Un decreto del Ministro per la Salute

Controlli antidoping, regole più severe

Molti obblighi, riservatezza e segreto d’ufficio

Decreto  del Ministero della Salute, 7 agosto 2002

Nuove e stringenti regole per le procedure di controllo antidoping  in tutte le discipline sportive sono contenute in un decreto del Ministro per la salute pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n° 250 del 4 ottobre 2002. Il Ministero ha inteso con il provvedimento dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge 376 del 14 dicembre 2000 che rimandava ad una speciale Commissione la fissazione dei nuovi criteri dei controlli antidoping nelle attività sportive. Il decreto reca in allegato una minuziosa descrizione delle modalità della scelta della gare da controllare, dell’organizzazione e delle modalità dei prelievi e della verbalizzazione, delle analisi e delle eventuali controanalisi. In particolare si prescrive il segreto d’ufficio sull’elenco delle gare da sottoporre a controllo. Il decreto pone particolare attenzione alle garanzie sulla regolarità delle operazioni di prelievo. Figura centrale è il medico prelevatore, responsabile di tutte le operazioni, mentre viene fortemente limitato il numero delle persone autorizzate a intervenire nelle procedure.

DECRETO 7 agosto 2002

MINISTERO DELLA SALUTE

Norme procedurali per l’effettuazione dei controlli anti-doping e per la tutela della salute, ai sensi dell’art. 3, comma 1 della legge 14 dicembre 2000, n. 376.

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la legge 14 dicembre 2000, n. 376 recante “Disciplina della tutela sanitaria delle attività  sportive e della lotta contro il doping” ed in particolare l’art. 3, comma 1, lettera b), che prevede che la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive: “determina, anche in conformità  delle indicazioni del CIO e di altri organismi ed istituzioni competenti, i casi, i criteri e le metodologie dei controlli anti-doping., tenuto conto delle caratteristiche delle competizioni e delle attività sportive stesse”;

Visto il decreto 31 ottobre 2001, n. 440, recante “Regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive”;

Visto il decreto 12 marzo 2001, recante la “Composizione della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive”;

Visto l’art. 4, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 [1];

Vista la proposta della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive espressa in data 15 maggio 2002;

Decreta:

Art. 1.

1. Sono adottate le norme procedurali per l’effettuazione dei controlli anti-doping e per la tutela della salute, allegate al presente  decreto,  oggetto  di  specifica determinazione della Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, ai sensi dell’art. 3, comma 1 della legge 14 dicembre 2000, n. 376 [2], alle quali viene data piena applicazione.

Il presente decreto sarà trasmesso agli organi di controllo per la registrazione e verrà  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 7 agosto 2002

Il Ministro: Sirchia

Allegato 1

TITOLO I

Disposizioni generali

Art. 1.

Campo di applicazione

1. Il controllo sanitario e anti-doping sulle competizioni e sulle attività  sportive viene svolto in tutte le discipline e pratiche  sportive  e  può  essere effettuato sulle urine. La Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, in seguito denominata “Commissione”,  individua  le occasioni nelle quali svolgere i controlli e le modalità di scelta dei soggetti da controllare.

2. La realizzazione dei controlli anti-doping e per la tutela della  salute  avviene d’intesa con gli organismi con cui la Commissione stipula apposite convenzioni secondo modalità regolate dalle stesse e dalla presente procedura.

3. La Commissione compila un elenco di medici prelevatori per l’esecuzione  dei  prelievi,  su  indicazione  degli  organismi convenzionati.

Sulla scelta delle competizioni ed attività sportive oggetto di controllo anti-doping, sulle designazioni dei medici prelevatori, sull’effettuazione dei prelievi, sui nominativi degli atleti da controllare e controllati, sull’esito delle analisi, è mantenuto il segreto d’ufficio.

Art. 2.

Modalità organizzative

1. Le federazioni sportive, a partire dal 1 luglio 2002, con cadenza almeno trimestrale, comunicano alla Commissione l’elenco delle manifestazioni sportive di loro competenza, corredate di data di inizio, località di svolgimento, durata e tipologia delle stesse. Nel caso in cui la manifestazione dovesse avere luogo prima di tre mesi dalla decisione, la comunicazione è effettuata contestualmente alla decisione stessa.

 2. Per l’effettuazione dei controlli anti-doping e per la tutela della salute, le società sportive ospitanti o gli enti organizzatori delle manifestazioni sportive mettono a disposizione, come già previsto nei regolamenti sportivi, un locale per il prelievo, comprendente una zona di attesa ed un vano per le operazioni di controllo,  dotato di servizi igienici. Il locale è  altresì corredato di un tavolo con sedie e fornito di almeno due tipi di bibite analcoliche diverse e sigillate, in contenitori di vetro o alluminio,  non  contenenti  sostanze vietate, che sono aperti dall’atleta o sotto la sua osservazione.

 3. Il medico incaricato di effettuare il prelievo viene designato con lettera ufficiale. Copia della lettera è consegnata dal medico prelevatore al responsabile della organizzazione della gara o della società ospitante. Questi ultimi provvedono a consegnare agli atleti da sottoporre al controllo la notifica dello stesso preparata dal medico prelevatore.

4. Gli atleti, i medici sociali, i massaggiatori, i tecnici, i dirigenti accompagnatori e le società  sono tenuti a prestare la massima collaborazione per il miglior espletamento e rispetto delle procedure  del  controllo  anti-doping.  Il  responsabile della manifestazione consente l’accesso al medico prelevatore, con la propria autovettura, nel luogo più vicino alla zona adibita al prelievo.

TITOLO II

Controlli anti-doping sulle urine

Art. 3.

Scelta degli eventi e dei soggetti

1. La Commissione,  nei tempi concordati con l’organismo convenzionato, trasmette alla sede legale dello stesso un plico (A) chiuso e sigillato contenente le buste chiuse e sigillate (B) relative ai singoli eventi sportivi da sottoporre a controllo. Su ciascuna delle suddette buste (B) viene riportato: la federazione interessata, la denominazione dell’evento, il luogo e la data dello stesso. Ciascuna busta (B) contiene indicazioni relative al controllo di norma di quattro atleti dello stesso sesso. L’incaricato designato dal legale rappresentante dell’organismo convenzionato apre la busta (A) e provvede a designare i medici prelevatori ai quali far pervenire le buste (B) chiuse e sigillate.

2. Dentro ciascuna busta (B) chiusa e sigillata relativa alla manifestazione sono contenute un numero di buste C  chiuse e sigillate all’interno delle quali vi è l’indicazione dei criteri di scelta dei soggetti da sottoporre al controllo. Il numero delle buste C è uguale al numero delle gare da controllare; ciascuna busta C reca all’esterno l’indicazione della gara da controllare. Almeno un’ora prima dell’inizio presunto delle operazioni di controllo, il medico prelevatore comunica ai dirigenti delle società interessate l’effettuazione del controllo stesso.

3. Il medico prelevatore, dopo aver aperto le buste C ed individuati i nominativi dei soggetti da sottoporre al controllo, cura con la collaborazione del responsabile della manifestazione l’inoltro della notifica stessa agli atleti selezionati.

4. Al termine di ogni mese i nominativi dei medici prelevatori designati  sono  comunicati,  dall’organismo convenzionato, alla Commissione. L’elenco degli eventi da sottoporre al controllo è trasmesso anche all’Istituto superiore di sanità .

Art. 4.

Modalità di esecuzione dei prelievi anti-doping

1. Nel caso di controlli anti-doping in gara:

a) prima del termine della gara di interesse, in tempo utile tenuto conto delle differenti tipologie delle discipline, alla presenza del responsabile sportivo della manifestazione, la busta C viene aperta e vengono rese note le indicazioni sui soggetti da controllare. Possono essere sottoposti a controllo anche gli atleti espulsi o ritiratisi nel corso della gara e quelli che l’hanno abbandonata per un infortunio tale da non richiedere l’immediato ricovero ospedaliero;

b) al  termine  della competizione, gli atleti si recano immediatamente nel locale riservato al controllo anti-doping. Il medico prelevatore, d’intesa con il rappresentante della federazione sportiva se presente o della società di appartenenza, accerta che le operazioni di prelievo siano predisposte in maniera da garantirne la regolarità  con il minor disagio per gli atleti, ai quali è illustrata la procedura per la raccolta del campione di urina;

c) il medico o il dirigente sociale consegna, in duplice copia per la Commissione e per la federazione di appartenenza e in busta chiusa e sigillata, al medico prelevatore designato le eventuali notifiche  individuali  di  trattamenti terapeutici che abbiano comportato il ricorso a sostanze il cui uso è sottoposto ad alcune restrizioni, riguardanti gli atleti sottoposti al controllo.

2. Nel caso di controlli anti-doping fuori gara, il medico prelevatore designato:

a) individua un locale idoneo con le caratteristiche previste dall’art. 3;

b) notifica ai singoli atleti e ai dirigenti delle società interessate o ai responsabili sportivi, se presenti, l’effettuazione del controllo, l’ora e il luogo del prelievo che di norma ha inizio entro trenta minuti. Il medico prelevatore richiede comunque, al momento del suo arrivo, la lista degli atleti tesserati e dei presenti con la motivazione delle eventuali assenze.

3. Gli atleti, identificati dal medico prelevatore, restano nei locali riservati al controllo anti-doping fino ad avvenuto prelievo del campione ed alla conclusione delle connesse operazioni. È sottoposto al controllo anti-doping un solo atleta alla volta.

4. Le operazioni si intendono concluse con la sigillatura dei contenitori e delle eventuali borsette termiche; quindi l’atleta ha la facoltà  di restare nel locale sino alla sigillatura delle borse per il trasporto.

5. Il medico prelevatore provvede a portare un numero di kit tale da consentire a ciascun atleta la scelta fra almeno due kit. Ciascun atleta sceglie uno fra i kit disponibili per il prelievo anti-doping verificandone  l’integrità . Possono essere utilizzati solo kit approvati dalla Commissione.

6. Per i controlli sulle urine il kit, di norma, è così costituito: un recipiente sterile e sigillato, graduato, per la raccolta delle urine; un flacone graduato contrassegnato con la lettera A, dotato di idoneo sistema di sigillatura; un flacone graduato contrassegnato con la lettera B, dotato di idoneo sistema di sigillatura; adeguato contenitore/i termico/i eventualmente sigillabili; adeguata borsa per il trasporto.

7. Il medico prelevatore ha cura di portare un quantitativo opportuno di guanti monouso per se e per gli atleti da controllare.

8. Nessuno può  essere ammesso al locale tranne: il medico prelevatore, gli atleti identificati, il medico della società o dell’atleta o, in sua assenza, il dirigente accompagnatore della società , il rappresentante della federazione sportiva competente, l’eventuale  membro della Commissione designato dalla stessa e l’eventuale rappresentante dell’Istituto superiore di sanità , da quest’ultimo designato. L’organismo convenzionato ha la facoltà di designare un ulteriore medico che assiste per necessità didattiche alle operazioni di controllo anti-doping, sotto la responsabilità del medico prelevatore. Durante le operazioni di prelievo non possono essere eseguite riprese audio o video di alcun genere.

Art. 5.

Modalità di raccolta dei campioni di urina

1. La raccolta del campione di urine, nell’apposito recipiente, avviene alla presenza del medico prelevatore che è dello stesso sesso dell’atleta. Ciascun atleta rimane nel locale fino a che non produce la quantità  minima di urina superiore ad almeno 75 ml, e può  assumere le bevande analcoliche, gasate o non gasate indicate nell’art. 2, comma 2. Qualora la quantità  di urina prodotta dall’atleta sia insufficiente, il campione incompleto viene sigillato e l’atleta rimane sotto osservazione. Ove l’attesa per il prelievo si protragga, il medico prelevatore, a sua esclusiva discrezione, può consentire all’atleta di fare la doccia e vestirsi, senza lasciare il locale. Il campione prelevato viene dissigillato quando l’atleta è in grado di produrre l’ulteriore quantità di urina necessaria per completare l’operazione di prelievo.

2. Una volta prodotto il campione, l’atleta, in presenza del medico prelevatore e con la eventuale collaborazione di quest’ultimo, utilizzando la protezione dei guanti, travasa l’urina dal recipiente ai flaconi A e B in modo che circa i 2/3 del volume originario siano immessi nel flacone A ed 1/3 (e comunque non meno di 25 ml) nel flacone B, avendo cura di lasciare un residuo di liquido all’interno del recipiente utilizzato per il prelievo, sufficiente per consentire la determinazione del pH e della densità .

3. Il medico prelevatore effettua la misura del pH e della densità  utilizzando il residuo di urina appositamente lasciato nel recipiente usato per il prelievo e riporta il risultato sul verbale di prelievo anti-doping. Il valore del pH deve essere compreso fra 5 e 7 e la densità deve essere uguale o superiore a 1.010. Qualora il campione prelevato non rientri in tali parametri si procede ad una singola ulteriore raccolta di urine con le modalità  fin qui descritte. Terminate le operazioni di prelievo e la sigillatura dei campioni raccolti, il medico invita l’atleta ad eliminare, sotto la sua osservazione, il residuo delle urine. Tutti i campioni vanno comunque inviati al Laboratorio.

4. Ciascun flacone deve essere sigillabile; se inserito in altro contenitore, anche quest’ultimo deve essere sigillabile. I flaconi e gli eventuali contenitori sono introdotti in apposite borsette termiche, eventualmente sigillabili, che sono a loro volta inserite in apposita borsa per la spedizione, conforme alla normativa vigente per il trasporto di materiali biologici, che è a sua volta chiusa con un sigillo.

5. Tutte le suddette operazioni sono eseguite alla presenza dell’atleta e del medico della società o dell’atleta o del dirigente accompagnatore della società . A questi è consentito di constatare che i flaconi, i contenitori, la borsetta termica e la borsa di trasporto siano stati sigillati in modo corretto e che i sigilli relativi  ai flaconi ed ai contenitori corrispondano a quelli riportati sul verbale di prelievo anti-doping.

Art. 6.

Verbale di prelievo

1. Il medico prelevatore compila, per ciascun atleta sottoposto al controllo, il verbale di prelievo anti-doping in quattro copie secondo il modello predisposto dalla Commissione. Detto verbale è firmato dall’atleta, il quale in tal modo attesta la corretta esecuzione della procedura seguita per l’effettuazione del prelievo, dal  medico della società  o dell’atleta oppure dal dirigente accompagnatore della società , se presenti, e dal medico prelevatore. Le firme delle persone precedentemente indicate sono apposte sul verbale di prelievo anti-doping dopo che i contenitori A e B sono stati chiusi e sigillati. Eventuali dichiarazioni dell’atleta o del medico della società  o dell’atleta o del dirigente accompagnatore della società sono riportate sul verbale di prelievo anti-doping.

2. Nel caso di controlli fuori gara il verbale viene compilato e firmato dal medico prelevatore, dall’atleta e, se presente, dal medico della società  o da un suo responsabile e dal medico della federazione competente, se presente.

3. Le copie del verbale sono ordinate come segue:

a) la prima copia è inserita nell’apposita busta indirizzata alla Commissione sul cui esterno sono riportati, a cura del medico prelevatore, i riferimenti relativi alla federazione sportiva o ente di promozione sportiva competente all’evento, con la località e la data di svolgimento. Le eventuali dichiarazioni del medico e/o notifiche di farmaci soggetti a restrizioni somministrati all’atleta controllato sono allegate al verbale e inserite nella busta destinata alla Commissione;

b) la seconda copia è inserita nell’apposita busta indirizzata alla federazione sportiva o ente di promozione sportiva interessata, sul cui esterno sono riportati, a cura del medico prelevatore, i riferimenti relativi alla federazione sportiva o ente di promozione sportiva competente all’evento con la località  e la data di svolgimento;

c) la terza copia, anch’essa inserita in un’apposita busta chiusa e sigillata, viene consegnata all’atleta;

d) la quarta copia non deve contenere alcun dato identificativo dell’atleta  e  va inserita nell’apposita busta indirizzata al laboratorio di analisi anti-doping.

4. Sulle copie di cui alle lettere a), b), c) sono riportati i dati identificativi dell’atleta. La busta di cui alla lettera d) è inserita nel contenitore di trasporto in cui si trovano i campioni A.

Tutte le buste sono sigillate e controfirmate dal medico prelevatore e  dal  rappresentante  della  federazione o società  sportiva interessata, se presente. Le buste a) e b) vengono inoltrate rispettivamente  alla  Commissione ed alla federazione sportiva interessata,  a  cura  del medico prelevatore. Se presente il rappresentante federale, il medico prelevatore può consegnare a questi le buste b) per l’inoltro al competente ufficio della federazione stessa. Nel contenitore di trasporto dei campioni è inserita solo la busta di cui alla lettera d).

5. Su ogni copia del verbale di prelievo è riportato il numero di  codice  corrispondente  ai flaconi di urina prelevati, ai contenitori ed alle borse termiche. La firma dell’atleta sul verbale di prelievo certifica anche la correttezza dell’apposizione di tutte le etichette.

6. I destinatari delle buste contenenti i verbali dei controlli anti-doping di cui alle lettere a), b), c) hanno l’obbligo di conservarle con la massima cura, con il divieto di aprirle o manometterle fino alla comunicazione del risultato.

7. Il medico prelevatore compila in ogni sua parte il verbale di prelievo anti-doping, richiedendo all’atleta e riportando sul modulo le dichiarazioni su qualsiasi trattamento farmacologico e medico al quale l’atleta si sia sottoposto almeno nei sette giorni precedenti il prelievo. Il medico prelevatore segnala inoltre alla Commissione, mediante  rapporto  scritto  separato,  eventuali comportamenti, tentativi od azioni condotte da chiunque, tesi ad evitare che l’atleta designato si sottoponga al controllo anti-doping, ovvero comportamenti e tentativi che contravvengano alla corretta esecuzione del prelievo.

Art. 7.

Analisi di laboratorio

1. L’inoltro dei campioni di urina al laboratorio di analisi anti-doping è  effettuato con mezzo celere secondo le disposizioni impartite dalla Commissione.

2. L’apertura della borsa di trasporto, della borsetta termica e del contenitore A avviene presso la sede del laboratorio anti-doping che effettua le analisi. Il flacone A viene utilizzato per la prima analisi. Il contenitore B, estratto dalla corrispondente borsa di trasporto e dalla borsetta termica e verificatane l’integrità dei sigilli, viene conservato sigillato in condizioni tali da garantirne l’integrità . In caso di positività della prima analisi, il campione B viene dissigillato in occasione dell’analisi di revisione se richieste dall’atleta. In questo caso, la richiesta di controanalisi è  notificata all’autorità  giudiziaria facendo presente i tempi entro i quali, per motivi di attendibilità , le stesse controanalisi saranno effettuate.

3. Le analisi dei campioni A e B vengono svolte esclusivamente dal laboratorio di analisi anti-doping, secondo la convenzione con la Commissione.

4. Il laboratorio esegue le analisi e comunica i risultati nel più breve tempo possibile, come specificato nella convenzione.

5. I risultati positivi e negativi delle analisi sono comunicati dal  laboratorio alla Commissione. L’accertamento dell’identità dell’atleta risultato positivo avviene presso la Commissione mediante il  confronto  contestuale  tra la comunicazione dell’esito di positività emesso dal laboratorio anti-doping, recante il codice del campione, e il verbale del prelievo anti-doping in possesso della Commissione.

6. Una volta determinata l’identità dell’atleta, la Commissione provvede  con  la  massima tempestività  a darne comunicazione all’autorità   giudiziaria,  all’atleta,  al  presidente  della federazione interessata, alla società di appartenenza, e al CONI, a mezzo telegramma, o fax o raccomandata, o altro mezzo di trasmissione opportuno  eventualmente  concordato  con  il  destinatario. Il laboratorio, nel rispetto dei regolamenti internazionali e delle norme per l’accreditamento, è  autorizzato a dare comunicazione dell’esito positivo delle analisi, limitatamente al solo codice del campione trovato positivo, direttamente al CIO ed alle federazioni internazionali di competenza.

7.  L’eventuale  analisi di revisione viene effettuata dal laboratorio  di  analisi  anti-doping  su richiesta dell’atleta interessato, ed a sue spese, con il consenso, ove necessario, del magistrato incaricato del caso. La Commissione concorda con il laboratorio la data di effettuazione delle controanalisi dandone comunicazione all’atleta ed al magistrato incaricato con un preavviso di almeno sette giorni. La data fissata per le analisi di revisione è comunicata dalla Commissione anche al presidente della federazione interessata,  ed alla società  di appartenenza e al CONI. La comunicazione è inviata a mezzo telegramma, o fax o raccomandata, o altro mezzo di trasmissione idoneo.

 8. Alle analisi di revisione, fin dalla fase di apertura del campione B, può  assistere l’atleta interessato oppure un suo rappresentante, appositamente delegato dall’atleta stesso o dalla società  di appartenenza con lettera o mezzo fax, purché pervenga alla Commissione entro e non oltre le 24 ore precedenti la data stabilita per le operazioni di controanalisi.

9. L’atleta od il rappresentante delegato può essere assistito da un perito, il cui nominativo e la cui qualifica sono notificati nel termine precedentemente indicato. Il laboratorio non consente l’accesso nei propri locali a persone non preventivamente accreditate dalla Commissione o dal magistrato.

10. All’apertura dei campioni relativi alle analisi di revisione possono  altresì  assistere un rappresentante della federazione interessata ed un membro della Commissione accreditato.

11.  Qualora, a seguito delle analisi di revisione, venga confermato l’esito di positività , la Commissione, dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale da parte del laboratorio, provvede a darne comunicazione  al  magistrato,  al presidente della federazione interessata, all’atleta confermato positivo ed alla società di appartenenza e al CONI a mezzo raccomandata o altro mezzo di trasmissione idoneo.

12. Qualora l’analisi di revisione fornisca esito negativo, la Commissione provvede a darne notifica ai soggetti indicati nel comma precedente con le stesse modalità .

[1] Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165  "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2001- Supplemento Ordinario n. 112 Articolo 4 Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni e responsabilità  

1. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento ditali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi spettano, in particolare: a) le decisioni in materia di atti normativi e l'adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo;

[2] Legge 14 dicembre 2000, n. 376 "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 18 dicembre 2000

Art. 3. (Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive)

1. È istituita presso il Ministero della sanità la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, di seguito denominata "Commissione", che svolge le seguenti attività:

a) predispone le classi di cui all’articolo 2, comma 1, e procede alla revisione delle stesse, secondo le modalità di cui all’articolo 2, comma 3;

b) determina, anche in conformità alle indicazioni del CIO e di altri organismi ed istituzioni competenti, i casi, i criteri e le metodologie dei controlli anti-doping ed individua le competizioni e le attività sportive per le quali il controllo sanitario è effettuato dai laboratori di cui all’articolo 4, comma 1, tenuto conto delle caratteristiche delle competizioni e delle attività sportive stesse;

c) effettua, tramite i laboratori di cui all’articolo 4, anche avvalendosi di medici specialisti di medicina dello sport, i controlli anti-doping e quelli di tutela della salute, in gara e fuori gara; predispone i programmi di ricerca sui farmaci, sulle sostanze e sulle pratiche mediche utilizzabili a fini di doping nelle attività sportive;

d) individua le forme di collaborazione in materia di controlli anti-doping con le strutture del Servizio sanitario nazionale;

e) mantiene i rapporti operativi con l’Unione europea e con gli organismi internazionali, garantendo la partecipazione a programmi di interventi contro il doping.

f) può promuovere campagne di informazione per la tutela della salute nelle attività sportive e di prevenzione del doping, in modo particolare presso tutte le scuole statali e non statali di ogni ordine e grado, in collaborazione con le amministrazioni pubbliche, il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), le federazioni sportive nazionali, le società affiliate, gli enti di promozione sportiva pubblici e privati, anche avvalendosi delle attività dei medici specialisti di medicina dello sport. ( da www.italiapuntodoc.it )