PUBBLICO IMPIEGO E COMPETENZA GIURISDIZIONALE, ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI BELLUNO

1. Nelle controversie di lavoro spetta al Tribunale in composizione collegiale - e non alla Corte d'Appello - l'esame del reclamo proposto avverso i provvedimenti cautelari emessi dallo stesso Tribunale in composizione monocratica (cfr. App. Lecce 27.4.2000 e App. Catanzaro 16.3.2000, in Foro It., 2000, 2016) e ciò anche in materia di pubblico impiego (v. Trib. Venezia 8.6.2000 e Trib. Brindisi 26.5.2000, in Foro It., 2001, 719), nella quale non trova applicazione, nel giudizio di primo grado, la deroga alla competenza in favore del foro erariale (cfr. Cass. 7.6.2001 n. 7699, Cass. 27.2.2001 n. 2871).

2. Il criterio della rotazione degli incarichi dirigenziali (previsto dall'art. 19 d.lgs. n. 165/2001) deve essere applicato senza dare luogo a discriminazioni e nel rispetto dei principi di partecipazione, del contraddittorio e della trasparenza nell'attività dell'amministrazione.


1. CONTROVERSIE DI LAVORO - PROVVEDIMENTI CAUTELARI - RECLAMO - COMPETENZA - SPETTA AL TRIBUNALE IN COMPOSIZIONE COLLEGIALE - ANCHE IN MATERIA DI PUBBLICO IMPIEGO
2. PUBBLICO IMPIEGO - DIRIGENZA - ROTAZIONE DEGLI INCARICHI

TRIBUNALE DI BELLUNO - ORDINANZA 3 OTTOBRE 2002

(Omissis)

Il Tribunale,

premesso che il Giudice del Lavoro - pronunciando sul ricorso proposto ai sensi degli artt. 669-ter e 700 c.p.c. - con ordinanza depositata in data 23.5.2002 ha accolto la domanda cautelare proposta dalla dott.ssa M. G. nei confronti dell'Agenzia del Territorio, ordinandone la reintegrazione nelle funzioni di Direttrice dell'Ufficio di Belluno;
premesso altresì che, avverso detta ordinanza, è stato proposto reclamo al Tribunale di Belluno, con ricorso depositato in data 10.6.2002, e che la resistente ha depositato comparsa di costituzione con reclamo incidentale in data 2.7.2002;
premesso che il Tribunale ha disposto, con ordinanza pronunciata all'udienza del 4.7.2002, l'integrazione del contraddittorio nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, in quanto parte, sebbene non costituita, nella fase del procedimento svoltasi davanti al Giudice del Lavoro, e che detto Ministero si è costituito con memoria depositata all'udienza del 3.10.2002;
osserva quanto segue.
Va innanzitutto affermata la competenza dell'adito Tribunale di Belluno a pronunciare sul reclamo proposto avverso l'ordinanza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Belluno.
Invero, nelle controversie di lavoro spetta al Tribunale in composizione collegiale - e non alla Corte d'Appello - l'esame del reclamo proposto avverso i provvedimenti cautelari emessi dallo stesso Tribunale in composizione monocratica (cfr. App. Lecce 27.4.2000 e App. Catanzaro 16.3.2000, in Foro It., 2000, 2016), e ciò anche in materia di impiego pubblico (v. Trib. Venezia 8.6.2000 e Trib. Brindisi 26.5.2000, in Foro It., 2001, 719), nella quale non trova applicazione, nel giudizio di primo grado, la deroga alla competenza in favore del foro erariale (cfr. Cass. 7.6.2001 n. 7699, Cass. 27.2.2001 n. 2871).
L'eccezione preliminare sollevata dalla reclamata va quindi rigettata, e si deve procedere all'esame dei motivi di reclamo principale.
la censura relativa all'asserita novità della domanda di reintegra è infondata.
Nel ricorso introduttivo è stata infatti richiesta la pronuncia dei provvedimenti d'urgenza "che appaiono più idonei ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione di merito", domanda precisata nella memoria del 14.5.2002; va comunque rilevato che nel procedimento cautelare non debbono ritenersi operanti le preclusioni proprie del giudizio di cognizione.
Il Giudice del Lavoro, disponendo la reintegrazione della ricorrente nelle funzioni di direttrice, ha pronunciato su una domanda ritualmente introdotta in giudizio.
Sulla dedotta violazione dell'art. 4 della legge n. 2248/1865, si osserva che il primo giudice non ha ordinato all'amministrazione un "facere" (stipulazione di un contratto), bensì ha disposto che la Dirigente rimanga assegnata alle precedenti funzioni e non venga trasferita nelle more del giudizio di merito ("non facere"), nell'ambito di un rapporto di lavoro che, nel corso del suo svolgimento, ha natura privatistica.
Il provvedimento reclamato, pertanto, costituisce legittimo esercizio dei poteri spettanti al Giudice Ordinario nei confronti dell'Agenzia del Territorio, quale datore di lavoro, nell'ambito del rapporto dirigenziale oggetto del giudizio.
In ordine all'asserita violazione della normativa contenuta nel contratto collettivo relativo al personale dirigente ed al richiamo dei principi di correttezza e buona fede nello svolgimento del rapporto, è sufficiente rilevare che il criterio della rotazione degli incarichi (previsto dall'art. 19 d.lgs n. 165/2001) deve essere applicato senza dare luogo a discriminazioni, e nel rispetto dei principi di partecipazione, del contraddittorio e della trasparenza nell'attività dell'amministrazione.
Nella fattispecie concreta - alla stregua della valutazione formulata dal primo giudice, che il Tribunale ritiene di condividere - tali principi non sembrano invece rispettati (essendo pacifico che, allo stato, il criterio della rotazione si è applicato soltanto nei confronti della ricorrente, la quale risulta quindi discriminata rispetto agli altri dirigenti), per cui il provvedimento reclamato deve essere confermato.
Va infine rigettato il reclamo incidentale, volto ad ottenere il rinnovo del contratto per la durata minima di due anni, considerato che la misura cautelare adottata ha carattere strettamente temporaneo ("fintantoché l'amministrazione non conformerà a tali regole e principi il proprio operato"), non risultando necessario, al fine di assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione, la pronuncia in via d'urgenza di un provvedimento del tutto anticipatorio della sentenza di merito.
In considerazione della natura delle questioni affrontate e del rigetto sia del reclamo principale che del reclamo incidentale, ricorrono giusti motivi per l'integrale compensazione tra le parti delle spese del procedimento ex art. 669 - terdecies c.p.c.

P.Q.M.

Il Tribunale di Belluno, pronunciando nel procedimento ex art. 669-terdecies c.p.c., così provvede:
rigetta il reclamo principale nonché il reclamo incidentale, e conferma l'ordinanza impugnata.

( omissis ) ( da www.comuni.it )