Etna, brucia la pineta di Ragalna

CATANIA - Continua, con intensità medio-bassa, sull'Etna, l'attività esplosiva dal cono di quota 2750 metri sul versante meridionale del vulcano. Lo rende noto la sezione catanese dell'INGV, secondo cui all'interno di questo cono tre bocche producono lanci di brandelli di lava con intensità ed altezze variabili, fino ad un massimo di 100 metri. Le esplosioni non sono accompagnate dalla formazione di una colonna di cenere.

L'attività effusiva forma un unico flusso lavico in direzione sud-sud-ovest, che ha raggiunto 4000 metri di lunghezza. Nel corso delle ultime dodici ore il fronte più avanzato della colata, che si è arrestata ieri alla quota di 1770 metri sul livello del mare, ha mostrato solo crolli localizzati lungo gli argini, che hanno causato un lieve allargamento. I fronti attivi scorrono adesso entro i canali precedenti, e si trovano arretrati rispetto al fronte più avanzato di circa un chilometro e mezzo. I rilievi con la telecamera termica, dall'elicottero, hanno mostrato cinque bracci attivi che si trovano tutti alla quota di circa 2.110 metri, in corrispondenza di Monte Nero.

L'arretramento dei fronti lavici attivi conferma ulteriormente quanto osservato sin da domenica 17 novembre, cioè che ci si trova in condizioni di graduale diminuzione della portata di lava emessa dalla bocca effusiva. L'ampiezza del tremore vulcanico si mantiene su livelli medio-alti lievemente superiori rispetto a quelli raggiunti ieri prima dell'incremento delle 22:30.

Procede intanto lento ed inesorabile il cammino della colata che ha cominciato a bruciare gli alberi della pineta di Ragalna. Nelle ultime ore la colata si è mossa molto lentamente nelle due direzioni intraprese: una verso il rifugio di Casa Santa Barbara in Contrada Carpinteri, l'altra all'interno della pineta. Sul posto gli uomini della Guardia Forestale e della Guardia di Finanza. La colata si trova a pochissimi metri dal giardino botanico di Nuova Gussonea che ospita le piante caratteristiche del vulcano quali querce, segale, betulle e il pino laricio. Quest'ultimo rappresenta l'unico tipo di vegetazione che riesca ad attecchire su questi luoghi vulcanici. Nel 1985 una colata giunse a Nuova Gussonea e ne distrusse una parte con la sua furia. A Ragalna, presso il Com di via Monteverdi, sono state installate le postazioni della Guardia Forestale, della Prefettura e della Guardia di Finanza. ( da www.lasicilia.it )