L'Etna concede una tregua

Etna, la lava rallenta. Resta l'emergenza dei senzatetto. L'Etna concede una 'tregua'. Un giorno di pausa che gli abitanti del vulcano sperano sia il primo di una lunga serie: le colate rallentano, i terremoti si diradano e perdono di energia. Ma la gente non si fida: nei centri colpiti duramente dal sisma di martedì, gli abitanti si preparano a trascorrere un'altra notte all'addiaccio, perché "con la Montagna non si sa mai". A nulla servono i segnali 'tranquillizzanti' che provengono dal vulcano. La paura è che si possa trattare di una tregua apparente, che preceda un attacco improvviso e violento. Così si dorme in auto, nei pressi delle case lesionate o sventrate. Solo alcune centinaia di persone accettano di usare i ricoveri nella tendopoli allestita nel campo sportivo di Santa Venerina dalla Protezione civile. Il 'bollettino' dell'eruzione indica che le colate sono quasi ferme. Quella sul versante di Nicolosi, che scaturisce alla base della Torre del Filosofo, continua a muoversi lentamente: negli ultimi due giorni ha percorso 70 metri. Adesso è a 200 metri dalla secolare pineta della Milia, a quota 2.100 metri. Brucia ancora, invece, la pineta di Linguaglossa devastata dalle fiamme prodotte dal calore della colata principale di Piano Pernicana, sul lato Nord-Est dell'Etna, che comunque ha frenato il proprio cammino. Il fiume di lava ha allargato il proprio fronte a 70 metri, ma adesso avanza a una velocità di due metri l'ora. La colata è arrivata a 1.200 metri di quota ma è lontana sette chilometri dal centro abitato più vicino, che è Linguaglossa. Sullo stesso versante è praticamente fermo il braccio che minacciava la Caserma Pitarrone. La cenere continua intanto a cadere copiosa su Catania ed altri paesi etnei, rendendo l'aria a tratti irrespirabile. Le mascherine antipolline distribuite gratuitamente dal Comune, tramite le farmacie, sono state subito esaurite: erano 3.500. In mattinata una piccola buona notizia per i catanesi dal meteo: il vento cambia direzione, adesso spira a nord spingendo il nuvolone nero verso Taormina e Messina. Sul fronte dei terremoti la terra ha continuato a tremare: lo sciame sismico ha avuto una sequenza non continua. I pennini dei sismografi hanno registrato otto eventi di media energia, compresa tra 2.0 e 2.6 gradi di magnitudo, alcuni dei quali sono stati avvertiti dalla popolazione. Ma non si registrano altri danni a cose e persone. In molti, ancora scossi dalla paura, hanno atteso la 'previsione' di un nuova violenta scossa. Una voce, senza fondamento alcuno, messa in giro nella mattinata che è servita ad aumentare tensione e nervosismo. "La situazione sull'Etna - spiega il direttore del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso - è in continua evoluzione ma al momento non esistono pericoli per i centri abitati. Le colate sono lontane e durante i terremoti è più facile farsi male perché la gente si lascia prendere dal panico". Concorda con lui Enzo Barberi, protagonista di una serie di interventi critici sulla stampa, che oggi è stato a Catania, "invitato a titolo personale da Bertolaso". Il vulcanologo evita le polemiche ed "invita tutti a collaborare" come sta facendo lui con il Centro grandi rischi. "Alla televisione e dalle notizie di stampa - spiega - credevo che la situazione fosse di maggiore pericolo. Adesso che ho visto i documenti sono più tranquillo, non ci sono pericoli imminenti". Nemmeno per il futuro, garantisce il ministro per le Pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, durante un giro nei paesi etnei colpiti dal sisma che a nome del governo assicura: "faremo gli interventi necessari per una ricostruzione record". "Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi - dice il ministro - segue personalmente la situazione e si aggiorna continuamente, presto ci saranno gli altri interventi necessari". Stefania Prestigiacomo bolla come "polemiche costruite sul nulla quelle sulla presunta assenza di fondi per l'emergenza Etna". "Il governo - spiega - ha già decretato lo stato di emergenza, presto arriveranno anche i soldi: prima bisogna fare un censimento dei danni". E' il presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, a fornire la data: "domani - annuncia - il Consiglio dei ministri stanzierà i primi finanziamenti per gli interventi". "Ho avuto rassicurazioni - rivela il 'governatore' - dal ministro all'Economia, Giulio Tremonti. Noi abbiamo già messo a disposizione 18 miliardi di lire". Intanto la Protezione civile è al lavoro, con i tecnici comunali e i vigili del fuoco, per stilare un censimento delle case lesionate ed inagibili e delle persone senza tetto. Restano ancora valide, per gli esperti, le cifre di mille sfollati e 400 famiglie senza tetto. Molte ospitate da parenti o amici, tutti stasera insieme in strada, in attesa che passi anche questa notte e che la tregua regga.

 

Ecco la carta d'identità dell'Etna

Ecco la carta d'identità dell'Etna. Così cominciò l'attività del vulcano. E' attivo da oltre 500 mila anni ed è il più grande vulcano europeo. Ecco la carta d'identità dell'Etna, il maggiore vulcano d'Europa con i suoi oltre 3.300 m di altezza ed un diametro basale di circa 40 km. L'attività vulcanica ha inizio 700-500.000 anni fa, con intrusioni magmatiche sottomarine nella zona di Acicastello ed effusioni laviche subaeree (fuoriuscite di lava) nei pressi di Paternò. Negli ultimi 100.000 anni l'asse eruttivo migra verso ovest costituendo almeno sei principali edifici vulcanici sovrapposti con emissione di magmi appartenenti alla serie alcalino-sodica. L'aspetto attuale del vulcano è il risultato di un evento esplosivo che risale a circa 14000 anni fa con la formazione della caldera del Cratere Ellittico. L'Etna ha quattro crateri sommitali attivi (Cratere di Sud-Est, Bocca Nuova, Voragine. Cratere di Nord-Est), tre zone principali di frattura disposte a raggio e numerose bocche eccentriche (circa 250). L'attività storica e' consistita in un degassamento continuo dai crateri sommitali associato a fenomeni stromboliani e pliniani, dei quali il piu' violento e' avvenuto nel 122 a.C. Le maggiori quantità di lava sono state emesse anche in tempi recenti dalle bocche eccentriche, cioè quelle che si sono aperte lungo le fiancate della montagna senza interessare i crateri principali.