A patto che vengano oscurati i dati sensibili

Sempre accessibili gli atti amministrativi

Il richiedente deve avere un interesse qualificato

Tar Abruzzo 245/2002

L’accesso agli atti amministrativi può essere negato solo per quanto concerne i dati sensibili. Pertanto, se gli atti contengono anche elementi e dati non sensibili, la cui conoscenza rientra nei diritti dei titolari di interessi giuridicamente qualificati, l’amministrazione ha il dovere di consegnare gli atti richiesti. Fermo restando, però, che ha anche il dovere di tutelare i soggetti cui si riferiscono i dati sensibili, cancellando dagli atti le parti non conoscibili.

Così ha deciso il Tribunale regionale dell’Abruzzo, sede di Pescara, che ha accolto il ricorso di un docente che lamentava il diniego dell’amministrazione ad avere accesso ad atti riguardanti il trasferimento di un collega, che lo aveva scavalcato in quanto riservista.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO IN ABRUZZO

Sezione Staccata di Pescara

  composto dai signori:

  Dott. Antonio Catoni Presidente

  Dott. Michele Eliantonio Consigliere, relatore

  Dott. Mario Di Giuseppe Consigliere

  ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

  sul ricorso n. 245/02, proposto da D. P., rappresentato e difeso dall'avv. Antonella Bosco, elettivamente domiciliato con il proprio difensore in Pescara, viale Muzii, 80, presso lo studio dell'avv. Maria Di Tillio;

  contro

  il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in persona del Ministro pro-tempore, ed il Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara, in persona del legale rappresentante pro-tempore, entrambi rappresentati e difesi dall'Avvocatura distrettuale dello Stato di L'Aquila, presso cui per legge domiciliano;

  e nei confronti

  di S. F., rappresentato e difeso dall'avv. Massimo Faugno, elettivamente domiciliato presso il proprio difensore in Pescara, via De Sanctis, 87;

 

 

  per l'annullamento

  dell'atto 19 febbraio 2002, n. AF/V/476/LG, con il quale il Dirigente dell'Alta formazione artistica e musicale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha respinto la richiesta di accesso agli atti richiesti dal ricorrente con l'istanza del 5 novembre 2001; 

  e per ottenere

   ai sensi dell'art. 25, VI comma, della L. 7 agosto 1990, n. 241, l'accesso agli atti di cui alla predetta istanza del 5 novembre 2001, con la quale il prof. P. D. aveva chiesto il rilascio di copia della documentazione in base alla quale il prof. F. S. aveva ottenuto il trasferimento e la conservazione della sede presso il Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara.

  

  Visto il ricorso con i relativi allegati;

  Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, del Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara e del controinteressato S.;

  Viste le memorie prodotte dalle parti resistenti a sostegno delle proprie ragioni;

  Visti gli atti tutti del giudizio;

  Relatore alla camera di consiglio del 23 maggio 2002 il consigliere Michele Eliantonio e uditi, altresì, l'avv. Antonella Bosco per la parte ricorrente, l'avv. dello Stato Federica Varrone per le Amministrazioni resistenti e l'avv. Massimo Fauno per il controinteressato;

  Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

F A T T O

  Il prof. P. N., docente di pianoforte principale presso il Conservatorio di Campobasso, ha presentato domanda di trasferimento presso il Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara, ma detto trasferimento è stata disposto "per diritto di precedenza" a favore del prof. F. S., che occupava una posizione deteriore nella relativa graduatoria.

  Con istanza del 5 novembre 2001 ha chiesto, ai sensi dell'art. 22 della L. 7 agosto 1990, n. 241 [1] , l'accesso alla documentazione in base alla quale il prof. Fabrizio Simonelli aveva ottenuto tale il trasferimento e negli anni successivi la conservazione della sede, ma con atto 19 febbraio 2002, n. AF/V/476/LG, il Dirigente dell'Alta formazione artistica e musicale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha nella sostanza respinto tale richiesta di accesso, rilevando testualmente che "trattandosi di istanza di accesso ad atti contenenti dati sensibili" si era provveduto a richiedere il consenso scritto del docente interessato (prof. S.), il quale - a sua volta - non aveva concesso "l'autorizzazione all'accesso ai documenti sensibili concernenti la propria figlia".

  Con il ricorso in esame l'interessato, nell'impugnare tale nota di sostanziale rigetto della richiesta in parola, ha adito questo Tribunale, ai sensi dell'art. 25, VI comma, della L. 7 agosto 1990, n. 241, al fine di ottenere l'accesso agli atti richiesti.

  Dopo avere premesso di essere titolare di un interesse qualificato ad accedere agli atti in questione, necessari a suo dire per valutare eventuali azioni giudiziarie volte a far valere il suo diritto al trasferimento richiesto, ha dedotto di aver diritto ad accedere agli atti in questione in base al disposto dell'art. 12, lett. h), della L. 31 dicembre 1996, n. 675, rilevando da un lato che non era necessario acquisire il consenso del controinteressato per gli atti contenenti dati sensibili e dall'altro che l'Amministrazione aveva in ogni caso omesso di fornire gli atti non contenenti dati sensibili. Ha concluso sostenendo di aver diritto a conseguire copia di tutta la documentazione relativa al disposto trasferimento, dalla quale "eventualmente si sarebbe potuta espungere la sola indicazione della patologia della minore", ed, in particolare, di conoscere se il controinteressato aveva omesso o meno di fornire annualmente la dichiarazione personale di cui al VI comma dell'art. 9 del Contratto collettivo nazionale concernente la mobilità del personale delle accademie e dei conservatori.

  Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ed il Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara si sono costituiti in giudizio a mezzo dell'Avvocatura distrettuale dello Stato di L'Aquila, che con memoria depositata il 20 maggio 2002, dopo aver eccepito il difetto di legittimazione passiva del Conservatorio di Musica in quanto gli atti in questione erano depositati presso il Ministero, ha dedotto l'infondatezza della richiesta di accesso.

  Si è anche costituito in giudizio il controinteressato prof. F. S., che con memoria depositata il 10 maggio 2002 ha difeso la legittimità dell'atto impugnato, ribadendo la sua opposizione all'accesso a tutta quella documentazione contenente informazioni relative alla salute della figlia minorenne.

  Alla camera di consiglio del 23 maggio 2002 la causa è stata introitata a decisione.

D I R I T T O

  1. - Con il ricorso in esame l'attuale ricorrente, docente di pianoforte principale presso il Conservatorio di Campobasso che aveva presentato domanda di trasferimento presso il Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara, ha chiesto l'accertamento e la declaratoria del suo diritto ad accedere agli atti di cui all'istanza del 5 novembre 2001 - meglio descritta in epigrafe - con la quale aveva chiesto al Ministero l'accesso agli atti sulla base dei quali tale trasferimento era stata disposto "per diritto di precedenza" a favore del prof. F. S., che occupava una posizione deteriore nella relativa graduatoria, nonché a quegli atti ulteriori che negli anni successivi avevano consentito allo stesso la conservazione della sede.

  Ha anche chiesto l'annullamento dell'atto con il quale il Dirigente dell'Alta formazione artistica e musicale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca aveva nella sostanza respinto in toto tale richiesta di accesso.

  Con tale atto impugnato, invero, il Ministero aveva rilevato testualmente che "trattandosi di istanza di accesso ad atti contenenti dati sensibili" si era provveduto a richiedere il consenso scritto del docente interessato (prof. S.), il quale - sua volta - non aveva concesso "l'autorizzazione all'accesso ai documenti sensibili concernenti la propria figlia".

  2. - In via pregiudiziale, la Sezione deve farsi carico di meglio definire l'oggetto del ricorso, ed in particolare di verificare in via prioritaria se l'Amministrazione abbia o meno negato ogni accesso agli atti in questione o, al contrario, se sia stato negato l'accesso ai soli atti contenenti dati sensibili.

  Esaminando il contenuto dell'atto impugnato, così come sopra testualmente riportato, il Collegio è dell'avviso che con tale atto il Ministero abbia nella sostanza respinto in toto la richiesta presentata dal prof. De N., in quanto non ha consentito l'accesso a nessuno degli atti richiesti, né agli atti contenenti dati sensibili, né agli atti non contenenti dati sensibili.

  Fatta tale precisazione, in via ulteriormente preliminare debbono meglio chiarirsi le varie posizioni processuali in ordine alla vicenda in parola, quali emerse dagli scritti difensivi versati in giudizio dalle Amministrazioni resistenti e dal controinteressato e quali ulteriormente precisate dalle parti alla camera di consiglio del 23 maggio 2002.

  Era stata svolta - come già detto - una procedura concorsuale per la copertura mediante trasferimento di un docente presso il Conservatorio di Musica "G. D'Annunzio" di Pescara ed aveva beneficiato del trasferimento in questione non il ricorrente, ma il prof. Simonelli, che occupava una posizione deteriore nella relativa graduatoria, e ciò in quanto lo stesso - come sembra chiaramente emergere da quanto concordemente affermato dalle parti - aveva beneficiato del "diritto di precedenza", di cui all'art. 9 del Contratto collettivo nazionale concernente la mobilità del personale delle accademie e dei conservatori, connesso alla necessità da parte di tale docente di assistere la figlia minore affetta da problemi di salute.

  Quando però il ricorrente ha chiesto di accedere agli atti del procedimento in questione, conclusosi con il trasferimento del controinteressato, per poter accertare e verificare la legittimità degli atti posti in essere dall'Amministrazione, si è visto negare l'accesso a tutti gli atti richiesti, in ragione nella sostanza del fatto che tali atti contenevano dati sensibili e che il prof. Simonelli aveva negato il proprio consenso scritto all'accesso a quei documenti concernenti le condizioni di salute della propria figlia.

  Alla camera di consiglio del 23 maggio 2002 nel mentre il controinteressato ha confermato di volersi opporre e di negare il proprio consenso all'accesso ai soli atti contenenti informazioni relative alla salute della figlia minorenne, il ricorrente ha meglio chiarito di voler ottenere la documentazione relativa al disposto trasferimento, dalla quale cassare la sola indicazione della patologia della minore, ed, in particolare, di voler accertare se il controinteressato aveva o meno fornito annualmente la dichiarazione personale di cui al VI comma dell'art. 9 del predetto Contratto collettivo.

  3. - Deve subito precisarsi che tale richiesta, nei limiti e con le modalità da ultimo precisate, è fondata.

  Innanzi tutto, deve in merito ricordarsi che appare pacifico in giurisprudenza che i candidati ad una procedura concorsuale o paraconcorsuale, come quella in esame svoltasi per la copertura per trasferimento del posto in questione, sono certamente titolari del diritto di accesso ai relativi atti, in quanto sono portatori di un interesse sicuramente differenziato da quella della generalità degli appartenenti alla comunità, in funzione della tutela di una posizione (di partecipante alla selezione in parola) che sicuramente ha rilevanza giuridica (cfr. da ultimo e per tutti Cons. St., V, 27 dicembre 2001, n. 6399).

  Per cui, in definitiva, sembra pacifico che l'attuale ricorrente abbia di certo diritto ad accedere a tutta quella documentazione relativa al trasferimento in questione che non contenga dati sensibili.

  Quanto, poi, all'ulteriore documentazione che contiene tali dati sensibili, deve rilevarsi che della complessa problematica relativa al rapporto tra il diritto di accesso ed il diritto alla riservatezza dei terzi, ed in particolare dell'accesso ai dati riguardanti le condizioni di salute, ha recentemente avuto modo di occuparsi il giudice di appello, che con una pregevole decisione (Cons. St., VI, 30 marzo 2001, n. 1882) - che il Collegio ritiene nella sostanza di condividere - dopo aver effettuato una attenta analisi della normativa in materia, ed in particolare dell'art. 16, II comma, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, ha avuto modo di chiarire che nel caso in cui oggetto della domanda di accesso siano dati riguardanti la salute, l'Amministrazione deve valutare caso per caso se prevale il diritto all'esercizio della difesa di interessi giuridici del richiedente o quello alla riservatezza del terzo e ciò in quanto il trattamento dei dati idonei a rilevare lo stato di salute "è consentito se il diritto da far valere o difendere …. è di rango almeno pari a quello dell'interessato".

  E' stato, pertanto, autorevolmente già chiarito che occorre caso per caso valutare gli interessi in gioco e svolgere in concreto una attenta valutazione della vicenda per verificare se debba prevale il diritto alla riservatezza o il diritto all'acceso degli atti.

  Fatta tale premessa, il Collegio è dell'avviso che nel caso di specie gli interessi nella sostanza coinvolti (cioè il diritto del ricorrente ad ottenere il trasferimento presso il Conservatorio di Pescara in ragione della migliore collocazione nella graduatoria in questione ed il diritto del prof. S. ad ottenere detto trasferimento in ragione della particolari condizioni di salute della propria figlia, che tale docente ha ritenuto utile ed opportuno rappresentare per ottenere tale bene della vita) sono di pari rango, in quanto entrambi i soggetti coninvolti nella vicenda tendono ad ottenere il raggiungimento di quel determinato posto di lavoro.

  Mentre lo stato di salute della figlia dell'odierno controinteressato è emerso nella vicenda solo perché espressamente e volontariamente rappresentato da questi al fine di sovvertire la particolare graduatoria all'uopo redatta.

  In altri termini, essendo gli interessi in gioco di pari rango (diritto a quel determinato posto di lavoro) sembra al Collegio che il diritto alla riservatezza debba recedere rispetto alle ragioni della trasparenza amministrativa prospettate con il gravame.

  Avendo, peraltro, il ricorrente da ultimo chiarito di non essere interessato a conoscere le condizioni salute in questione, deve concludersi che il prof. De Ninis abbia diritto ad ottenere tutta la documentazione relativa al disposto trasferimento, dalla quale va cassata la sola indicazione della patologia della minore; in particolare, lo stesso ha diritto ad accedere agli atti con i quali il controinteressato ha fornito annualmente la dichiarazione personale di cui al VI comma dell'art. 9 del predetto Contratto collettivo o, nell'ipotesi, a conoscere se tale dichiarazione non sia stata presentata.

  4. - Concludendo, alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso in esame deve, pertanto, essere accolto nel sensa sopra precisato e, per l'effetto, deve essere annullato l'atto impugnato.

  Deve, conseguentemente, ordinarsi al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca di consentire al ricorrente l'accesso agli atti di cui alla predetta istanza del 5 novembre 2001.

  Mentre, in accoglimento della specifica eccezione dedotta dalla resistente, va disposta l'estromissione dal presente giudizio del Conservatorio di musica, atteso che - come sembra pacifico - gli atti in questione sono nella disponibilità del Ministero.

  Le spese, che come di regola seguono la soccombenza, si liquidano in dispositivo e vanno integralmente poste a carico del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che con il suo illegittimo comportamento ha dato origine alla presente controversia.

P. Q. M.

  Il Tribunale amministrativo regionale per l'Abruzzo, Sezione staccata di Pescara, accoglie nel senso specificato in motivazione il ricorso di cui all'epigrafe e, per l'effetto, annulla l'impugnato atto 19 febbraio 2002, n. AF/V/476/LG, con il quale il Dirigente dell'Alta formazione artistica e musicale del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. Ordina, pertanto, al Ministero in parola di consentire al ricorrente l'accesso agli atti di cui alla predetta istanza del 5 novembre 2001, dai quali va depennata l'indicazione della patologia della figlia minore del controitneerssato.

  Condanna il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca al pagamento in favore del ricorrente delle spese e degli onorari del presente giudizio che liquida nella complessiva somma di € 2.000 (duemila).

  Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

  Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del 23 maggio 2002.

             Il Presidente                                            L'Estensore

  Il Segretario d'udienza

  Pubblicata mediante deposito il  14.06.2002

  Il Direttore della Segreteria

Note

[1] E’ la norma della legge sulla trasparenza che dispone la facoltà di accesso agli atti amministrativi da parte dei titolari di interesse giuridicamente qualificato. ( da www.italiapuntodoc.it )