Forme di riparazione dovrebbero scoraggiare la cattiva gestione del potere amministrativo

Cattiva amministrazione, proposta di un indennizzo europeo

Lettera del difensore civico Ue alla Commissione

Mediatore europeo 16.10.2002

Un indennizzo per chi ha subito comportamenti di cattiva amministrazione. Il Mediatore europeo ha chiesto ufficialmente alla Commissione europea con una lettera al presidente della Commissione del 16 ottobre 2002 di adottare linee guida per l’indennizzo di casi di cattiva amministrazione da parte dell’Unione europea nei confronti dei cittadini. Questo allo scopo di creare un deterrente che contribuisca ad eliminare questo fenomeno. Il Mediatore propone di pensare a forme di indennizzo economico a meno che non esistano forme di indennizzo più appropriato. Il difensore europeo dei diritti dei cittadini ha fatto questa proposta in seguito all’esperienza compiuta dagli ombudsman (parola svedese che sta appunto per difensore civico) di alcuni Stati membri e soprattutto del Regno Unito. Il Mediatore, nominato dal Parlamento europeo, ha il potere di chiedere conto all’amministrazione comunitaria sia di sua iniziativa che su proposta dei singoli cittadini su presunti casi di cattiva amministrazione.

Lettera del Mediatore europeo Jacob Söderman al presidente della Commissione europea Romano Prodi 16.10.2002

Sig. Romano Prodi
Presidente della Commissione europea
200 rue de la Loi
B-1049 Bruxelles

Signor Presidente,

come Lei saprà negli ultimi due anni ho dovuto esaminare un notevole numero di denunce contro la Commissione europea. L'esperienza acquisita mi induce a sottoporLe una questione di carattere più generale. Infatti, sono persuaso che il Mediatore europeo non debba limitarsi a reagire a casi individuali di cattiva amministrazione ma debba altresì cercare di contribuire al miglioramento dell'amministrazione mediante la presentazione di proposte costruttive ogniqualvolta ciò sia opportuno.

Inoltre, desidero segnalarLe un numero di casi relativamente ai quali ho effettuato osservazioni critiche.

Eliminazione della cattiva amministrazione mediante compensazione

L'articolo 3, paragrafo 5 dello statuto del Mediatore europeo incarica quest'ultimo di perseguire, nella misura del possibile, una soluzione "atta a eliminare i casi di cattiva amministrazione". Il concetto alla base di tale disposizione è naturalmente che la cattiva amministrazione dovrebbe essere eradicata e che, nella misura del possibile, bisognerebbe riparare alle sue conseguenze negative. Ritengo che Lei concorderà nel ritenere che mentre il Mediatore europeo dovrebbe perseguire quest'ultimo fine, l'obbligo di eliminare i casi di cattiva amministrazione in quanto tale spetta all'amministrazione. L'obbligo delle istituzioni dell'UE di rispettare i principi della buona amministrazione, e il corrispondente diritto del cittadino europeo di beneficiare di una corretta amministrazione, sarebbero virtualmente privi di significato se non comportassero un dovere dell'amministrazione in ordine all'impegno a porre rimedio agli esiti della cattiva amministrazione.

Rilevo con piacere che nella pratica la Commissione europea ha dimostrato di condividere tale interpretazione. Nel caso 109/98/ME, ad esempio, tre ispettori della pesca sono stati assunti dalla Commissione nei gradi B4/B5 mentre altri erano stati assunti in gradi superiori. Ritenevo che si trattasse di una disparità di trattamento e ho raccomandato alla Commissione di adottare misure volte a rettificare tale situazione. La Commissione mi ha successivamente informato di aver accolto la mia proposta di raccomandazione "nell'interesse della giustizia e dell'equità".

Si sono inoltre avuti numerosi casi in cui la Commissione ha rispettato i propri obblighi derivanti da contratti conclusi con privati o aziende dopo che il mancato rispetto di tali impegni era stato segnalato in denunce al Mediatore europeo. Per citare giusto un esempio, nel caso 780/2000/GG la Commissione ha accolto la proposta del Mediatore di pagare alla ricorrente la somma ancora dovutale, vale a dire oltre 7400 €.

L'ultimo esempio citato dimostra altresì che rimediare a un caso di cattiva amministrazione può richiedere uno sforzo maggiore di quello che avrebbe dovuto essere fatto in precedenza. Nel caso 780/2000/GG, la Commissione ha riconosciuto che la ricorrente avrebbe dovuto essere pagata già nel 1995, mentre il pagamento è stato effettuato solo nel 2001. Al fine di compensare l'interessata per tale ritardo, la Commissione ha accettato di pagare gli interessi, che nel caso in questione ammontavano a oltre 3400 €.

La Commissione ha in effetti pagato interessi, o altrimenti compensato il ricorrente al fine di eliminare il caso di cattiva amministrazione in questione, in vari casi analoghi. Ritengo opportuno citare alcuni esempi: nel caso 489/98/OV, la Commissione aveva omesso di reintegrare il ricorrente alla fine di un periodo di congedo non retribuito ottenuto per ragioni personali. La Commissione ha accettato di pagare al ricorrente due mesi di stipendio per compensarlo della perdita di remunerazione e della conseguente riduzione dei suoi diritti pensionistici. Nel caso 390/99/ADB, la Commissione ha accolto la mia proposta di pagare interessi al ricorrente. Lo stesso è avvenuto relativamente ai casi 860/99/MM e 1230/2000/GG. Per il caso 444/2000/ME ho elaborato un progetto di raccomandazione in base al quale la Commissione dovrebbe proporre un indennizzo per la perdita finanziaria denunciata dal ricorrente. La Commissione ha infine accolto la mia proposta.

Noto con piacere che relativamente a questo e ad altri casi la Commissione ha collaborato per conseguire una soluzione equa. Tuttavia ritengo che sia giunto il momento di istituire degli orientamenti generali al fine di agevolare sia il Mediatore sia l'amministrazione nel ricercare soluzioni a casi analoghi che dovessero ripresentarsi in futuro.

In tale contesto, ritengo utile esaminare la situazione nel Regno Unito. Secondo informazioni fornite dal Mediatore parlamentare del Regno Unito, il governo britannico ha adottato il principio in base al quale, nella misura del possibile, al ricorrente deve essere restituita la posizione che avrebbe occupato qualora non si fosse verificato il caso di cattiva amministrazione e, in caso contrario, si deve escogitare una forma alternativa di compensazione. Diversi dipartimenti del governo britannico hanno pertanto adottato e pubblicato codici di condotta in materia di risarcimento per casi di cattiva amministrazione, compreso l'indennizzo finanziario, previa discussione con il difensore civico.

Alla luce dell'esperienza acquisita grazie ai casi trattati in qualità di Mediatore europeo, e considerando le soluzioni adottate da difensori civici di Stati membri quale il Regno Unito, propongo pertanto le seguenti conclusioni:

E' buona pratica amministrativa eliminare i casi di cattiva amministrazione non appena accertati.

A tal fine l'amministrazione dovrebbe, nella misura del possibile, adottare misure che garantiscano ai ricorrenti una posizione analoga a quella di cui avrebbero beneficiato se non si fosse verificato un caso di cattiva amministrazione.

Qualora ciò non sia possibile, l'amministrazione dovrebbe attivarsi per risarcire il ricorrente per il danno o i problemi causatigli. Qualora non sia possibile ricorrere a forme più appropriate di compensazione bisogna concedere un indennizzo finanziario.

Le sarei grato se volesse prendere in esame tali proposte e farmi sapere se la Commissione le condivide.

Seguito dato ad osservazioni critiche

Come menzionato in precedenza, la Commissione ha già dimostrato di agire in conformità di tali principi in vari casi. Tuttavia, vi è un limitato numero di casi in cui la Commissione ha rifiutato di accogliere il parere del Mediatore favorevole a un risarcimento dei danni. Nella mia decisione di archiviare tali casi ho pertanto proceduto alla formulazione di osservazioni critiche.

Ritengo che ciò sia necessario al fine di garantire la coerenza nell'approccio alle denunce. Inoltre, il Parlamento europeo mi ha incaricato lo scorso anno di verificare gli effetti delle mie osservazioni critiche sull'amministrazione. L'avevo allora informata della mia intenzione di tornare su tali osservazioni critiche a casi specifici dopo un certo lasso di tempo.

Le sarei pertanto grato se la Commissione, oltre a considerare le mie proposte generali per l'eliminazione di casi di cattiva amministrazione, potesse riconsiderare i seguenti quattro casi relativamente ai quali le mie proposte o progetti di raccomandazioni non sono state accolti:

1) 511/99/GG:

La Commissione aveva accettato di concedere un contributo di 70000 € per un progetto di sviluppo in Sudamerica gestito da una piccola organizzazione caritativa tedesca. Quantunque avesse riconosciuto che il progetto meritava una sovvenzione, la Commissione ha in seguito rifiutato di corrispondere l'importo sostenendo che la richiesta in se stessa era stata presentata da un'altra associazione tedesca nei confronti della quale la Commissione riteneva di avere una contro-querela. La Commissione ha rifiutato di accogliere il progetto di raccomandazione del Mediatore in ordine al risarcimento della piccola organizzazione caritativa tedesca.

2) 1689/2000/GG:

Il ricorrente è stato invitato dalla Commissione a preparare un documento in relazione ad una conferenza tenutasi a Lisbona nel 1999, organizzata dalla Commissione e dalle autorità portoghesi. Dalle prove disponibili risulta che un importo di 3000 € era stato previsto come pagamento di tale servizio. Infine la Commissione ha rifiutato di pagare e ha deferito il ricorrente alle autorità portoghesi. Queste ultime hanno rifiutato anch'esse di corrispondere l'importo previsto. Il Mediatore aveva elaborato un progetto di raccomandazione affinché la Commissione garantisse che al ricorrente venisse corrisposta la somma di 3000 € e il corrispettivo risarcimento per il tempo e lo sforzo impiegati per ottenere la somma dovuta. La Commissione ha rifiutato di accettare il progetto di raccomandazione e si è offerta di corrispondere un importo pari a 1600 €.

3) 344/2001/GG:

Il ricorrente aveva fatto richiesta di una sovvenzione nell'ambito di un programma di gemellaggio di città per un importo di 1600 €. Nonostante le promesse orali relative alla concessione della sovvenzione, la richiesta è stata infine respinta. Il ricorrente ne è stato informato solo dopo tre mesi. Il Mediatore suggerisce che la Commissione debba risarcire il ricorrente relativamente alle conseguenze negative dovute alle modalità della Commissione di trattare la richiesta. La Commissione ha rifiutato.

4) 1165/2001/ME:

Il ricorrente aveva concluso un accordo relativo a una sovvenzione con la Commissione. Quest'ultima ha quindi deciso di dedurre una somma di oltre 30.700 € dal pagamento finale senza fornire una spiegazione ragionevole. Il Mediatore ha proposto che la Commissione pagasse al ricorrente la somma in questione ma la Commissione ha rifiutato di accogliere la sua proposta.

Conclusione

Le sarei grato se potesse comunicarmi il parere della Commissione sui casi sollevati nella presente lettera entro il 16 dicembre 2002. Poiché le questioni sollevate nella presente lettera sono di importanza generale, potrebbe essere necessario presentare una relazione speciale al Parlamento europeo nel prossimo futuro al fine di informarlo in merito agli sviluppi in materia.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia profonda stima.

Jacob SÖDERMAN

cc: Sig. Massangioli ( da www.italiapuntodoc.it )