Violenta esplosione sull'Etna: 32 feriti

CATANIA - Il Dipartimento della Protezione civile ha reso noto che le persone rimaste ferite nell'esplosione avvenuta nella tarda serata di ieri nella zona del rifugio Sapienza, a quota 1.900 sul versante meridionale dell' Etna, sono complessivamente trentadue. Solo tre, però, sono le persone tuttora ricoverate, mentre tutti gli altri sono stati medicati e poi dimessi.

Al centro di primo soccorso medico di Piana Bottero sono stati portati 23 feriti per ustioni, escoriazioni o lacerazioni. Si tratta di due carabinieri, due vigili del fuoco, una guardia giurata, due volontari, il presidente del Cai locale, un assessore comunale di Nicolosi e dieci civili.

Sempre secondo quanto riferisce la Protezione civile, le cause esatte dell'esplosione non sono state ancora chiarite con precisione e sono in corso accertamenti tecnici.

L'esplosione ha devastato una struttura turistica del Rifugio Sapienza. Il boato, avvertito anche a Nicolosi, è stato registrato intorno alle 23.30. Per diverse decine di minuti si è creduto che sull'Etna, a quota 1900, si fosse aperta una bocca nuova con l'emissione di lava. In realtà l'esplosione è legata, al contatto di lava incandescente, ad oltre 900 gradi centigradi, con materiale infiammabile. Delle bombole di gas, era stato ipotizzato in un primo momento, poi è stata avanzata la tesi di un deposito d'acqua, infine quella di un trasformatore ad olio che non sarebbe stato svuotato. L'unica certezza, come hanno ricostruito la guardia forestale ed i vigili del fuoco, è che non ci sono nuovi crateri a bassa quota.

L'esplosione è stata violentissima, riferiscono dei testimoni. Lo spostamento d'aria è stato notevole, tanto da avere fatto cadere anche una signora che si trovava ad 800 metri dall'accaduto, procurandole una frattura alla gamba. Una discreta quantità di lava è stata lanciata in aria ed è poi ricaduta nel piazzale del Rifugio Sapienza incendiando anche delle vetture. Si sono registrati momenti di panico, con un fuggi fuggi generale: alcune persone sono cadute proprio mentre correvano, procurandosi fratture e lesioni. ( da www.lasicilia.it )