Etna, esplosioni e cenere

ETNA - Boati violentissimi e continui, fontane di lava alte quattrocento metri ed emissioni di cenere elevatissime. Si presenta così il quadro eruttivo dai crateri di quota 2.750 metri sull' Etna, caratterizzato da un potenziamento dell' attività esplosiva nelle zone sommitali.

Molto attiva è la bocca che si era formata quattro giorni fa, a quota 2.800, e che in solo quattro giorni ha raggiunto la forma di un cratere con un cono che ha un diametro di 60 metri, che dal lato nord è alto 30 metri e da quello sud 70, e si trova adesso soltanto a 200 metri dalla Torre del Filosofo.

Le esplosioni sono così violente che si sentono anche a quota 1900, nella zona del Rifugio Sapienza, ma anche più in basso: a 1.700 metri, nella pineta Felicia Milia dove scorre il nuovo fronte avanzato, che è spesso circa 8 m e largo 30, e cammina con una velocità di 3 metri all'ora.

La colata nella fase di emissione è bene alimentata, uscendo con una velocità di 20-30 metri l'ora, ma rallenta vistosamente durante il proprio cammino. Un nuovo braccio scorre su quello che forma il fronte avanzato, dal quale dista circa un chilometro.

Il braccio a valle avanza lentamente ed è, in linea d'area, a 70 metri dalla caserma della forestale San Giovanni Gualberto, ma non la minaccia. La nube di cenere emessa dai crateri cambia spesso direzione, sospinta dal vento. La pioggia di sabbia vulcanica non ha creato problemi all'aeroporto di Sigonella, che ha chiuso alle 18.

L'aeroporto di Fontanarossa, chiuso dal 22 novembre scorso per lavori di riqualificazione della pista, tornerà operativo da sabato. Lo ha reso noto la Società aeroporto Catania. ( da www.lasicilia.it )