.UFFICIO TRIBUTI

 

REGOLAMENTO

PER LA DISCIPLINA

DELLE ENTRATE TRIBUTARIE

 

APPROVATO CON DELIBERA DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 50 DEL 31.03.2000

PUBBLICATO ALL’ALBO PRETORIO DAL 14.05.2000 AL 28.05.2000____

RISCONTRATA LA LEGITTIMITA' DAL CO. RE. CO. - SEZIONE CENTRALE DI PALERMO NELLA SEDUTA DELL’8.06.2000 PROT. NN. 3621/3368

RIPUBBLICATO ALL'ALBO PRETORIO DAL 23.06.2000 ALL’8.07.2000

ENTRATO IN VIGORE IL 9.07.2000

 

INDICE

 

TITOLO I

DISPOSIZIONI PRELIMINARI

 

Art. 1 - Oggetto e scopo del regolamento.

 

TITOLO II

ACCERTAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE

 

CAPO I - GESTIONE DELLE ENTRATE

Art. 2 - Forme di gestione.

Art. 3 - Funzionario responsabile del tributo.

CAPO II - DENUNCE E CONTROLLI

Art. 4 - Dichiarazione tributaria

Art. 5 - Attività di controllo

Art. 6 - Interrelazioni tra servizi ed uffici comunali

Art. 7 - Rapporti con il contribuente

 

CAPO III - PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO

Art. 8 - Attività di liquidazione ed accertamento.

Art. 9 - Contenzioso tributario.

 

TITOLO III

RISCOSSIONE

Art.10 - Riscossione

Art.11 - Dilazione dei versamenti e applicazione degli interessi per la riscossione e rimborso dei tributi arretrati.

Art.12 - Limiti di esenzione per i versamenti e rimborsi.

 

TITOLO IV

STRUMENTI DEFLATTIVI

 

CAPO I - AUTOTUTELA

Art.13 - Potere di esercizio dell’autotutela.

Art.14 - Competenza all’esercizio del potere di autotutela.

Art.15 - Richieste di annullamento.

Art.16 - Ipotesi di annullamento dell’atto amministrativo.

Art.17 - Ipotesi di revoca dell’atto amministrativo.

Art.18 - Criteri di priorità.

Art.19 - Conclusione del procedimento di riesame.

 

CAPO II - ACCERTAMENTO CON ADESIONE

Art.20 - Principi generali.

Art.21 - Ambito di applicazione dell’istituto dell’accertamento con adesione.

Art.22 - Competenze.

Art.23 - Attivazione del procedimento per la definizione.

Art.24 - Procedimento di iniziativa dell’ufficio.

Art.25 - Procedimento ad iniziativa del contribuente.

Art.26 - Invito a comparire per definire l’accertamento.

Art.27 - Atto di accertamento con adesione.

Art.28 - Modalità di pagamento delle somme oggetto di definizione.

Art.29 - Perfezionamento della definizione.

Art.30 - Effetti della definizione.

Art.31 - Riduzione della sanzione.

 

TITOLO V

DISPOSIZIONI FINALI

Art.32 - Decorrenza e validità.

 

 

TITOLO I - - DISPOSIZIONI PRELIMINARI -

 

Art.1 - Oggetto e scopo del regolamento.

 

1. Il presente Regolamento, adottato in esecuzione delle disposizioni dell’art. 52 del D.Lgs. 15 Dicembre 1997, n° 446, disciplina in via generale le entrate tributarie nel rispetto delle esigenze di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti, con obiettivi di equità, efficacia, economicità e trasparenza nell’attività amministrativa.

2. In particolare le disposizioni del Regolamento sono volte a disciplinare le attività di liquidazione, di accertamento, di riscossione, di contenzioso, a specificare le procedure, le competenze degli uffici e le forme di gestione comuni a tutte le entrate tributarie.

3. Non sono oggetto di disciplina regolamentare l’individuazione e definizione delle fattispecie imponibili, dei soggetti passivi e i limiti massimi e minimi dei singoli tributi, applicandosi le pertinenti disposizioni legislative.

4. Il reperimento delle risorse tributarie è finalizzato a concorrere al raggiungimento dell’equilibrio economico di bilancio del Comune.

 

TITOLO II - - ACCERTAMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE -

 

CAPO I - GESTIONE DELLE ENTRATE

 

Art.2 - Forma di gestione

 

1. Con propria deliberazione il Consiglio Comunale può stabilire forme di gestione di ciascun tributo, diverse da quella diretta, in conformità a quanto disposto dall’art. 52, comma 5, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n° 446.

2. Non necessita alcuna deliberazione qualora il Comune intenda gestire il tributo direttamente.

3. La forma di gestione prescelta per le entrate tributarie deve rispondere a criteri di maggiore economicità, funzionalità, regolarità, efficienza e fruizione per i cittadini, in condizioni di eguaglianza.

4. E’ consentito affidare, mediante convenzione, a soggetti, privati o pubblici, anche diversi da quelli indicati nell’art. 52, comma 5 lettera b), del D.Lgs. n.446/97 ovvero non iscritti nell’albo istituito dall’art. 53 del citato decreto legislativo, l’attività istruttoria, di ricerca e di rilevazione, propedeutiche all’accertamento. Deve comunque darsi atto della capacità tecnica, finanziaria e morale dell’assegnatario, e la convenzione o capitolato deve indicare i criteri e le modalità di come deve essere effettuata l’attività suddetta, le misure che l’Ente intende adottare a salvaguardia dei propri interessi, nonché i requisiti di capacità ed affidabilità del personale che il contraente intende impiegare.

5. E’ esclusa ogni partecipazione diretta degli amministratori del Comune e loro parenti o affini entro il quarto grado, negli organi di gestione delle aziende nonché delle società miste costituite o partecipate.

 

Art. 3 - Funzionario responsabile del tributo.

 

1. L’Ente, con apposito provvedimento, per ogni tributo designa un funzionario responsabile al quale conferisce i poteri e le funzioni per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale attinente il tributo stesso.

Il funzionario responsabile è scelto sulla base della qualifica ed esperienza professionale, capacità ed attitudine, titolo di studio.

2. In particolare il funzionario responsabile cura:

a) tutte le attività inerenti la gestione del tributo (organizzazione degli uffici, ricezione delle denuncie, riscossioni, informazioni ai contribuenti, controllo, liquidazione, accertamento, applicazione delle sanzioni tributarie);

b) sottoscrive le richieste, gli avvisi anche di accertamento, i provvedimenti e ogni altro atto gestionale che impegna l’Ente verso l’esterno;

c) sottoscrive i ruoli di riscossione anche coattiva;

d) dispone i rimborsi;

e) cura il contenzioso tributario in tutte le sue fasi;

f) all’occorrenza, esercita il potere di autotutela, così come disciplinato dal capo I del titolo IV e provvede a compiere gli atti riguardanti l’accertamento con adesione di cui al capo II dello stesso titolo IV;

g) in caso di gestione del tributo affidata a terzi, verifica e controlla periodicamente l’attività svolta dall’affidatario, con particolare riguardo al rispetto dei tempi e delle modalità stabiliti nel capitolato d’appalto;

h) compie ogni altra attività comunque disposta dalla legge e dai regolamenti relativamente alla gestione di ciascun tributo.

 

CAPO II - DENUNCE E CONTROLLI

 

Art.4 - Dichiarazione tributaria.

 

1. Il soggetto passivo del tributo o chi ne ha la rappresentanza legale o negoziale, se non diversamente disposto, deve presentare la dichiarazione relativa al tributo medesimo entro i termini e nelle modalità stabiliti dalla legge o regolamento.

2. In caso di presentazione di dichiarazione priva della sottoscrizione, il funzionario responsabile invita il soggetto interessato a provvedere alla sottoscrizione entro trenta giorni dal ricevimento dell’invito, avvertendolo che il mancato adempimento nel termine predetto rende inesistente la dichiarazione a tutti gli effetti, anche sanzionatori.

3. Il potere di regolarizzare con la sottoscrizione la dichiarazione di soggetto diverso dalla persona fisica spetta al rappresentante legale o negoziale o, in mancanza, a chi ne ha l’amministrazione anche di fatto, in carica al momento della regolarizzazione.

 

Art. 5 - Attività di controllo.

 

1. La Giunta comunale, ove ciò sia ritenuto opportuno, può indirizzare l’attività di controllo ed accertamento di ciascun tributo sulla base di criteri selettivi, fatto salvo quanto espressamente disposto, in materia di ICI, nell’apposito Regolamento.

2. In ogni caso il programma annuale dell’attività di controllo deve tenere conto delle scadenze di legge, nonché della capacità operativa dell’ufficio tributario, in relazione alla potenzialità della struttura organizzativa.

3. Nell’ambito dell’attività di controllo l’ufficio può invitare il cittadino a fornire chiarimenti, produrre documenti, fornire risposte a quesiti o questionari.

5. Ai fini del potenziamento dell’ufficio tributario del Comune e per incentivare l’attività, verranno attribuiti compensi incentivanti al personale addetto all’ufficio medesimo, rapportati ai risultati raggiunti con l’azione di controllo e all’ammontare dell’evasione recuperata. In particolare modo le somme da ripartire come compensi incentivanti verranno prelevate dal fondo costituito ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett.p) del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n.446, e di cui all’art. 8 del Regolamento per la disciplina dell’imposta comunale sugli immobili, e saranno pari al 5% del valore complessivo delle maggiori imposte accertate a seguito dell’emissione di avvisi di accertamento che si sono resi definitivi. Con specifico riferimento all’attività di accertamento relativa all’imposta comunale sugli immobili si rimanda all’apposito regolamento.

6. La liquidazione dei compensi incentivanti a favore del personale che ha partecipato all’attività di accertamento sarà disposta dal responsabile del servizio finanziario cui appartiene l’ufficio tributi, sulla base di apposita relazione predisposta dal funzionario responsabile di ciascun tributo entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello in cui si è svolta l’attività. Nella relazione saranno riportati i dati relativi all’attività di controllo ed accertamento effettuata, l’ammontare della maggiore imposta accertata ed i criteri di ripartizione dei compensi tra i dipendenti che hanno partecipato all’attività di accertamento.

 

Art. 6 - Interrelazioni tra servizi ed uffici comunali.

 

1. Gli uffici comunali sono tenuti a fornire, nel rispetto dei tempi e dei modi prestabiliti, copie di atti, informazioni e dati richiesti dall’ufficio tributi nell’esercizio dell’attività di accertamento tributario. Dell’eventuale persistente mancato adempimento il funzionario responsabile informa il Segretario ed il Sindaco, i quali, ciascuno per la propria competenza, adottano i necessari provvedimenti amministrativi e, all’occorrenza, disciplinari.

2. In particolare, gli uffici incaricati del procedimento di rilascio di autorizzazione per la occupazione di aree pubbliche o per la installazione di mezzi pubblicitari e, comunque di ogni altro atto che possa avere rilevanza ai fini fiscali, nonché i soggetti, privati e pubblici, che gestiscono i servizi comunali, sono tenuti a darne comunicazione sistematica all’ufficio tributi, con modalità da concordare.

 

Art.7 - Rapporti con il contribuente.

 

1. I rapporti con i cittadini devono essere informati a criteri di collaborazione, semplificazione, trasparenza, pubblicità.

2. Vengono ampiamente resi pubblici le tariffe, le aliquote, le modalità di computo e gli adempimenti posti a carico dei cittadini.

3. Presso gli uffici competenti vengono fornite tutte le informazioni necessarie ed utili con riferimento ai tributi e alle imposte applicate, al fine di facilitare i cittadini negli adempimenti di legge.

 

CAPO III - PROCEDIMENTO DI ACCERTAMENTO

 

Art. 8 - Attività di liquidazione ed accertamento.

 

1. L’attività di liquidazione ed accertamento delle entrate tributarie è svolta dal Comune, a mezzo dei funzionari all’uopo incaricati, nel rispetto dei termini di decadenza o di prescrizione indicati nelle norme che disciplinano i singoli tributi.

2. Il provvedimento di liquidazione e di accertamento è formulato secondo le specifiche previsioni di legge.

3. La comunicazione degli avvisi e degli atti, che per legge devono essere notificati al contribuente, può essere effettuata anche direttamente dall’ufficio comunale a mezzo posta, con invio di raccomandata con ricevuta di ritorno.

4. Qualora la compilazione dell’avviso di accertamento o di altri atti da comunicare al contribuente sia effettuata mediante strumenti informatici o automatizzati, la firma autografa o la sottoscrizione comunque prevista è sostituita dal nominativo del funzionario responsabile stampato sull’atto medesimo. Ciò integra e sostituisce, ad ogni effetto di legge, anche l’apposizione di sigilli, timbri e simili comunque previsti.

5. In caso di affidamento in concessione della gestione dell’entrata, l’attività di liquidazione ed accertamento deve essere effettuata dal concessionario, con le modalità stabilite dalla legge, dai regolamenti comunali, dal disciplinare della concessione.

 

Art. 9 - Contenzioso tributario.

 

1. Legittimato a stare in giudizio nel processo tributario è il Sindaco, quale rappresentante dell’Ente e previa autorizzazione della Giunta Municipale; a tale scopo il Sindaco può delegare il funzionario responsabile del tributo. Il delegato rappresenta l’Ente nel procedimento.

2. Ove necessario, la difesa in giudizio può essere affidata anche a professionisti esterni all’Ente.

 

TITOLO III - - RISCOSSIONE -

 

Art. 10 - Riscossione.

 

1. Se non diversamente previsto dalla legge, la riscossione delle entrate può essere effettuata tramite il Concessionario del servizio di riscossione tributi, la Tesoreria comunale, mediante c/c postale intestato alla medesima, ovvero tramite banche ed istituti di credito convenzionati.

2. La riscossione coattiva dei tributi avviene secondo la procedura di cui al D.P.R. 29.09.1973, n.602 e successive modifiche ed integrazioni, se affidata ai Concessionari del Servizio di riscossione, ovvero con quella indicata dal R.D. 14.04.1910, n. 639, se svolta direttamente o affidata ad altri soggetti.

 

Art. 11 - Dilazione dei versamenti e applicazione degli interessi per la riscossione e rimborso dei tributi arretrati.

 

1. Il versamento delle somme relative a tributi arretrati e conseguenti all’emissione di avvisi di accertamento, di importo superiore a cinquecentomila lire e fino a tre milioni, può essere effettuato, su richiesta del contribuente, in rate bimestrali di pari importo, fino ad un massimo di cinque rate. Se le somme dovute superano l’importo di tre milioni, la rateizzazione può estendersi fino ad un massimo di dieci rate bimestrali.

2. L’istanza di rateizzazione deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine per la proposizione del ricorso avverso l’avviso di accertamento. Entro sessanta giorni dovrà essere versato l’importo della prima rata. Sull’importo delle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso legale calcolati dalla data di versamento della prima rata.

3. Entro dieci giorni dal versamento della prima rata il contribuente dovrà far pervenire all’ufficio la quietanza dell’avvenuto pagamento. In caso di mancato pagamento anche di una sola rata, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateizzazione e deve provvedere al pagamento del debito residuo entro trenta giorni dalla scadenza della rata non adempiuta.

4. Relativamente alla Tassa sui rifiuti solidi urbani l’ufficio, su richiesta del contribuente, può consentire, nelle ipotesi di

temporanea situazione di obiettiva difficoltà dello stesso, la

ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo fino a un

massimo di otto rate bimestrali la richiesta di rateizzazione deve

essere presentata, a pena di decadenza, prima dell'inizio della

procedura esecutiva. In caso di mancato pagamento della prima rata o,

successivamente di due rate,:

 

a)il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateizzazione;

 

b)l'intero importo iscritto a ruolo, ancora dovuto, è immediatamente ed

automaticamente riscuotibile in unica soluzione;

 

c)il carico non può essere più rateizzato.

 

5. Ai sensi dell'art. 13, comma 4°, della L. 13.05.1999, n. 133,

gli interessi da applicare alla riscossione e il rimborso di tributi

comunali per periodi di imposta e per i rapporti tributari precedenti a

quelli di entrata in vigore del presente regolamento, sono stabiliti

nelle stesse misure previste in relazione alle imposte erariali e

precisamente:

 

- dal 01/01/93 al 31/12/93: 9% annuo; 4,5% semestrale;

 

- dal 01/01/94 al 31/12/96: 6% annuo; 3,0% semestrale;

 

- dal 01/01/97 in poi : 5% annuo; 2,5% semestrale.

 

Le disposizioni del presente comma si applicano per tutti i

provvedimenti emessi dal giorno successivo all'entrata in vigore del

presente regolamento e sono, in ogni caso, fatti salvi gli effetti dei

provvedimenti emessi in data precedente, ai quali siano stati applicati

gli interessi pre-vigenti, diversi da quelli sopra specificati.

 

Art. 12 - Limiti di esenzione per i versamenti e i rimborsi.

 

1. In considerazione delle attività istruttorie e di accertamento che l’ufficio comunale dovrebbe effettuare per pervenire alla riscossione del tributo nonché degli oneri di riscossione, il versamento del tributo o della sanzione tributaria non è dovuto qualora l’ammontare complessivo non superi lire ventimila.

2. Il limite di esenzione di cui al comma 1 si intende comprensivo anche delle sanzioni e degli interessi gravanti sul tributo.

3. Parimenti, non si procede al rimborso di somme complessivamente di importo fino a lire ventimila.

4. Nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, l’ufficio comunale è esonerato dal compiere i relativi adempimenti e, pertanto, non procede alla notificazione di avvisi di accertamento o alla riscossione anche coattiva e non dà seguito alle istanze di rimborso.

 

TITOLO IV  - - STRUMENTI DEFLATTIVI -

 

CAPO I - AUTOTUTELA

 

Art. 13 - Potere di esercizio dell’autotutela.

 

1. Il Comune nel rispetto dei limiti e delle modalità indicati negli articoli seguenti, anche senza istanza di parte, può procedere:

 

a) all’annullamento, totale o parziale, dei propri atti riconosciuti illegittimi od errati;

 

b) alla revoca d’ufficio di provvedimenti che, per ragioni di opportunità o di convenienza, richiedano un nuovo apprezzamento delle condizioni di fatto o di diritto, che hanno dato luogo alla emanazione del provvedimento medesimo.

 

Art. 14 - Competenza all’esercizio del potere di autotutela.

 

1. La competenza all’esercizio del potere di autotutela spetta a ciascun funzionario designato come responsabile della gestione dei singoli tributi locali.

2. In caso di ingiustificata inerzia da parte del soggetto indicato al precedente comma, il potere di annullamento o di revoca spetta al responsabile della struttura della quale fa parte l’ufficio tributario.

3. Per quanto riguarda l’ICIAP, il potere suddetto spetta al responsabile dell’ufficio preposto alla gestione dell’imposta medesima.

4. Nel caso in cui l’accertamento del tributo è stato affidato ai soggetti di cui al comma 5, lett.b), dell’art.52, del D.L.gs. 15 dicembre 1997, n.446, il potere di annullamento o di revoca dei provvedimenti di accertamento è attribuito al concessionario del Comune.

 

Art. 15 - Richieste di annullamento.

 

1. Le richieste di annullamento devono essere indirizzate all’ufficio del Comune che ha emesso l’atto di cui si chiede l’annullamento.

 

Art. 16 - Ipotesi di annullamento dell’atto amministrativo.

 

1. In ogni caso, il funzionario responsabile può procedere, in tutto o in parte, all’annullamento dell’atto, anche in pendenza di giudizio ed anche nel caso in cui il provvedimento notificato sia già divenuto definitivo, qualora individui uno dei seguenti vizi di legittimità:

a) errore di persona o di soggetto passivo;

b) evidente errore logico;

c) errore sul presupposto dell’imposta e della tassa;

d) doppia imposizione soggettiva per lo stesso oggetto impositivo;

e) prova di pagamenti regolarmente eseguiti;

f) mancanza di documentazione, successivamente sanata entro i termini di decadenza;

g) errore di calcolo nella liquidazione del tributo;

h)sussistenza dei requisiti per la fruizione di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;

i) errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dal funzionario responsabile del tributo.

 

Art. 17 - Ipotesi di revoca dell’atto amministrativo.

 

1. Se l’atto amministrativo non è ancora divenuto definitivo oppure è stato impugnato ed è pendente il relativo giudizio e non sussistono i vizi di cui al precedente articolo per annullarlo, il funzionario responsabile può revocarlo qualora, in presenza di un consolidato indirizzo giurisprudenziale in materia, orientato in modo contrario alle pretese avanzate dal Comune e tale da far presumere la probabile soccombenza dell’Ente, emerga la inopportunità di coltivare la lite.

 

Art. 18 - Criteri di priorità.

 

1. Nell’esercizio della potestà di autotutela, il funzionario responsabile deve dare priorità alle fattispecie che presentano rilevante interesse generale, e, tra di esse, a quelle per le quali è già in atto o sussiste il fondato rischio di un vasto contenzioso.

 

Art. 19 - Conclusione del procedimento di riesame.

 

1. Il procedimento di riesame del provvedimento amministrativo si conclude con l’emissione dell’atto di annullamento o di revoca adeguatamente motivato.

2. Dell’eventuale annullamento o revoca del provvedimento è data comunicazione al contribuente, all’organo giurisdizionale davanti al quale sia eventualmente pendente il relativo contenzioso, e nell’ipotesi di annullamento in via sostitutiva, anche all’ufficio che ha emanato l’atto.

3. Non è consentito l’annullamento o la revoca d’ufficio per i motivi sui quali sia intervenuta sentenza, passata in giudicato, favorevole al Comune.

 

CAPO II - ACCERTAMENTO CON ADESIONE

 

Art. 20 - Principi generali.

 

1. Il Comune, al fine di instaurare un migliore rapporto con i contribuenti, improntato a principi di collaborazione e trasparenza e quale elemento di prevenzione e deflattivo del contenzioso, introduce nel proprio ordinamento l’istituto dell’accertamento con adesione, sulla base dei criteri stabiliti dal D.L.gs. 19 giugno 1997, n.218 e secondo le disposizioni seguenti.

 

Art. 21 - Ambito di applicazione dell’istituto dell’accertamento con adesione.

 

1. L’istituto dell’accertamento con adesione è applicabile esclusivamente per accertamenti dell’ufficio e non si estende agli atti di mera liquidazione dei tributi conseguente all’attività di controllo formale delle dichiarazioni.

2. L’accertamento può essere definito anche con l’adesione di uno solo degli obbligati. La definizione chiesta ed ottenuta da uno degli obbligati, comportando il soddisfacimento dell’obbligo tributario, estingue la relativa obbligazione nei confronti di tutti i coobbligati.

3. Il ricorso all’accertamento con adesione presuppone la presenza di materia concordabile e quindi di elementi suscettibili di apprezzamento valutativo per cui esulano dal campo applicativo dell’istituto le questioni cosiddette “di diritto” e tutte le fattispecie nelle quali l’obbligazione tributaria è determinabile sulla base di elementi certi.

4. In sede di contraddittorio l’ufficio deve compiere un’attenta valutazione del rapporto costo-benefici della operazione tenendo conto della fondatezza degli elementi posti a base dell’accertamento nonché degli oneri e del rischio di soccombenza di un eventuale ricorso.

5. In ogni caso resta fermo il potere-dovere dell’ufficio di rimuovere nell’esercizio dell’autotutela gli atti di accertamento rivelatisi infondati o illegittimi.

 

Art. 22 - Competenze.

 

1. Competente alla definizione degli accertamenti è ciascun funzionario designato come responsabile della gestione dei singoli tributi.

2. Nel caso in cui l’accertamento del tributo oggetto della definizione sia stato affidato ai soggetti di cui al comma 5, lett.b), dell’art.52 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n.446, il potere di definire gli accertamenti è attribuito al concessionario del Comune, che lo esercita secondo i criteri stabiliti dal presente regolamento.

 

Art. 23 - Attivazione del procedimento per la definizione.

 

1. Il procedimento per la definizione può essere attivato:

a) a cura dell’ufficio, prima della notifica dell’avviso di accertamento;

b)su istanza del contribuente, subordinatamente all’avvenuta notifica dell’avviso di accertamento.

 

Art. 24 - Procedimento di iniziativa dell’ufficio.

 

1. L’ufficio, in presenza di situazioni che rendono opportuna l’instaurazione del contraddittorio con il contribuente ad accertamento formato, ma prima della notifica dell’avviso di accertamento, invia al contribuente stesso un invito a comparire, da comunicare con lettera raccomandata o mediante notifica, nel quale sono indicati:

 

a) gli elementi identificativi dell’atto, della eventuale denuncia o dichiarazione cui si riferisce l’accertamento suscettibile di adesione;

 

b) il giorno ed il luogo della comparizione per definire l’accertamento con adesione;

 

c) il responsabile del procedimento o il suo delegato competente alla definizione.

 

2. In presenza di più obbligati, deve essere predisposto un invito per tutti i soggetti obbligati, al fine di consentire ad ognuno di partecipare al contraddittorio e di assumere le proprie autonome decisioni sul caso.

3. Le richieste di chiarimenti., gli inviti ad esibire o trasmettere atti o documenti, l’invio di questionari per acquisire dati e notizie di carattere specifico ecc., che il Comune, ai fini dell’esercizio dell’attività di liquidazione e accertamento, può rivolgere ai contribuenti, non costituiscono invito ai sensi del precedente comma per l’eventuale definizione dell’accertamento con adesione.

4. La partecipazione del contribuente al procedimento, nonostante l’invito, non è obbligatoria e la mancata risposta all’invito stesso non è sanzionabile, così come l’attivazione del procedimento da parte dell’ufficio non riveste carattere di obbligatorietà.

5. La mancata attivazione del procedimento da parte dell’ufficio lascia aperta al contribuente la possibilità di agire di sua iniziativa a seguito della notifica dell’avviso di accertamento, qualora riscontri nello stesso aspetti che possono portare ad un ridimensionamento della pretesa tributaria del Comune.

 

Art. 25 - Procedimento ad iniziativa del contribuente.

 

1. Il contribuente al quale sia stato notificato avviso di accertamento, non proceduto dall’invito di cui all’art.24 del presente regolamento, può formulare, prima dello scadere del termine previsto per l’impugnazione dell’atto innanzi alla Commissione tributaria provinciale, istanza di accertamento con adesione, da prodursi in carta libera a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ovvero con consegna all’ufficio di protocollo generale dell’Ente, indicando il proprio recapito telefonico.

2. L’impugnazione dell’avviso comporta rinuncia all’istanza di definizione.

3. La presentazione dell’istanza, anche da parte di uno solo dei coobbligati, produce l’effetto di sospendere, per un periodo di novanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza, sia i termini per l’impugnazione dell’atto sia quelli per il pagamento del tributo.

4. Entro 15 giorni dalla ricezione dell’istanza di definizione, l’ufficio, anche telefonicamente, formula l’invito a comparire.

 

Art. 26 - Invito a comparire per definire l’accertamento.

 

1. La mancata comparizione del contribuente nel giorno indicato con l’invito, comporta rinuncia alla definizione dell’accertamento con adesione. In tale ipotesi il responsabile del procedimento predispone l’avviso di accertamento e procede alla sua notificazione.

2. Eventuali motivate istanze di differimento, avanzate dal contribuente, in ordine alla data di comparizione indicata nell’invito, saranno prese in considerazione solo se prodotte entro tale data. Il responsabile del procedimento, valutate le ragioni avanzate dal contribuente, ed esaminata altresì l’insussistenza di motivi che possono contrastare con le esigenze di operatività dell’ufficio tributi, può rinviare l’incontro ad altra data. A tal fine invia apposita comunicazione all’interessato nella quale deve essere precisato che non potrà essere concesso alcun altro differimento di data.

3. Delle operazioni compiute, delle comunicazioni effettuate, dell’eventuale mancata comparizione dell’interessato e dell’esito negativo del concordato viene dato atto in succinto verbale da parte del funzionario incaricato del procedimento.

 

Art. 27 - Atto di accertamento con adesione

 

1. A seguito del contraddittorio, ove l’accertamento venga concordato con il contribuente, l’ufficio redige in duplice esemplare atto di accertamento con adesione che va sottoscritto dal contribuente ( o da suo procuratore generale o speciale ) e dal responsabile dell’ufficio o suo delegato.

2. Nell’atto di definizione vanno indicati gli elementi e la motivazione su cui la definizione si fonda, anche con richiamo alla documentazione in atti, nonché la liquidazione delle maggiori imposte, interessi e sanzioni dovute in dipendenza della definizione.

 

Art. 28 - Modalità di pagamento delle somme oggetto di definizione

 

1. Il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione, deve essere eseguito entro 20 giorni dalla redazione dell’atto di definizione, direttamente presso la Tesoreria del Comune o tramite bollettino di c/c postale intestato al Comune.

2. Nel caso in cui l’accertamento del tributo, oggetto della definizione, sia stato affidato, congiuntamente alla riscossione, ai soggetti di cui al comma 5, lett. b, dell’art. 52 del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, il pagamento delle somme deve essere effettuato direttamente al concessionario della riscossione o tramite versamenti in c/c postale intestato allo stesso concessionario.

3. Relativamente alla Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, fino a quando permane la forma di riscossione mediante ruolo, l’ufficio provvede ad iscrivere a ruolo gli importi risultanti dall’atto di accertamento con adesione e la definizione si considera così perfezionata.

4. E’ ammesso, su istanza del contribuente, il pagamento in forma rateale delle somme dovute a seguito dell’atto di adesione alle seguenti condizioni:

a) per importi superiori a cinquecentomila lire e fino a cinque milioni, in rate bimestrali di pari importo, fino ad un massimo di cinque rate;

b) per importi superiori a cinque milioni, la rateizzazione può estendersi fino ad un massimo di dieci rate bimestrali.

5. Nell’ipotesi di pagamento rateizzato l’importo della prima rata deve essere versato nel termine di cui al comma 1). Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al saggio legale calcolati dal giorno successivo a quello di pagamento della prima rata e fino alla scadenza di ciascuna rata.

6. Per il versamento delle somme di cui al comma precedente il contribuente è tenuto a prestare garanzia con le modalità di cui all’art. 38 bis del D.P.R. 26 ottobre 1972, n.633. La garanzia va prestata per l’importo rateizzato, maggiorato degli interessi legali dovuti fino al termine della rateazione, e deve garantire il credito per un anno oltre la scadenza dell’ultima rata. Il mancato pagamento anche di una sola rata autorizza l’Ente ad escutere la garanzia per l’intero debito residuo, previo ricalcolo degli interessi dovuti.

7. Entro 10 giorni dal versamento dell’intero importo o, in caso di pagamento rateizzato, da quello della prima rata, il contribuente deve trasmettere, all’ufficio tributi o, nel solo caso in cui siano stati affidati congiuntamente l’accertamento e la riscossione del tributo, al concessionario, la quietanza dell’avvenuto pagamento e, ove dovuta, la documentazione relativa alla prestazione della garanzia.

8. L’ufficio tributi, acquisiti i documenti di cui al precedente comma, rilascia al contribuente un esemplare dell’atto di accertamento con adesione.

 

Art. 29 - Perfezionamento della definizione.

 

1. La definizione si perfeziona con il versamento delle somme di cui all’art.28 del presente Regolamento, ovvero con il versamento della prima rata unitamente alla prestazione della garanzia dei cui al comma 6 dello stesso art. 28.

 

Art. 30 - Effetti della definizione.

 

1. Il perfezionamento dell’atto di adesione comporta la definizione del rapporto tributario che ha formato oggetto del procedimento. L’accertamento definito con adesione non è pertanto soggetto ad impugnazione, non è integrabile o modificabile da parte dell’ufficio.

2. L’intervenuta definizione non esclude peraltro la possibilità per l’ufficio di procedere ad accertamenti integrativi nel caso che la definizione riguardi accertamenti parziali e nel caso di sopravvenuta conoscenza di nuova materia imponibile sconosciuta alla data del precedente accertamento e non rilevabile né dal contenuto della dichiarazione né dagli atti in possesso alla data medesima.

3. Qualora l’adesione sia conseguente alla notifica dell’avviso di accertamento, questo perde efficacia dal momento del perfezionamento alla definizione.

 

Art. 31 - Riduzione della sanzione.

 

1. A seguito della definizione, le sanzioni per le violazioni che hanno dato luogo all’accertamento si applicano nella misura di un quarto del minimo previsto dalla legge.

2. Per le violazioni collegate al tributo richiesto con l’avviso di accertamento, le sanzioni irrogate sono ridotte ad un quarto se il contribuente non proponga ricorso contro tale atto e non formuli istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare entro il termine per la proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione. Di detta possibilità di riduzione viene reso edotto il contribuente apponendo la relativa avvertenza in calce agli avvisi di accertamento. Relativamente alla Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani, fino a quando permane la forma di riscossione mediante ruolo, le somme complessivamente dovute, saranno iscritte a ruolo.

3. Le sanzioni scaturenti dall’attività di liquidazione del tributo sulla base dei dati indicati nella dichiarazione o denuncia, nonché quelle che conseguono a violazione formale e concernenti la mancata, incompleta o non veritiera risposta a richieste formulate dall’ufficio sono parimenti escluse dall’anzidetta riduzione.

 

TITOLO V - - DISPOSIZIONI FINALI -

 

Art. 32 - Decorrenza e validità.

 

1. Per quanto non previsto nel presente regolamento si applicano le disposizioni di legge vigenti.

2. Le disposizioni del presente regolamento hanno efficacia dall’1.01.2000.

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

(Prof. Antonio Arena)

 

IL CONSIGLIERE ANZIANO           IL SEGRETARIO GENERALE REGG.

     (Geom. Alfio Virgolini)                            (Dott. Francesco Crisafi)