Eruzione in fase finale

CATANIA - L'eruzione sull'Etna è «alla fase finale» e «se continua con questi ritmi anche l'attività esplosiva è destinata a scomparire presto». Arrivano notizie confortanti dal vulcano attivo più alto d'Europa, anche se la terra continua a tremare con una decina di scosse, una delle quali, di magnitudo 3.5, localizzata nella faglia della Pernicana è stata avvertita ieri a Linguaglossa. Gli ultimi rilievi in quota parlano di fronti lavici fermi e di effusione fortemente diminuita. A confermare le buone notizie è Franco Barberi, ex responsabile della Protezione civile, che però avverte: «Dentro il vulcano l'energia e il magma rimangono alti: in tempi relativamente brevi potrebbe esserci un'altra eruzione». Spiega Barberi che «quella in fase di conclusione non è altro che la continuazione dell'eruzione dello scorso anno», che cominciò il 17 luglio e si concluse il 6 di agosto del 2001. Per 15 mesi, secondo l'esperto, l'Etna avrebbe concesso una tregua che si è conclusa il 27 ottobre scorso e che adesso «si può considerare quasi alla fase terminale», ma che continuerà a covare come brace sotto la cenere fino all'arrivo di una nuova eruzione.

Le considerazioni di Barberi sono ascoltate dai suoi allievi dell'università Roma 3 che sono sul versante meridionale dell'Etna, sopra Nicolosi, per una lezione «dal vivo». Il professore indica la 'frattura' che si è aperta a quota 2.700,sotto la Torre del Filosofo, dove uscivano due bracci lavici ormai fermi e raffreddati. «Vedete - dice - c'è un'emissione continua di gas di altissima temperatura, con delle chiazze gialle, sublimati di zolfo, e gas azzurrino e di origine magmatico oltre a vapore acqueo». «Questo - aggiunge - vuol dire che il magma non è ancora tanto profondo sotto di noi e che c'è ancora una quantità rilevante di magma risalito: in tempi abbastanza brevi potrebbe esserci un' altra eruzione». Barberi però tranquillizza: «L'Etna ha attività effusive e non esplosive, più fare danni ma non è pericoloso».

Per il vulcanologo anche «l'emissione di cenere, che si è ridotta, potrebbe concludersi presto». La colonna di fumo che si alza dalla frattura di Torre del Filosofo è però impressionante: è alta 6 chilometri e cosparge di sabbia nera Catania e i paesi del versante sud ed est dell'Etna. La Protezione civile invita gli automobilisti alla massima prudenza per l'accumulo di cenere lavica sulle strade.

Le scuole di Catania riapriranno giovedì. Lo ha deciso l'amministrazione comunale portando a tre i giorni di chiusura, contro i due precedentemente annunciati. Nei tre giorni 30 squadre tecniche, ciascuna composta da un ingegnere e un geometra, dovranno verificare la stabilità e la sicurezza delle strutture dove compiranno i sopralluoghi. Gli istituti che non saranno in regola resteranno chiusi e gli studenti saranno trasferiti in strutture vicine. Il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, ha firmato anche l'ordinanza che vieta la circolazione di cicli e moto in città fino alla mezzanotte di mercoledì 6 novembre e che concede l'utilizzo dei mezzi pubblici gratuiti per i prossimi tre giorni.

L'Etna intanto continua a tremare: un microsciame sismico è stato registrato nella faglia della Pernicana, con un evento di 3.5 magnitudo Richter alle 11.22 di ieri, che è stato leggermente avvertito dalla popolazione a Linguaglossa. A questo evento hanno fatto seguito altri sette terremoti, di magnitudo inferiore a 2.5 Richter. Il sindaco di Santa Venerina, Enrico Pappalardo, ha firmato un'ordinanza di sgombero per una decina di case e negozi attigui alla chiesa del Sacro Cuore di Gesù, che è pericolante. La decisione riguarda anche le tre tende allestite ad uffici del Comune nella piazza antistante il Municipio, che è inagibile. Sui danni procurati dall'Etna è intervenuto il consiglio dei ministri che oggi ha stanziato 10 milioni di euro per le aree della provincia di Catania colpite dall'eruzione. ( da www.lasicilia.it )