Alitalia: "Impossibile trasportare passeggeri in tutta sicurezza a Catania"

ROMA - Le prime ad essere danneggiate dalla situazione attuale dell'aeroporto Fontanarossa di Catania «sono proprio le compagnie aeree perchè cancellare i voli è un danno diretto e volare poco su un aeroporto che ha un traffico sostenuto è un danno oggettivo». E' quanto afferma il comandante dell'Alitalia e responsabile della sicurezza del volo della compagnia Silvano Manera, che è anche presidente dell'Isfc (Comitato italiano sicurezza del volo). E serve, sottolinea, un contingency plan per l'eventuale atterraggio in aeroporti alternativi.

Secondo Manera attualmente non è possibile trasportare i passeggeri in tutta sicurezza a Catania. «Le ceneri vulcaniche - ha spiegato - sono molto pericolose in quanto possono provocare seri danni all'aereo. E' un misto di piccole rocce e frammenti minerari duri e taglienti in grado di danneggiare i motori e ridurre a zero la visibilità dei finestrini. Inoltre c'è il rischio di infiltrazioni delle ceneri nel sistema di aerazione dell'aeroplano». Dal 1973 al 2000 - ricorda- in base ai dati forniti dalla Iata ci sono stati 1.000 aerei danneggiati in tutto il mondo a causa delle eruzioni vulcaniche con un danno stimato in oltre 250 milioni di dollari. In sette casi di attraversamenti di nubi di cenere vulcanica ci sono stati avarie al motore: in Alaska ed Indonesia si sono verificati i casi più eclatanti dove due Jumbo hanno avuto avarie a tutti e quattro i motori e solo poco prima di precipitare sono riusciti a riprendere il controllo.

«Noi piloti - ha sottolineato Manera - ci domandiamo cosa è stato fatto dopo l'esperienza dell'anno scorso per garantire l'operatività dell'aeroporto di Catania. Io che volo da 33 anni e sono stato molto volte a Fontanarossa posso dire che non è stato fatto nulla. La responsabilità è di chi gestisce l'operatività degli aeroporti in Italia e cioè l'Enac, a cui comunque abbiamo dato la nostra disponibilità a risolvere il problema. Esiste un piano per l'aeroporto di Sigonella dove però l'atterraggio è consentito solo di giorno a vista, a pochi piloti autorizzati ed in più ci sono delle restrizioni in relazione alle condizioni del vento».

«Serve un contingency plan e va fatta - conclude il responsabile della sicurezza del volo dell'Alitalia - una seria valutazione del fatto che si opera su un aeroporto con milioni di passeggeri all'anno che si trova vicino ad un vulcano attivo la cui operatività è a rischio ogni anno nella misura del 15-20%. Siamo danneggiati da questa situazione ed auspichiamo anche l'intervento della pubblica amministrazione, mentre non vorremmo oltre al danno pure la beffa».  ( da www.lasicilia.it )