PUBBLICO IMPIEGO E PROVVEDIMENTI DI COMANDO, NUOVA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

1. Il provvedimento di comando e quello che ne dispone la cessazione hanno carattere ampiamente discrezionale.

2. Il carattere ampiamente discrezionale dell'atto che ha disposto la cessazione del comando comporta che non possa essere considerato sintomo di eccesso di potere il fatto che quest'ultimo sia stato emanato in occasione (o a seguito) di accertamenti che avrebbero rilevato comportamenti di possibile rilevanza penale oltre che amministrativa a carico del dipendente comandato.


1. PUBBLICO IMPIEGO - PROVVEDIMENTO DI COMANDO - NATURA DISCREZIONALE
2. PUBBLICO IMPIEGO - PROVVEDIMENTO CHE DISPONE LA CESSAZIONE DEL COMANDO - EMANATO A SEGUITO DI ACCERTAMENTI CHE AVREBBERO RILEVATO COMPORTAMENTI DI POSSIBILE RILEVANZA PENALE OLTRE CHE AMMINISTRATIVA A CARICO DEL DIPENDENTE COMANDATO - LEGITTIMITÀ

Consiglio di Stato, sez. VI, Sentenza 8 gennaio 2003 n. 2

(Omissis)

FATTO e DIRITTO

1.- Il TAR Reggio Calabria, con la sentenza appellata, ha annullato il provvedimento con il quale il Ministero del Lavoro ha disposto la cessazione del comando della ricorrente con decorrenza 1° gennaio 1996, accogliendo la censura di eccesso di potere per sviamento dalla causa tipica, formulata con i motivi aggiunti.
Appella l'Amministrazione, chiedendo la riforma della sentenza impugnata.
Resiste l'interessata, contestando la fondatezza dell'appello.
All'udienza dell'8 ottobre 2002, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
2.- Il primo giudice, muovendo dalla premessa che l'istituto del comando è disposto per esigenze di servizio ovvero in presenza di specifica competenza, ha riconosciuta fondata la censura di eccesso di potere, perché la mancata proroga del comando è dovuta a presunti comportamenti di rilevanza penale ed amministrativa della ricorrente, e perché, nonostante il carico di lavoro nella sezione staccata di Bova Marina fosse rimasto invariato, è stata disposta la cessazione del comando, che era stato concesso per esigenze di servizio.
L'appello è fondato.
Deve condividersi la tesi della Avvocatura dello Stato che rileva il carattere ampiamente discrezionale sia del provvedimento di comando sia del provvedimento che ne dispone la cessazione.
Questo carattere ampiamente discrezionale dell'atto che ha disposto la cessazione del comando, comporta che non possa essere considerato sintomo di eccesso di potere il fatto che quest'ultimo sia stato emanato in occasione (o a seguito) di accertamenti che avrebbero rilevato comportamenti di possibile rilevanza penale oltre che amministrativa a carico della ricorrente.
Tale contingenza ha indotto il Direttore dell'U.P.L.M.O. di Reggio Calabria a riconsiderare le esigenze di servizio della Sezione di Bova Marina (nota del 22.11.1995) e a ravvisare la superfluità dell'impiego di due unità lavorative in posizione di comando rispetto al carico funzionale di detta Sezione, per il quale sono stati ritenuti sufficienti i quattro dipendenti di ruolo del Ministero del Lavoro.
L'appello va, pertanto, accolto, e, in riforma della sentenza impugnata, va respinto il ricorso di primo grado. ( www.comuni.it )