La Presidenza del Consiglio ha emesso una direttiva per il 2003

Azione Amministrativa: le linee guida

Le priorità: efficienza, informatizzazione e comunicazione

Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 novembre 2002

La Presidenza del Consiglio ha redatto una guida programmatica per la stesura delle direttive ministeriali per il 2003 che ciascun Ministero si accinge a emanare. La Direttiva firmata dal Presidente del Consiglio è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.2, del 3 gennaio 2003. Indicate nella premessa le linee di intervento del Governo, anche alla luce della prossima presidenza del Semestre europeo, la direttiva indica gli obiettivi generali che i Ministri devono porre alle proprie amministrazioni, tenendo conto anche dei limiti e dei vincoli posti dalla legge finanziaria recentemente approvata. Gli obiettivi fondamentali sono: il contenimento delle spese, l’informatizzazione, migliori servizi per il cittadino e l’adozione di procedure semplificate. Starà ai Ministri programmare l’azione amministrativa verso questi obiettivi, indicare le priorità, attrezzare gli uffici per rendere permanenti i risultati così raggiunti. Particolare importanza viene attribuita al rapporto tra Amministrazione e cittadino, ponendo l’informazione sulla attività e la comunicazione con gli utenti tra gli obiettivi primari. È previsto anche il potenziamento del controllo interno, con due obiettivi: migliorare il controllo di gestione e lanciare una azione di monitoraggio sia dei risultati che di misurazione del grado di soddisfazione dei cittadini stessi, attraverso l’individuazione di indicatori statistici.

 

 

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 novembre 2002

Indirizzi per la programmazione strategica e la predisposizione delle direttive generali dei Ministri per l'attività amministrativa e la gestione per l'anno 2003.

 

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto  l’art.  5  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400 [1], recante “Disciplina  dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”

Visti gli articoli 4 [2]e 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165 [3],   recante  “Norme  generali  sull’ordinamento  del  lavoro  alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”;

Vista la legge 15 luglio 2002, n. 145, recante “Disposizioni per il riordino  della  dirigenza  statale  e  per  favorire  lo  scambio di esperienze e l’integrazione tra pubblico e privato”;

Visto  il  decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n. 286, recante “Riordino  e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e   valutazione   dei   costi,   dei   rendimenti   e  dei  risultati dell’attività   svolta  dalle  amministrazioni  pubbliche,  a  norma dell’art.  11  della  legge  15 marzo 1997, n. 59” e, in particolare, l’art.  8 [4]  concernente  la  direttiva  generale  annuale dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione;

Visti  i contratti collettivi nazionali di lavoro del personale del comparto  dirigenza-area  I sottoscritti  il  5 aprile  2001  e, in particolare, l’art. 35 del contratto per il quadriennio 1998-2001;

Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 novembre  2001,  recante  “Indirizzi  per  la  predisposizione  della direttiva generale dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione per l’anno 2002”;

Ritenuta la   necessità  di  definire  ulteriori  indirizzi  per armonizzare  i  processi di programmazione strategica nei Ministeri e proseguire  nell’azione intrapresa al fine di migliorare - in termini di  coerenza  e  chiarezza comunicativa - la qualità delle direttive generali dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione, con  immediato  riferimento  a  quelle che saranno emanate per l’anno 2003;

 

Emana l’allegata direttiva:

Indirizzi  per  la  programmazione  strategica e la predisposizione delle  direttive generali dei Ministri per l’attività amministrativa e la gestione per l’anno 2003;

 

Premessa.

Gli  indirizzi  per la predisposizione della direttiva generale dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione fissati nella direttiva  emanata  il  15  novembre 2001  hanno  avviato  una  serie complessa e differenziata di attività, iniziative ed esperienze che, alla  luce  di un primo bilancio, fanno registrare alcuni promettenti progressi, con riguardo alla più tempestiva adozione delle direttive da  parte  dei  singoli  Ministri  e  ad una migliore definizione dei relativi contenuti.

Appare  ora utile - anche in considerazione degli impegni che tutte le  amministrazioni  dovranno  affrontare  per  la  preparazione e lo svolgimento del semestre italiano di Presidenza dell’Unione europea - delineare  ulteriori  orientamenti  che  consentano,  da  un lato, di armonizzare  i processi di programmazione strategica nei Ministeri e, dall’altro,   di   proseguire   nell’azione  intrapresa  al  fine  di migliorare  la struttura e i principali requisiti di applicabilità - quali  la  coerenza  e  la  chiarezza  comunicativa - delle direttive generali  dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione che dovranno essere emanate per l’anno 2003, entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio.

1. Il processo di programmazione strategica nei Ministeri.

Il  processo  di  programmazione  strategica  riveste un’importanza fondamentale   per  l’efficace  organizzazione  del  complesso  delle attività  finalizzate  a  definire  l’indirizzo politico ed attuarlo mediante  concreti  atti e comportamenti amministrativi. Sulla scorta di  una  approfondita  analisi  delle esperienze maturate nell’ultimo biennio,   successivamente   all’entrata   in   vigore   del  decreto legislativo  30  luglio  1999, n. 286, appare ora opportuno definire, nelle  sue diverse fasi, il momento centrale di tale processo, vale a dire  il  procedimento di predisposizione della direttiva annuale del Ministro.

Tali fasi sono:

1)  formulazione delle priorità politiche: il Ministro individua le priorità politiche alla luce delle scelte operate dal Governo nel Documento  di  programmazione  economico-finanziaria,  nei disegni di legge  finanziaria  e di bilancio, nella più    recente legislazione di settore  ovvero  in  altre  iniziative  legislative  eventualmente in itinere.  Questo  primo  atto  di indirizzo costituisce l’impulso del procedimento  di  predisposizione  della  direttiva  e  dovrà essere comunicato  ai  titolari dei centri di responsabilità amministrativa entro il 31 ottobre 2002 (“fase discendente”);

2)  proposta degli obiettivi strategici: i titolari dei centri di responsabilità   amministrativa   -   eventualmente   costituiti  in conferenza permanente come previsto dall’art. 8, comma 2, del decreto legislativo  30 luglio 1999, n 286 - propongono al Ministro un numero contenuto  di  obiettivi  strategici,  anche a carattere pluriennale, destinati   a  concretizzare  le  priorità  politiche,  indicando  i conseguenti  obiettivi  operativi  nonchè  i  programmi  di azione a questi   correlati:   i   titolari   dei  centri  di  responsabilità amministrativa  conducono a termine questa fase formulando le proprie proposte   al   Ministro,   previa   verifica  delle  risorse  umane, finanziarie,  materiali  e  tecnologiche  effettivamente  disponibili (“fase ascendente”);

3)  definitivo  “consolidamento”  degli  obiettivi strategici: il Ministro  emana la direttiva generale sull’attività amministrativa e sulla   gestione   per   l’anno   2003,   con   la   quale  definisce conclusivamente   il   quadro  delle  priorità  politiche  delineate all’inizio   e   le   traduce  in  obiettivi  strategici  dell’azione amministrativa,  articolati  in  obiettivi  operativi  e nei relativi programmi  di  azione,  recanti  l’indicazione  delle risorse umane e finanziarie   necessarie   per  la  loro  realizzazione.  Particolare attenzione  dovrà  essere  posta  da  parte di tutti i Ministri e di tutte  le amministrazioni nella prosecuzione e nella intensificazione ( in  conformità  alle  previsioni  del Documento di programmazione economico-finanziaria) delle   linee  di  azione  finalizzate  a realizzare   le  quattro  politiche  intersettoriali  indicate  dalla direttiva del 15 novembre 2001. In particolare: è   necessario   sviluppare   ulteriormente   la  politica  di semplificazione  amministrativa. Di fondamentale importanza appaiono, in  questo  campo,  sia  il ricorso sempre più    ampio alle analisi di impatto   della  regolazione,  sia  lo  snellimento  delle  strutture organizzative   cui   è   finalizzata  la  riapertura  della  delega legislativa per la riforma delle pubbliche amministrazioni;

occorre  potenziare  le  iniziative volte alla digitalizzazione delle amministrazioni, secondo gli indirizzi che saranno definiti dal Ministro  per l’innovazione e le tecnologie e nel quadro delle “Linee guida  del  Governo  per lo sviluppo della società dell’informazione nella legislatura”;

particolare   cura  richiedono  le  azioni  necessarie  per  il contenimento  e  la  razionalizzazione  della  spesa,  che implicano: l’utilizzo  dell’e-procurement,  l’uso  delle nuove tecnologie per la razionalizzazione  dei  processi  operativi,  l’implementazione delle analisi  dei costi demandate agli uffici di controllo della gestione, il  potenziamento dei sistemi informativi dei Ministri per assicurare un rigoroso monitoraggio della gestione finanziaria;

è  indispensabile  un forte impegno per il miglioramento della qualità  dei servizi resi dalle pubbliche amministrazioni, a partire dall’ampliamento  e  potenziamento  dei  sistemi  di  verifica  della soddisfazione  degli  utenti,  anche  attraverso  il massimo utilizzo delle reti telematiche.

Il  servizio di controllo interno fornisce al Ministro l’assistenza tecnica   necessaria   per  attivare  ed  orientare  il  processo  di programmazione nelle sue diverse fasi.

Il  servizio  fornisce,  altresì,  al  Ministro rapporti intermedi almeno  quadrimestrali  sullo  stato  di  attuazione della direttiva, contenenti   valutazione   e   proposte   volte   a   consentire  gli aggiustamenti che si ritenessero necessari per il conseguimento degli obiettivi nei tempi prefissati.

Tutte  le  amministrazioni  dovranno dotarsi di efficaci sistemi di valutazione  dei dirigenti, cosi come previsto dalla sopra richiamata direttiva  del  15 novembre 2001, nonchè dei sistemi di controllo di gestione, base propedeutica indispensabile per la corretta e puntuale valutazione.  A  questo riguardo è necessario che - conclusa la fase progettuale  iniziatasi  nell’anno in corso - si passi immediatamente ad  una  prima  sperimentazione  dei  sistemi  di  valutazione.  Ogni amministrazione  dovrà  presentare  al  Dipartimento  della funzione pubblica,  entro  il  31  dicembre  2003,  una  dettagliata relazione sull’esperienza maturata.

2. La  qualità delle direttive generali dei Ministri sull’attività amministrativa e sulla gestione.

La  qualità  delle  direttive generali dei Ministri sull’attività amministrativa  e  sulla  gestione  dipende,  in misura decisiva, dal grado  di  sintesi  di due caratteristiche strutturali del documento, frutto  di  due  diverse  “prestazioni”  dei  soggetti  coinvolti nel processo  di  programmazione  strategica:  la  coerenza  esterna e la coerenza interna.

La coerenza esterna mira ad assicurare il raccordo tra le priorità politiche  indicate  nella  direttiva e le politiche di interesse del Ministero   prese   in  considerazione  nei  documenti  programmatici generali del Governo.

La  coerenza  interna assicura il coordinamento e la compatibilità del  complesso degli obiettivi ordinati dalla direttiva in un sistema gerarchico  nel  quale,  a  seguito  del processo di negoziazione tra vertice politico e vertici amministrativi.

a) le   priorità   politiche   vengono   tradotte  in  obiettivi strategici dell’azione amministrativa e della gestione;

b) gli  obiettivi  strategici  vengono a loro volta articolati in obiettivi  operativi,  assegnati  a singole strutture o ad insiemi di strutture;

c) gli obiettivi operativi danno luogo a programmi di azione, che indicano:  i  risultati  attesi,  i  soggetti  coinvolti,  i tempi di completamento  previsti,  le  principali  attività  pianificate, gli indicatori  adottati  per  la  misurazione  del  conseguimento  degli obiettivi e le risorse da impiegare.

Livelli  crescenti  di  coerenza  sia  esterna  sia interna saranno conseguibili  tanto  più    rapidamente quanto maggiore sarà l’impegno posto dalle amministrazioni:

a) nel   prevedere   e   incentivare  attività  formative  sulla dirigenza pubblica tese ad assicurare lo sviluppo delle competenze in materia di programmazione, controllo e valutazione;

b) nell’assicurare   ai   Servizi   di   controllo   interno  una composizione   equilibrata,  tale  da  garantire  la  presenza  nelle amministrazioni    delle    necessarie    competenze   gestionali   e organizzative.   I   Servizi   di  controllo  interno  devono  essere rapidamente  messi  in  grado  sia  di  costituire un sostegno per il vertice politico, in fase di verifica della qualità e della coerenza degli  obiettivi  proposti  dalle  strutture  amministrative,  sia di fornire ai dirigenti, ove richiesto, un supporto metodologico;

c) nel  costruire  una  base di conoscenza comune sugli strumenti tecnici  a  supporto  del  processo  di  programmazione  (livelli  di obiettivi,  indicatori  di riferimento, schede per l’elaborazione dei programmi di azione);

d) nel  dotarsi  di  sistemi,  strumenti, risorse e procedure per attivare  concretamente  il  processo  di  programmazione e controllo della gestione.

 

Roma, 8 novembre 2002

Il Presidente del Consiglio dei Ministri

Berlusconi

 

 

 

[1]Legge 23 agosto 1988, n. 400 - Articolo 17.

Disciplina dell'attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Art. 5 Attribuzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri a nome del Governo:

a) comunica alle Camere la composizione del Governo e ogni mutamento in essa intervenuto;

b) chiede la fiducia sulle dichiarazioni di cui alla lettera a) del comma terzo dell’articolo 2 e pone, direttamente o a mezzo di un Ministro espressamente delegato, la questione di fiducia;

c) sottopone al Presidente della Repubblica le leggi per la promulgazione; in seguito alla deliberazione del Consiglio dei Ministri, i disegni di legge per la presentazione alle Camere e, per l’emanazione, i testi dei decreti aventi valore o forza di legge, dei regolamenti governativi e degli altri atti indicati dalle leggi;

d) controfirma gli atti di promulgazione delle leggi nonché ogni atto per il quale è intervenuta deliberazione del Consiglio dei Ministri, gli atti che hanno valore o forza di legge e, insieme con il Ministro proponente, gli altri atti indicati dalla legge;

e) presenta alle Camere i disegni di legge di iniziativa governativa e, anche attraverso il Ministro espressamente delegato, esercita le facoltà del Governo di cui all’articolo 72 della Costituzione;

f) esercita le attribuzioni di cui alla legge 11 marzo 1953, n. 87, e promuove gli adempimenti di competenza governativa conseguenti alle decisioni della Corte costituzionale. Riferisce inoltre periodicamente al Consiglio dei Ministri, e ne dà comunicazione alle Camere, sullo stato del contenzioso costituzionale, illustrando le linee seguite nelle determinazioni relative agli interventi nei giudizi dinanzi alla Corte costituzionale. Segnala altresì, anche su proposta dei Ministri competenti, i settori della legislazione nei quali, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale pendenti, sia utile valutare l’opportunità di iniziative legislative del Governo.

2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 95, primo comma, della Costituzione:

a) indirizza ai Ministri le direttive politiche ed amministrative in attuazione delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri nonché quelle connesse alla propria responsabilità di direzione della politica generale del Governo;

b) coordina e promuove l’attività dei Ministri in ordine agli atti che riguardano la politica generale del Governo;

c) può sospendere l’adozione di atti da parte dei Ministri competenti in ordine a questioni politiche e amministrative, sottoponendoli al Consiglio dei Ministri nella riunione immediatamente successiva;

d) concorda con i Ministri interessati le pubbliche dichiarazioni che essi intendano rendere ogni qualvolta, eccedendo la normale responsabilità ministeriale, possano impegnare la politica generale del Governo;

e) adotta le direttive per assicurare l’imparzialità, il buon andamento e l’efficienza degli uffici pubblici e promuove le verifiche necessarie; in casi di particolare rilevanza può richiedere al Ministro competente relazioni e verifiche amministrative;

f) promuove l’azione dei Ministri per assicurare che le aziende e gli enti pubblici svolgano la loro attività secondo gli obiettivi indicati dalle leggi che ne definiscono l’autonomia e in coerenza con i conseguenti indirizzi politici e amministrativi del Governo;

g) esercita le attribuzioni conferitegli dalla legge in materia di servizi di sicurezza e di segreto di Stato;

h) può disporre, con proprio decreto, l’istituzione di particolari Comitati di Ministri, con il compito di esaminare in via preliminare questioni di comune competenza, di esprimere parere su direttive dell’attività del Governo e su problemi di rilevante importanza da sottoporre al Consiglio dei Ministri, eventualmente avvalendosi anche di esperti non appartenenti alla pubblica amministrazione;

i) può disporre la costituzione di gruppi di studio e di lavoro composti in modo da assicurare la presenza di tutte le competenze dicasteriali interessate ed eventualmente di esperti anche non appartenenti alla pubblica amministrazione.

l. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, direttamente o conferendone delega ad un ministro:

a) promuove e coordina l’azione del Governo relativa alle politiche comunitarie e assicura la coerenza e la tempestività dell’azione di Governo e della pubblica amministrazione nell’attuazione delle politiche comunitarie, riferendone periodicamente alle Camere; promuove gli adempimenti di competenza governativa conseguenti alle pronunce della Corte di giustizia delle Comunità europee; cura la tempestiva comunicazione alle Camere dei procedimenti normativi in corso nelle comunità europee, informando il Parlamento delle iniziative e posizioni assunte dal Governo nelle specifiche materie;

b) promuove e coordina l’azione del Governo per quanto attiene ai rapporti con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e sovraintende all’attività dei commissari del Governo.

4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri esercita le altre attribuzioni conferitegli dalla legge.

 

[2]  Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165  "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2001- Supplemento Ordinario n. 112

Articolo 4 Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni e responsabilità  (Art. 3 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 2 del d.lgs n. 470 del 1993 poi dall'art. 3 del d.lgs n. 80 del 1998 e successivamente modificato dall'art. 1 del d.lgs n. 387 del 1998)

1. Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti nello svolgimento ditali funzioni, e verificano la rispondenza dei risultati dell'attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi spettano, in particolare:

a) le decisioni in materia di atti normativi e l'adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed applicativo;

b) la definizione di obiettivi, priorità, piani, programmi e direttive generali per l'azione amministrativa e per la gestione;

c) la individuazione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie da destinare alle diverse finalità e la loro ripartizione tra gli uffici di livello dirigenziale generale;

d) la definizione dei criteri generali in materia di ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe, canoni e analoghi oneri a carico di terzi;

e) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi attribuiti da specifiche disposizioni;

f) le richieste di pareri alle autorità amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato;

g) gli altri atti indicati dal presente decreto.

2. Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili in via esclusiva dell'attività amministrativa, della gestione e dei relativi risultati.

3. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal comma 2 possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative.

4. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice non siano direttamente o indirettamente espressione di rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da un lato, e attuazione e gestione dall'altro.

 

[3] Decreto Legislativo 30 marzo 2001, n. 165  "Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2001- Supplemento Ordinario n. 112 Articolo 14  Indirizzo politico-amministrativo

(Art. 14 del d.lgs n. 29 del 1993, come sostituito prima dall'art. 8 del d.lgs n. 546 del 1993 e poi dall'art. 9 del d.lgs n. 80 del 1998)

1. Il Ministro esercita le funzioni di cui all'articolo 4, comma 1. A tal fine periodicamente, e comunque ogni anno entro dieci giorni dalla pubblicazione della legge di bilancio, anche sulla base delle proposte dei dirigenti di cui all'articolo 16:

a) definisce obiettivi, priorità, piani e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali per l'attività amministrativa e per la gestione;

b) effettua, ai finì dell'adempimento dei compiti definiti ai sensi della lettera a), l'assegnazione ai dirigenti preposti ai centri di responsabilità delle rispettive amministrazioni delle risorse di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), del presente decreto, ivi comprese quelle di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni ed integrazioni, ad esclusione delle risorse necessarie per il funzionamento degli uffici di cui al comma 2; provvede alle variazioni delle assegnazioni con le modalità previste dal medesimo decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, tenendo altresì conto dei procedimenti e subprocedimenti attribuiti ed adotta gli altri provvedimenti ivi previsti.

2. Per l'esercizio delle funzioni di cui al comma 1 il Ministro si avvale di uffici di diretta collaborazione, aventi esclusive competenze di supporto e di raccordo con l'amministrazione, istituiti e disciplinati con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400. A tali uffici sono assegnati, nei limiti stabiliti dallo stesso regolamento: dipendenti pubblici anche in posizione di aspettativa, fuori ruolo o comando; collaboratori assunti con contratti a tempo determinato disciplinati dalle norme di diritto privato; esperti e consulenti per particolari professionalità e specializzazioni con incarichi di collaborazione coordinata e continuativa. Per i dipendenti pubblici si applica la disposizione di cui all'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127. Con lo stesso regolamento si provvede al riordino delle segreterie particolari dei Sottosegretari di Stato. Con decreto adottato dall'autorità di governo competente, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, è determinato, in attuazione dell'articolo 12, comma 1, lettera n) della legge 15 marzo 1997, n. 59, senza aggravi di spesa e, per il personale disciplinato dai contratti collettivi nazionali di lavoro, fino ad una specifica disciplina contrattuale, il trattamento economico accessorio, da corrispondere mensilmente, a fronte delle responsabilità, degli obblighi di reperibilità e di disponibilità ad orari disagevoli, ai dipendenti assegnati agli uffici dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato. Tale trattamento, consistente in un unico emolumento, è sostitutivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale. Con effetto dall'entrata in vigore del regolamento di cui al presente comma sono abrogate le norme del regio decreto legge 10 luglio 1924, n. 1100, e successive modificazioni ed integrazioni, ed ogni altra norma riguardante la costituzione e la disciplina dei gabinetti dei Ministri e delle segreterie particolari dei Ministri e dei Sottosegretari di Stato.

3. Il Ministro non può revocare, riformare, riservare o avocare a o altrimenti adottare provvedimenti o atti di competenza dei dirigenti. In caso di inerzia o ritardo il Ministro può fissare un termine perentorio entro il quale il dirigente deve adottare gli atti o i provvedimenti. Qualora l'inerzia permanga, o in caso di grave inosservanza delle direttive generali da parte del dirigente competente, che determinino pregiudizio per l'interesse pubblico, il Ministro può nominare, salvi i casi di urgenza previa contestazione, un commissario ad acta, dando comunicazione al Presidente del Consiglio dei ministri del relativo provvedimento. Resta salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, lett. p) della legge 23 agosto 1988, n. 400. Resta altresì salvo quanto previsto dalL'articolo 6 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni ed integrazioni, e dall'articolo 10 del relativo regolamento emanato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635. Resta salvo il potere di annullamento ministeriale per motivi di legittimità.

 

[4] Decreto Legislativo 30 luglio 1999, n. 286 "Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati dell'attività svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 193 del 18 agosto 1999

Art. 8. Direttiva annuale del Ministro

1. La direttiva annuale del Ministro di cui all'articolo 14, del decreto n. 29, costituisce il documento base per la programmazione e la definizione degli obiettivi delle unità dirigenziali di primo livello. In coerenza ad eventuali indirizzi del Presidente del Consiglio dei Ministri, e nel quadro degli obiettivi generali di parità e pari opportunità previsti dalla legge, la direttiva identifica i principali risultati da realizzare, in relazione anche agli indicatori stabiliti dalla documentazione di bilancio per centri di responsabilità e per funzioni-obiettivo, e determina, in relazione alle risorse assegnate, gli obiettivi di miglioramento, eventualmente indicando progetti speciali e scadenze intermedie. La direttiva, avvalendosi del supporto dei servizi di controllo interno di cui all'articolo 6, definisce altresì i meccanismi e gli strumenti di monitoraggio e valutazione dell'attuazione.

2. Il personale che svolge incarichi dirigenziali ai sensi dell'articolo 19, commi 3 e 4, del decreto n. 29, eventualmente costituito in conferenza permanente, fornisce elementi per l'elaborazione della direttiva annuale. ( da www.italipuntodoc.it )