Dello Stemma della Città di Paternò

       Non si ha memoria dell'epoca in cui Paternò incominciò a rilevare il suo stemma; è certo bensì che tale uso s'inventò per esprimere la caratteristica d'ogni popolazione. Quello che adottò Paternò fu una torre in mezzo a due ceraste alate. Chi ha trascorso la nostra storia cronologica potrà avvedersi che lo stemma esprime la forza e il genio della Nazione. La Torre simboleggia il vigore, con cui la Città ha combattuto i nemici. I serpenti dimostrano la sagacia dei suoi governanti e dei cittadini. In seguito si vedrà che Paternò non è stata sterile di ragguardevoli personaggi.

 

       Sembra una favola inventata dal Volgo, che lo stemma si adottò nei tempi di Ruggero, quando fu ristorata la Torre; ove in una grotta vicina, al rumore dei fabbri muratori, si destarono le due ceraste alate, delle quali una venne uccisa da un arciere e l'altra, che volò fino alla gran lapide vicino Lentini, fece determinare il Conte Ruggero ad estendere fin là i confini di questo territorio. Paternò ai tempi dei Normanni era popolatissima, come si disse, e gli Ebrei abitarono presso la Torre, cioè sotto il Convento, immediatamente a Sud-Est dello stesso.