L'Etna non concede tregua

NICOLOSI - Non conosce sosta l'attività dell' Etna. Il vulcano non concede tregue, limitandosi a cambiare con assidua frequenza il quadro eruttivo. Ecco i nuovi scenari: è tornata la lava. Sono due le colate presenti sul versante meridionale dell' Etna alla base del cratere di quota 2.750 metri: una si dirige in direzione sud-est, ma è ferma. E' scarsamente alimentata e il suo cammino si è bloccato ai piedi del cono di quota 2.550 metri, in località Pian del Lago. Di diverso spessore, invece il secondo flusso: bene alimentato si dirige verso sud, in direzione del Rifugio Sapienza, ed ha raggiunto quota 2.480 metri sovrapponendosi in parte ai bracci precedenti. Quest'ultima è una colata a lenzuolo, con la lava che si espande lateralmente creando un fronte molto ampio.

Una caratteristica che, nonostante la buona alimentazione alla bocca, ne rallenta il cammino e confina il braccio in zone ancora alte del cratere, lontane dalle strutture turiste del Rifugio Sapienza e lontanissime dai centri abitati.«I paesi e le persone - spiega Sonia Calvari, vulcanologa dell' Ingv di Catania - non corrono alcun rischio: le nostre simulazioni ci dicono che la lunghezza complessiva della colata non dovrebbe superare i quattro chilometri di lunghezza».

Sulla dinamica dell' eruzione, che prosegue senza sosta dal 27 ottobre scorso, l' esperta rileva che «ricorda quella del 1763, che portò alla creazione della Montagnola: per quattro mesi ci fu un' intensa attività esplosiva con numerose fasi effusive da fratture che si aprivano alla base del cratere». La nuova emissione di lava non ha sorpreso gli esperti dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. «I segnali che arrivavano dal vulcano - ricorda Sonia Calvari - erano evidenti e la cosa più importante è che ancora il sistema è carico di energia: questo vuol dire che l' eruzione non finirà in tempi brevi». I sintomi di una probabile nuova fase effusiva erano stati rilevati tre giorni fa quando il quadro eruttivo sul vulcano era improvvisamente cambiato con la scomparsa delle fontane di lava e dell' emissione di cenere dai crateri di quota 2.750 e 2.800 metri.

La nuova fase presentava invece una violenta attività esplosiva, di tipo stromboliana, e un incremento del tremore interno del vulcano con valori triplicati. L' attività eruttiva al cratere di 2800 è nuovamente mutata la notte scorsa: passando dalle presenza di fontane di lava a fasi stromboliane. Al suo interno sono state individuate tre bocche esplosive. Intanto il cono di quota 2750 metri si è riattivato e presentava jet di gas frammisto a cenere che forma una colonna di cenere alta circa 3.700 metri che si dirige verso sud-est.

Tutti segnali, questi cambiamenti, che storicamente hanno preceduto di 2-3 giorni una nuova fase effusiva sull' Etna. E puntuale la notte scorsa, intorno alle tre, è emersa la nuova colata, creando preoccupazione tra gli operatori commerciali del Rifugio Sapienza. Il loro timore è che la nuova fase possa bloccare le loro attività economiche, già messe a rischio dalla presenza di cenere e neve sulla strada provinciale 92 Nicolosi-Etna che rende difficile l' accesso al Rifugio Sapienza. Intanto nella zona stanno già operando, con controlli e sopralluoghi, i militari del soccorso alpino della guardia di finanza di Nicolosi, agenti del corpo forestale, le guide dell' Etna, polizia, carabinieri e vigili del fuoco, oltre agli uomini del dipartimento della Protezione civile. ( da www.lasicilia.it )