Confesercenti: "Il turismo è in ginocchio"

CATANIA - Presenze ridotte di circa il 70 per cento nelle strutture ricettive, del 10 % nei bar, del 25-30% in ristoranti e pizzerie; per le agenzie di viaggio un calo del 25 % sul volume dei servizi offerti e del 30-35 % per quanto riguarda la biglietteria. Questi i danni provocati dall' eruzione dell'Etna, dalla pioggia di cenere e dal terremoto secondo Assoturismo Confesercenti, che in una nota sottolinea come il turismo catanese sia «in crisi».

«Il nostro comparto - spiegano Fabio Testini e Maurizio Morabito - subisce di conseguenza una notevole riduzione di lavoro, accentuata anche dalla persistente chiusura dell' aeroporto di Fontanarossa nei giorni scorsi. L'effetto negativo aumenta anche per via delle limitazioni oggettive dei due scali alternativi: Reggio Calabria, non sempre attrezzato per far fronte all'aumento del volume di traffico, e Palermo, interessato indirettamente o direttamente dalla vertenza Fiat di Termini Imerese con frequenti blocchi dell' autostrada di collegamento con Catania o anche della stessa attività di Punta Raisi».
L'associazione sottolinea che i dati diffusi poggiano su un mercato già sofferente per il «dopo 11 settembre», per la stagionalità bassa e per lo stato certo non confortante dell'economia.

«Non possiamo non aggiungere una nota polemica nei confronti del governo nazionale - aggiungono Testini e Morabito - che ha escluso la nostra città dal rinvio dei pagamenti fiscali. E' l'ennesima dimostrazione della sottovalutazione dei danni sofferti da Catania in quest' ultimo periodo. Purtroppo, siamo certi che i disagi aumenteranno a causa dell' ennesima chiusura di Fontanarossa già programmata per la prossima settimana a causa dei lavori in corso».

La Confesercenti rileva che «il settore necessita di un intervento che ristabilizzi, anche momentaneamente, le risorse finanziarie delle aziende» e per questa ragione auspica «forti interventi per richiedere un azzeramento a termine degli importi relativi agli interessi bancari, diviso sulle risorse statali e regionali, che riporterebbe qualche margine in più sulle scoperture bancarie, e l'annullamento, anche questo temporaneo, di alcuni tributi comunali specifici per i pubblici esercizi, ad esempio quella sull'occupazione del suolo pubblico».
( da www.lasicilia.it )