Etna, il rifugio Kappa è compromesso

NICOLOSI - Il rifugio Kappa, la piccola costruzione a quota 2100 metri sul versante meridionale dell'Etna, sarebbe compromesso. La colata che viaggia a sud probabilmente lo seppellirà nella notte, anche se le ruspe per proteggere l'edificio lo avevano totalmente coperto con la sabbia. Dieci metri separano il fronte più avanzato dalla sede dello sci club agonistica K, una delle società storiche dello sci etneo.

Nel pomeriggio è stato ravvisato un decremento prima e una crescita poi del flusso magmatico in uscita dalla nuova bocca effusiva apertasi a est del cratere di quota 2750 metri. Rispetto alla tarda mattinata la lava è apparsa più liquida, quindi più veloce. Quasi fermo invece il braccio che si dirige verso la pineta di Ragalna, la bocca effusiva ha infatti osservato una fase di stanca. Sui crateri, nella parte sommitale dell'Etna, si registra una crescita dell'attività stromboliana, con la crescita delle esplosioni e la regressione del fenomeno delle fontane di lava.

Torna così l'emergenza lava sul versante su dell' Etna. Un ampio fronte minaccia il Rifugio Sapienza e fa rivivere agli abitanti di Nicolosi le paure dell' estate del 2001 con l'eruzione che distrusse gli impianti di risalita e sembrava dirigersi verso il paese. Spettri mai sopiti, tanto che il sindaco, Salvatore Moschetto, lancia l'allarme: «la situazione - dice - è critica». Mentre Guido Bertolaso, capo del Dipartimento della Protezione civile, rassicura: «non vedo pericoli, perchè la lava cammina lentamente». Stati d' animo diversi legati all' improvvisa accelerazione impressa nel primo pomeriggio all'attività effusiva da una frattura apertasi alla base del cratere creatosi a quota 2.570 metri. La lava incandescente sgorga in maniera continua: il rosso del magma si mischia al bianco della neve, presente ad alta quota, facendo sembrare la frattura come una ferita nel vulcano dalla quale quale fuoriesce una scia di sangue.

Le paure sono però legate alla direzione che segue la lava nel suo cammino: attualmente è su un pianoro prossimo ad un pendio che, dopo un chilometro, porta dritto al Rifugio Sapienza, l'unico ritrovo turistico rimasto sull' Etna, dove lavorano 12 famiglie. Il fiume di lava ha già travolto i piloni della funivia e degli ski-lift che il vulcano aveva risparmiato lo scorso anno. Per precauzione sono stati già sgombrati gli uffici della funivia, portando via i computer e le attrezzature, comprese alcune cabine che si erano salvate dall' eruzione dell' estate del 2001.

Dal Rifugio Sapienza guardano con preoccupazione il lento rotolare di massi incandescenti che dal fronte precipitano nei vicini pendii. Il timore è che presto possa arrivare la colata. Per questo la Protezione civile, ha annunciato Bertolaso, sta per potenziare gli argini che erano stati costruiti nella stessa zona lo scorso. «E' solo una misura precauzionale - spiega - per proteggere il Rifugio Sapienza, ma per il momento non ci sono pericoli per i centri abitati e per le persone».

Sull' Etna volge lo sguardo preoccupato anche il sindaco di Nicolosi: c' è il timore che l'eruzione possa durare molto tempo, minacciando il paese. Per questo Salvatore Moschetto sollecita «interventi immediati della Protezione civile» e la «creazione di un Centro operativo misto» in paese. Bertolaso replica sottolineando che un Com «è già operativo a Ragalna, a 5 chilometri da Nicolosi» e che sull'Etna ne esistono già quattro.

«Non cambierebbe alcunchè - sostiene Bertolaso - se non un effetto di rassicurazione psicologica: ma sul piano operativo è la stessa cosa». Il capo del dipartimento della Protezione civile pensa anche al futuro e alla ricostruzione delle zone terremotate dell' Etna. E annuncia: «il commissario straordinario per la ricostruzione sarà il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, che si insedierà nei primi di gennaio». Bertolaso rivela inoltre che «il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, sta per firmare un'ordinanza di Protezione civile che concede 400 euro al mese alle famiglie senza casa per pagarsi l' affitto, e ai Comuni la possibilità di dare incarichi tecnici ed indennità ai commercianti». ( da www.lasicilia.it )