Rc auto: assalto ai rimborsi

La Corte di Cassazione ha detto sì ai ricorsi

Via libera ai ricorsi per il rimborso delle Rc auto. La Corte di Cassazione ha riconosciuto agli automobilisti la possibilità di intraprendere azioni legali nei confronti delle compagnie assicurative colpevoli di aver aumentato le polizze auto violando le leggi sulla concorrenza e il mercato (vedi box a lato).

Informazioni e moduli fac-simile, su come fare a riavere indietro i soldi dell'assicurazione, si trovano sui siti delle associazioni dell'Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). Cinquanta mila i moduli scaricati da internet tra il 15 e il 16 gennaio. Diciotto milioni, invece, i ricorsi stimati dalle associazioni dei consumatori. Ma chi ha diritto al rimborso?

Tutti gli assicurati a una delle 17 compagnie sanzionate dall'Antitrust e costrette a pagare una multa di 608 miliardi di vecchie lire: Allianz Subalpina, Assitalia, Axa, Azuritalia, Fondiaria, Gan, Generali, Helvetia, Lloyd adriatico, Milano, Ras, Reale Mutua, Sai, Toro, Unipol, Winterthur e Zurigo. A richiedere il rimborso può essere anche il possessore di un motorino.

La procedura, si legge sui siti delle associazione dei consumatori, è semplice: basta mandare una raccomandata all'assicurazione chiedendo il rimborso pari al 15-20% pagato ogni anno. Passati 15 giorni senza risposta o con risposta negativa, si può presentare ricorso al Giudice di pace (vedi box a lato) per chiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite dalle compagnie.

Nel presentare ricorso si dovrà allegare copia delle polizze di assicurazione e delle quietanze di premio, pagate per ogni anno per cui si chiede il rimborso. Per richieste inferiori ai 516 euro non è necessaria l'assistenza di un legale.

L'Adiconsum invita comunque gli automobilisti interessati a non farsi eccessive illusioni «poiché è probabile che le compagnie chiederanno l'intervento del legislatore, come a suo tempo fu fatto per un problema di minore importanza per un recupero telefonico».

18  gennaio  2003 ( da www.libero.it )