Etna, arriva nuova cenere

CATANIA - L'eruzione sull'Etna, intesa come emissione di lava, si è fortemente attenuata. Ma se l'attività effusiva sul versante settentrionale rallenta prosegue invece quella esplosiva dal cratere di 2800 metri, apertosi alla base della Torre del Filosofo, nella zona alta del lato meridionale del vulcano. Dalla "bocca" continua, infatti, l'emissione di cenere anche se è diminuita l'altezza del "getto" e la colonna di fumo è più bassa. L'emergenza sull'Etna però rimane: il tremore rilevato nei condotti magmatici interni, che registra la quantità di energia del sistema, resta su valori alti, nonostante si sia stabilizzata da tempo.

Che il vulcano non sia ancora in "equilibrio" lo dimostra anche il perdurare dell' attività sismica rilevata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania: la notte scorsa sono stati registrati altri due terremoti: uno alle 07:16, di magnitudo 2.7 Richter, e un altro due minuti dopo di magnitudo 2.0 Richter. L'epicentro di entrambi è stato localizzato a 700 metri a nord-est dei Monti Centenari, nella zona alta della desertica Valle del Bove, ad una profondità di 2,4 chilometri.

Osservazioni dirette in alta quota hanno permesso di verificare che prosegue l'attività esplosiva dalla bocca di quota 2.800 metri, ubicata sul versante meridionale del vulcano. Un fenomeno che non ha subito interruzioni dopo la fine dell'effusione lavica dalle due fratture eruttive settentrionale e meridionale. Le 'fontane di lava' emesse da questa bocca sono a tratti molto intense e raggiungono l'altezza di alcune decine di metri. Vi fuoriesce inoltre una colonna di cenere scura che si innalza dalla sommità del vulcano e raggiunge la quota di circa 5.000 metri. Prosegue la ricaduta di cenere sul fianco orientale del vulcano.

I brandelli di lava emessi dalla bocca di quota 2.800 metri ricadono abbondantemente sui fianchi del cono e soprattutto sul suo lato orientale, formando un accumulo di scorie che simula una piccola colata, di alcune centinaia di metri, allungata verso est in direzione della Cisternazza, a quota circa 2.700 metri. Rimangono ferme e senza alcuna alimentazione le colate del versante nord (Piano Provenzana) e sud (Monte Nero) del vulcano.

Intanto l'Etna continua a tremare: nel pomeriggio, infatti, sono stati registrati altri due terremoti. Il primo alle 16,07 di magnitudo 2,4 Richter con epicentro a 1 chilometro a sud di Monte Fontana, nei pressi di Milo, ad un profondità di olt
re 5 chilometri; il secondo alle 17,35, di magnitudo 2.6,localizzato a 1 chilometro a nord-ovest di Santa Venerina, ad una profondità di 1,2 chilometri. Quest'ultima scossa è stata avvertita dagli abitanti di Santa Venerina, ma non si registrano danni. (da www.lasicilia.it )