’apposita lista-elenco.

 

ART.     14        -           OPERAZIONI DI VOTO

 

La consultazione elettorale si svolge in un'unica giornata festiva.

 

Alle ore 16.00 del giorno precedente quello fissato per lo svolgimento del Referendum, il Presidente costituisce il seggio e provvede all'autenticazione delle schede di votazione mediante l'apposizione della firma di uno  scrutatore nell'apposito spazio situato nella facciata esterna. Subito dopo l'autenticazione delle schede viene apposto il timbro della sezione a tergo di ciascuna scheda.

 

Alle ore 6.30 del giorno della votazione il Presidente ricostituisce il seggio ed effettua le ulteriori operazioni preliminari, che devono in ogni caso concludersi entro le ore 8.00 per dare inizio alle operazioni di voto.

 

Le operazioni di voto hanno inizio alle ore 8.00 e terminano alle ore 22.00 del giorno stesso.

 

Di tutte le operazioni della sezione va redatto apposito verbale in un unico esemplare, che deve essere trasmesso alla Segreteria Generale del Comune, unitamente ai plichi contenenti le schede e gli atti di votazione e di scrutinio, al termine di tutte le operazioni.

 

In caso di contemporaneo svolgimento di più Referendum, ai sensi dell'art. 1 della L. 22.05.1978, n.199, dovrà essere compilato un unico verbale, nel quale i relativi dati devono essere riportati distintamente per ciascun referendum.

 

In detto verbale, inoltre, dovranno essere annotate dettagliatamente tutte le proteste e i reclami che dovessero essere presentati nel corso delle operazioni.

 

Per la validità delle operazioni dell'Ufficio, è indispensabile la presenza di almeno tre componenti il seggio, fra i quali il Presidente o il Vicepresidente, ai sensi dell'art. 66 comma 2° del T. U. 30.03.1957, n.361 e successive modifiche ed integrazioni.

 

Alle operazioni di voto e di scrutinio presso i seggi e presso l'Ufficio Elettorale Centrale di cui al precedente art. 12, possono assistere, ove lo richiedano, un rappresentante di ognuno dei partiti o gruppi politici, rappresentati in Consiglio Comunale, e dei promotori del Referendum.

 

Tali rappresentanti sono designati dai Capigruppo consiliari e dal primo firmatario dei promotori, con firma autenticata a norma dell'art. 14 della L. 21.03.1990, n. 53 e successive modifiche ed integrazioni.

 

ART.     15        -           OPERAZIONI DI SCRUTINIO

 

Dichiarata chiusa la votazione, presso ciascun Ufficio elettorale il Presidente, sgombrato il tavolo dalle carte e dagli oggetti, dà inizio alle operazioni di scrutinio.

 

Prima di iniziare le operazioni di spoglio delle schede, sull'apposito verbale il Presidente provvede a:

 

a) attestare il numero degli elettori;

 

b) accertare il numero dei votanti per ciascun referendum;

 

c) formare un plico contenente la lista di votazione, le schede rimaste, quelle autenticate e quelle non autenticate. Tale plico viene subito rimesso all'Ufficio Elettorale Centrale per il referendum di cui al precedente art. 12.

 

In caso di contemporaneo svolgimento di più referendum, lo spoglio delle schede viene effettuato separatamente per ciascun referendum secondo l'ordine cronologico di deposito delle richieste di referendum, riportato nell’ordinanza di indizione di cui al precedente art. 9.

 

Il presidente legge ad alta voce le risposte date ai quesiti e passa la scheda ad uno degli scrutatori che insieme al segretario prende nota nella tabella di scrutinio dei voti favorevoli, dei voti contrari, delle schede bianche e delle schede nulle. Quando una scheda spogliata non contiene alcuna espressione di voto, sul retro della stessa il presidente vi appone immediatamente la propria firma. Sono subito vidimate dal presidente, con la propria firma, anche le schede nulle. Il presidente decide, in via provvisoria, sulla assegnazione o meno dei voti contestati. Gli scrutatori dissenzienti possono far constare nel verbale i motivi del loro dissenso.

 

E' nullo il voto quando la scheda, pur essendo votata in modo da non lasciare dubbi circa la risposta che l’elettore ha inteso dare con il proprio voto, presenti segni di riconoscimento, non sia del tipo predisposto per la consultazione o non rechi la firma di autenticazione. E' nulla, altresì, la scheda che presenti taluna delle suddette irregolarità e risulti priva della espressione di voto, nonché la scheda che riporti un segno su entrambe le risposte. Sono bianche le schede che non portino alcuna espressione di voto nè segni o tracce di scrittura.

 

Le schede nulle, le schede bianche, quelle contenenti voti contestati e provvisoriamente assegnati e quelle contenenti voti contestati e provvisoriamente non assegnati, vengono raccolte in plichi separati. Il numero delle schede incluse in ciascun plico viene riportato nel verbale.

 

Le altre schede scrutinate vengono raccolte in gruppi di cento schede e dovranno essere inserite in apposito plico assieme alla tabella di scrutinio, previa verifica della loro concordanza.

 

Effettuato il riscontro della tabella di scrutinio con il numero delle schede spogliate, il risultato dello scrutinio viene riportato nel verbale. Al termine delle operazioni, il presidente procede alla chiusura del verbale e lo rimette all’Ufficio Elettorale Centrale per il referendum, unitamente ai plichi contenenti le schede spogliate e l'esemplare della tabella di scrutinio e altro materiale e documentazione relativi allo scrutinio stesso.

 

ART.     16        -           ESITO DEL REFERENDUM - PROCLAMAZIONE DEI RISULTATI

 

Sulla base dei verbali di scrutinio trasmessi da tutte le sezioni elettorali del Comune interessate alla consultazione, l'Ufficio Elettorale Centrale per il Referendum, procede immediatamente all'accertamento del numero complessivo degli elettori aventi diritto al voto, del numero dei votanti e quindi della somma complessiva dei voti validamente espressi e conseguentemente proclama i risultati del Referendum.

 

Il quesito sottoposto a Referendum è approvato se alla votazione ha partecipato almeno il 50% più uno dei cittadini aventi diritto al voto e se è stata raggiunta su di esso la maggioranza dei voti validamente espressa.

 

Di tutte le operazioni di tale Ufficio è redatto verbale in due esemplari, uno dei quali resta depositato presso il Segretario Generale, e l’altro è trasmesso al Sindaco.

 

Il Sindaco, entro 8 giorni dalla ricezione del verbale, proclama l'esito della consultazione popolare.

 

Entro ulteriori 30 giorni dalla proclamazione dei risultati della consultazione, il Consiglio Comunale è tenuto ad assumere gli atti ed i provvedimenti consequenziali, ivi compresi quelli di natura finanziaria, sia se intende conformarsi ai risultati di essa, sia se intende discostarsi.

 

In quest'ultimo caso, il mancato recepimento delle indicazioni referendarie, deve essere assunto dal Consiglio Comunale con deliberazione motivata e con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri in carica.

 

Se l'esito della consultazione referendaria non è favorevole, sullo stesso oggetto non potranno essere ripresentate proposte di referendum, se non sono decorsi 5 anni dalla proclamazione dei risultati del referendum.

 

TITOLO IV - DISPOSIZIONI FINALI

 

ART.     17        -           PROPAGANDA

 

Alla propaganda elettorale relativa allo svolgimento del referendum si applicano le disposizioni contenute nelle leggi 4.04.1956, n. 212 e 24.04.1975, n. 130 e successive modifiche ed integrazioni.

 

            Entro il 34° giorno antecedente la data fissata per la votazione i partiti o i gruppi politici, rappresentati in Consiglio Comunale, o i promotori del referendum dovranno presentare la domanda per l'assegnazione degli spazi per la propaganda per il referendum.

 

A partire dal 30° giorno antecedente la data fissata per lo svolgimento delle votazioni, i promotori ed i gruppi politici rappresentati in Consiglio comunale, possono svolgere azione di propaganda del Referendum a proprie cure e spese.

 

La propaganda, mediante affissione di manifesti ed altri stampati, è consentita esclusivamente negli appositi spazi predisposti dal Comune.

 

Gli spazi di cui al comma precedente saranno individuati e delimitati con apposito provvedimento da parte dell’organo comunale competente da adottarsi entro il 31° giorno precedente quello della votazione.

 

Entro il 30° giorno precedente quello della votazione, deve essere notificato ai Capigruppo consiliari e al Comitato dei promotori, l'elenco dei centri ove sono situati gli spazi per le affissioni, la loro ubicazione e le superfici a ciascuno attribuite.

 

Per tali affissioni non è dovuto alcun diritto se sono effettuate a cura dei diretti interessati.

 

Sono soggette, invece, al pagamento dei diritti di affissione se viene richiesto che siano effettuate dal servizio comunale in gestione diretta o in concessione.

 

ART.     18        -           ONERI A CARICO DEL COMUNE

 

Le spese per lo svolgimento delle operazioni relative al referendum, successive alla sua indizione, comprese quelle di allestimento di appositi spazi per l’affissione di manifesti ed altri stampati di propaganda, per l'acquisto del materiale occorrente per gli uffici elettorali di sezione e per le competenze dovute ai componenti di detti uffici, sono a carico del bilancio comunale.

 

Ogni altra spesa di propaganda è a carico dei promotori e di coloro che partecipano alla competizione.

 

Agli oneri derivanti dallo svolgimento dei referendum in dipendenza del presente regolamento, compreso il compenso per le prestazioni straordinarie dei dipendenti, da autorizzare secondo le disposizioni vigenti in materia elettorale, si provvede con stanziamenti da imputarsi negli appositi capitoli del bilancio comunale.

 

ART.     19        -           RINVIO

 

Per quanto non espressamente previsto, ai fini della disciplina delle operazioni di voto e di scrutinio si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative allo svolgimento dei referendum nazionali.

 

Le norme di legge e le disposizioni emanate successivamente dallo Stato e dalla Regione aventi effetti modificativi e/o integrativi del presente regolamento prevalgono, in quanto applicabili, sullo stesso e, pertanto, vanno osservate nelle more della modifica del presente da parte dei competenti organi.

 

ART.     20        -           ABROGAZIONI

 

Con l'entrata in vigore del presente regolamento si intendono abrogati tutti gli atti e provvedimenti istitutivi di forme di partecipazione e consultazione in contrasto con le disposizioni del presente regolamento.

 

ART.     21        -           ENTRATA IN VIGORE

 

Il presente Regolamento entra in vigore dopo l’esecutività della deliberazione di approvazione e la successiva pubblicazione per 15 giorni consecutivi all'Albo Pretorio del Comune.

 

 

 

INDICE                                  

 

TITOLO  I - PRINCIPI GENERALI

 

Art. 1    Oggetto e finalità

Art. 2   Materia del Referendum

Art. 3   Soggetti promotori del Referendum

 

TITOLO II - REFERENDUM DI INIZIATIVA POPOLARE

 

Art. 4   Promozione del Referendum

Art. 5   Esame di ammissibilità della proposta

Art. 6   Comitato dei Garanti

Art. 7   Richiesta di Referendum - Raccolta

Firme

Art. 8   Controllo della richiesta di indizione

Art. 9   Indizione del Referendum

 

TITOLO III - SVOLGIMENTO DEL REFERENDUM    

 

Art. 10  Disciplina della votazione

Art. 11  Uffici elettorali di Sezione

Art. 12 Ufficio Elettorale Centrale per il

Referendum

Art. 13  Le schede di votazione

Art. 14  Operazioni di voto

Art. 15  Operazioni di scrutinio

Art. 16  Esito del Referendum - Proclamazione

dei Risultati

 

TITOLO IV - DISPOSIZIONI FINALI            

Art. 17  Propaganda

Art. 18  Oneri a carico del Comune

Art. 19  Rinvio

Art. 20 Abrogazioni

Art. 21  Entrata in vigore

 

 

 


 

 

 

 

 

COMUNE DI PATERNO'

 

REFERENDUM CONSULTIVO POPOLARE

 

 

QUESITO N° #

 

 

 

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                                                           SI                                   NO