Dalla A di autonomia alla Zeta di zainetto: alfabeto dell'anno scolastico 2002-2003

Difficile inizio d'anno per la scuola italiana. E’ stato un vero e proprio rebus soltanto capire quando iniziare, ma i problemi reali sono altri. Gli insegnanti devono districarsi tra sperimentazione e riforma, le famiglie devono difendersi dall’ormai abituale caro-libri, gli studenti entrano in istituti senza presidi (perché il concorso che li deve nominare latita) e con professori demotivati. Questo mentre i politici litigano su tutto quello su cui è possibile litigare: buoni scuola, libri di testo 'faziosi', finanziamenti, graduatorie fatte male, e la lista potrebbe continuare.
Kataweb Scuola vi offre un dizionario minimo, e i link di approfondimento, per sapere quali sono le questioni in gioco e orientarsi tra i piccoli e grandi temi dell’anno scolastico 2002-2003

A come: Autonomia. La legge la concede e le scuole la gradiscono. Così molti istituti non hanno rispettato la data d’inizio delle lezioni stabilita dal ministero. Nel Lazio, ad esempio, solo il 35 per cento degli istituti superiori rispetterà la data del 18 settembre fissata dalla Regione, mentre in Sicilia già quattro scuole hanno dato il via alle lezioni, nonostante la contestata decisione dell’assessorato regionale di posticiparla al 30 settembre.

B come: Buoni scuola. Sono il campo di battaglia privilegiato tra i fautori e gli avversari dei finanziamenti pubblici alla scuola privata. In Liguria il centro-sinistra sta raccogliendo firme per un referendum abrogativo della legge regionale sui buoni scuola, che prevede il rimborso solo per le rette scolastiche annue dai 500 euro in su (cifre raggiunte solo negli istituti privati). In Veneto, dove il referendum è già previsto, il vescovo di Vicenza, monsignor Nonis, ha dichiarato di confidare nell’assenteismo degli elettori, affinché non sia abrogata la legge che garantisce i buoni. Polemiche anche in Sicilia, dove il centro-sinistra promette battaglia sul disegno di legge che prevede l'assegnazione di 1.500 euro l'anno per la frequenza delle scuole private. Misure che, secondo le accuse dell’opposizione, farebbero sprecare le risorse della scuola pubblica.

C come: Concorso. Non ce ne è uno, nel mondo della scuola, che non susciti un vespaio di polemiche. Quest’anno è la volta del concorso per i presidi, in ritardo di anni, a fronte dei 4.000 posti vacanti. Tanto che la Cgil Scuola, il 10 settembre, ha depositato al Tar del Lazio un ricorso contro il ministro dell'Istruzione, chiedendo l'immediata indizione del bando di concorso per il reclutamento dei dirigenti scolastici.

D come: Docenti. Quelli italiani non sono per niente contenti del loro lavoro, se il 57 per cento di loro, secondo i dati di un sondaggio dell’Osservatorio per i diritti dei minori, vorrebbe cambiare lavoro. A causare tanta disaffezione sono la diminuzione di autorevolezza (nel 39 per cento dei casi), la destabilizzazione causata dalle continue riforme (secondo il 31 per cento dei docenti) e la crescente confusione ( secondo il 22 per cento). Ma non si tratta di disamore nei confronti dei ragazzi: 67 su 100 insegnanti interpellati, infatti, attribuiscono la colpa della loro stanchezza ai danni arrecati dai politici all’istruzione pubblica.

E come: Edilizia scolastica. Secondo il rapporto annuale della Uil Scuola il 15 per cento degli istituti non è in regola con le norme sulla sicurezza

F come: Faziosità. Forza Italia vuole l’insegnamento libero, ma i libri con il ‘si stampi’ del Parlamento. Il capogogruppo forzista in commissione cultura Fabio Garagnani ha presentato un disegno di legge contro i libri ‘faziosi’ chiedendo che venga autenticata la ‘scientificità’ dei testi adottati. Gli studenti dell’Uds hanno già dichiarato che l’idea è ‘delirante’. I colleghi di Azione studentesca propongono la liberalizzazione dei testi scolastici.

G come: Giada. E’ il nome della bambina di 6 anni che ha perso il suo primo giorno di scuola perché abita nel comune meno popolato d’Italia, Morterone, che ha solo 33 abitanti. La scuola più vicina è a 16 chilometri di distanza ed i genitori non possono accompagnarla. Più fortunati i ragazzi di Ceresole Reale, paesino nella valle del Gran Paradiso, che dopo anni avrà finalmente una scuola. Qui, infatti, i bambini in età scolare sono sette, il numero minimo per poter aprire un ciclo scolastico statale.

H come: Handicap. L’inadempienza alle norme sull’edilizia scolastica significa anche inadeguatezza delle strutture ad accogliere studenti disabili. E’ il caso dell’Abruzzo, dove l'assessore alle Politiche sociali, Tonino Di Saverio, ha convocato un tavolo di coordinamento per risolvere i problemi strutturali degli istituti (costruendo, ad esempio, servizi igienici per i portatori di handicap). E’ Reggio Emilia, invece, la provincia che fa di più per l’inserimento dei disabili nelle scuole superiori, tanto che rappresentano il 2,1 per cento degli studenti. Un ottimo risultato, dovuto anche all’alto numero di docenti d’appoggio (si contano solo 2,2 studenti disabili per insegnanti, contro i 4 previsti dalla legge).

I come: Immigrazione. Il numero crescente di studenti stranieri, un fenomeno relativamente nuovo per l’Italia, rappresenta una grande risorsa per una scuola sempre più plurale. Un’occasione che la Provincia di Bologna, in cui gli studenti stranieri sono circa il 5 per cento del totale, non si è lasciata scappare, lanciando l'operazione "percorsi interculturali" (con 110 mila euro di stanziamenti) per finanziare corsi di alfabetizzazione e di formazione degli insegnanti, laboratori, attività di mediazione culturale e di sostegno culturale.

L come: Libri. Il tormentone di fine estate, quando ragazzi e genitori fanno gli acquisti per il nuovo anno scolastico e trovano, puntualmente, prezzi più alti per i testi di studio. La tradizionale risposta sono i mercatini dell’usato, autogestiti e non.

M come: Merenda. Un appuntamento immancabile in ogni scuola. Secondo un’inchiesta di IPQ (Istituto Parma Qualità) ed INEQ (Istituto Nord-Est Qualità), i bambini italiani tra i 5 e i 12 anni preferiscono il buon vecchio panino agli snack industriali, meglio se con il salame (il più amato), con la cioccolata o il prosciutto crudo.

N come: Numeri. Gli studenti italiani diminuiscono anche nel 2002: sono 8,5 milioni, ben 77.000 in meno dello scorso anno scolastico. A crescere è soltanto l’età media degli insegnanti, sempre più grandi e sempre più donne.

O come: Obesità. Gli scolari italiani, seguendo l'esempio dei genitori, sono pigri, non camminano e mangiano troppo. E rischiano l'obesità. A puntare il dito contro le cattive abitudini di grandi e piccoli è Pier Luigi Tucci, presidente della Federazione italiana medici pediatri. Tucci propone anche una soluzione, alla portata di tutti gli studenti: andare e tornare da scuola a piedi o in bicicletta. Infatti 30 minuti di attività fisica continuativa al giorno allontanerebbero il pericolo - obesità.

P come: Precari. Sono tanti e molto arrabbiati, ed hanno iniziato una vera e propria ‘guerra tra poveri’. Pietra dello scandalo è la valutazione del punteggio per gli iscritti alle Ssis (Scuole di specializzazione per l’insegnamento superiore), che, secondo i precari storici, quelli che sono arrivati all’insegnamento prima dell’istituzione delle Ssis, avvantaggerebbe i diplomati e diplomandi Ssis nelle graduatorie. Ma per tutti i precari, qualunque sia la loro provenienza, trovare il posto fisso è tutt’altro che facile.

Q come: Quarto centenario. C’è anche un santo protettore degli studenti, San Giuseppe da Copertino. In questo anno scolastico cadono i quattrocento anni dalla sua nascita, avvenuta il 17 giugno 2003 in una stalla, a Lecce. Il santuario del patrono degli studenti, invece, è a Osimo (Ancona), dove ancora oggi numerosi studenti si recano in pellegrinaggio per chiedergli protezione prima di prove difficili.

R come: Riforma. Fortemente voluta dalla ministra Moratti, ha avuto finora un percorso travagliato e il 24 settembre riprende la sua discussione in Senato. Le maggiori novità della riforma sono: l’innalzamento ai 18 anni dell’istruzione obbligatoria e la sua divisione in due cicli. Il primo ciclo prevedrà una scuola primaria di 5 anni (con l’insegnamento di una lingua straniera dal primo anno) e una secondaria di primo grado di 3 anni (con l’insegnamento di una seconda lingua europea). A suscitare le maggiori critiche, però, è il progetto di dividere il secondo ciclo in due percorsi: uno, quello dei licei, che orienti all’istruzione superiore e l’altro, quello della formazione professionale, diretto al mondo del lavoro, con periodi di tirocinio.

S come: Sperimentazione. Partirà dal 20 settembre in 200 scuole. Il ministro Moratti lo ha confermato, nonostante le puntualizzazioni del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, i dubbi, tra gli altri, dell'Associazione nazionale Comuni italiani.

T come: Teologo. Si chiama padre Antonio Rungi, è campano, ed è anche docente in un istituto superiore. Ha proposto la sua soluzione ai problemi della scuola, elaborando dieci comandamenti ad uso e consumo degli studenti. Peccato, è il caso di dirlo, che si tratti proprio delle dieci regole più disattese dai ragazzi.
1. Ama la cultura. 2. Studia sistematicamente tutte le discipline. 3. Non scioperare o marinare la scuola. 4. Non sfruttare le capacità degli altri. 5. Rispetta tutti i docenti. 6. Collabora responsabilmente al progresso della tua scuola. 7. Contribuisci con iniziative significative al progresso dell'istituzione scolastica. 8. Aspira a livelli sempre maggiori nel rendimento scolastico. 9. Considera l'impegno scolastico come il lavoro quotidiano più qualificante. 10. Confida nell'aiuto di Dio.

U come: Un centesimo. E’ quanto i Comitati unitari di base (Cub) della scuola chiedono di devolvere a sostegno dell’istruzione italiana, in polemica con il Ministero dell’Istruzione, che avrebbe programmato aumenti di stipendio ridicoli (al di sotto dell’inflazione) per i dipendenti scolastici. I Cub hanno aperto un conto corrente, il numero 6106 intestato alla Tesoreria Provinciale dello Stato di Torino, su cui versare la cifra simbolica, con una causale ‘mussoliniana’: “Oro alla Patria – per la scuola pubblica”.

V come: Voto in condotta. La sua reintroduzione è prevista dalla riforma Moratti. Gli studenti sono contrarissimi perché lo considerano uno strumento ‘per mettere a tacere i più attivi, critici, e vivaci’.

Z come: Zainetti. Sono troppo pesanti e si trasformano in una vera tortura, soprattutto per i ragazzi e le ragazze delle medie, che, di solito, trasportano sulle spalle circa 5 Kg di libri. Nei casi limite si arriva addirittura a 7 kg, sostenuti per circa 16 minuti al giorno. E’ importante allora alleggerirli o indossarli bene.
( tratto da www.kataweb.it )