Cambia quadro eruttivo, torna la cenere
                  
CATANIA - Come previsto dagli esperti è cambiato nuovamente il quadro eruttivo sull' Etna: dal cratere di 2800 è ripresa l'emissione di cenere lavica che crea una nube che il vento dirige sul versante est del vulcano. Dalla stessa bocca sono evidenti nuove fontane di lava. I tremori restano molti alti e continua l'attività effusiva.

L'emissione di lava dalla frattura di quota 2700 metri continua ad essere alimentata, anche se i fronti lavici avanzano molto lentamente. Ed inoltre il tremore interno del vulcano resta su valori medio-alti. «Segnale - ribadiscono all'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - che il sistema è ancora carico di energia, che l'eruzione continua e che non è da escludere un nuovo repentino cambio del quadro eruttivo nella zona sommitale».

Il nuovo cambio del quadro eruttivo è stato preceduto da un aumento del tremore vulcanico, che si è quasi raddoppiato. Segno che la colonna magmatica è in forte risalita, fenomeno che fa attenuare, solitamente, l'emissione di cenere lavica dalla bocca di quota 2.800. Il dato è reso noto dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania i cui esperti hanno inoltre compiuto un sopralluogo nelle zone sommitali dell'Etna. Dalle osservazioni e misure eseguite con la telecamera termica utilizzata nel corso del sorvolo in elicottero, effettuato in mattinata e nel primo pomeriggio, è stato possibile verificare che prosegue l'attività eruttiva alla base sud-est del cono di quota 2750 metri.

Dalle due bocche apertesi alla sua base continua l'attività effusiva con formazione di due colate. Una, scarsamente alimentata, si espande verso sud-est in direzione del cono formatosi a Piano del Lago nel corso dell'eruzione 2001. Il fronte più avanzato di questo flusso ha raggiunto la quota di circa 2580 metri. La seconda colata, bene alimentata, si espande verso sud-ovest ricoprendo il campo lavico dei giorni passati e dividendosi in diversi bracci lavici. Il maggiormente attivo e più avanzato si espande verso sud-ovest in direzione di Monte Nero, ed ha raggiunto la quota di circa 2400 metri e la lunghezza di circa 1,5 chilometri.

Il fronte avanzato ha uno spessore di circa tre metri ed avanza senza mostrare canalizzazioni significative. Altri due bracci si affiancano e sovrappongono alla colata che si era diretta verso sud lo scorso 25 novembre. Questi bracci si presentano meno alimentati del flusso diretto verso sud-ovest, ed hanno due fronti che hanno raggiunto quota 2440. Il sorvolo del primo pomeriggio ha confermato l'assenza di attività eruttiva al cono di quota 2800 metri, che presenta al suo interno tre crateri allineati lungo la direzione della frattura eruttiva.

Il cono di quota 2750, che nella mattinata produceva abbondante emissione di cenere ha interrotto questa attività, con conseguente cessazione della nube di cenere che si innalzava dalla sommità del vulcano. Il cono produce adesso un' attività esplosiva di intensità medio-alta, senza emissione di cenere. Completamente assente attività sismica. ( da www.lasicilia.it )