E’ l’effetto delle sentenze del Tar Lazio

Se l’ordinanza è nulla la graduatoria non vale

Il vuoto normativo deve essere colmato

Consiglio di Stato 30/2003

 

L’annullamento di un atto amministrativo generale rende non validi anche i provvedimenti formati sulla base delle disposizioni contenute nell’atto generale annullato. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con una sentenza depositata l’8 gennaio 2003. La decisione è stata emessa in fase di regolamento di competenza  e afferma la competenza del Tar Lazio anche quando vengono impugnati, contestualmente, atti formati dall’amministrazione periferica.

In buona sostanza, il supremo collegio amministrativo ha riaffermato la valenza erga omnes delle sentenze costitutive di annullamento del Tar Lazio in ordine a decreti, ordinanze ecc, che travolgono anche i provvedimenti formati a valle. Come, per esempio, le graduatorie dei concorsi.

L’annullamento di un atto generale, infatti, crea un vuoto normativo che, necessariamente, deve essere colmato dall’amministrazione mediante la riformulazione dell’atto annullato e il rifacimento di tutti i provvedimenti susseguenti. La questione era stata posta perché una docente, esclusa da un concorso, aveva impugnato il provvedimento di esclusione e l’ordinanza di indizione davanti al Tar della Sicilia.

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

(N. 30 depositata l'8 gennaio 2003)

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) ha pronunciato la seguente

DECISIONE

(…)

FATTO

1.             Con l'ordinanza n. 1 del 2 gennaio 2001, il Ministero della Pubblica Istruzione bandito il concorso per la partecipazione alla sessione riservata d'esami, per il conseguimento dell'abilitazione nella scuola secondaria, prevista dalle ordinanze ministeriali n. 153 del 1999 e n. 33 del 2000.

Col provvedimento n. 1510-1 del 5 ottobre 2001, il Provveditore agli studi di Catania ha escluso la (…) dalla sessione riservata d'esami, per la riscontrata assenza dei prescritti requisiti.

Col ricorso n. 1362 del 2002, proposto al TAR per la Sicilia, Sezione di Catania, la (…) ha impugnato il provvedimento di esclusione dalla sessione riservata d'esami, nonché le precedenti ordinanze ministeriali, per le parti con cui sono stati determinati i requisiti di partecipazione.

2.             Col ricorso in esame, le Amministrazioni in epigrafe hanno chiesto che sia dichiarata la competenza del TAR per il Lazio a decidere il ricorso proposto dalla prof.ssa Esposito al TAR per la Sicilia.

Con l'ordinanza n. 364 del 18 luglio 2002, il TAR ha trasmesso gli atti al Consiglio di Stato, per la decisione del regolamento di competenza

La (…) non si è costituita nella presente fase del giudizio.

3.             Alla camera di consiglio del 18 ottobre 2002 la causa è stata trattenuta per la decisione.

DIRITTO

1.             Con il ricorso in esame, proposto ai sensi dell'art. 31 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034 [1], il Ministero della Istruzione, dell'Università e della ricerca e le altre Amministrazioni indicate in epigrafe hanno chiesto che il Consiglio di Stato dichiari la competenza del TAR per il Lazio a decidere il ricorso n. 1362 del 2002, proposto al TAR per la Sicilia, Sezione di Catania.

2.             Ritiene la Sezione che il ricorso per regolamento di competenza sia fondato e vada accolto.

Come hanno dedotto le Amministrazioni statali col regolamento di competenza, l'originaria ricorrente ha impugnato non solo il provvedimento che ha disposto la sua esclusione dalla sessione riservata d'esami per il conseguimento della abilitazione per la scuola secondaria, ma anche l'art. 2 dell'ordinanza ministeriale n. 1 del 2 gennaio 2001, nella parte in cui ha determinato i requisiti di partecipazione alla medesima sessione riservata.

Poiché l'impugnata ordinanza ha efficacia sull'intero territorio nazionale (così come avrebbe una corrispondente efficacia una eventuale sentenza che ne disponesse l'annullamento), deve farsi applicazione del principio, costantemente affermato da questo Consiglio, per il quale sussiste la competenza del TAR per il Lazio, ai sensi dell'art. 3 della legge n. 1034 del 1971, quando sono contestualmente impugnati atti amministrativi, di cui uno ha efficacia sull'intero territorio nazionale, è pertinente al provvedimento impugnato ed è una possibile causa invalidante degli altri provvedimenti impugnati (Ad. Plen., 14 ottobre 1992, n. 13; Sez. IV, 4 aprile 1995, n. 218; Sez. IV, 5 febbraio 1998, n. 220).

Risulta pertanto sussistente la competenza del TAR per il Lazio a decidere il ricorso n. 1362 del 2002, proposto al TAR per la Sicilia.

3.             Per le ragioni che precedono, il ricorso in esame va accolto.

Va altresì disposto che il TAR per il Lazio provveda in ordine alle spese ed agli onorari della presente fase del giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) accoglie il ricorso per regolamento di competenza n. 7004 del 2000 e dichiara la competenza del TAR per il Lazio a decidere il ricorso n. 1362 del 2002, proposto al TAR per la Sicilia, Sezione di Catania.

Spese al definitivo.

Dispone la trasmissione del fascicolo alla Segreteria del TAR per il Lazio.

Così deciso in Roma, il giorno 18 ottobre 2002, in sede giurisdizionale - Sez.VI - nella Camera di Consiglio, con l'intervento dei Signori:

Mario Egidio SCHINAIA                  Presidente

Luigi MARUOTTI                             Consigliere Est.

Petro FALCONE                                Consigliere

Giuseppe ROMEO                              Consigliere

Giuseppe MINICONE                        Consigliere

 

Presidente                 Consigliere                                   Segretario

Note

[1] E’ la norma concernente il regolamento di competenza ( da www.italiapuntodoc.it )