Etna, la nuova colata ha già percorso 1200 metri

NICOLOSI (CT) - L' osservazione diretta dei fenomeni eruttivi sul versante meridionale dell' Etna permette di rilevare come l'attività effusiva forma due flussi, che sono relegati in una zona desertica e sommitale, e che continua, dallo stesso cratere, l'emissione di cenere lavica che cade copiosa sui paesi del versante nord-est.

Il flusso lavico più occidentale ha riempito il cono intermedio lungo la frattura eruttiva del 27 ottobre, ed è tracimato dal suo fianco occidentale espandendosi per circa 1.200 metri verso sud-ovest in direzione di Monte Nero. Questo braccio lavico ha una larghezza di 20-30 mt, ed ha raggiunto la quota di circa 2450 metri sul livello del mare.

Il secondo braccio si è propagato, durante la notte, verso il cono più basso della stessa frattura eruttiva, fino a riempirlo completamente. Nel corso della mattinata questo secondo flusso ha tracimato dal bordo sud-occidentale del cono, affiancandosi a quello precedente e sovrapponendosi parzialmente alla colata che si era arrestata il 29 ottobre. La velocità di avanzamento di questo braccio è di circa 2-3 metri al minuto in direzione sud-ovest. E' largo circa 100-150 metri, lungo 800 metri ed ha raggiunto la quota di circa 2.540 metri espandendosi parallelamente a quello precedente.

L'ampiezza del tremore vulcanico continua ad oscillare su livelli medio-alti. Le analisi di polarizzazione del tremore vulcanico, registrati dalla rete di sorveglianza dell' Istituto nazionale di geofisca e vulcanologia (Ingv) di Catania, hanno evidenziato un nuovo 'abbassamento nel suolo' della sorgente del tremore. Un dato che è coerente con un abbassamento del livello magmatico all'interno della bocca di quota 2750 metri e che è sfociato con la ripresa dell' emissione di cenere da questa bocca. ( da www.lasicilia.it )