IL TERREMOTO NO

La terra trema per altre tre volte nella notte, per gli abitanti nuova paura. Nella zona del vulcano quasi nessuno ha dormito in casa. La lava rallenta, ma continua a piovere cenere su Catania e provincia.
La furia del vulcano rallenta, almeno per qualche ora, ma Catania non ha dormito sonni tranquilli: il terremoto infatti non ha concesso alcuna tregua. Nella notte si sono registrate altre tre scosse sismiche, seppure di intensità minore di quelle che ieri hanno lasciato senza tetto parecchie centinaia di persone nella zona di Santa Venerina, incluso il sindaco del paese . Per facilitare gli interventi intanto, il governo ieri ha dichiarato lo stato d'emergenza.
I sismologi, precisando che l’eruzione e il terremoto sono fenomeni non collegati, parlano di scosse di assestamenti rispetto al movimento tellurico di ieri: il primo evento, di magnitudo 2.9, è stato registrato all'una, seguito, alle 3 e 16 da un terremoto di energia 2.0 e da una scossa di magnitudo 2.3 alle 3 e 20. L'epicentro è stato localizzato nella zona a nord di Zafferana Etnea. Le scosse, definite di media intensità, non hanno provocato danni a cose e persone. Alle pendici dell’Etna del resto, il nuovo sisma non ha trovato gli abitanti nel proprio letto. In molti infatti hanno trascorso la notte in auto, dopo la grande paura di ieri. A Santa Venerina c’è anche chi, pur non essendo stato sfollato, ha preferito trascorrere la notte da parenti o nella tendopoli della Protezione civile, allestita nel campo sportivo della frazione di Linera: ieri sera sono stati cucinati tre mila pasti caldi.

Nel frattempo il vulcano ha concesso una tregua. La lava quasi dappertutto ha rallentato o arrestato la sua marcia. Dai crateri aperti nel versante Sud, sotto la Torre del Filosofo, c'è ancora attività stromboliana. Proseguono le “fontane di lava”, ma la colata dopo avere percorso circa un chilometro è ferma e resta confinata in una zona desertica. A Nord-Est, sopra Piano Provenzana, l’area della “bottoniera” ha continuato l’attività esplosiva ma il fronte lavico di contrada Pitarrone è quasi immobile, mentre a Piano Pernicana cammina più lentamente. Nessuna sosta, invece, per l'attività di emissione di cenere dai crateri sommitali dell'Etna: la cenere continua a cadere su Catania e provincia. Secondo gli esperti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania in compenso, si registra una “stabilizzazione del tremore vulcanico che, pur rimanendo su valori medio-alti, da 36 ore non ha fluttuazioni di rilievo”.

Fonte: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,157599,00.html