Padre Vincenzo Mirenna, gesuita paternese (Zio dell'Avv. Barbaro Mirenna)

       Padre Vincenzo Mirenna - fratello di P. Francesco di P. Mirenna - missionario gesuita di Paternò, anch'egli gesuita, partecipò in prima persona alle onoranze al "Braccio taumaturgo di S. Francesco Saverio, svoltesi a Catania dal 27 aprile al 4 maggio 1924.

       Domenica 27 aprile 1924. I due giornali catanesi: Giornale dell'Isola e Corriere di Sicilia, di buon mattino pubblicavano un lungo articolo con un'incisione del S. Braccio, con cui, destando l'aspettazione del popolo, accennavano il programma del solenne ingresso.

       Questo dovea svolgersi con triplice fase. Dalla stazione ferroviaria alla Chiesa di Guardia, l'amena borgata in riva al

mare, in forma privata. Da Guardia alla Chiesa di S. Agata al Borgo, l'ingresso doveva assumere la forma di un grandioso corteo di automobili; al Borgo il corteo dovea tramutarsi in solenne processione, la quale, snodandosi lungo la diritta e magnifica via Etnea, dovea raccogliersi in cattedrale.

       Ed il programma si svolse con la massima esattezza. Poco dopo le ore 12 arrivarono col treno da Siracusa i Padri Vincenzo Mirenna e La Spina, che portavano il S. Braccio. Il viaggio da Modica a Catania, riferirono i due Padri, fu un vero trionfo. Tutto il personale del treno, tutti i viaggiatori affluivano nello scompartimento dei Padri per venerare e baciare devotamente la S. Reliquia. Alcune stazioni rigurgitavano di gente che, informata del passaggio, era accorsa per vederla e ricevere almeno la sola benedizione.

       Il S. Braccio venne portato in giro per la diocesi, tra cui anche la Città di Paternò, dove fu accolto nella Chiesa dell'ex Monastero dal Rev. Prevosto Costa, che aveva già tenuto nella Chiesa Madre un triduo, che tenne desto sino al giorno dell'arrivo un sacro entusiasmo di fede per l'apostolo delle Indie. La ressa di popolo era tale da non bastare qualunque forza di P. S., del resto non ce n'era bisogno se non per un certo ordine.