Berlusconi sull'Etna
 

RIFUGIO SAPIENZA (CATANIA) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha compiuto un sopralluogo sull'Etna in elicottero. Durante il sorvolo ha potuto osservare l' attività esplosiva dai crateri sommitali, con l'emissione di una piccola nuvola di cenere lavica, e le colate che fuoriescono dalla bocca di quota 2.750 metri. Sull'elicottero con il premier anche il capo del dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, il ministro della Difesa, Antonio Martino, e il ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo.

«L' emergenza cenere lavica è stata inserita nella finanziaria come elemento da considerare calamità naturale». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo ad una riunione del Centro operativo misto avanzato nel rifugio Sapienza di Nicolosi. Il premier ha così voluto «rassicurare tutti gli abitanti dei paesi etnei». «Lo Stato - ha aggiunto - risponde così ai propri doveri di solidarietà».
«I soldi non mancano e quelli per la ricostruzione ci sono già - ha detto ancora il premier nel corso della riunione - nella finanziaria - ha spiegato - è stato creato un fondo grandi opere che ha 3.200 miliardi di vecchie lire dal quale si può attingere per realizzare opere di ricostruzione. Il fondo è già pronto, abbiamo così creato, senza impedimenti burocratici che si possano frapporre, una sorgente a cui attingere i fondi per la ricostruzione per i danni dal terremoto sull' Etna».

«La finanziaria mai come questa volta è venuta incontro alle esigenze delle Regioni». Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi rivelando di avere «ricevuto la soddisfazione per i suoi contenuti da parte del presidente della regione siciliana Totò Cuffaro». Secondo Berlusconi «la Sicilia e le altre regioni del Mezzogiorno sono state trattate in maniera positiva così come nessun'altra finanziaria aveva fatto». «Qualche Regione - ha aggiunto Berlusconi - ha protestato perchè hanno dovuto fare i conti con le disponibilità di finanziamenti che non ci sono». Il premier ha detto che il governo «ha cercato di ridurre le spese per tutte le persone e gli enti che trattano i soldi dei cittadini invitandoli a risparmiare dove è possibile». «La nostra indicazione - ha spiegato Berlusconi - è di risparmiare il 10-15% sulle spese che non sono indispensabili». «Questo - ha sottolineato - vale per il Centro del paese a partire dalla presidenza del consiglio e per i singoli ministeri, e deve valere correttamente per tutte le istituzioni e gli enti pubblici». «Questo - ha osservato ancora Berlusconi - vogliono i cittadini italiani: che i loro soldi siano spesi con oculatezza e senso del risparmio, come fanno i padri di famiglia». Secondo Berlusconi «sullo Stato si può risparmiare molto di più» ma, ha aggiunto il premier, «cominciamo dal 10%».

Il presidente del Consiglio ha quindi spiegato che nei Paesi dell' Etna e nelle zone a rischio «ci vogliono dei piani di evacuazione pronti e fare delle esercitazioni, come si fa sulle navi». «Se un evento è possibile anche se non probabile - ha affermato capo del governo riferendosi ad eventuali nuove colate di lava - ci vogliono piani di evacuazione e bisogna abituare gli abitanti dei Paesi a fare le esercitazioni. Le popolazioni devono essere pronte a sapersi muovere in caso di rischi, così tutti sanno cosa fare e possono trovare subito la via di fuga».

Sulla situazione dell' Etna ha comunque tranquillizzato tutti il direttore dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, Sandro Bonaccorso, che ha risposto a Berlusconi sostenendo che «non c' è alcun pericolo per i centri abitati e che l' Ingv è in grado di dare un preallarme di 12 ore ad eventi pericolosi».

«Sull' Etna la Protezione civile ha effettuato interventi solleciti e tempestivi». Questa la valutazione espressa dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a conclusione di un incontro al Centro operativo misto avanzato del rifugio Sapienza di Nicolosi.

«Sono più di 1.100 - ha aggiunto il premier - i bambini che hanno trovato alloggio a un mese dal terremoto nelle scuole allestite nelle tensostrutture realizzate dalla Protezione civile». «Credo - ha sottolineato il capo del Governo - che la Protezione civile, coadiuvata da tutti i corpi dello Stato e dai volontari, abbia prodotto uno sforzo che ha ridotto al minimo gli inconvenienti per le oltre 160 mila persone che vivono nell' area». ( da www.lasicilia.it)