Etna, la lava avanza

CATANIA - Si rinnova la lotta con l'Etna, contro «la montagna» come affettuosamente, anche in questi giorni di crisi, i catanesi chiamano il vulcano. Sul versante nord-est si rivedono le ruspe che creano argini per rallentare la velocità della colata, nel tentativo di salvare i boschi della pineta di Linguaglossa che è «bombardata» con l'acqua lanciata da tra Canadair e da altrettanti elicotteri antincendio.

Uno 'spettacolo' già visto che non tranquillizza gli abitanti di Linguaglossa, il centro abitato più vicino al fronte più avanzato, a circa 10 chilometri. In paese sono cominciate le veglie di preghiera nella chiesa madre, che resta aperta 24 ore su 24, e si scruta sempre in alto, seguendo con lo sguardo i rossori della lava e i pennacchi di fumo che si alzano dalla decina di piccole bocche effusive che continuano ad emettere lava e ascoltando i violenti boati dell' attività stromboliana.

Sono due i bracci principali, bene alimentati, ma con centinaia di digitazioni che ne rallentano il cammino. Il fronte lavico più avanzato è a quota 1.500 metri, è largo 400 metri ed alto dieci, e segue il percorso della colata che nel 1923 arrivò fino alle porte di Linguaglossa. Tutti dati più che preoccupanti, ma che, secondo gli esperti del dipartimento della Protezione civile, «allo stato attuale non creano pericoli nè allarme». Come «non è allerta» a Nicolosi dove avanza un'altra colata lavica, ma «debolmente alimentata e ad alta quota».

Intanto si analizzano i primi dati dei ricercatori. Si apprende, per esempio, che per loro l'eruzione «non è stata una sorpresa» perchè era attesa anche se «non era preventivabile un'evoluzione così rapida in 36 ore». Alcuni «segnali» erano già stati registrati dall'Ingv, che monitorizza il vulcano. L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha accertato che la lava che sgorga dall' Etna è «pescata» dal vulcano in un serbatoio che si trova a 3-5 chilometri di profondità. Lo si rileva dall'analisi chimica della lava, che presenta dei composti litici, materiale che il magma strappa dal basamento. In questo caso sono rocce di tipo diverso da quelle magmatiche che si trovano abitualmente sull'Etna. Secondo gli esperti dell'Ingv, l'eruzione è stata causata dall'intrusione di un nuovo 'dicco', una frattura del vulcano che si riempie di magma, arrivato in superficie grazie alla pressione dei gas che si sprigionano all' interno.

Arriva un timido segnale di stabilizzazione dell'energia del vulcano: i tremori, pur rimanendo a livelli medio-alti, si sono abbassati e gli sciami sismici si stanno diradando. I due terremoti, avvertiti nettamente dopo mezzogiorno a Zafferana Etnea, sarebbero legati a fenomeni di natura tettonica e non vulcanica. «Ma è bene - ammonisce il capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso - non essere ottimisti e allo stesso tempo non lanciarsi in inutili allarmismi. Allo stato attuale - sottolinea - l'emergenza non sono le colate ma è la cenere lavica». E' quella sabbia di magma freddo che ha invaso Catania e che cade, come una pioggia continua, sulla città e sull'intera provincia creando notevoli problemi economici e alla sicurezza. Le spese per la sua pulizia, la chiusura dell'aeroporto, i danni all'agricoltura. Sono questi gli scenari, oltre agli interventi sui luoghi dell'eruzione, che hanno spinto Bertolaso e il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, a chiedere lo Stato di calamità naturale e di emergenza. Una richiesta che sarà al vaglio del Consiglio dei ministri già venerdì prossimo.

La cenere lavica, intanto, ha già provocato i primi effetti: il sindaco di Catania ha vietato la circolazione in città alle moto e l'esposizione all' esterno dei prodotti alimentari. Sull'emergenza cenere sono concordi anche i medici: «Attenzione agli occhi - dicono gli oculisti - è fortemente abrasiva: utilizzate gli occhiali e pulitevi con soluzione fisiologica». Più allarmanti le segnalazioni dei pneumologi: «Non uscite di casa se soffrite di asma o bronchite o se siete costretti utilizzate le mascherine antiallergiche e un fluidificante che 'pulisce' i polmoni».
( da www.lasicilia.it )