Lo si desume dal Testo unico sulle imposte dei redditi del 1986

Sono deducibili le donazioni delle imprese al Papa

Le aziende possono erogare fino al 2% del reddito

Risoluzione Agenzia delle entrate 76/E del 5.3.2002

Le aziende possono dedurre dal loro reddito erogazioni liberali in favore del Papa fino al 2 per cento del reddito di impresa. La risoluzione 76/E dell’Agenzia delle entrate spiega che anche il Santo Padre – ma anche la Segreteria di Stato del Vaticano, il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa e gli altri organismi della Curia romana – sono personalità di diritto canonico per l’ordinamento giuridico italiano per disposizione normativa espressa. E non, come in altri casi di istituzioni religiose, per effetto del provvedimento canonico di erezione o di approvazione dell’ente ecclesiastico, necessario per chi voglia assumere in Italia la sede legale. Dunque anche il Papa rientra – in base al Testo unico sulle imposte dei redditi - nel gruppo delle persone giuridiche, perseguendo in questo caso finalità di culto, cui un’azienda può fare erogazioni liberali fino a un massimo del 2 per cento del reddito di impresa.

Agenzia delle entrate. Risoluzione 76/E/2002. OGGETTO:Deducibilità dal reddito delle erogazioni liberali in favore del Romano Pontefice.

Sono stati chiesti chiarimenti in ordine alla deducibilità delle erogazioni liberali effettuate dai contribuenti ai sensi dell'art. 65, comma 2, lettera a) del TUIR.

In particolare, si chiede se sia possibile dedurre dal reddito di impresa le erogazioni liberali in favore del Romano Pontefice

Al riguardo si evidenzia che, ai sensi dell'art. 65, comma 2, lettera a) del Testo Unico delle imposte sui redditi, approvato con DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) [1], sono deducibili dal reddito di impresa "le erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità tra quelle indicate nel comma 1" del medesimo articolo, tra le quali rientrano anche le "finalità di culto". La deduzione è ammessa nella misura massima del 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato.

In base alla norma citata, è possibile dedurre dal reddito di impresa esclusivamente le erogazioni liberali effettuate a favore di soggetti dotati di personalità giuridica ai sensi del codice civile. Qualora il soggetto beneficiario sia di diritto straniero, occorre che i requisiti essenziali per il riconoscimento della personalità giuridica (statuto, iscrizione ad un apposito registro...) siano conformi a quelli richiesti dalla legislazione italiana.

Nell'ipotesi in cui il beneficiario sia un ente di diritto vaticano, il possesso della personalità giuridica si ritiene comprovato per effetto del solo provvedimento canonico di erezione o di approvazione dell'ente ecclesiastico, che ai sensi dell'art. 2 del regolamento di esecuzione della legge 20 maggio 1985, n. 222, approvato con DPR 13 febbraio 1987, n. 33 [2], recante "disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi", deve essere allegato alla domanda di riconoscimento dell'ente che voglia assumere in Italia la sede legale.

Come chiarito dalla scrivente con risoluzione 99/E del 17 giugno 1996, tale provvedimento di erezione o approvazione "vale a conferire all'ente ecclesiastico un ulteriore connotato giuridico di esclusiva valenza italiana (la qualifica di ente ecclesiastico civilmente riconosciuto) che presuppone, per vero, il possesso di personalità giuridica. (...) La personalità di diritto canonico è portatrice di effetti diretti nel nostro ordinamento, in adempimento alle norme speciali pattizie concordatarie pur dopo la revisione di cui all'Accordo 18 febbraio 1984, ratificato con legge 20 maggio 1985, n. 206, che si fondano sul recepimento nel nostro sistema dei principi giuridici di quell'ordinamento in tema di conferimento di personalità (...) Conseguentemente, si ritiene che ai siffatti enti vaticani spetti senza riserve la prospettata equiparazione alla nozione interna di persone giuridiche."

La personalità di diritto canonico rilevante per l'ordinamento giuridico italiano può essere acquisita, oltre che con provvedimento canonico di erezione, anche per disposizione normativa espressa.

È questo il caso della Chiesa Cattolica e della Santa Sede, che ai sensi del canone 113 del Codice di diritto canonico "sono persone morali in forza della stessa disposizione divina".

Nella nozione di Santa Sede rientra anche il Romano Pontefice, in virtù del canone 361 del citato Codice, secondo cui "Col nome di Sede Apostolica o Santa Sede si intendono nel codice non solo il Romano Pontefice, ma anche, se non risulta diversamente dalla natura della questione o dal contesto, la Segreteria di Stato, il Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa e gli altri Organismi della Curia Romana".

Si precisa pertanto che le erogazioni liberali in favore del Romano Pontefice, al pari di tutte le erogazioni in favore di enti provvisti di personalità giuridica di diritto canonico, sono deducibili dal reddito di impresa ai sensi del citato art. 65, comma 2, lettera a) del TUIR.

[1] Ecco il testo del primo comma e del secondo comma lettera a del Testo unico sulle imposte dei redditi del 1986: “1. Le spese relative ad opere o servizi utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, sono deducibili per un ammontare complessivo non superiore al 5 per mille dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente risultante dalla dichiarazione dei redditi.

2. Sono inoltre deducibili:

a)       a)       le erogazioni liberali fatte a favore di persone giuridiche che perseguono esclusivamente finalità comprese fra quelle indicate nel comma 1 o finalità di ricerca scientifica, nonché i contributi, le donazioni e le oblazioni di cui alla lettera g) dell'articolo 10, per un ammontare complessivamente non superiore al 2 per cento del reddito d'impresa dichiarato”. (…)

[2] Questo è il testo dell’articolo 2 del regolamento sulle "disposizioni sugli enti e beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi" così come è stato modificato nel 1999: “1. La domanda di riconoscimento prevista dall'art. 3 della legge è diretta al Ministro dell'interno ed è presentata alla prefettura della provincia in cui l'ente ha sede. In essa devono essere indicati la denominazione, la natura e i fini dell'ente, la sede e la persona che lo rappresenta.

2. Alla domanda sono allegati:

a) il provvedimento canonico di erezione o di approvazione dell'ente o copia autentica di esso;

b) i documenti da cui risulti il fine dell'ente e le norme statutarie relative alla sua struttura salvo che si tratti di enti di cui all'articolo 2, comma primo, della legge;

c) i documenti utili a dimostrare la sussistenza dei requisiti generali e speciali stabiliti dalla legge per il riconoscimento.

3. L'atto di assenso, prescritto dagli articoli 3, 8 e 9 della legge, può essere allegato alla domanda o scritto in calce alla medesima. ( da www.italiapuntodoc.it )