REGOLAMENTO SULL’ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI  

APPROVATO CON DELIBERA DELLA GIUNTA MUNICIPALE N. ___ DEL ___________ - PUBBLICATO ALL'ALBO PRETORIO DEL COMUNE DAL ____________ AL ___________ - RIPUBBLICATO ALL'ALBO PRETORIO DAL _____________ AL_______________ ENTRATO IN VIGORE IL ______________

Capo I

Principi generali

 

Art. 1

Oggetto

 

1.         Il presente regolamento, redatto in applicazione della Deliberazione C.C. n. 71 del 21.05.1999, con cui sono stati dettati i criteri generali, disciplina l'ordinamento degli uffici e dei servizi del comune di Paternò.

Art. 2

Principi e criteri informatori

 

1.            L'ordinamento degli uffici e dei servizi si informa ai seguenti principi e criteri, da perseguire mediante la programmazione delle attività, assunti quale metodologia operativa dell’ente, e mediante la definizione di una struttura flessibile, capace di adeguarsi al mutare delle esigenze della comunità:

 

a)         di efficacia interna ed esterna e di efficienza tecnica e di efficienza comportamentistica, mediante la piena responsabilizzazione di tutti i soggetti interessati al raggiungimento dei risultati prefissati, con la promozione dell’autonomia e del decentramento decisionale a tutti i livelli a fronte della introduzione di precisi meccanismi di responsabilizzazione e di valutazioni dei risultati conseguiti e l’affermazione di un chiaro schema per l’attribuzione di funzioni e competenze alle strutture di vario livello;

 

b)         di economicità e di equità sostanziale, con particolare riguardo alle prestazioni e ai servizi resi nei confronti dell’utenza;

 

c)         di elevazione dei livelli di funzionalità dell’organizzazione comunale garantendo la necessaria flessibilità e le più idonee forme di coordinamento tra le sue componenti;

 

d) di separazione delle competenze tra apparato burocratico ed apparato politico nel quadro di un'armonica collaborazione e interazione tra gli organi di governo e i soggetti responsabili della gestione amministrativa dell’ente, e tra gli stessi dirigenti, tese al raggiungimento degli obiettivi individuati dai primi;

 

e)         di buona amministrazione, partecipazione, imparzialità, trasparenza;

 

f)          di visibilità interna ed esterna delle decisioni assunte nel ciclo politico – gestionale, mediante un’adeguata informazione ai cittadini, anche mediante l’U.R.P. (Ufficio per le Relazioni con il Pubblico);

 

g)         di valorizzazione globale delle risorse umane favorendo ogni azione idonea ad assicurare l’accrescimento delle competenze e lo sviluppo anche di carriera del personale dipendente.

 

2.         Le finalità di cui al comma 1° devono essere perseguite mediante un adeguato e moderno sistema di controlli interni, secondo quanto previsto dal presente regolamento.

 

Art. 3

Principio di separazione delle competenze

 

1.         Il presente regolamento si informa al principio della separazione delle competenze, per cui agli organi politici competono solo ed esclusivamente funzioni di programmazione, di indirizzo e di controllo sul conseguimento degli obiettivi, mentre agli organi burocratici fanno capo le competenze gestionali.

 

2.         I dipendenti cui sono attribuiti incarichi direzionali di strutture di massima dimensione (in seguito denominati Dirigenti, pur se non formalmente inquadrati nella qualifica unica dirigenziale ma appartenenti alla categoria D, essendo l’Ente sprovvisto della dirigenza) sono competenti per tutti gli atti di gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, compresi quelli che impegnano l'amministrazione verso l'esterno.

 

3.         L’attività di programmazione e di indirizzo consiste nella selezione di linee guida e nella definizione degli obbiettivi prioritari, delle finalità, dei tempi, dei costi e dei risultati attesi dall’azione amministrativa e nell’allocazione di quote del bilancio alle strutture competenti in relazione a programmi, progetti e obiettivi.

 

4.         L’attività di controllo consiste: a) nella comparazione tra gli obiettivi, i tempi, i costi e i risultati programmati e quelli di fatto conseguiti, tenuto conto delle risorse umane e strumentali poste a disposizione della struttura; b) nella verifica della coerenza dell’azione amministrativa e nel monitoraggio circa la conformità dell’andamento dell’attività dei Dirigenti e delle strutture organizzative da essi dirette rispetto agli atti di indirizzo e alle direttive.

 

5.         Gli organi politici esercitano di norma le attività di indirizzo politico – amministrativo, con atti di programmazione, pianificazione, indirizzo, direttiva e mediante atti di verifica, controllo e valutazione. Il Comitato di indirizzo e coordinamento tecnico – politico di cui al presente Regolamento, nei limiti delle attribuzioni allo stesso demandate, concorre, al pari dei singoli Dirigenti, alla formazione degli atti di indirizzo, con attività istruttorie, di analisi, di proposta e supporto tecnico.

 

6.         Tra gli atti di indirizzo rientrano:

 

a)          il programma amministrativo del Sindaco presentato agli elettori all’atto della candidatura dello stesso;

 

b)         il bilancio annuale e pluriennale di previsione e la relazione previsionale e programmatica di cui agli artt. 170 e 171 del D. Lgs. 267/00;

 

c)                   il Piano Esecutivo di Gestione di cui all’art. 169 del D. Lgs. n. 267/00;

 

d)                   i Piani economico – finanziari di cui all’art. 201, commi 2 – 3, del D. Lgs. n. 267/00;

             

e)                   i Piani territoriali ed urbanistici ed i programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione;

f)                     il Piano generale di sviluppo dell’Ente di cui all’art. 165, comma 7, del   D. Lgs. n. 267/00;

 

g)         il Programma Triennale delle Opere Pubbliche di cui all’art. 14 della legge 109/94, e, comunque, i programmi e i progetti preliminari delle stesse;

 

h)          gli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale;

 

i)          le Direttive del Sindaco;

 

l)          le Direttive del Direttore Generale;

 

m)        le Direttive della Giunta Municipale;

 

n)          le Direttive degli Assessori nell’ambito delle deleghe loro attribuite.

 

Capo II

Strumenti di organizzazione

 

Art. 4

Posizioni organizzative

 

1          La funzione di direzione dell’Ente è posta in essere mediante cinque tipologie di ruoli organizzativi: la direzione generale; il coordinamento di area; la direzione di unità operativa; la direzione di unità di staff; la direzione di unità progetto.

 

2          Le Unità operative costituiscono l’articolazione organizzativa ordinaria per la gestione delle diverse attività dell’Ente e di regola si articolano in strutture operative di base, cui è affidata la responsabilità di attuazione delle finalità istituzionali e di erogazione dei servizi, di gestione dei processi operativi, di realizzazione concreta delle decisioni e degli indirizzi degli organi di governo. Il Sindaco attribuisce, ai sensi del 2° comma del successivo art. 6, a responsabili scelti nell’ambito dei dipendenti della categoria apicale o a soggetti esterni assunti con contratto a tempo determinato, o ancora al Segretario Generale, le funzioni di direzione delle strutture di massima dimensione, che comportano automaticamente la loro collocazione nell’area delle posizioni organizzative. I dirigenti responsabili delle Unità operative espletano le funzioni di direzione dei processi e di coordinamento dei relativi procedimenti e la competenza per la formazione e l’emanazione degli atti conseguenti, ferme restando le competenze attribuite dalla legge, dall’ordinamento interno dell’Ente e dal presente regolamento ad altri organi.

 

3          Tenuto conto di specifiche problematiche emergenti eccezionali e/o non programmabili e comunque di obiettivi di carattere temporaneo che possano essere conseguiti mediante un’aggregazione omogenea di compiti e funzioni, possono essere temporaneamente istituite unità di progetto, che qualora motivatamente siano previste di massima dimensione, sono affidate dal Sindaco a dirigenti con le modalità e ai soggetti di cui al precedente comma.

 

4            Possono, inoltre, essere istituite unità di staff per il perseguimento di compiti e funzioni di collaborazione e supporto con gli organi politici, con il Direttore Generale, o per il perseguimento di obiettivi e finalità di carattere generale e/o trasversale rispetto all’articolazione per funzioni dell’Ente. Lo schema di organizzazione può prevedere che dette strutture possano essere di massima dimensione ( nel qual caso la direzione delle stesse è affidata dal Sindaco con le modalità e ai soggetti di cui al precedente comma 2 ), ovvero non di massima dimensione ( nel qual caso le risorse umane, strumentali e finanziarie sono affidate alle responsabilità di altro dirigente o del Segretario Generale ).

 

5          Per assicurare una maggiore unitarietà dell’azione amministrativa dell’ente, un migliore coordinamento intersettoriale e comunque l’ottimizzazione delle risorse, possono essere istituiti centri di direzione di area la cui direzione è affidata dal Sindaco a dirigenti - direttori di unità operative comprese nella stessa area, i quali, oltre alle proprie ordinarie incombenze, eserciteranno compiti di coordinamento, di ciò rispondendone al Direttore Generale. Tra i dirigenti coordinatori di area e i singoli dirigenti delle unità operative resta comunque escluso ogni rigido rapporto di natura gerarchica. In relazione alle maggiori incombenze gravanti sui dirigenti delle unità cui sia attribuita anche la direzione di area, il Sindaco attribuisce loro una maggiorazione della retribuzione di posizione. 

 

6          Il dirigente coordinatore di area si esprime mediante atti di indirizzo ed esercita tutte le competenze di cui al presente regolamento. In particolare, egli è chiamato:

 

a)                   a curare l’integrazione tra le strutture presenti nell’area;

b)                   a decidere la risoluzione di possibili conflitti di competenze tra le strutture presenti nell’area con il consenso dei singoli dirigenti, o, in assenza di detto accordo, a rimettere immediatamente la questione al Direttore Generale, qualora nominato, o, in mancanza, al Segretario Generale;

c)                   a curare il funzionamento di meccanismi e sistemi di integrazione nell’ambito dell’area;

d)         a esercitare le competenze di cui all’art. 45 comma 8, in tema di determinazioni;          

e)         a esercitare le competenze di cui all’art. 46 comma 4, in tema di proposte di deliberazioni;

f)           alla partecipazione all’organo di cui all’art. 48;

g)         alla partecipazione all’organo di cui all’art. 49;

h)          a esercitare le competenze di cui all’art. 52;

i)           a esercitare le competenze di cui all’art. 53.

 

7.         Il dirigente coordinatore di area è tenuto a relazionare semestralmente al Sindaco e al Direttore Generale circa il rendimento dell’area e le criticità riscontrate.

 

8.         I dipendenti incaricati della direzione di strutture di massima dimensione (Dirigenti di Unità operative, Dirigenti di unità di Staff di massima dimensione, Dirigenti di unità di progetto di massima dimensione e Dirigenti coordinatori di area) sono considerati titolari di incarichi corrispondenti all’area delle posizioni organizzative, come contrattualmente definita. Il loro trattamento economico accessorio, a carico del bilancio comunale, è determinato nei limiti di quanto previsto dai C.C.N.L. di comparto.

 

Art. 5

Dotazione organica - piano triennale dei fabbisogni di professionalità – piano delle assunzioni

 

1.         La dotazione organica del personale, che si articola solo ed esclusivamente per categorie, profili professionali e inquadramento economico è deliberata dalla Giunta Municipale, su proposta congiunta del Sindaco e del Direttore Generale o, qualora non nominato, del Segretario Generale. Tale dotazione costituisce la sommatoria del personale in servizio al momento della sua adozione. Per la sua ridefinizione si procede ogni triennio, ma anche annualmente se giudicato opportuno. Essa comprende anche le determinazioni dell’Ente in materia di part time.

 

2.         In coerenza con quanto prospettato nella dotazione organica e con gli strumenti di programmazione economico – finanziaria pluriennali e con il bilancio pluriennale, la Giunta Municipale adotta annualmente il piano triennale dei fabbisogni di professionalità. Il piano triennale definisce, in conformità ai programmi e agli obbiettivi da attuare e alle politiche di gestione dei servizi adottati, le risorse umane destinate a tali obbiettivi.

 

3.            Nell’ambito del piano triennale dei fabbisogni di professionalità, la Giunta Municipale, su proposta del Direttore Generale o, qualora non nominato, del Segretario Generale, adotta annualmente il piano annuale delle assunzioni. Il piano annuale consiste nell'individuazione del personale da assumere distinto per categoria e profilo professionale e le precise procedure di reclutamento o di progressione da adottare in ordine a ciascun posto che si intende ricoprire.

 

4.         I piani di cui ai precedenti commi 2 e 3 devono essere partecipati alle OO. SS., secondo le modalità previste dal C.C.N.L. del comparto regioni - autonomie locali.

 

Art. 6

Schema di organizzazione

 

1.         La Giunta Municipale adotta lo schema di organizzazione, su proposta del Direttore Generale di concerto con il Sindaco o su proposta del Sindaco nel caso in cui il predetto Direttore Generale non sia stato nominato. Detto schema si limita all’individuazione delle strutture di massima dimensione dell’ente di cui all’art. 4 idonee a soddisfare i compiti e le finalità dell’amministrazione, ulteriormente scomposte in sub – unità organizzatorie struttura per struttura (servizi e, al loro interno, uffici). Sono indicati, altresì, le eventuali unità di staff ed unità di progetto anche quando non costituiscano strutture di massima dimensione.

 

2.      Sulla base di quanto disposto dallo schema di organizzazione, il Sindaco con proprio atto attribuisce la titolarità delle funzioni di direzione delle strutture di massima dimensione. Prima di procedere a tale atto, il Sindaco, assistito dal nucleo di valutazione, accerta la professionalità e l’adeguatezza al ruolo da ricoprire, anche in relazione agli obiettivi annuali dell’amministrazione, dei dipendenti che abbiano espletato durante l’anno finanziario precedente funzioni di direzione di strutture di massima dimensione e precisamente tenendo conto dei seguenti elementi:

 

Ø      attitudini dimostrate nell'espletamento del servizio con particolare riferimento all'ultimo triennio;

Ø      capacità professionali e manageriali dimostrate nell'espletamento della propria attività;

Ø      valutazione dei risultati ottenuti dall'incaricando;

Ø      capacità nelle relazioni con l'utenza e con il personale;

Ø      motivato parere del Direttore Generale, ove nominato;

Ø      parametri e/o criteri stabiliti da leggi o altre disposizioni normative.

 

Identici criteri vanno applicati allorquando la eventuale presenza di adeguate risorse professionali in altri dipendenti di categoria “D” ne suggerisce l’utilizzo in alternativa a dirigenti la cui gestione non sia ritenuta soddisfacente.

Al fine di detti accertamenti, il Sindaco utilizzerà tutti i documenti già esistenti sul conto di detti dipendenti, compresi i report finali di cui all’art. 57 comma 11 del presente regolamento e le conclusioni dell’esame di cui all’art. 60 comma 5 del presente regolamento, e specifiche relazioni da parte dei dipendenti in argomento e degli assessori ai rispettivi rami. Il Sindaco procede quindi all’attribuzione degli incarichi secondo criteri di professionalità e adeguatezza anche in relazione agli obbiettivi programmatici annuali dell’amministrazione. Il ricorso ai contratti esterni a tempo determinato è subordinato alla dimostrata carenza di personale interno idoneo all’uopo. L’individuazione degli esterni eventualmente da assumere con contratto a tempo determinato avviene tramite il comprovato accertamento dei requisiti di cui al presente comma.

 

3.    Ultimate le operazioni di cui al precedente comma, il Direttore Generale, ove nominato, o il Segretario Generale, sentiti i dipendenti incaricati della direzione di strutture e considerate le risorse umane a disposizione dell’ente, con proprio atto propone alla Giunta il personale da assegnare alle strutture di massima dimensione previste nel suddetto schema. 

 

Art. 7

Organigrammi

 

1.         Entro cinque giorni decorrenti dall’atto di cui ai commi 2 e 3 del precedente art. 6, i dirigenti incaricati della direzione di unità operative, delle unità di staff e di quelle di progetto procedono a formare l’organigramma delle strutture dirette. Gli organigrammi predisposti da ciascun dirigente e gli atti allegati sono comunicati al rispettivo dirigente coordinatore di area.

 

2.         Gli organigrammi tengono conto dei posti e dei dipendenti assegnati a ciascuna unità operativa, unità di staff ed unità di progetto e si limitano ad indicare per ciascun servizio e, al suo interno, per ciascun ufficio il numero, i profili professionali, le classificazioni contrattuali ed economiche e le generalità dei dipendenti assegnati. Con l’adozione degli organigrammi sono, inoltre, assegnate le responsabilità di tutti i procedimenti di competenza di ciascuna struttura e quelli non indicati si presumono di competenza diretta del dirigente. Ciascun dirigente, inoltre, con l’adozione del proprio organigramma, rende noto e chiarisce l’assetto delle relazioni che riguardano la propria struttura, tenendo conto dei criteri generali definiti dal Direttore Generale.

 

L’organigramma deve essere accompagnato da una relazione in cui sono indicati i criteri adottati nelle scelte individuali, tenuto conto che è compito dei dirigenti attenersi ai principi del migliore utilizzo delle risorse umane e, pertanto, a favorire il principio della insostituibilità attraverso un accorto uso della rotazione.

 

La relazione deve, altresì, contenere la descrizione dei metodi organizzativi interni, le forme dell’autonomia di ciascuna categoria, le tipologie e gli strumenti di controllo sull’operato del personale.   

 

3.         Entro due giorni dalla loro adozione, gli organigrammi, completi dei procedimenti assegnati, e le relazioni sono rimessi al Direttore Generale o, se non nominato, al Segretario Generale, il quale, con riguardo alla loro coerenza rispetto alle finalità dell’amministrazione, li sottopone per opportuna conoscenza alla Giunta Municipale o li rimette ai competenti dirigenti con richiesta di chiarimenti.

 

Art. 8

Strutture di massima dimensione

 

1.         Le strutture di massima dimensione provvedono a:

 

a)         la realizzazione degli interventi istituzionali e, in coerenza con gli atti di indirizzo politico posti in essere dagli organi politici, la responsabile traduzione dei programmi in gestione ed alla proposta degli interventi;

b)         l’utilizzazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie;

c)         l’attuazione dei programmi, in linea con le finalità e gli obiettivi decisi dagli organi politici;

d)         il controllo e la valutazione, anche in corso d’opera, dei risultati di gestione ottenuti e della loro corrispondenza con le finalità precedentemente fissate dagli organi politici, e la predisposizione, quando necessario, degli opportuni correttivi;

e)         lo studio e la realizzazione di strumenti e tecniche per il monitoraggio ed il miglioramento degli outputs e delle modalità di erogazione (qualità);

f)         il coordinamento e la risoluzione delle controversie tra le articolazioni interne;

g)            la più efficace e completa comunicazione con i cittadini.

 

2.         Le strutture di massima dimensione sono dirette da soggetti cui il Sindaco attribuisce le funzioni dirigenziali. 

 

3.            Contestualmente agli atti di cui al precedente comma, il Sindaco procede all’individuazione, per ciascuna struttura, dei supplenti, chiamati a sostituire i titolari in caso di assenza o impedimento. Possono esercitare il ruolo di supplenti i soggetti incaricati o incaricabili dal Sindaco di funzioni dirigenziali per strutture di massima dimensione individuati ai sensi del precedente art. 6 comma 2°. In sede di contrattazione è determinata la misura dei compensi spettanti ai supplenti e le eventuali compensazioni con le indennità spettanti ai titolari delle strutture.

 

4.         I dirigenti di tutte le strutture di massima dimensione sono tenuti ad attuare quanto determinato nel PEG di propria competenza, che costituisce riferimento per la valutazione delle responsabilità e dei risultati ottenuti e dei trattamenti economici accessori.

 

5.         I dirigenti sono responsabili della migliore cura ed utilizzazione dei beni materiali, strumentali e dei locali di competenza della propria struttura.

 

6.         I dirigenti di tutte le strutture di massima dimensione sono responsabili della migliore utilizzazione delle risorse umane loro affidate. Gli stessi ispirano l’esercizio delle proprie prerogative nei confronti dei dipendenti ai criteri dell’imparzialità e della più alta omogeneità di trattamento tra coloro che sono in possesso della medesima professionalità, attribuendo i compiti in modo da esaltare il curriculum e l’esperienza di ciascuno e ispirandosi a criteri certi, predeterminati, condivisi e formalizzati annualmente nella ripartizione del salario accessorio.

 

7.            Nell’ambito di tutte le strutture di massima dimensione, ai dirigenti è riconosciuta tra l’altro la possibilità, nei limiti della coerenza con le statuizioni di legge e regolamentari, con la dotazione organica e con lo schema di organizzazione, previa comunicazione al Direttore Generale e al Dirigente Coordinatore di area, di modificare per esigenze transitorie e comunque eccezionali l’organigramma interno; di modificare i compiti e le procedure interne; di modificare le modalità di espletamento delle prestazioni; di modificare d’intesa con il Direttore Generale gli orari del personale, nel rispetto della contrattazione decentrata.

I dirigenti assicurano, attraverso direttive e momenti collegiali interni, sistematiche periodiche forme di programmazione e di verifica di ciascun ufficio e servizio; gli atti sono a disposizione del Direttore Generale e dell’organo politico per le necessarie verifiche.

Essi si dotano, altresì, di ogni strumento utile sia alla migliore conduzione del personale ed alla sua oggettiva valutazione, sia al migliore monitoraggio dell’attività di competenza.

 

8.         Curano la tempestiva documentazione sulla produzione normativa di settore e ne danno comunicazione tempestivamente alla componente politica. Avanzano proposte e suggerimenti per migliorare il risultato. Curano adeguata ed agile comunicazione con i cittadini sui vari aspetti di loro competenza anche attraverso le bacheche, gli spazi televisivi o giornalistici di cui il Comune si dota, secondo le direttive del Direttore Generale.

 

Art. 9

Dotazione e Schemi

 

1.         In fase di prima applicazione del presente regolamento la dotazione organica dell’ente e lo schema di organizzazione sono adottati dalla Giunta Municipale entro otto giorni dall’approvazione dello stesso. In fase di prima attuazione del presente regolamento il piano triennale dei fabbisogni di professionalità e il piano annuale delle assunzioni saranno adottati dalla Giunta entro 40 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento compatibilmente con i termini e i contenuti di adozione dei bilanci dell’ente.

 

2.         Nel caso di modifica dello schema di organizzazione di cui al comma 1°, in fase di prima applicazione del presente regolamento e nelle eventuali ridefinizioni successive, qualora adottate, l'atto deve essere supportato da una puntuale motivazione e previa concertazione delle scelte intraprese in relazione alla natura ed alla tipologia delle strutture ivi contenute, anche tenuto conto delle figure professionali previste dalla dotazione organica dell’Ente e dei programmi, obiettivi e finalità che l’Amministrazione intende perseguire. 

 

Art. 10

Modalità di assunzione all'impiego

 

1.            L'accesso all'impiego avviene, con contratto individuale di lavoro, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti nell'ambito della Regione Siciliana e nel rispetto del CCNL

 

2.         Le modalità e le procedure concorsuali per l'accesso all'impiego, i requisiti di accesso, le norme in materia di commissione esaminatrici e quant’altro in materia sono quelle previste dalla legislazione statale e regionale vigente, secondo le modalità di cui all'apposito regolamento dei concorsi.

 

3.         Le procedure di reclutamento del personale dovranno conformarsi in ogni caso ai principi di cui all’art. 36 comma 3 del D. Lgs. 29/93 e successive modifiche ed integrazioni.

 

4.         L’ente può decidere di utilizzare tutti gli strumenti di lavoro flessibile previsti dalla vigente normativa in materia.

 

5.         Il regolamento inerente il rapporto di lavoro del personale dipendente ed il regolamento dei concorsi sono adottati entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento.

 

Art. 11.

Progressione e Selezioni interne

 

1.         La Giunta Municipale determina annualmente per ogni categoria, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di professionalità definito per il triennio in corso, il numero dei posti che si intende ricoprire, indicando per ogni posto le modalità di accesso. Per i posti in relazione alla cui copertura non sia stato ritenuto di procedere con accesso dall’esterno, e in ordine ai quali non ricorrano i presupposti per l’operatività dello strumento di cui all’art. 6 comma 12 della L. n. 127/1997, si procede tenendo conto dei requisiti professionali indicati nelle declaratorie delle categorie di cui all’allegato << A >> del C.C.N.L. Regioni – EE.LL. nei modi disciplinati alla lettera e). Deve in ogni caso essere riservata all’accesso dall’esterno una percentuale di posti nella misura prevista dalla vigente normativa in materia per ciascuna categoria. In sintonia con quanto stabilito in sede di contrattazione decentrata, all’atto dell’adozione del piano annuale sono stabilite, per ciascun posto da ricoprire mediante selezione interna, le modalità di espletamento. 

 

2.            Possono essere indette selezioni interne, oltre che nell’ipotesi di cui al precedente comma, per la copertura dei posti vacanti dei profili caratterizzati da una professionalità acquisibile esclusivamente all’interno dello stesso Ente ai sensi di quanto stabilito dall’art. 4 comma 2 dell’accordo sul sistema di classificazione del personale. In tal caso, si applicheranno le medesime procedure di cui al precedente comma. La superiore modalità di selezione può essere esercitata per i posti per i quali sia stata rigorosamente documentata l’acquisizione esclusivamente dall’interno della specifica professionalità.

 

3.            Possono essere indette procedure di progressione economica all’interno delle categorie ai sensi degli artt. 5 e 13 dell’accordo sul sistema di classificazione del personale, secondo quanto deciso in sede di contrattazione e fermi restando i principi di massima di cui al successivo comma 4°.

 

4.         La parte pubblica e le rappresentanze sindacali stabiliscono annualmente entro il 30 aprile le modalità per le progressioni economiche all’interno delle strutture per ciascuna categoria specificando la tipologia dei passaggi e quantificando le necessarie risorse.

 

Art. 12

Formazione del personale

 

1.         La formazione, l'aggiornamento ed il perfezionamento professionale del personale sono assicurati garantendo uno stanziamento nel bilancio di previsione secondo quanto concordato in sede di contrattazione e, comunque, nella misura prevista dalla vigente normativa in materia.

 

Capo III

Direttore Generale e Segretario Generale

 

Art. 13

Direttore Generale. Nomina e revoca

 

1.         Il Sindaco, qualora intenda procedere alla nomina del Direttore Generale, con proprio atto debitamente motivato manifesta tale intendimento e procede contestualmente all’emanazione di un avviso pubblico che deve indicare:

 

Ø      la durata dell’incarico;

Ø      la presumibile decorrenza;

Ø      il corrispettivo proposto, anche tra un minimo e un massimo;

Ø      i requisiti richiesti. In ogni caso deve essere richiesta la produzione di curricula.

 

2.         Tale avviso deve essere pubblicato all’albo pretorio dell’ente ed affisso nelle vie e piazze cittadine e contenere il termine ultimo per la presentazione delle domande, stabilito in almeno venti giorni a far data dall’inizio della detta pubblicazione. Le domande pervenute successivamente a tale termine saranno dichiarate inammissibili. Si considerano pervenute nei termini le istanze trasmesse a mezzo del servizio postale. A tal fine fa fede la data del timbro postale.

 

3.       Il Sindaco, esaminate le domande pervenute, invita ad un colloquio i candidati in possesso dei requisiti richiesti. Immediatamente dopo, il Sindaco formula un sintetico giudizio di idoneità, fondandosi sui curricula prodotti e sulle risultanze dei colloqui.

 

4.         Esaurite le procedure di cui ai commi precedenti, il Sindaco comunica la propria scelta alla Giunta acquisendone il parere, espresso con deliberazione obbligatoria ma non vincolante, e procede alla nomina con propria determinazione, contenente tra l’altro la durata dell’incarico, la sua decorrenza e l’indicazione del corrispettivo accordato. Tale determinazione è resa esecutiva con l’apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria. Il provvedimento di nomina è reso pubblico mediante affissione all’albo pretorio.

 

5.         Per garantire la continuità delle funzioni di direzione e la programmazione gestionale, la durata dell’incarico è stabilita dal Sindaco con il provvedimento di nomina, fermo restando che la stessa non può eccedere il mandato del Sindaco.

 

6.         Il Direttore Generale può essere revocato dal Sindaco in qualsiasi momento, previa deliberazione della Giunta Municipale, in ragione del mancato raggiungimento dei risultati previsti o della cessazione del rapporto fiduciario, che costituisce congrua motivazione ai sensi della legge n. 241/90 e legge regionale n. 10/91.

 

7.         Per l’esercizio delle sue competenze, il Direttore Generale si avvale di un proprio staff e di dotazioni di beni strumentali e di servizi.

 

8.         L’Ente assicura al Direttore Generale, al Segretario Generale ed ai dirigenti responsabili di strutture di massima dimensione un’adeguata copertura assicurativa per i rischi derivanti dall’espletamento del mandato.

 

9.         L’entità del compenso da corrispondere al Direttore Generale è determinata tenendo conto degli importi di mercato relativi al predetto profilo, della durata dell’incarico e del curriculum specifico del soggetto. In ogni caso, il compenso da corrispondere non può essere inferiore al trattamento economico nella misura massima attribuibile ai soggetti titolari di qualifica unica dirigenziale, comprensivo anche delle indennità di posizione e risultato, e superiore allo stesso importo aumentato del 50%, oltre gli eventuali contributi previdenziali ed assistenziali, nonché l’assegno per il nucleo familiare, se dovuto.

 

10.       Il Direttore Generale ha, inoltre, diritto, nei limiti e misura previsti dalla legge al rimborso dell’indennità di missione e al ristoro delle spese sostenute per la sua partecipazione ad iniziative, riunioni, consessi e/o convegni cui sia chiamato a prendere parte in nome, per conto e nell’interesse dell’Amministrazione.

 

11.       Per tutta la durata dell'incarico per il Direttore Generale valgono tutte le incompatibilità previste dalla legge e dai contratti del comparto degli enti locali.        

 

Art. 14

Requisiti per la nomina a Direttore Generale

 

1.            L’incarico di Direttore Generale, al di fuori della dotazione organica, può essere conferito con contratto a tempo determinato a soggetti che risultino in possesso di tutti i seguenti requisiti: a) possesso di diploma di laurea; b) esperienze almeno triennali acquisite in ruoli dirigenziali nelle amministrazioni pubbliche o private, o, nel caso di liberi professionisti, iscrizione da almeno tre anni in albi professionali; c) esperienze almeno annuali di direzione generale in enti, aziende o amministrazioni pubbliche o private di dimensioni significative con riferimento all'incarico.

 

Art. 15

Funzioni di direzione generale del Segretario Generale

 

1.         Le funzioni proprie del Direttore Generale possono essere assegnate dal Sindaco con proprio atto al Segretario Generale, nel caso non sia nominato un Direttore esterno.

 

2.         In ogni caso sino a che non si sia provveduto alla nomina del Direttore Generale compete al Segretario Generale la sovrintendenza allo svolgimento delle funzioni ed il coordinamento dell'attività dei dirigenti.

 

Art. 16

Compenso per il Segretario - Direttore Generale

 

1.         Per quanto attiene al compenso da corrispondere al Segretario Generale incaricato della funzione di direzione generale, si rimanda all’accordo contrattuale in quanto definito dall’agenzia nazionale.

 

Art. 17

Convenzione per il servizio di segreteria comunale

 

1.         L'ente può stipulare una convenzione con uno o più comuni per la gestione del servizio di segreteria comunale.

 

2.         La convenzione è deliberata dal Consiglio comunale.

 

Art. 18

Rapporti tra Direttore Generale e Segretario Generale

 

1.         I rapporti tra Direttore Generale e Segretario Generale sono disciplinati dal Sindaco all'atto della nomina del primo, fermo restando che è esclusa ogni forma di dipendenza gerarchica dell'uno dall'altro, così come restano ferme le competenze attribuite in via esclusiva dalla legge ad ognuno dei due soggetti.

 

2.            Nell'ipotesi di stipula di convenzione per la gestione del servizio di segreteria comunale le modalità per la disciplina dei rapporti tra le due figure sono contenute nella convenzione

 

3.         Qualora un ente abbia stipulato entrambe le convenzioni quella precedentemente stipulata rappresenta parametro di legittimità per la successiva.

 

Art. 19

Sostituzione del Direttore Generale

 

1.         In caso di assenza temporanea o impedimento del Direttore Generale le funzioni proprie dello stesso sono espletate dal Segretario Generale.

 

2.         Per il periodo di sostituzione del Direttore Generale al Segretario Generale spetta un compenso stabilito con le modalità di cui al precedente art. 16.

 

Art. 20

Competenze del Direttore Generale

 

1.              Competono al direttore generale:

 

Ø      l’attuazione degli indirizzi e degli obiettivi determinati dagli organi politici, avvalendosi delle risorse umane dell’ente, e in particolare dei dirigenti delle strutture di massima dimensione;

Ø      il coordinamento generale della gestione dell'ente garantendo il perseguimento di livelli più elevati di efficienza, di efficacia e di economicità;

Ø      la predisposizione del piano esecutivo di gestione di cui all'art. 106 del D. Lgs. 267/00 da sottoporre all'approvazione della Giunta Municipale per il tramite del Sindaco;

Ø      la predisposizione del piano degli obiettivi di cui all'art. 197, comma 2, lett. a), D. Lgs. 267/00, utilizzando anche le strutture di controllo interno;

Ø      il coordinamento e la sovrintendenza, anche tramite l'emanazione di apposite direttive a garanzia dell'unitarietà e la congruità dell'azione amministrativa, delle attività dei dirigenti delle strutture di massima dimensione e dei coordinatori di area, anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi assegnati con il P. E. G., attivando, ove necessario le opportune procedure in caso di inerzia degli stessi;

Ø      la definizione dei criteri generali per l'organizzazione delle singole strutture;

Ø      l’adozione di misure per l'analisi e la valutazione dei costi dei singoli uffici, ai sensi dell'art. 18, comma 1, D. Lgs. 29/93;

Ø      la determinazione degli orari di servizio, di lavoro e di apertura al pubblico, previa informazione alle rappresentanze sindacali ed eventuale esame congiunto;

Ø      l’adozione delle misure per l'interconnessione sia tra uffici della stessa amministrazione, che con altre amministrazioni ai sensi dell’art. 11, comma 1, D. Lgs. 29/93;

Ø      la proposta della dotazione organica dell’Ente, del piano triennale dei fabbisogni di professionalità e dello schema di organizzazione;

Ø      la proposta di conferimento e di revoca degli incarichi dirigenziali;

Ø      l’atto di assegnazione dei dipendenti alle strutture di massima dimensione di cui allo schema di organizzazione;

Ø      la presidenza del nucleo di valutazione;

Ø      la presidenza della conferenza di servizio dei dirigenti;

Ø      la partecipazione al comitato di indirizzo e coordinamento tecnico-politico;

Ø      la presidenza del comitato PEG;

Ø      l’istituzione di gruppi intersettoriali di lavoro;

Ø      la promozione del procedimento a seguito della richiesta di riesame;

Ø      la redazione del piano di formazione del personale;

Ø      la formulazione di proposte al Sindaco ai fini dell’elaborazione di atti di indirizzo e controllo politico amministrativo;

Ø      la presidenza della delegazione trattante di parte pubblica e la definizione di criteri di massima per la gestione delle relazioni sindacali e/o di singole trattative anche interne alle strutture di massima dimensione;

Ø      la concessione ai Dirigenti delle ferie, di aspettative per motivi di famiglia, di permessi retribuiti e di permessi per garantire il diritto allo studio;

Ø      il parere favorevole in ordine alle richieste di mobilità esterna per i dirigenti;

Ø      la proposta di procedimenti disciplinari a carico dei dipendenti apicali, e l’adozione di censure ed encomi;

Ø      la sottoposizione alla Giunta Municipale degli organigrammi predisposti dai dirigenti delle strutture, e l’iniziativa e proposta di modifica degli stessi;

Ø      le competenze del Datore di Lavoro ai sensi della vigente normativa in materia;

Ø      ogni altra competenza attribuitagli dalla legge, dal presente regolamento e dal Sindaco.

 

2.         Il Direttore Generale non esercita, neppure in linea di sostituzione, alcun potere gestionale su atti di esclusiva competenza dirigenziale.

 

3.         Ai fini del migliore e puntuale espletamento delle superiori funzioni, nonché della celerità nell’iter procedimentale, il direttore generale, ferma restando la propria competenza in ordine all’adozione degli atti di cui al comma 1 del presente articolo, può chiedere l’assistenza del Segretario Generale, limitatamente ai profili tecnico – giuridici delle singole fasi procedimentali inerenti alle suddette funzioni e la collaborazione degli esperti e dei consulenti eventualmente nominati dal Sindaco. Tale collaborazione, se e in quanto richiesta dal Sindaco, costituisce atto dovuto.

 

4.         Il Direttore generale partecipa – se richiesto – alle sedute di Giunta e di Consiglio Comunale, con diritto di parola.

 

5.         Il Direttore Generale con apposito provvedimento fissa le forme di organizzazione delle sue funzioni.

 

Art. 21

Competenze del Segretario Generale

 

1.         Il Segretario Generale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa, nei confronti degli organi del Comune in ordine alla conformità dell'azione amministrativa, alle leggi, allo Statuto ed ai regolamenti.

 

2.         Il Segretario Generale, inoltre:

 

Ø      partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la verbalizzazione;

Ø      può rogare tutti i contratti nei quali il Comune è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'Ente;

Ø      esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo Statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal Sindaco.

Ø      esercita le funzioni di Direttore Generale nell'ipotesi prevista dall'art. 108 comma 4° del D. Lgs. n. 267/2000, nonché tutte quelle previste dal presente regolamento.

 

3.         Il Segretario Generale è nominato dal Sindaco, da cui dipende funzionalmente.

 

4.         Per l’esercizio delle sue competenze, il Segretario Generale si avvale di un proprio staff e di dotazioni di beni strumentali e di servizi.

 

Art. 22

Vicesegretario Generale

 

1.         L'ente è in atto dotato di un vicesegretario generale cui compete collaborare con il segretario nell'esercizio delle competenze sue proprie, nonché, in caso di assenza od impedimento di questi, ovvero di vacanza del posto, di sostituirlo nelle funzioni a lui spettanti per legge o per regolamento e necessarie per l’attività degli organi istituzionali e per gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.

 

2.         Le funzioni di vicesegretario sono cumulate con quelle di dirigente responsabile di struttura organizzativa.

 

3.         La comune partecipazione del Segretario e del vicesegretario alle funzioni di assistenza agli organi istituzionali deve essere ottenuta garantendo la massima produttività, efficienza ed efficacia dei ruoli, rispetto alle finalità dell’Ente.

 

Il Segretario ed il vicesegretario, mediante apposito documento, che sarà portato tempestivamente a conoscenza del Direttore Generale e degli amministratori, fisseranno, nell’ambito delle funzioni loro attribuite, le forme di organizzazione delle loro funzioni.

 

Capo IV

La dirigenza, le alte specializzazioni e l'alto contenuto di professionalità

 

Art. 23

Modalità di conferimento degli incarichi di dirigenti delle strutture

 

1.         Al Sindaco compete l’attribuzione delle funzioni di direzione delle strutture di cui al precedente art. 4.

Gli incarichi dirigenziali sono conferiti per un periodo non superiore alla durata del mandato del Sindaco e comunque non inferiore a due anni. Gli stessi sono rinnovabili alla scadenza naturale.

Gli incarichi possono essere revocati prima della scadenza con atto scritto e motivato in relazione a intervenuti mutamenti organizzativi o in conseguenza di specifico accertamento di risultati negativi. La revoca dell’incarico comporta la perdita della retribuzione di posizione da parte del dipendente titolare. In tal caso il dipendente resta inquadrato nella categoria di appartenenza e viene restituito alle funzioni del profilo di appartenenza. Il superiore atto deve comunque essere preceduto da un contraddittorio con l’interessato e deve essere motivato.

 

2.         Per gli incarichi conferiti mediante reggenza la durata è stabilita nel provvedimento di nomina in relazione alle situazioni contingenti ed organizzative che l'hanno determinata.

 

2.         Tali funzioni di direzione possono essere attribuite al personale di categoria << D >> e ad esterni all’amministrazione nei casi consentiti dall’art. 110 comma 1° e comma 2°, 3 e 4 alinea, del D. Lgs. n. 267/2000 e secondo quanto previsto dal precedente art. 6 comma 2° e dal presente regolamento.

 

3.          L’individuazione del dipendente cui attribuire o confermare le funzioni di direzione può tenere, inoltre, conto dell’esito delle analisi compiute dal nucleo di valutazione.

 

4.         Il dirigente mantiene in ogni caso l'incarico sino al successivo affidamento ad altri.

 

Art. 24

Limiti, criteri e modalità per la stipula di contratti a tempo determinato al di fuori della dotazione organica

 

1.         Il comune può ricorrere alla stipula di contratti a tempo determinato al di fuori della dotazione organica dell'ente per la copertura dei seguenti posti:

 

a)      di alta specializzazione;

b)      di funzionari della categoria D;

c)     di funzionari addetti alle strutture di massima dimensione dell’ente in qualità di dirigenti delle stesse.

 

Tali contratti sono stipulati in misura complessivamente non superiore al cinque per cento della dotazione organica di categoria “ D “, ai sensi dell'art. 110 comma 2 del D. Lgs. N. 267/00 e successive modifiche ed integrazioni. e non possono avere durata superiore al mandato elettivo del Sindaco in carica.

Nel caso di incarichi di cui alla lettera c) gli stessi vengono conferiti con le stesse modalità, condizioni, durata e trattamento economico previsti per i dirigenti interni all'ente e comunque l’incarico cessa con il mandato del Sindaco.

 

2.         Per posti di alta specializzazione si intendono quelli - pur se non direttamente comportanti la proiezione del soggetto nell’area delle posizioni organizzative e l’attribuzione al medesimo di funzioni dirigenziali – comunque implicanti l’assunzione di responsabilità mediante: a) lo svolgimento di funzioni di coordinamento, direzione o impulso a strutture o uffici complessi o strategici, caratterizzate da un particolare grado di autonomia; b) il perseguimento di attività con contenuti di alta professionalità e specializzazione correlate al diploma di laurea e/o di scuole universitarie e/o alla iscrizione ad albi professionali; c) lo svolgimento di attività di staff e/o di studio, ricerca, ispettive, di vigilanza e controllo caratterizzate da elevate autonomia ed esperienza. 

 

3.         La decisione di avvalersi per la copertura dei posti in oggetto della formula del contratto a tempo determinato compete al Sindaco, tramite propria determinazione, adottata di concerto con il responsabile del servizio finanziario, ai soli dell'impegno di spesa.

 

4.         In ogni caso, gli incarichi in questione possono essere dallo stesso Sindaco affidati esclusivamente a soggetti esterni in possesso di Diploma di Laurea e, laddove richiesto, l’abilitazione all’esercizio della professione e di adeguate professionalità, capacità ed attitudini, dimostrate da esperienze acquisite nel campo della ricerca, o delle libere professioni o della collaborazione con amministrazioni pubbliche o private, o del rapporto di lavoro con dette amministrazioni e dichiarate in un curriculum da acquisirsi obbligatoriamente agli atti.

 

5.         Il trattamento economico è equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali.

 

Art. 25

Collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità

 

1.         E’ possibile il ricorso a collaborazioni esterne ad alto contenuto di professionalità per il conseguimento di specifici obiettivi predeterminati. La competenza in ordine alla decisione di ricorrere alle collaborazioni di cui al presente articolo e l’individuazione dei collaboratori, fermo restando quanto disposto dal successivo comma 2, è del Sindaco, mentre la competenza ai fini dell’adozione della deliberazione di incarico è della Giunta Municipale, trattandosi di locatio operis ex art. 2222 c. c., e come da parere espresso dal c.g.a. – sezione consultiva n. 1/2000 (adunanza del 07.03.2000).

 

2.         Qualora il Sindaco intenda procedere alla nomina di collaboratori ai sensi del presente articolo, manifesta tale intendimento mediante la adozione di un atto con cui approva anche un avviso pubblico, il quale è pubblicato con le modalità, le procedure e i contenuti previsti per l’individuazione del Direttore Generale di cui all’art. 13 commi 1 e 2 del presente regolamento e deve stabilire i titoli di ammissione. L’individuazione del soggetto con cui stipulare il contratto compete al Sindaco, il quale rimette la sua proposta alla Giunta Municipale, che adotta una formale deliberazione con cui conferisce l’incarico.  

 

Art. 26

Uffici speciali

 

1.         In ogni momento, qualora se ne ravvisi l’esigenza, la Giunta Municipale può procedere all’istituzione di uffici speciali per la realizzazione in maniera integrata di particolari programmi o progetti, anche a carattere intersettoriale e/o interdisciplinare, per la progettazione e la realizzazione di progetti innovativi o di natura sperimentale, per lo svolgimento di studi e ricerche o per elaborazioni di particolare complessità.

Il FES, annualmente, prevederà le somme necessarie a compensare le prestazioni dei dipendenti assegnati a detti uffici in ragione del maggiore impegno e particolari posizioni di responsabilità che dette posizioni comportano.

 

2.            Nell'ipotesi di cui al comma 1 la determinazione sindacale di scelta dei soggetti è seguita dalla stipula di un disciplinare di incarico, contenente:

 

a)          l’indicazione analitica delle finalità da conseguirsi;                                               

b)         la durata della collaborazione;         

c)        il corrispettivo per il collaboratore;  

d)        le modalità di espletamento della collaborazione;

e)        la possibilità di utilizzo da parte del collaboratore di risorse strumentali dell'ente;

f)        i rapporti con l’apparato burocratico e gli organi politici dell'ente.

 

3.         Nel caso di cui ai precedenti commi 1 e 2, la determinazione sindacale di scelta dei soggetti è preceduta da una deliberazione della Giunta di istituzione dell’ufficio in questione, qualora non ancora esistente. Detta deliberazione di istituzione determina indirizzi, finalità, risultati attesi, risorse finanziarie, strumentali e umane, responsabilità e durata dell’ufficio, che cessa la propria attività alla scadenza dei termini predeterminati con l’atto di istituzione e, in ogni caso con l’adempimento dei compiti affidati. La determinazione sindacale di cui al presente comma è poi seguita dalla stipula di un disciplinare di incarico, contenente i medesimi elementi di cui al precedente comma 2.

 

Capo V

Le competenze dei dirigenti

 

Art. 27

Competenza dei dirigenti di struttura

 

1.         Ai dirigenti fanno capo tutte le competenze di natura gestionale, ai sensi dell’art. 107 del D. Lgs. n. 267/2000 e della L. R. n. 30/2000.

 

2.            Competono tra l’altro ai dirigenti:

 

a)          la contestazione di infrazioni e l’esame delle controdeduzioni e difese ad esse relative;          

b)           l’irrogazione di sanzioni amministrative, le ingiunzioni e gli ordini di esecuzione al fine di portare ad esecuzione le sanzioni amministrative;

c)           l’adozione di ogni altro provvedimento sanzionatorio, ivi compresi quelli di natura cautelare ed interdittiva e comunque costituenti atti dei procedimenti previsti dalle specifiche discipline nelle materie di competenza comunale;

d)           i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le concessioni edilizie;

e)            tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previste dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio e paesaggistico – ambientale;

f)            la presidenza delle commissioni di gara;

g)            le attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni ed ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza;

h)             l'emanazione delle ordinanze, in attuazione di leggi e regolamenti, che non siano di esclusiva competenza del Sindaco per espressa previsione di legge.

i)             gli atti ad essi attribuiti dal Sindaco e dai regolamenti, tra i quali quelli di cui al successivo comma 6 e alle disposizioni del presente capo;

l)             la redazione della relazione semestrale sull’attività svolta.

 

Art. 28

Competenze degli organi di governo in materia gestionale

 

1.         In nessun caso è ammessa alcuna competenza da parte del Sindaco e/o degli assessori in materia gestionale, con esclusione di quegli atti di cui all’art. 107 comma 5° del D. Lgs. n. 267/2000.

 

Art. 29

Competenze dei dirigenti in materia di risorse umane

 

1.                   In materia di gestione delle risorse umane, ai dirigenti competono tra l’altro:

 

1.1)              la responsabilità delle procedure di tutti i concorsi;

1.2)              la stipula di tutti i contratti individuali di lavoro;

1.3)              la attribuzione delle mansioni superiori, con la sola esclusione dei posti della categoria apicale;

1.4)              la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, nel rispetto dei criteri e percentuali stabiliti dalla legge e dall'Ente;

1.5)              la applicazione di penali per mancato preavviso;

1.6)              la verifica complessiva dei carichi di lavoro;

1.7)              la verifica complessiva della produttività;

1.8)              la informazione preventiva e successiva alle rappresentanze sindacali nei casi previsti dalla legge e dal contratto nel caso di atti riguardanti problematiche di pertinenza delle singole strutture;

1.9)              l'esame congiunto con le rappresentanze sindacali nei casi previsti dal contratto;

1.10)            la consultazione delle rappresentanze sindacali, nei casi previsti dal contratto collettivo;

1.11)             la partecipazione alla contrattazione collettiva decentrata qualora richiesta dal Direttore Generale;

1.12)           la concessione di ferie, permessi o recuperi;

1.13)           l’autorizzazione alla prestazione di lavoro straordinario;

1.14)           l’autorizzazione all’effettuazione di missioni;

1.15)           l’autorizzazione alla partecipazione ad iniziative di formazione e aggiornamento, previa intesa con il Direttore Generale;

1.16)           l’attribuzione di compiti specifici non prevalenti della qualifica superiore;

1.17)               la contestazione degli addebiti e l’irrogazione delle sanzioni immediatamente irrogabili;

1.18)               le segnalazioni all’Ufficio procedimenti disciplinari;

1.19)               la consultazione delle OO. SS. per tematiche interne;

1.20)           la verifica interna dei carichi di lavoro e della produttività;

1.21)           l’informazione successiva e preventiva alle OO. SS. per materie interne;

1.22)              ogni altro atto di gestione di cui al presente regolamento, che non sia demandato alla competenza del Sindaco, del Direttore Generale e del Segretario.

1.23)           ogni altro atto di gestione ed amministrazione del personale, con particolare riferimento alle attribuzioni demandate espressamente nel presente regolamento e negli altri atti amministrativi e regolamentari del comune.

 

2.         Gli atti di cui alle lettere sub 1.1, 1.2, 1.4 e 1.6 competono in linea esclusiva al dirigente della struttura cui è assegnata la gestione delle risorse umane, cui fa capo altresì la proposta degli atti di cui ai seguenti comma 3 e 4. Tutti gli altri atti competono ai dirigenti di ciascuna struttura nel cui ambito i dipendenti sono inseriti.

 

3.         Resta riservata alla Giunta Municipale, ai sensi del parere reso dal c.g.a. per la regione siciliana – sezione consultiva – n. 1/2000 (adunanza del 07.03.2000) l’adozione degli atti riguardanti:

 

a)         la indizione di tutti i procedimenti concorsuali e la contestuale approvazione dei corrispondenti bandi;

b)            l’approvazione di tutte le graduatorie concorsuali;

c)            l’assunzione di personale a qualsiasi titolo.

 

4.             Sono altresì di competenza della Giunta:

 

a)            l’approvazione degli avvisi di occasioni di lavoro in tema di lavori socialmente utili;

b)         la decadenza e la sospensione anche cautelare dall’impiego nelle ipotesi previste dalla legge;

c)         la dispensa dall’impiego per scarso rendimento;

d)         gli atti riguardanti comando e mobilità;

e)         gli atti riguardanti i programmi di settore.

 

5.         Nei casi di cui alle lettere 1.4 e 1.5 del comma 1 del presente articolo, l’adozione degli atti da parte del dirigente della struttura del personale è subordinata alla predeterminazione da parte della conferenza dei dirigenti dei corrispondenti criteri, d'intesa con il Direttore Generale o, se non nominato, il Segretario Generale. Tali criteri devono essere definiti entro e non oltre 60 giorni dall’adozione del presente regolamento. 

 

6.         La competenza in materia di personale dei singoli dirigenti è limitata ai dipendenti loro assegnati, con esclusione ovviamente di se stessi, in relazione ai quali la competenza sarà del direttore generale, ove esista, e del Segretario Generale in caso contrario.

 

Art. 30

Competenze del Sindaco in materia di risorse umane

 

1.         Restano ferme in capo al Sindaco in materia di personale:

 

a)           l'attribuzione di tutti gli incarichi dirigenziali;

b)           l'attribuzione e definizione degli incarichi di collaborazione esterna secondo quanto disposto dal presente regolamento;

d)         la nomina dei responsabili della gestione e dell'organizzazione dell'I.C.I, dell'imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni, della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, e della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni;

e)           l'individuazione del responsabile dei servizi informativi automatizzati;

f)            l'individuazione dei messi comunali;

g)         la nomina dell'economo;

h)          la nomina del nucleo di valutazione e del servizio di controllo interno;

i)           la nomina del responsabile dell'ufficio statistica;

l)           la nomina del responsabile dell'ufficio relazioni con il pubblico;

m)         la nomina del responsabile del servizio di protezione civile;

p)           l'autorizzazione alla sottoscrizione definitiva del contratto collettivo decentrato;

q)         la nomina del Datore di Lavoro.

 

2.         Gli atti di competenza del Sindaco implicanti assunzione di impegno di spesa sono adottati di concerto con il responsabile del servizio finanziario, ai soli fini dell'assunzione dell'impegno di spesa.

 

Art. 31

Competenze dei dirigenti in materia di contratti e appalti

 

1.                   In materia di contratti e appalti ai dirigenti competono:

 

Ø      tutti gli adempimenti attribuiti agli stessi dalla legge, e comunque quelli precontrattuali e postcontrattuali;

Ø      la presidenza delle commissioni di gara;

Ø      la designazione dei membri e del segretario delle commissioni di gara;

Ø      la responsabilità delle procedure di gara;

Ø      la stipulazione dei contratti;

Ø      il controllo e la vigilanza in tutti i contratti.

 

Art. 32

Competenze dei dirigenti in materia di gestione di spese ed entrate

 

1.                   In materia di spese ed entrate competono ai dirigenti:

 

a)       la proposta delle poste da inserire nel bilancio di previsione;

b)      la negoziazione del budget da assegnarsi con il piano esecutivo di gestione;

c)       la assunzione di ogni impegno di spesa con la sola esclusione degli impegni pluriennali afferenti un numero di esercizi superiore a quelli contemplati dal bilancio di previsione pluriennale dell'ente, ipotesi in cui la competenza è del Consiglio comunale, fatta eccezione di quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo;

d)      la contrazione di mutui e la sottoscrizione di azioni o quote societarie previsti da atti fondamentali del Consiglio Comunale, nei limiti previsti dalla vigente normativa in materia;

e)      la liquidazione delle spese;

f)         l’accertamento ed acquisizione delle entrate;

g)      ogni altro atto di gestione finanziaria, con esclusione di quelli di competenza del dirigente della struttura finanziaria.

 

Art. 33

Competenze dei dirigenti in materia di atti non prettamente gestionali

 

1.         Il dirigente della competente struttura provvede al rilascio delle concessioni edilizie, dei certificati di agibilità o abitabilità e dei provvedimenti amministrativi in ordine alle norme in materia di edilizia.

 

2.         Gli altri dirigenti sono competenti "ratione materiae" per il rilascio di concessioni, autorizzazioni, licenze e ogni altro atto analogo.

 

3.         I provvedimenti di cui al comma 2 rientrano nella competenza dei dirigenti qualora si caratterizzino per uno dei seguenti requisiti:

 

a)       essere atti obbligati;

b)      essere atti connotati da discrezionalità tecnica;

c)       essere atti connotati da discrezionalità amministrativa o da discrezionalità mista, qualora gli accertamenti e/o le valutazioni, presupposto necessario per l'emanazione dell'atto, si fondino su criteri, anche di ordine generale, predeterminati dalla legge, nazionale o regionale, dallo statuto, dai regolamenti e da atti aventi forza e valore di legge.

 

Art. 34

Competenze dei dirigenti in materia di atti di conoscenza

 

1.         I dirigenti sono competenti per: a) le attestazioni; b) le certificazioni; c) le comunicazioni, ivi compresa quella di avvio del procedimento amministrativo; d) le diffide, ivi comprese quelle in materia edilizia; e) le autenticazioni di copia, laddove consentite dalla legislazione vigente; f) le legalizzazioni di firme, laddove consentite dalla legislazione vigente; g) ogni altro atto costituente manifestazione di conoscenza.

 

Art. 35

Competenze dei dirigenti in materia di proposte

 

1.         I dirigenti esplicano anche attività di natura propositiva.

 

2.         Destinatari dell'attività propositiva dei dirigenti sono il Sindaco, il Direttore Generale, il Segretario Generale e l'assessore di riferimento.

 

3.         L’attività propositiva si concretizza in:

 

a)       proposte di deliberazione relativamente ad atti amministrativi di competenza del Consiglio e della Giunta;

b)      proposte di determinazione di competenza del Sindaco;

c)       proposte di modifica della dotazione di risorse assegnate con il PEG.

 

4.         I dirigenti possono presentare proposte di deliberazione alla Giunta ed al Consiglio, per il tramite del presidente dell'organo collegiale, qualora esse abbiano carattere obbligatorio.

 

5.         In ogni altro caso destinatario della proposta è solo il Sindaco o l'assessore di riferimento o ancora il Direttore Generale o il Segretario Generale.

 

Art. 36

Competenze dei dirigenti in materia di sub programmazione

 

1.         I dirigenti sono competenti per le funzioni di programmazione di secondo livello o di subprogrammazione, ovvero definizione di progetti in attuazione dei programmi deliberati dagli organi politici, da attuarsi attraverso il corretto utilizzo delle risorse assegnate.

 

Art. 37

Competenze dei dirigenti in materia consultiva

 

1.         L'attività consultiva dei dirigenti si esplica attraverso l'espressione dei pareri di cui all’art. 12 della L. R. 23.12.2000, n. 30, nonchè attraverso relazioni.

 

2.            Destinatari dell'attività consultiva sono gli organi politici e il Direttore Generale o, se non nominato, il Segretario Generale.

 

3.         Qualora il soggetto competente ad esprimere il parere abbia a coincidere con il soggetto proponente l'atto, non si prescinde mai dall'acquisizione del parere in quanto lo stesso non risulta assorbito dalla proposta.

 

4.         Il parere di regolarità tecnica inerisce:

 

a) la correttezza ed ampiezza dell'istruttoria anche normativa;

b) l’idoneità dell'atto a perseguire gli obiettivi generali dell'azione amministrativa dell'ente, nonchè l'obiettivo specifico, indicati dagli organi politici.

 

5.         Il parere di regolarità contabile riguarda:                                                                      

a) la legalità dell’imputazione della spesa;

b) la regolarità della documentazione contabile;

c) l'imputazione ad idoneo intervento di bilancio ed eventualmente al capitolo, ove adottato il piano esecutivo di gestione;

d) la capienza dell'intervento di bilancio ed eventualmente del capitolo;

e) la regolarità della proposta sotto ogni aspetto disciplinato da norme contabili e fiscali;

f) la prospettazione delle eventuali spese di gestione derivanti da un investimento, ove prevista per legge;

g) l'eventuale possibilità od obbligatorietà del recupero almeno parziale dei costi dall'utenza, ove prevista per legge.

 

6.         I pareri di cui all'art. 12 della L. R. n. 30/2000 devono essere espressi entro tre giorni lavorativi dalla data della richiesta. In presenza della necessità di ulteriori e specifici elementi istruttori il termine può essere prorogato.

 

7.         Il termine di cui al precedente comma 6, in casi eccezionali di necessità ed urgenza, sopravvenuta e non programmabile, può, a seguito di espressa e specifica motivazione, essere ridotto dal richiedente a ventiquattro ore.

 

Art. 38

Competenze del dirigente della struttura finanziaria

 

1.         Il dirigente della struttura finanziaria è competente per:                                                     

a)       il coordinamento e la gestione dell'attività finanziaria dell'ente;

b)      la verifica delle previsioni di entrata;

c)       la verifica di compatibilità delle previsioni di spesa del bilancio tanto annuale, quanto pluriennale in relazione alle previsioni di entrata;

d)      la verifica periodica dello stato di accertamento delle entrate;

e)      la verifica periodica dello stato di impegno delle spese;

f)         l'espressione del parere di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria sulle proposte di deliberazione e sulle determinazioni che comportano impegno di spesa;

g)      le segnalazioni, obbligatorie nei limiti definiti dal regolamento di contabilità, di fatti e di valutazioni i quali possano pregiudicare gli equilibri del bilancio, segnalazioni di cui sono destinatari il Sindaco, il Segretario dell'ente, l'organo di revisione e, ove esista, il direttore generale.

 

Art. 39

Competenze del responsabile del procedimento

 

1.         Il responsabile del procedimento è titolare di tutte le competenze di cui alle disposizioni del regolamento per il procedimento amministrativo, che deve essere in ogni caso adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento.

 

Capo VI

L'individuazione dei dirigenti e di alcuni servizi ed uffici obbligatori

 

Art. 40

Il responsabile del procedimento di accesso ai documenti

 

1.         Il responsabile del procedimento di accesso ai documenti amministrativi di cui all'art. 4, comma 7, D.P.R. n. 352/92 è identificato nel dirigente della struttura competente a formare l'atto o, qualora l'atto, una volta formato, sia trasmesso ad altra struttura affinché la stessa lo detenga stabilmente, nel suo dirigente.

 

2.         Il dirigente può identificare il responsabile del procedimento di accesso in altro dipendente addetto alla struttura cui è preposto.

 

Art. 41

Ufficio per il contenzioso

 

1.         Lo schema di organizzazione prevede l’istituzione di una struttura deputata alla trattazione degli affari giuridici e del contenzioso dell’Ente, nella quale rientra, altresì, ai sensi dell’art. 12 – bis del D. Lgs. 29/93, così come aggiunto dal D. Lgs. 80/98, la trattazione del contenzioso del lavoro. Detta struttura, qualora non venga prevista quale struttura di massima dimensione, opera in posizione di staff.

 

2.         In ogni caso il dipendente preposto alla struttura di cui al precedente comma deve essere dotato degli idonei requisiti professionali, con riferimento specifico alla laurea ed abilitazione professionale richiesta.

 

Art. 42

Delegazione di parte pubblica

 

1.         La delegazione trattante di parte pubblica è formata dal Direttore Generale o, in mancanza, dal Segretario Generale, che la presiede, dal dirigente della struttura incaricata della gestione delle risorse umane e dal dirigente della struttura di ragioneria. Fanno inoltre parte della delegazione di parte pubblica i dirigenti coordinatori di area, se nominati. Inoltre della stessa possono essere chiamati a partecipare altri dirigenti, a seconda della specificità della materia trattante.

 

2.         Il Sindaco o un suo delegato esprime, sotto forma di direttive di massima le linee e gli indirizzi politici cui la delegazione trattante di parte pubblica deve attenersi e può partecipare alla delegazione con diritto di parola.

 

Art. 43

Uffici posti alle dirette dipendenze degli organi politici

 

1.         Il Sindaco, per garantire il migliore e più efficace esercizio delle sue funzioni, ha facoltà di istituire, indicandone direttamente i componenti, uffici posti alle sue dirette dipendenze per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo a lui attribuite dalla legge.

 

2.                   Possono tra gli altri essere istituiti:

 

a)       l'ufficio di gabinetto e la segreteria particolare del Sindaco;

b)      l’ufficio studi;

c)       l’ufficio di comunicazione esterna.

 

3.         Il Sindaco nomina, inoltre, direttamente il direttore responsabile del bollettino informativo scegliendolo ai sensi delle vigenti disposizioni di legge in materia.

4.            Possono, inoltre, essere istituiti dal Sindaco uffici posti alle dirette dipendenze della Giunta e degli assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge.

 

5.         Gli uffici di cui ai commi 1 e 2 sono costituiti da dipendenti dell’ente, se nel bilancio comunale la spesa del personale è superiore ad un terzo della spesa corrente.

 

6.         Gli uffici di cui ai precedenti commi, il cui personale è posto, alle dirette dipendenze del Sindaco o degli assessori di riferimento, possono solo ed esclusivamente collaborare con gli organi politici nell'esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo politico - amministrativo, escludendosi ogni diretta competenza gestionale.

 

Art. 44

Ufficio relazioni con il pubblico

 

1.         L'ente è dotato di un ufficio relazioni con il pubblico, ai sensi dell'art. 6 comma 2 del D.P.R. n. 352/92 e dell'art. 12 del D. Lgs. 29/93 e successive modifiche ed integrazioni.

 

2.         A detto ufficio è assegnato personale appositamente addestrato, dotato di idonea qualificazione e di elevata capacità relazionale nei rapporti con il pubblico.

 

3.            All’ufficio è preposto un responsabile appartenente almeno alla categoria C.

 

4.         La competenza per l'individuazione del responsabile è del Sindaco.

 

Capo VII

Le procedure per l'adozione delle deliberazioni e delle determinazioni

 

Art. 45

Le determinazioni

1.         Gli atti di competenza dei dirigenti assumono la denominazione di determinazioni.

 

2.         La proposta di determinazione è predisposta dal responsabile del procedimento ed è adottata dal dirigente della struttura.

3.         Le determinazioni dovranno essere repertoriate per singola struttura organizzativa in apposito registro, numerato e vidimato in ogni pagina dal Segretario Generale, con numerazione progressiva annuale in ordine cronologico e l’originale dovrà essere conservato presso la struttura medesima.

 

4.         Tutte le determinazioni dell'Ente sono raccolte e progressivamente numerate con l’individuazione della struttura organizzativa di emanazione in un apposito registro annuale della cui tenuta risponde l'Ufficio Delibere della struttura organizzativa “Affari Generali”.

 

5.         Le determinazioni aventi ad oggetto assunzione di impegno di spesa una volta adottate sono trasmesse al responsabile del servizio finanziario per l'apposizione del parere di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria, avente natura di atto di controllo contabile.

 

6.         Le determinazioni di assunzione di impegno di spesa acquisiscono efficacia dalla data di apposizione del parere di cui al comma 5, quelle non implicanti assunzione di spesa dalla data di adozione.

 

7.         Le determinazioni vengono pubblicate all’albo pretorio per quindici giorni consecutivi dal primo giorno festivo successivo alla loro esecutività e contestualmente, soltanto copia di quelle che impegnino spesa, deve essere trasmessa al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale ed al Direttore Generale o, se non nominato, al Segretario Generale.

Le determinazioni di mera esecuzione vengono pubblicate mediante elenco settimanale contenente gli oggetti delle stesse, a cura dell’Ufficio Delibere.

 

8.         Per garantire l’unitarietà e la coerenza dell’azione amministrativa le determinazioni, prima di essere adottate, sono comunicate al dirigente coordinatore di area, se nominato, o in caso contrario al Segretario Generale il quale, qualora ritenga che le stesse siano in contrasto con le finalità e gli obbiettivi stabiliti in sede politica, o comunque non congrue rispetto all’azione amministrativa, può chiedere, entro il termine di cinque giorni, al dirigente di riconsiderarle.

 

9.         Per garantire la legalità dell’azione amministrativa, le determinazioni, prima di essere adottate sono comunicate al Segretario Generale il quale, ove ritenga che le stesse siano in contrasto con norme di legge e/o di regolamento, può chiedere, entro cinque giorni, al dirigente di riconsiderarle.

 

10.       Ai dirigenti coordinatori di area è preclusa ogni osservazione in materia di legittimità degli atti, così come al Segretario Generale ogni osservazione in merito alla congruità e alla coerenza dell’azione amministrativa ad eccezione dell’ipotesi di cui al comma 8 del presente articolo qualora non siano stati nominati i coordinatori di area. Ai medesimi soggetti è inoltre preclusa ogni osservazione sul merito delle scelte adottate, salvo che ricorrano i casi al precedente comma 8.

 

11.       Il dirigente interessato può prescindere dalle osservazioni rese dal coordinatore di area e dal Segretario Generale. In tal caso è però tenuto a comunicarne la conferma ai soggetti interessati, i quali trasmettono immediatamente comunicazione al Sindaco e al Direttore Generale, nella qualità di presidente del nucleo di valutazione.

 

12.       Qualora il dirigente tenuto a predisporre le determinazioni coincida con il coordinatore di area, il soggetto deputato al controllo di cui al precedente comma 8 è il Direttore Generale o, qualora non nominato, il Segretario Generale.

 

13.       Le disposizioni di cui ai precedenti commi non si applicano alle determinazioni di carattere urgente ed alle determinazioni esecutive di precedenti atti.

Le determinazioni di carattere urgente dovranno, comunque, essere trasmesse ai sensi dei precedenti commi 8° e 9° in uno alla loro pubblicazione all'Albo Pretorio. 

14.            Contestualmente alla loro affissione all’Albo Pretorio, le determinazioni concernenti acquisti, alienazioni ed in generale tutti i contratti devono essere trasmesse, a cura dell’Ufficio Delibere, alla Prefettura ai sensi dell’art. 15 della L. n. 203/1991.

 

Art. 46

Le deliberazioni

 

1.         Le proposte di deliberazione di competenza della Giunta sono presentate dal dirigente della struttura, anche secondo le direttive e gli indirizzi dei membri dell'organo collegiale.

 

2.         Sulla proposta di deliberazione vanno acquisiti i pareri ai sensi dell'art. 12 della L. R. 23.12.2000, n. 30.

 

3.         Alle proposte di deliberazioni consiliari si applica la medesima procedura prevista per gli atti Giuntali, fermo restando che la proposta può essere avanzata anche dai consiglieri comunali con le modalità stabilite dal vigente regolamento dei lavori del Consiglio Comunale.

 

4.         Per garantire l’unitarietà e la coerenza dell’azione amministrativa le proposte di deliberazioni, successivamente al solo visto di regolarità tecnica, sono comunicate al dirigente coordinatore di area se nominato, o al Segretario Generale il quale, qualora ritenga che le stesse siano in contrasto con le finalità e gli obbiettivi stabiliti in sede politica, o comunque non congrue rispetto all’azione amministrativa, può chiedere, entro il termine di cinque giorni, al dirigente di riconsiderarle.

 

5.         Per garantire la legalità dell’azione amministrativa, le proposte di deliberazioni, prima di essere rimesse all'organo collegiale competente per l'adozione, sono comunicate al Segretario Generale il quale, ove ritenga che le stesse siano in contrasto con norme di legge e/o di regolamento, può chiedere, entro cinque giorni, al dirigente di riconsiderarle.

 

6.         Ai dirigenti coordinatori di area è preclusa ogni osservazione in materia di legittimità degli atti, così come al Segretario Generale ogni osservazione in merito alla congruità e alla coerenza dell’azione amministrativa ad eccezione dell’ipotesi di cui al comma 4 del presente articolo qualora non siano stati nominati i coordinatori di area. Ai medesimi soggetti è inoltre preclusa ogni osservazione sul merito delle scelte adottate, salvo che ricorrano i casi al precedente comma 4.

 

7.         Le disposizioni di cui ai precedenti commi non si applicano alle proposte di deliberazioni di carattere urgente.

Le deliberazioni di carattere urgente dovranno, comunque, essere trasmesse ai sensi dei precedenti commi 4° e 5° in uno alla loro pubblicazione all'Albo Pretorio.

 

8.         Il dirigente interessato può prescindere dalle osservazioni rese dal coordinatore di area e dal Segretario Generale. In tal caso è però tenuto a comunicarne la conferma ai soggetti interessati, i quali trasmettono immediatamente comunicazione al Sindaco e al Direttore Generale, nella qualità di presidente del nucleo di valutazione

 

9.         Qualora il dirigente tenuto a predisporre le proposte coincida con il coordinatore di area, il soggetto deputato al controllo di cui al precedente comma 4 è il Direttore Generale o, qualora non nominato, il Segretario Generale.

 

10.            Contestualmente alla loro affissione all’Albo Pretorio, le deliberazioni concernenti acquisti, alienazioni ed in generale tutti i contratti devono essere trasmesse, a cura dell’Ufficio Delibere, alla Prefettura ai sensi dell’art. 15 della L. n. 203/1991.

 

Art. 47

Pareri e silenzio procedimentale

 

1.         I pareri di cui all'art. 12 della L. R. n. 30/2000 devono essere resi entro tre giorni lavorativi dalla data in cui sono richiesti. In presenza della necessità di ulteriori e specifici elementi istruttori il termine può essere prorogato.

 

2.         Qualora i pareri nei termini indicati non siano stati resi, senza l'indicazione di plausibili motivazioni in ordine all'inadempimento, il Sindaco può richiedere ad altro dirigente dell'area l’apposizione dei medesimi, fermo restando l’avvio dell’azione disciplinare a carico degli inadempienti.

 

Capo VIII

Organi collegiali

 

Art. 48

Conferenza di servizio

 

1.         Per garantire il coordinamento tecnico dell'attività dei dirigenti, in particolare in relazione all’attuazione di programmi di lavoro intersettoriali, è istituita la conferenza di servizio.

 

2.         La conferenza è presieduta, ove esista, dal Direttore Generale e in caso contrario dal Segretario Generale.

 

3.         Della conferenza fanno comunque parte il Segretario Generale ed i dirigenti delle strutture organizzative di massima dimensione.

 

4.         La conferenza può operare anche solo con la presenza di una parte dei suoi membri, qualora gli oggetti in discussione afferiscano solo alcuni servizi.

 

5.         Le modalità di funzionamento e di attuazione delle decisioni della conferenza sono stabilite dal Direttore Generale o, in mancanza, dal Segretario Generale. Nelle forme, nella tempistica e nella verbalizzazione devono essere adeguati ai bisogni funzionali dell’Ente.

 

6.         In sede di conferenza di servizio possono anche essere acquisiti i pareri di regolarità tecnica e di regolarità contabile di cui all'art. 12 della L. R. 23.12.2000, n. 30.

 

Art. 49

Comitato di indirizzo e coordinamento tecnico-politico

 

1.         E’ istituito il comitato di indirizzo e coordinamento tecnico - politico, con funzioni di coordinamento tra l'attività propria degli organi politici e quella propria degli organi burocratici.

 

2.         Il comitato è organo di impulso, filtro e verifica della coerenza programmatica della attività complessiva delle strutture organizzative dell’ente rispetto agli indirizzi politici; ha quindi una funzione fondamentale in tema di concorso nella formazione di piani, programmi e progetti e nell'individuazione di priorità e risorse necessarie per il conseguimento degli obiettivi, ferme restando le competenze proprie di ogni organo.

 

3.         Il comitato concorre con attività istruttorie, di analisi e di proposta, alla formazione degli atti generali di indirizzo, dei piani, dei programmi e dei progetti ed elabora, in seguito alla definizione degli obbiettivi, i piani di attuazione, ai quali dovranno uniformarsi tutte le strutture del Comune.

 

4.         Il comitato, presieduto dal Sindaco, è composto: a) dal direttore generale, se nominato; b) dal Segretario Generale; c) dagli assessori; d) dai dirigenti coordinatori di area, se nominati, o, in caso contrario, da tutti i dirigenti.

 

5.         Il comitato può riunirsi anche con l'intervento di alcuni dei soggetti di cui sub c) e d) qualora debba esprimersi su problematiche di interesse di taluni servizi. Il comitato può essere integrato, su determinazione del Sindaco, da uno o più esperti esterni.

 

Art. 50

Comitato P.E.G. e altri Gruppi di lavoro

 

1.         E’ istituito il comitato P.E.G., con funzioni di concorso con il direttore generale, o, in mancanza, con il Segretario Generale, alla elaborazione della proposta del P.E.G. e delle sue variazioni, secondo le direttive del Sindaco e della Giunta. Il comitato costituisce momento di programmazione gestionale integrata e di definizione dei criteri di allocazione delle risorse. E’, inoltre, sede di governo delle variazioni, delle transazioni e della risoluzione dei conflitti tra le strutture organizzative dell’ente.

 

2.         Il comitato è presieduto dal Direttore Generale o, in mancanza, dal Segretario Generale, ed è composto stabilmente da tutti i dirigenti delle strutture di massima dimensione. Partecipa ai lavori il membro della Giunta con delega al bilancio e il Vice Sindaco. Il Direttore Generale con apposito provvedimento fissa le forme di funzionamento del Comitato. Nelle forme, nella tempistica e nella verbalizzazione devono essere adeguati ai bisogni dell’Ente.

 

3.            Possono, inoltre, essere istituiti gruppi di lavoro intersettoriali, qualora ciò si renda necessario al fine di curare in modo ottimale il perseguimento di obiettivi che implichino l'apporto di professionalità qualificate e differenziate.

 

4.         La competenza in ordine all'istituzione del gruppo di lavoro è del direttore generale o in sua assenza del Segretario Generale.

 

Capo IX

Disposizioni varie

 

Art. 51

Atti di concerto tra organi politici ed organi gestionali

 

1.         Gli atti rientranti nella competenza propria del Sindaco, comportanti assunzione di impegni di spesa, al fine di salvaguardare il principio di separazione delle competenze tra apparato politico ed apparato burocratico, sono assunti di concerto con il dirigente della struttura di ragioneria, ai soli fini dell'impegno di spesa e della relativa copertura finanziaria.

 

Art. 52

Richiesta di Riesame

 

1.         Fermo restando il carattere definitivo degli atti adottati dai dirigenti, è consentito ai soggetti titolari di precise situazioni giuridiche che si assumono lese dagli atti di cui sopra promuovere una richiesta di riesame degli stessi atti.

 

2.         La richiesta di riesame deve essere proposta entro il termine perentorio di giorni dieci dalla legale conoscenza dell’atto con istanza sottoscritta dall’interessato indirizzata al Direttore generale, recante l’indicazione dell’atto di cui si richiede il riesame, dell’organo e della data in cui lo stesso è stato emesso, e contenente l’indicazione dei fatti e delle ragioni giuridiche che si opporrebbero alla legittimità dell’atto, elementi tutti richiesti a pena di inammissibilità della stessa.

 

3.         Entro tre giorni decorrenti dalla data in cui l’atto è stato introitato dalla direzione generale, il direttore generale trasmette al dirigente coordinatore dell’area competente e al dirigente che ha adottato l’atto la richiesta in questione, disponendo la trasmissione da parte del secondo al primo, entro il termine perentorio di ulteriori dieci giorni, di una relazione sottoscritta circa le motivazioni poste a supporto dell’atto adottato di cui è richiesto il riesame, unitamente agli atti del procedimento in oggetto. Il dirigente che ha emanato l’atto, entro due giorni dal ricevimento della richiesta, a pena di irricevibilità, può richiedere al dirigente della struttura legale, un proprio parere sulla questione, che deve essere reso improrogabilmente entro sette giorni.

 

4.         Entro quattro giorni decorrenti dalla data di ricevimento degli atti richiesti, il dirigente coordinatore di area trasmette al Direttore Generale il motivato parere sulla questione posta dall’interessato. Quindi, entro l’ulteriore termine di cinque giorni, il Direttore Generale trasmette tutti gli atti del procedimento (compreso il parere) al competente dirigente, in modo che lo stesso possa procedere agli adempimenti di cui al successivo comma 5. Di norma, il direttore generale nella propria nota si limita a dar conto del parere espresso. Pertanto, qualora dal tenore del parere si desuma la fondatezza delle censure mosse nei confronti dell’atto dall’interessato, il direttore generale si limita a rimettere il parere al dirigente perché questi valuti la possibilità di riconsiderare l’atto adottato oggetto della richiesta di riesame, o, in caso contrario, per la conferma dell’atto precedentemente adottato.

 

5.         Il competente dirigente – titolare in linea assoluta della gestione – rimane libero di decidere, nella propria autonomia, se sia il caso di procedere in linea di autotutela alla modifica, all’annullamento e/o alla revoca dell’atto adottato o se tenere fermo lo stesso. In entrambe le ipotesi, è tenuto a concludere il procedimento entro il perentorio termine di tre giorni lavorativi decorrenti dalla comunicazione del direttore generale, e a comunicarne l’esito all’interessato, e, per conoscenza, al direttore generale e al dirigente coordinatore di area. Nel caso ritenga di tenere fermo l’atto precedentemente adottato, il competente dirigente si limita ad emettere una mera nota di conferma. In tal caso egli ha però l’obbligo di trasmettere tale nota al Direttore Generale, il quale la trasmette immediatamente al Sindaco.

 

6.         Resta impreclusa la facoltà per gli interessati di adire in sede di riesame direttamente l’organo emanante, che è tenuto a pronunciarsi sulla questione entro il termine di trenta giorni.

 

7.         Il dirigente emanante rimane comunque responsabile dei danni conseguenti alla accertata illegittimità dei propri atti, in particolare qualora abbia ritenuto di non discostarsi dal proprio precedente operato nonostante le osservazioni trasmessegli dal direttore generale.

 

Art. 53

Potere sostitutivo

 

1.         In caso di inadempimento del competente dirigente, il dirigente coordinatore di area competente può diffidarlo, assegnandogli un termine, anche in relazione all'urgenza dell'atto. Detto atto è comunicato al Sindaco e al direttore generale.

 

2.         Il dirigente coordinatore di area è tenuto a comunicare al Sindaco e al Direttore Generale, entro e non oltre il termine perentorio di due giorni dallo spirare finale del termine assegnato, se l’atto richiesto sia stato o meno emesso. In caso di permanenza di inadempienza, senza giustificate motivazioni espresse circa l'inadempienza, il Sindaco procede con propria determinazione alla nomina di commissario ad acta, di regola individuato nel dirigente coordinatore di area competente, cui ordina di sostituirsi al dirigente inadempiente emettendo l’atto entro un termine stabilito.

 

3.         Nei casi in cui l’inadempimento sia del dirigente di area, il soggetto competente per la diffida è il direttore generale. In tali casi, il Sindaco individua il commissario ad acta tra altro dirigente.

 

4.          Nei confronti del dirigente che abbia omesso, nonostante la diffida, l’emanazione dell’atto di propria competenza, senza indicare plausibili motivazioni circa l'inerzia, il Sindaco può decidere di adottare l’atto di revoca immediata dell’incarico direzionale, riguardo al quale costituisce sufficiente motivazione il semplice richiamo all’inadempimento.

 

Capo X

Disposizioni in materia di Controlli

 

Art. 54

Quadro di riferimento

 

1.         Il presente capo disciplina il sistema dei controlli interni con riguardo alle disposizioni di legge in materia, e in particolare all’art. 20 D. Lgs. 29/93, all’art. 196 D. Lgs. 267/00 e al D. Lgs. 286/99.

 

2.         I controlli interni dell’ente sono attuati mediante strumenti e metodologie dirette a: a) garantire, mediante il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la legittimità, regolarità e correttezza dell’azione amministrativa; b) verificare, attraverso il controllo di gestione, l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra costi e risultati, e pertanto garantire la realizzazione degli obbiettivi programmati, la corretta ed economica gestione delle risorse pubbliche, l'imparzialità e il buon andamento della pubblica amministrazione e la trasparenza dell'azione amministrativa; c) valutare le prestazioni del personale cui siano state conferite dal Sindaco le funzioni di direzione delle strutture di massima dimensione, anche ai fini della corresponsione ai medesimi della retribuzione di risultato; d) valutare l’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi e altri strumenti di determinazione dell’indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e obbiettivi predefiniti.

 

3.         I controlli interni sono ordinati secondo il principio della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione, quale risultante dagli artt. 3, comma 1, lettere b) e c), e 14 del D. Lgs. 29/93 e successive modifiche ed integrazioni.

 

4.         Per l’effettuazione dei controlli di cui al comma 2, l’ente può istituire uffici unici con altri comuni, mediante convenzione che ne regoli le modalità di costituzione e di funzionamento.

 

Art. 55

Strutture di controllo

 

1.         Per il perseguimento delle finalità di cui alla lettera b) del comma 2 del precedente art. 54 è istituito un ufficio interno di controllo di gestione denominato servizio di controllo interno ai sensi del vigente regolamento di contabilità.

 

2.         Per il perseguimento delle finalità di cui alla lettera d) del comma 2 del precedente art. 54 è istituita una struttura interna di controllo denominata nucleo di valutazione. Detta struttura è competente anche per la tipologia dei controlli di cui alla lettera c) del comma 2 del precedente art. 54.

 

3.         Sono abrogate tutte le precedenti disposizioni della Giunta in materia, e in particolare il regolamento per l’istituzione e il funzionamento del nucleo di valutazione e i consequenziali atti di designazione e di nomina dei componenti. Per garantire la continuità dell’esercizio di controllo e il completamento degli adempimenti in itinere, la superiore abrogazione decorrerà dal momento in cui saranno designati i componenti dei nuovi organismi. Tali adempimenti sono in ogni caso da compiersi entro e non oltre 30 giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento.

 

Art. 56

Modalità del controllo di gestione: il servizio di controllo interno

 

1.         Il servizio di controllo interno di cui al comma 1° del precedente art. 55 è la struttura deputata al controllo di gestione, inteso quale processo diretto a monitorare lo stato di attuazione degli obbiettivi programmati rispetto alle dotazioni assegnate e a controllare, mediante l’analisi delle risorse acquisite e della comparazione tra i costi e la quantità e qualità dei servizi offerti, la funzionalità dell’organizzazione dell’ente, l’efficacia, la efficienza e l’economicità nell’attività di realizzazione dei predetti obbiettivi.

 

3.         Per efficienza si intende il rapporto tra prestazioni erogate o risultati ottenuti e risorse impiegate. Pertanto, l’efficienza rappresenta un criterio di valutazione dell’output e può intendersi sia come capacità di massimizzare il prodotto ottenibile con le risorse assegnate, sia come capacità di ridurre al minimo l’impiego di risorse nella produzione di determinati livelli quantitativi e qualitativi di outputs. Nell’ambito del concetto generale di efficienza può distinguersi: a) l’efficienza tecnica, che si misura in rapporto al corretto e razionale uso delle risorse; b) l’efficienza gestionale, che si consegue attenendosi ad un criterio di minimizzazione dei costi, mediante la combinazione più idonea di input e output. L’efficienza è misurata mediante l’utilizzo di più indicatori di produttività, della contabilità analitica e della stima econometrica.

 

4.         Per efficacia si intende il grado di realizzazione degli obiettivi, e cioè il rapporto tra obiettivi e risultati. Nell’ambito del concetto generale di efficacia può distinguersi: a) l’efficacia interna, intesa quale rapporto tra obiettivi predeterminati e i risultati conseguiti; b) l’efficacia esterna, intesa quale grado di soddisfazione dei bisogni dell’utenza.

 

5.         Il controllo di gestione di cui al comma 2 del presente articolo si attua con la cadenza prevista dal regolamento di contabilità e alla fine di ciascun esercizio finanziario mediante permanenti analisi poste in essere sulla base di predeterminati e precisi parametri e indicatori.

 

6.         Il controllo di gestione di cui al comma 2 del presente articolo si articola in tre fasi: a) predisposizione di un piano dettagliato degli obbiettivi; b) rilevazione dei dati relativi: b1) ai costi dei molteplici fattori di produzione; b2) ai proventi degli eventuali ricavi dei singoli servizi; b3) ai risultati qualitativi e quantitativi raggiunti; c) valutazione dei dati di cui sub b) in relazione a quanto previsto in sede di piano dettagliato degli obbiettivi. In particolare, la finalità della valutazione di cui sub c) sarà quella: c1) di verificare lo stato di attuazione degli obbiettivi; c2) di misurare in relazione alle azioni intraprese: c2a) l’efficacia; c2b) l’efficienza; c2c) il grado di economicità. Le misurazioni di cui sopra saranno poste in essere rapportando risorse acquisite e costi dei servizi ai dati risultanti dal rapporto annuale sui parametri gestionali dei servizi degli enti locali, pubblicato a cura del Ministero dell’Interno, ai sensi del comma 7 dell’art. 228 del D. Lgs. n. 267/2000. La rilevazione di cui sub b) sarà condotta in relazione a tutti i servizi e centri di costo.

 

7.         Il servizio di cui al comma 1 del presente articolo è costituito da una struttura cui sono assegnati soggetti in possesso di specifiche conoscenze nell’ambito dell’analisi anche informatica dei dati e/o delle tecniche di controllo gestionale, scelti tra i dipendenti dell’ente, anche inseriti in appositi processi formativi, che si intenderanno avviare con destinazione delle risorse necessarie in occasione della prima ripartizione utile. Dirige, comunque, la struttura un dipendente, anche a tempo determinato, di categoria non inferiore alla D. In sede di definizione dello schema di organizzazione, la Giunta Municipale può decidere di porre la struttura in questione tra le strutture di massima dimensione. In tal caso, il Sindaco attribuirà al dirigente della stessa la titolarità delle funzioni dirigenziali. Può, inoltre, chiamare a collaborare con il servizio di controllo interno soggetti esterni alla struttura, scelti tra esperti in discipline economiche e organizzative con particolare riferimento al controllo e alle tecniche di valutazione. I soggetti di cui al periodo precedente sono nominati dal Sindaco ai sensi della legge regionale n. 32/94. Nel caso di nomina degli esperti esterni di cui al precedente periodo, il compenso da corrispondere loro è quello previsto per i revisori dei conti degli enti locali dall’art. 1, comma 1, del D. del 25.09.97 del ministero dell’interno, nella misura massima indicata nell’allegata tabella a), escluse le maggiorazioni previste alle lettere a) e b) del citato comma, fatti salvi i successivi aggiornamenti.

 

8.         Entro e non oltre cinque giorni decorrenti dalla deliberazione del PEG, il servizio di controllo interno definisce, in coerenza con i principi di cui al presente articolo le linee operative della propria azione. In particolare, saranno definite: a) le strutture dell’ente avute a riferimento ai fini delle misurazioni di cui al precedente comma 5; b) le ipotesi di obbiettivi gestionali ai fini della predisposizione – di competenza del Direttore Generale – del piano dettagliato dei medesimi; c) i criteri, le modalità e i tempi per la rilevazione dei dati di cui alla lettera b) del precedente comma 5 e l’insieme dei dati da rilevare con riferimento a ciascuna struttura; d) gli indicatori specifici da utilizzarsi ai fini dell’attività di cui alla lettera c) del precedente comma 5, tenuto anche conto delle ipotesi di cui alla lettera b) del presente comma. Le ipotesi di cui alla medesima lettera b) sono redatte tenuto conto del bilancio annuale e del bilancio pluriennale, della relazione previsionale e programmatica, dei PEG (in coerenza e compatibilmente con le risorse umane, finanziarie e strumentali a ciascuno di essi attribuiti) e delle indicazioni del Sindaco e dei singoli componenti della Giunta Municipale. Nello stesso termine di cui al presente comma, le linee sono trasmesse a tutti i dirigenti dell’ente.

 

9.         Entro ulteriori cinque giorni, le linee di cui al precedente comma sono partecipate e discusse in sede di conferenza di servizio dei dirigenti, riunita su disposizione del Direttore Generale. Tenuto conto di quanto emerso nel corso della seduta, il Direttore Generale può chiedere al dirigente della struttura di controllo di apportare entro il termine di due giorni i correttivi ritenuti opportuni. Entro tale ulteriore termine o immediatamente qualora non ricorra la superiore esigenza, il dirigente del servizio di controllo interno rimette il documento contenente le linee guida, sottoscritto da tutti i dirigenti, al Direttore Generale, che, nella propria autonomia adotta il piano dettagliato degli obbiettivi comunicandolo al Sindaco, alla Giunta Municipale e a tutti i dirigenti dell’ente. Contestualmente, la Giunta Municipale prende atto con propria deliberazione del documento contenente le linee guida dell’attività del servizio di controllo interno.

 

10.            Nell’adempimento delle sue funzioni, e in coerenza con le linee guida di cui ai precedenti commi, il servizio di controllo interno ha piena autonomia operativa, in particolare nell’accesso a tutte le informazioni e i dati necessari la cui acquisizione è immediata e senza formalità. Il servizio chiede e ottiene la collaborazione di tutti i dirigenti delle strutture, i quali possono sottoporre all’attenzione della struttura i problemi insorti per chiederne la consulenza ai fini dell’introduzione di particolari correzioni in corso d’opera. In ogni caso i dirigenti hanno il preciso obbligo di informare immediatamente il servizio e il Direttore Generale circa l’insorgenza di crisi gestionali anche in relazione a problematiche specifiche.

 

11.       Il servizio di controllo interno predispone, nei termini di cui al vigente regolamento di contabilità, e comunque almeno semestralmente, entro i venti giorni successivi alla chiusura di ciascun semestre, un report, che trasmette ai dirigenti interessati, al Sindaco e al Direttore Generale. Il report indica i dati emersi e le idonee proposte per razionalizzare e ottimizzare la gestione o per far fronte a problemi insorti. Entro 10 giorni dalla trasmissione del report ciascuno dei dirigenti trasmette al Direttore Generale una relazione che deve ricostruire – partendo dai dati contenuti nel report - la propria attività e i propri risultati. In tale relazione ciascuno dei dirigenti è tenuto a rapportarsi in modo particolareggiato a ciascuno dei parametri di cui al precedente comma 5 chiarendo se del caso le ragioni di criticità riscontrate in corso d’opera che possano influire sul pieno conseguimento degli obiettivi demandati con il piano dettagliato. Contestualmente alla relazione di che trattasi ciascuno dei dirigenti può anche trasmettere ulteriore documentazione e chiedere un incontro al Direttore Generale. Il report di cui al presente comma è in ogni caso discusso e interiorizzato in sede di conferenza di servizio dei dirigenti, riunita su disposizione del Direttore Generale. Le conclusioni finali del controllo di gestione di cui alla lettera c) del precedente comma 5 sono contenute in un report finale, che deve evidenziare le cause del mancato o parziale conseguimento degli obbiettivi contenuti nel piano dettagliato o di scostamento dai parametri o indici di riferimento, proporre gli adjustments necessari e segnalare altresì, le irregolarità eventualmente riscontrate. Tale report contiene l’indice di produttività del lavoro per dipendenti presenti nelle varie strutture, con riferimento ai tempi standard delle operazioni amministrative, atti e attività e al grado di copertura del servizio reso in rapporto alla domanda espressa o potenziale. Detto report è trasmesso a tutti i dirigenti, ai soggetti indicati nel regolamento comunale di contabilità e al Direttore Generale, nella qualità di presidente del nucleo di valutazione entro e non oltre sessanta giorni successivi alla chiusura dell’esercizio finanziario. In detto report, il servizio di controllo interno opera le segnalazioni di cui al vigente regolamento comunale di contabilità. La Giunta Municipale tiene conto dei risultati del controllo di gestione nella relazione illustrativa da trasmettere al Consiglio comunale contestualmente al rendiconto e di cui al predetto regolamento di contabilità. Il collegio dei revisori assume gli adempimenti di cui al suddetto regolamento.

 

Art. 57

Nucleo di valutazione

 

1.            L’adeguatezza delle scelte compiute e la misurazione delle prestazioni del personale di cui alle lettere c) e d) del comma 2 del precedente articolo 54 sono poste in essere mediante uno specifico organo denominato nucleo di valutazione, composto dal Direttore Generale, che lo presiede o, qualora non nominato, dal Segretario Generale, e da un soggetto anche esterno alla struttura, scelto tra esperti in discipline giuridiche, economiche e organizzative con particolare riferimento al controllo e alle tecniche di valutazione.  Nel caso in cui il Direttore Generale non coincida con il Segretario Generale, il Sindaco può designare quest’ultimo membro del Nucleo.

 

2.   Il soggetto esterno di cui al precedente comma è nominato dal Sindaco ai sensi dell’art. 4 L. R. n. 32/94, dura in carica per la durata del mandato del Sindaco e cessa automaticamente dalle funzioni alla scadenza del mandato. Il compenso da corrispondergli è quello previsto per i revisori dei conti degli enti locali dall’art. 1, comma 1, del D. del 25.09.97 del ministero dell’interno, nella misura massima indicata nell’allegata tabella a), escluse le maggiorazioni previste alle lettere a) e b) del citato comma, fatti salvi i successivi aggiornamenti. Quanto dovuto è liquidato semestralmente.

 

3.         Il nucleo è in primo luogo deputato al controllo strategico, inteso quale valutazione dell’adeguatezza delle scelte compiute in sede di attuazione degli strumenti di programmazione in termini di rapporto tra risultati conseguiti e obbiettivi predefiniti. Il compito del nucleo è quindi sia quello di supportare l’attività di programmazione strategica e di indirizzo politico – amministrativo dello organo politico, sia quello di compiere a posteriori un’analisi circa il grado di raggiungimento dei risultati rispetto agli obbiettivi e ai bisogni reali dell’utenza.

 

4.         L’attività di controllo strategico di cui al comma precedente consiste: a) nell’analisi della conseguenza e/o degli eventuali scostamenti tra: a1) le missioni affidate dalle norme; a2) gli obbiettivi operativi prescelti; a3) le scelte operative effettuate; a4) le risorse umane, finanziarie e materiali assegnate; b) nell’identificazione: b1) degli eventuali fattori ostativi; b2) delle eventuali responsabilità per la mancata o parziale attuazione; b3) dei possibili rimedi. Il nucleo riferisce direttamente al Sindaco. 

 

5.         Oltre alle finalità di cui ai commi 3 e seguenti del presente articolo, il nucleo è deputato alla valutazione delle prestazioni dei dipendenti dell’area delle posizioni organizzative cui siano state attribuite dal Sindaco funzioni dirigenziali di strutture di massima dimensione dell’ente, secondo quanto sarà stabilito in sede di contrattazione.

 

6.         Il nucleo è altresì competente per la valutazione, ai fini dell’istituto della progressione economica orizzontale, dei dipendenti di categoria “D” cui non siano stati attribuiti dal Sindaco incarichi dirigenziali di strutture di massima dimensione.

 

Art. 58

Modalità e criteri per l’attribuzione ai dirigenti della retribuzione di posizione

 

1.         La retribuzione di posizione è attribuita ai dirigenti delle strutture di massima dimensione sulla base di criteri predeterminati, e attiene alla complessità e alle caratteristiche della prestazione, mentre la retribuzione di risultato è ancorata ai risultati della prestazione.

 

2.         La retribuzione di posizione è attribuita ai dirigenti delle strutture di cui al precedente comma 1 successivamente all’attribuzione ai medesimi degli incarichi dirigenziali da parte del Sindaco e all’assegnazione agli stessi delle risorse umane e finanziarie attuata con i PEG.

 

3.         La misura della retribuzione di posizione sarà stabilita annualmente dalla Giunta Municipale con apposito atto deliberativo, sentito il Direttore Generale, ove nominato, i dirigenti delle strutture, la R.S.U. e le OO. SS. Territoriali per la pesatura delle posizioni organizzative.

 

4.         La deliberazione terrà conto delle disponibilità del bilancio e dei criteri predeterminati per individuare i differenti carichi di lavoro.

 

5.         Con la stessa deliberazione sarà riconosciuta una adeguata maggiorazione ai dirigenti di strutture di massima dimensione, nominati dal Sindaco coordinatori di area.

 

Art. 59

Modalità e criteri per l’attribuzione ai dirigenti della retribuzione di risultato

 

1.         Oltre alla retribuzione di posizione di cui al precedente art. 59 a ciascuno dei dirigenti delle strutture di massima dimensione può spettare una retribuzione di risultato oscillante dal 10 per cento al 25 per cento della retribuzione di posizione.

 

2.         La retribuzione di cui al presente articolo non è in ogni caso ulteriormente maggiorabile né duplicabile. Pertanto, i dirigenti non hanno diritto ad alcuna maggiorazione della stessa nel caso in cui siano stati incaricati dal Sindaco dirigenti di più strutture di massima dimensione o supplenti o reggenti di più strutture dello stesso tipo anche se abbiano esercitato tali funzioni per l’intero anno. Nel caso, tuttavia, in cui le funzioni di cui al precedente periodo si siano protratte per almeno 150 giornate lavorative annue pur se non consecutive gli interessati hanno diritto alla corresponsione della retribuzione di risultato determinata nella misura del rendimento più favorevole che abbiano ottenuto in una delle strutture loro assegnate o da essi rette, fermo restando che, qualora il risultato migliore sia stato registrato in altra struttura rispetto a quella in relazione alla quale è stata ad essi riconosciuta la retribuzione di posizione ai sensi del precedente articolo, la retribuzione di risultato sarà comunque determinata in relazione all’importo della superiore retribuzione di posizione.

 

3.         La retribuzione di risultato di cui al presente articolo è attribuita con atto del Sindaco su proposta del nucleo di valutazione ai sensi del comma 5 dell’art. 58, esame che è definito con cadenza annuale entro i 30 giorni decorrenti dall’acquisizione da parte del nucleo di valutazione del report finale di cui al comma 11 del precedente art. 57.

 

4.            L’esame di cui al precedente comma 3 è condotto dal nucleo di valutazione rapportando le conclusioni del report di cui al precedente articolo ai parametri (con relativi punteggi) che saranno individuati in sede di contrattazione in concomitanza con l’inizio della gestione annuale.  In sede di contrattazione sono altresì determinate le soglie di corrispondenza tra i punteggi da ciascuno riportati e le misure di corresponsione della retribuzione di risultato.

 

5.         Qualora il dirigente interessato non abbia potuto iniziare o concludere per assenza o impedimento non riconducibile a dolo o colpa l’incarico conferitogli, egli ha comunque diritto alla parte di retribuzione di risultato proporzionale al periodo in cui l’incarico si è protratto. In tal caso, l’esame, condotto secondo il sistema di cui al precedente comma, sarà fondato sui report corrispondenti ai periodi di esercizio delle funzioni.

 

6.         Entro il termine perentorio di 5 giorni decorrenti dalla acquisizione del report finale di cui al comma 11 del precedente art. 57 ciascuno dei dirigenti trasmette al nucleo una propria analitica relazione che deve ricostruire – partendo dai dati contenuti nel report - la propria attività e i propri risultati. In tale relazione ciascuno dei dirigenti è tenuto a rapportarsi in modo particolareggiato a ciascuno dei parametri di cui al precedente comma 4 e a chiarire, se del caso, le ragioni che non abbiano consentito il pieno conseguimento degli obiettivi demandati con il piano dettagliato e a dimostrare che gli ipotetici gaps non siano dipesi da una condotta non diligente. Inoltre, contestualmente alla relazione di che trattasi, ciascuno dei dirigenti può trasmettere ulteriore documentazione e a chiedere un incontro al nucleo, che è tenuto immediatamente. Dopo tale incontro, il nucleo procede agli adempimenti di cui al superiore comma 5.

 

7.         Il Sindaco acquisita la proposta del Direttore Generale determina in conformità a detta proposta le retribuzione e procede all’adozione dei consequenziali atti di attuazione.

 

Capo XI

Disposizioni transitorie e finali

 

Art. 60

Modifiche al Regolamento

 

1.     Le modifiche al presente Regolamento sono deliberate dalla Giunta acquisito il parere del Direttore generale, qualora esista, o del Segretario generale.

 

 

Art. 61

Abrogazioni

 

1.   E’ abrogata ogni disposizione contenuta in altri regolamenti comunali contrastante con il presente Regolamento.

 

Art. 62

Jus Superveniens

 

1.    Qualora, a seguito di variazioni legislative, intervengano, mutamenti nella competenza degli organi di cui al presente regolamento, le stesse, nelle more dell’aggiornamento, operano automaticamente.

 

2.    Per quanto non espressamente previsto nel presente regolamento, o per quanto eventualmente previsto in modo difforme dalle norme di legge regolanti la materia anche se emanate successivamente all’entrata in vigore del presente regolamento, tali norme di legge si applicano automaticamente.

 

Art. 63

Entrata in vigore

 

1.   Il presente Regolamento entra in vigore dopo la ripubblicazione all’Albo Pretorio del Comune.