ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 novembre 2002
Primi  interventi  urgenti diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi fenomeni eruttivi connessi all'attivita' vulcanica dell'Etna nel  territorio  della  provincia  di  Catania ed agli eventi sismici concernenti la medesima area. (Ordinanza n. 3254).
 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

  Visto l'art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
  Visto  l'art.  107, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
  Visto  il  decreto-legge  7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
  Visto  il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 29  ottobre  2002,  con  il quale  e'  stato  dichiarato lo stato di emergenza in ordine ai gravi fenomeni eruttivi connessi all'attivita' vulcanica dell'Etna nel territorio della provincia di Catania ed agli eventi sismici concernenti la medesima area;
  Visto il decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245, recante "Interventi urgenti  a  favore delle popolazioni colpite dalle calamita' naturali nelle  regioni  Molise  e  Sicilia, nonche' ulteriori disposizioni in materia di protezione civile";
  Visto, in particolare l'art. 2, comma 2, del predetto decreto-legge n.  245  del 2002,  con  il quale  si  rinvia  la disciplina  e la definizione   delle   modalita'  degli   interventi  di  emergenza  ad ordinanze di protezione civile;
  Considerato  che  i predetti eventi sismici hanno reso totalmente o parzialmente   inagibili   numerosi  edifici  pubblici, privati,  di interesse storico ed artistico, di culto, nonche' strutture viarie;
  Considerato,   altresi',  che  la  situazione  emergenziale  incide gravemente sulle attivita' economiche e sulla regolarita' dei servizi pubblici essenziali;
  Ravvisata  la  necessita'  di  disporre  l'attuazione di interventi urgenti  finalizzati  a  fronteggiare  l'emergenza in atto, in deroga alla vigente normativa;
  Vista la delibera della giunta regionale della regione siciliana n. 337  del  29 ottobre 2002, nonche' le comunicazioni del sindaco e del prefetto di Catania;
  D'intesa con la regione siciliana;
  Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
 

Dispone:

 

Art. 1.

  1.  Il  commissario  delegato  di cui al decreto del Presidente del Consiglio  dei Ministri  del  29  ottobre  2002  esercita le proprie competenze,   anche   con  riferimento  alle  previsioni  di  cui  al decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245, nei territori dei comuni della provincia  di Catania interessati dalla eruzione del vulcano Etna, ed in quelli in cui, in relazione agli eventi sismici verificatisi nello stesso  periodo,  siano  state segnalate situazioni di danneggiamento con riscontrate compromissioni totali o parziali degli immobili.

  2. Il commissario delegato e i sindaci dei comuni di cui al comma 1 provvedono  ad  assicurare  gli interventi necessari a rimuovere ogni situazione  di  pericolo per l'incolumita' pubblica e privata nonche' quelli  finalizzati  alla  primaria  assistenza  e sistemazione delle popolazioni colpite.

  3. Il commissario delegato ed i sindaci, in presenza di riscontrate compromissioni  totali o parziali degli immobili, sono autorizzati ad individuare  spazi  da  adibire  ad  attivita' scolastiche o ad altre finalita'  pubbliche,  provvedendo ad ogni ulteriore iniziativa volta al  relativo  attrezzamento,  anche  ai  fini  della  sistemazione di strutture prefabbricate o di tensostrutture.

 

Art. 2.

  1.  I  sindaci  dei  comuni  di  cui all'art. 1 sono autorizzati ad assegnare  ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e  continuativa,  sia  stata distrutta in tutto o in parte e rispetto alla  quale  sia  stata  adottata ordinanza sindacale di sgombero, un contributo   per  l'autonoma  sistemazione  fino  ad  un  massimo  di Euro 400,00 mensili, e, comunque, nel limite di Euro 100,00 per ogni componente  del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nella  abitazione;  ove  si tratti di un nucleo familiare composto da una  sola unita', il contributo medesimo e' stabilito in Euro 200,00.

I  predetti  importi  sono  maggiorati  di Euro 100,00 in presenza di portatori  di  handicap,  ovvero  disabili  con  una  percentuale  di invalidita'  superiore  al 67%, ovvero di persone di eta' superiore a sessantacinque  anni.  I  predetti  contributi hanno decorrenza dalla data  dell'ordinanza di sgombero dell'immobile. Rispetto a situazioni di  carattere  eccezionale  che  rendano  oggettivamente inadeguati i contributi previsti nel presente comma, i sindaci sono autorizzati ad erogare  i  contributi anche in misura diversa, nel limite massimo di Euro 500,00.

  2.  I  sindaci  sono  autorizzati,  laddove non sia stata possibile l'autonoma  sistemazione  dei nuclei familiari ed in alternativa alla concessione  dei  contributi  di  cui  al  comma 1, a disporre per il reperimento di una sistemazione alloggiativa alternativa.

  3. I sindaci sono altresi' autorizzati a concedere un contributo in favore  dei  proprietari degli immobili la cui abitazione principale, abituale e continuativa risulti danneggiata a seguito degli eventi di cui  alla  presente  ordinanza, nel limite massimo di Euro 10.000,00, per  gli  interventi  di  riparazione  finalizzati  a  restituire  la

necessaria funzionalita' agli immobili stessi, sulla base di apposita relazione  tecnica  contenente  la  descrizione  degli  interventi da realizzare  ed  i  relativi  costi  stimati, fatte salve le eventuali ulteriori  determinazioni  da  assumere  in  sede di ricostruzione in ordine  agli  aiuti  finanziari  che  potranno  essere  appositamente previsti,  e  rispetto ai quali il beneficio di cui al presente comma dovra'  essere considerato un'anticipazione. Fino al completamento di detti   interventi,   in  favore  dei  nuclei  familiari  dei  citati proprietari  continuano  a  trovare applicazione i benefici di cui al presente articolo.

  4.  I  benefici  di  cui  ai  commi 1 e 2 possono essere concessi a decorrere  dalla data di sgombero dell'immobile e fintanto che non si siano  realizzate  le  condizioni  per  il  rientro nella abitazione, ovvero  si  sia  provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilita'.

 

Art. 3.

  1. I sindaci sono altresi' autorizzati ad erogare:

    a) un  contributo a favore dei titolari di attivita' commerciali, produttive,  agricole,  agroindustriali, agrituristiche, zootecniche, artigianali,  professionali,  di  servizi  e  turistiche i cui locali siano  stati sgomberati. L'ammontare del contributo e' correlato alla durata  della  sospensione dell'attivita' e quantificato nella misura dei  redditi prodotti dall'attivita' nell'anno 2001, quali risultanti dalla dichiarazione presentata nell'anno 2002, in ragione del periodo di  tempo interessato. A tal fine gli interessati presentano apposita istanza  corredata  da autocertificazione attestante i danni subiti e il  periodo necessario per la realizzazione dei lavori di riparazione o   ricostruzione   dei   locali   adibiti  a  sede  delle  attivita' sopraelencate  e  dalla  copia  della  dichiarazione  dei redditi per l'anno  2001,  ovvero  da  autocertificazione  resa  ai  sensi  degli articoli  47  e  76  del  decreto  del Presidente della Repubblica 28 novembre  2000,  n. 445. Per importi superiori ad Euro 15.000, ovvero per attivita' avviate nel corso dell'anno 2002, l'istanza deve essere corredata  da  perizia  giurata redatta da professionista autorizzato alla  certificazione  tributaria  ai  sensi  dell'art. 36 del decreto legislativo  9  luglio  1997,  n.  241.  Per  le imprese agricole che determinano  il  reddito  ai  sensi  dell'art.  29  del  decreto  del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986, n. 917, il reddito stesso e' determinato sulla base di perizia giurata;

    b) un  contributo a favore dei soggetti di cui alla lettera a), i cui  locali non siano stati sgomberati per i quali venga accertata la sospensione  delle  attivita'  a  causa degli eventi in questione. Il predetto  contributo  e' pari all'ammontare dei mancati introiti, per un  periodo  massimo  di due mesi, parametrato sulla base dei redditi prodotti   nell'anno   2001   quali  risultanti  dalla  dichiarazione presentata  nell'anno  2002. A tal fine gli interessati allegano alla domanda  di  contributo copia della predetta dichiarazione, ovvero da autocertificazione  resa  ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  28  novembre  2000,  n.  445. Per attivita'  avviate  nel  corso  dell'anno 2002, l'istanza deve essere corredata  da  perizia giurata, redatta da professionista autorizzato alla  certificazione  tributaria  ai  sensi  dell'art. 36 del decreto legislativo  9  luglio  1997,  n.  241.  Per  le imprese agricole che determinano  il  reddito  ai  sensi  dell'art.  29  del  decreto  del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986, n. 917, il reddito stesso e' determinato sulla base di perizia giurata;

    c) un contributo a favore dei titolari degli esercizi commerciali pari  al  70%  del prezzo di acquisto di merci deperibili, deperite o distrutte  a  causa  degli  eventi sismici e non utilizzate, ne' piu' utilizzabili.  A  tal  fine gli interessati allegano alla domanda una dichiarazione  sostitutiva  di  atto  di notorieta' resa ai sensi del decreto  del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000, dalla quale risulti  la  tipologia,  la  quantita' ed il prezzo di acquisto delle merci in questione, accompagnata dalle fatture aventi ad oggetto, sia pure in parte, le merci stesse;

    d) un  contributo a favore dei soggetti che abitino o prestino la propria  attivita'  lavorativa  in  immobili sgomberati, pari all'80% degli   oneri  sostenuti  per  i  conseguenti  traslochi  e  depositi effettuati,  e  comunque fino ad un massimo di Euro 5.000. A tal fine gli  interessati presentano apposita documentazione giustificativa di spesa;

    e) un   contributo  a  favore  dei  proprietari  di  beni  mobili registrati  e di quelli iscritti nel registro dei beni ammortizzabili che  abbiano subito la distruzione o il danneggiamento grave di detti beni  pari  al  40%  del  valore  del  danno  subito,  al netto degli eventuali  indennizzi  assicurativi,  accertato  con apposita perizia giurata;  per  i danni fino a Euro 2.500,00 si provvede sulla base di dichiarazione  sostitutiva  di atto di notorieta' resa ai sensi degli articoli  47  e  76  del  decreto  del Presidente della Repubblica 28 novembre  2000,  n.  445. Ove del caso, nei limiti di cui sopra, puo' essere ammesso a contributo l'importo del premio assicurativo pagato.

  2.   I   contributi   di  cui  al  presente  articolo costituiscono anticipazioni  su  eventuali  future  provvidenze  a qualunque titolo previste  e  non  concorrono alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

 

Art. 4.

  1.  In  applicazione dell'art. 4, comma 1, del decreto-legge n. 245 del  2002,  i cittadini soggetti agli obblighi di leva, residenti nei comuni di cui all'art. 1, possono chiedere, entro trenta giorni dalla data di  pubblicazione  della  presente  ordinanza  nella  Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica italiana, la sospensione dal servizio di leva  al  competente distretto militare, ovvero all'Ufficio nazionale per il servizio civile che la concedono entro sette giorni.

  2.  I  soggetti  residenti  nei  comuni di cui all'art. 1 alla data degli  eventi  di  cui  al  decreto  del Presidente del Consiglio dei Ministri   in  premessa,  possono,  qualora  gia'  arruolati,  previa presentazione  di  apposita  richiesta,  essere  impiegati,  ove cio' risulti  assolutamente necessario, per l'intera durata dello stato di emergenza, alle dipendenze degli enti locali territoriali interessati dagli  eventi calamitosi, per le esigenze connesse alla realizzazione degli  interventi  necessari  a  fronteggiare l'emergenza. Le istanze sono  presentate  ai rispettivi comandi di Corpo, entro trenta giorni dalla  data  di pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale  della  Repubblica  italiana. L'assegnazione viene concessa entro  sette  giorni dalla presentazione dell'istanza. Per coloro che non  sono  ancora  incorporati le domande di utilizzo presso gli enti locali  territoriali  sono presentate, prima della chiamata alle armi ai  distretti militari di appartenenza. I comandi militari sulla base delle    esigenze    rappresentate    dalle    regioni, provvedono all'assegnazione   tenendo   conto  delle  professionalita'  e  delle attitudini individuali.

 

Art. 5.

  1.  Nei  confronti  dei  soggetti  residenti, aventi sede legale od operativa  nel  territorio  di  cui  al  decreto  del  Presidente del Consiglio  dei  Ministri del 29 ottobre 2002 sono sospesi, fino al 31 marzo 2003, i versamenti dei contributi di previdenza e di assistenza sociale  e  dei  premi  per  l'assicurazione  obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, ivi compresa la quota a carico dei  lavoratori  dipendenti,  nonche'  di  quelli  con  contratto  di collaborazione  coordinata e continuativa. Per lo stesso periodo sono sospesi  i  termini per l'effettuazione degli adempimenti connessi al versamento dei contributi di cui sopra.

  2.  La  riscossione dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei   premi   dovuti  per  l'assicurazione  obbligatoria  contro  gli infortuni  e  le  malattie  professionali non corrisposti per effetto della  sospensione  di  cui al comma 1 avverra' mediante rate mensili pari  a  otto  volte  i  mesi interi di durata della sospensione. Gli adempimenti  non  eseguiti  per  effetto  della sospensione di cui al comma  1  sono effettuati entro il secondo mese successivo al termine della  sospensione,  mentre  le  rate  di  contributi  sono versate a partire dal terzo mese successivo alla sospensione stessa.

  3.  Ai  lavoratori  dipendenti  da  datori  di  lavoro  privati, ai dipendenti  ed  ai soci lavoratori dipendenti e non delle cooperative di  lavoro,  agli apprendisti, ai lavoratori interinali con contratti di  missione in corso, ai dipendenti ed ai soci lavoratori dipendenti e  non  delle  cooperative  sociali,  non  rientranti  nel  campo  di applicazione   degli   interventi  ordinari  di  cassa  integrazione, residenti  nei  comuni  di  cui  al  comma  1,  sospesi  dal lavoro o lavoranti  ad  orario  ridotto per effetto degli eventi oggetto della presente ordinanza, e' corrisposta per il periodo di sospensione o di riduzione dell'orario, con decorrenza dalla data degli eventi sismici e  comunque  non  oltre  il  31  marzo  2003,  un'indennita'  pari al trattamento  straordinario  di  integrazione  salariale,  compresa la contribuzione figurativa, ai sensi delle vigenti disposizioni, ovvero proporzionata alla predetta riduzione d'orario, nonche' l'assegno per il nucleo familiare ove spettante.

  4.  L'indennita'  di  cui al comma 3 e' riconosciuta anche a favore dei  lavoratori,  residenti  nei  comuni di cui al comma 1, che siano stati   costretti   a   sospendere   temporaneamente  le  prestazioni lavorative  per gravi danni alla propria abitazione o per esigenze di assistenza  urgente  alla  famiglia. Tale indennita' e' proporzionata alla  riduzione  delle  prestazioni  lavorative,  con estensione alla erogazione degli assegni per il nucleo familiare ove spettanti.

  5.  L'efficacia  dei  provvedimenti  di  licenziamento,  adottati a seguito  degli  eventi  oggetto  della presente ordinanza, e' sospesa fino  al 31 marzo 2003, ed ai lavoratori interessati sono applicabili le  disposizioni  di  cui  al  comma  3.  Le relative indennita' sono erogate, a richiesta del lavoratore, dall'INPS.

  6.  Le  indennita'  di  cui  ai  commi  3  e  4 vengono corrisposte dall'INPS  secondo  le procedure di cui alla legge 20 maggio 1975, n. 164,  su  richiesta del datore di lavoro o, in caso di impossibilita' di  quest'ultimo,  dal  lavoratore interessato. Per i periodi di paga gia'  scaduti la richiesta dovra' essere prodotta entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

  7.  Per  i  datori  di  lavoro  privati, operanti nei territori dei comuni  di  cui  comma  1,  i  periodi  di  trattamento  ordinario di integrazione  salariale,  compresi nel periodo di vigenza dello stato di  emergenza,  non  si  computano  ai  fini  del calcolo dei periodi massimi di durata stabiliti dalle norme vigenti in materia.

  8.  Le istanze di cassa integrazione straordinaria conseguenti agli effetti  prodotti  dagli  eventi  oggetto  della  presente ordinanza, presentate  in  base  alla legge 23 luglio 1991, n. 223 e debitamente motivate  in relazione agli eventi stessi, non sono computate ai fini del  calcolo  dei  periodi  massimi  di  durata stabiliti dalle leggi vigenti e possono beneficiare di specifici criteri di ammissibilita'.

  9.  I  lavoratori  residenti nei comuni di cui al comma 1, iscritti nelle  liste  di  mobilita'  di cui all'art. 5 della legge n. 223 del 1991  e  all'art. 4 della legge 19 luglio 1993, n. 236, hanno diritto alla proroga dell'iscrizione sino al 31 marzo 2003.

  10.  I  sindaci dei comuni di cui al comma 1 possono richiedere con decorrenza  dalla  data  degli  eventi  sismici  l'esenzione,  per un periodo   massimo   di   sessanta  giorni,  dal  rendere  prestazioni lavorative  presso  i  propri  datori  di lavoro e possono, altresi', disporre  affinche' gli amministratori locali, cosi' come individuati dall'art.  76  del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, siano parimenti  esentati,  in deroga alle disposizioni di cui all'art. 81.

Ai   predetti  sindaci  ed  amministratori  locali  si  applicano  le disposizioni di cui al comma 4.

  11.  Ai  sindaci  dei  comuni  di  cui  al  comma 1 possono essere, altresi',  concessi,  su richiesta, fino al 31 dicembre 2002 permessi aggiuntivi  retribuiti, in deroga all'art. 4, comma 3, della legge 27 dicembre  1985,  n. 816, per un massimo di 72 ore lavorative mensili.

Le richieste sono indirizzate al commissario delegato, che provvede a rimborsare ai comuni le relative spese.

  12. I benefici di cui ai commi 3 e 4, non sono cumulabili tra loro.

 

Art. 6.

  1. I sindaci dei comuni di cui all'art. 1 in cui sia stata rilevata una  intensita'  pari  o superiore al quinto della scala MCS ovvero i cui  territori  siano  stati  interessati  dalla  colata  lavica sono autorizzati ad assumere, con contratto a tempo determinato, correlato alla  durata  dello  stato  di  emergenza,  personale,  nel limite di quattro unita', da adibire ad attivita' anche amministrative, nonche' a  stipulare  fino  a cinque contratti di collaborazione coordinata e continuativa  con  professionisti  per  la  necessaria  attivita'  di consulenza specialistica in deroga alle norme di cui all'art. 13.

  2.  I  medesimi  sindaci  possono inoltre avvalersi di personale di amministrazioni  ed  enti  pubblici,  nel limite di cinque unita' che viene  posto  in  posizione  di comando o di distacco presso i comuni richiedenti, previo assenso degli interessati, in deroga alla vigente normativa   generale in  materia  di  mobilita',  anche  regionale.

L'assegnazione  di  tale  personale  avviene nel rispetto dei termini perentori  previsti  dall'art.  17,  comma  14, della legge 15 maggio 1997,  n.  127,  ed  in  deroga  alle  norme di cui all'art. 13 della presente ordinanza.

 

Art. 7.

  1.  Per la realizzazione di un piano d'interventi urgenti relativi agli  eventi  oggetto della  presente ordinanza, per onere, lavori, acquisizione di mezzi e servizi per fronteggiare e superare l'emergenza ivi compresi quelli diretti a contrastare gli effetti della  caduta  di  cenere vulcanica, il Dipartimento della protezione civile    trasferisce    alla   regione   siciliana   la   somma   di Euro 10.385.946,94 a valere sulla dotazione per l'anno 2002 del Fondo regionale  di  protezione civile di cui all'art. 138, comma 16, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

  2.   La   regione  siciliana,  nell'utilizzo  dei  fondi  assegnati dall''Unione  europea,  puo'  riconoscere  priorita'  a  progetti  da realizzare  nei territori colpiti dagli eventi oggetto della presente ordinanza.

  3.  Gli  Istituti  autonomi  case  popolari  di Catania ed Acireale provvedono,  a proprio carico, alla realizzazione degli interventi di somma  urgenza  sul  proprio  patrimonio  abitativo,  utilizzando  le deroghe alla vigente normativa indicate all'art. 13.

  4.  I  piani  degli  interventi  disposti  dalla  giunta  regionale siciliana  con la deliberazione n. 358 del 1 novembre 2002, in quanto riconducibili  alle  finalita' di cui al decreto-legge n. 245/2002 ed alla  presente  ordinanza  rientrano  nell'ambito  di quelli previsti dall'art.   1,  dell'ordinanza  stessa,  con  oneri  a  carico  delle provviste indicate nella suddetta delibera regionale.

 

Art. 8.

  1.   Il   presidente   della  provincia  regionale  di  Catania  e' autorizzato  a  realizzare, con risorse tratte dal proprio bilancio e avvalendosi   delle  deroghe  di  cui  all'art.  13,  un  sistema  di elisuperfici  destinate  ad  attivita'  di prevenzione dei rischi, di soccorso e di supporto logistico in caso di emergenza.

 

Art. 9.

  1. Gli oneri connessi alla realizzazione delle iniziative d'urgenza di  cui al decreto-legge 4 novembre 2002, n. 245, nonche' di cui agli interventi  ed  all'acquisizione  di  beni  e servizi, anche mediante affidamenti  diretti a trattativa privata ed in deroga alla normativa indicata  all'art. 13, dagli uffici del Dipartimento della protezione civile  e  dalle  strutture costituite in loco sotto la direzione del Dipartimento   stesso,   nonche'   dai   sindaci,   per  fronteggiare

l'emergenza, sono a carico dei fondi di cui all'art. 15.

 

Art. 10.

  1.  L'ufficio  territoriale  del  Governo  di  Catania  provvede ad effettuare  i  rimborsi  dovuti  alle organizzazioni di volontariato, debitamente  autorizzate  dal  Dipartimento  della protezione civile, impiegate  in  occasione  degli  eventi sismici e vulcanici di cui in premessa,  nonche'  al  rimborso  degli oneri sostenuti dai datori di lavoro  dei volontari. Il rimborso e' effettuato ai sensi del decreto del  Presidente  della Repubblica 8 febbraio 2001, n. 194, sulla base di un riscontro delle spese effettuate.

 

Art. 11.

  1.  Per  i  comuni  il  cui  territorio sia stato interessato dalla situazione  di  emergenza,  in deroga a quanto disposto dall'art. 151 del  decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, i termini in materia di programmazione e di bilancio sono differiti di tre mesi.

 

Art. 12.

  1.  Il  Dipartimento  della  protezione  civile  e'  autorizzato  a stipulare  polizze  assicurative  a  garanzia  di  eventuali danni in favore  dei  liberi  professionisti,  iscritti  ai  relativi  albi  e collegi,  che  svolgano operazioni tecnico-scientifiche in osservanza di  quanto  disposto,  relativamente  al  concorso  alle attivita' di protezione civile degli ordini e dei collegi professionali, dall'art. 6, comma 2, della legge n. 225 del 24 febbraio 1992.

  2.    Ai    predetti    professionisti   impiegati   nell'attivita' emergenziale,  e'  riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per vitto  e  alloggio, debitamente documentate, in misura corrispondente al   trattamento  di  missione  del  personale  statale  appartenente all'area C del comparto Ministeri.

  3.  Le  disposizioni  di  cui al comma 1 si applicano, altresi', ai professionisti   dipendenti  dalle  regioni  e  dagli  altri  enti  e amministrazioni  pubbliche  impiegati  nelle  attivita' di protezione civile.

 

Art. 13.

  1. Per l'attuazione degli interventi di cui alla presente ordinanza e'  autorizzata,  nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, la deroga alla seguente normativa:

    legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato f, art. 378;

    legge  25  giugno 1865, n. 2359, articoli 4, 17 e 18 e successive modifiche ed integrazioni;

    regio  decreto  18 novembre 1923, n. 2440, e successive modifiche ed  integrazioni, articoli 3, 5, 6, 7, 8, 11, 13, 14, 15, 16, 19, 20, 21, 58 e 81;

    regio  decreto  23 maggio 1924, n. 827, e successive modifiche ed integrazioni, articoli 38, 39, 40, 41, 42,117 e 119;

    decreto  del  Presidente  della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, art.  56;  legge  22  ottobre  1971,  n.  865  e successive modifiche

articoli 10, 11, 12, 13, 15, 19 e 20;

    legge  3  gennaio  1978,  n.  1, art. 3 e successive modifiche ed integrazioni;

    legge 8 agosto 1985, n. 431;

    legge  8  luglio  1986,  n.  349, art. 6 e disposizioni normative regionali in materia di valutazione di impatto ambientale;

    legge   7   agosto  1990,  n.  241,  e  successive  modifiche  ed integrazioni, articoli 7, 8, 9, 14, 14-bis, 14-ter, 14-quater e 16;

    decreto   legislativo  24  luglio  1992,  n.  358,  e  successive modificazioni  ed  integrazioni, articoli 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11,  13,  14,  16,  17,  18  e 19, coordinato con le disposizioni del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 402;

    decreto-legge   5   ottobre   1993,   n.   398,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493, art. 12;

    legge  11  febbraio  1994,  n.  109,  e  successive  modifiche ed integrazioni,  articoli 2, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 14, 16, 17, 18, 19, 20, 21,  22,  23,  24,  25,  27,  28, 29, 30, 32, 33, 34, 37-bis, 37-ter, 37-quater,  37-quinquies  e  37-sexies, nonche' delle disposizioni di cui al cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, per le parti strettamente collegate;

    decreto  del  Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367, articoli 3, 5, 10, 13, 20 e 21;

    decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, e successive modifiche ed  integrazioni, articoli 3, 6, 7, 8, 9, 10, 13, 14, 18, 22, 23, 24, 25,  26,  27,  28,  29,  coordinato  con  le disposizioni del decreto

legislativo 25 febbraio 2000, n. 65;

    decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e successive modifiche ed integrazioni, articoli 7, 8, 11, 12, 18, 21, 23 e 25;

    decreto  del  Presidente  della  Repubblica  12 aprile 1996, come integrato  dal  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri 3 settembre 1999;

    decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, articoli 9 e 10;

     legge 15 maggio 1997, n. 127, art. 17, comma 14;

    decreto-legge   11   giugno   1998,   n.   180,  convertito,  con modificazioni,  dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, articoli 1, 2, 3 e 4;

   decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, capo II, sezione I ed articoli 151 e 156;

    decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, articoli 8 e 9;

    decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri 23 dicembre 1999; legge della regione siciliana 30 aprile 1991, n. 15, art. 6;

    decreto  legislativo  19  settembre  1994,  n.  626, e successive modifiche ed integrazioni, articoli 4, 5, 7, 8, 80 e 84;

    legge della regione siciliana 3 dicembre 1991, n. 44, art. 24;

    decreto  legislativo 11 maggio 1999, n. 152, articoli 31, 32, 33, 41 e 45;

    legge 23 dicembre 1999, n. 488, articoli 26 e 27;

    decreto  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri 23 dicembre 1999;

    legge  della regione siciliana 15 maggio 2000, n. 10, articoli 9,

12, 13 e relativi decreti applicativi;

    legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 138, comma 16;

    decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modifiche

articoli 7, 24, 35 e 36;

    legge regionale 22 giugno 2001, n. 10;

    contratto  collettivo nazionale di lavoro del personale dirigente dell'area 1, sottoscritto in data 5 aprile 2001, art. 14;

    contratto  collettivo  di lavoro del personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali sottoscritto in data 5 ottobre 2001;

    decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2001, n. 316;

    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, art. 81 e 151;

    legge  regionale  2 agosto 2002, n. 7, articoli 2, 3, 4, 5, 8, 9, 10,  11,  13, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 26, 31, 32, 33, 34 e 35;

    leggi   regionali   strettamente  connesse  all'attuazione  degli interventi previsti nella presente ordinanza.

 

Art. 14.

  1. In favore del personale dell'ufficio territoriale del Governo di Catania,   direttamente impegnato   in   attivita'   connesse   con l'emergenza,  nel  limite massimo di trenta unita', e' autorizzata la

corresponsione  di  compensi per prestazioni di lavoro straordinario, nel  limite  massimo  di  80  ore  mensili pro-capite, oltre i limiti previsti  dalla  vigente legislazione. Alla liquidazione dei predetti

compensi provvede il prefetto di Catania.

  2.  L'Ispettore  regionale  dei vigili del fuoco, in relazione alla situazione  emergenziale  in  atto,  provvede  al potenziamento delle attivita'  di  servizio.  A  tal  fine  puo' autorizzare il personale

dipendente  ad  effettuare  prestazioni  di lavoro straordinario, nel limite massimo di 100 ore mensili pro-capite, oltre i limiti previsti dalla  vigente legislazione. Per il personale dirigente, direttamente

impegnato   in   attivita'  connesse  con  l'emergenza,  puo'  essere autorizzata  la corresponsione di una retribuzione aggiuntiva pari al 10%  delle retribuzioni di posizione in godimento, in deroga all'art.

24  del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed all'art. 14 del contratto  collettivo  nazionale  di  lavoro  del personale dirigente dell'area 1, sottoscritto il 5 aprile 2001.

  3.  In  favore  del  personale delle Forze di polizia, direttamente impegnato   in   attivita'  connesse  con  l'emergenza,  puo'  essere autorizzata  la  corresponsione di compensi per prestazioni di lavoro

straordinario,  nel  limite  massimo  di  100 ore mensili pro-capite, oltre  i  limiti  previsti  dalla  vigente  legislazione, con oneri a carico  dei  pertinenti  capitoli  del  Dipartimento  della  pubblica

sicurezza.

  4.   In   favore  del  personale  appartenente  alle  Forze  armate direttamente  impegnato nell'attivita' di emergenza di cui al decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri citato in premessa, e' autorizzata  la  corresponsione di compensi per prestazioni di lavoro straordinario,  nel  limite  massimo  di  100 ore mensili pro-capite, oltre i limiti previsti dalla vigente legislazione.

  5.  Al  personale  del Dipartimento della protezione civile inviato nei  territori  di  cui  al  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  citato in premessa, e' riconosciuta per tutto il periodo di

impiego  in  loco  una speciale indennita' operativa omnicomprensiva, con  la  sola esclusione del trattamento di missione, forfetariamente parametrata  su  base  mensile  a  250 ore di straordinario festivo e notturno, commisurata ai giorni di effettivo impiego.

  6.  In  favore del personale appartenente all'Istituto nazionale di geofisica  e  vulcanologia  di  Catania  impegnato  nell'attivita' di emergenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del  29 novembre 2002 e' autorizzata la corresponsione di compensi di lavoro  straordinario,   nel   limite  massimo  di  80  ore  mensili pro-capite, oltre i limiti previsti dalla vigente legislazione.

  7.  In  favore  del  personale  dei comuni di cui all'art. 1, della provincia   regionale   di   Catania   e   della  regione  siciliana, direttamente  impegnato  in  attivita'  connesse  con l'emergenza, e' autorizzata  la  corresponsione di compensi per prestazioni di lavoro straordinario, nel limite massimo di 80 ore mensili pro-capite, oltre i limiti previsti dalla vigente legislazione anche regionale.

 

Art. 15.

  1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente ordinanza, fatto  salvo  quanto  diversamente  previsto  in  via specifica nelle singole  disposizioni, si provvede, nel limite di 10 milioni di euro, a  carico  del  Fondo della protezione civile, nonche' utilizzando le ulteriori  provviste  che saranno definite nelle successive ordinanze di protezione civile, anche relative alla fase della ricostruzione.

 

Art. 16.

  1.  Le  disposizioni  della  presente ordinanza, nonche' i benefici recati  dalla medesima, trovano applicazione limitatamente al periodo di  vigenza  della  dichiarazione  di  stato  di  emergenza di cui in premessa.

 

Art. 17.

  1.  E'  fatta  salva, anche successivamente alla data di emanazione della presente ordinanza, l'efficacia dei provvedimenti gia' adottati dal commissario delegato e dalle autorita' locali.

 

Art. 18.

  1.   Il   commissario   delegato   definisce   procedure  operative finalizzate  al  conseguimento  di  un compiuto monitoraggio da parte delle  forze  dell'ordine delle imprese impegnate nella realizzazione delle  opere  e  degli  interventi di cui al decreto-legge 4 novembre 2002,   n.  245,  e  della  presente  ordinanza,  disponendo  per la tempestiva  comunicazione  alle  stesse forze dell'ordine di elementi informativi  significativi.  A  tale  scopo,  secondo dette procedure operative,  e'  fatto carico ai soggetti committenti di comunicare la ragione  sociale  dell'impresa affidataria, i nominativi dei relativi titolari  e  degli  amministratori,  l'eventuale  utilizzo di imprese sub-contraenti, con specificazione degli stessi elementi informativi, nonche' le generalita' complete di tutto il personale impegnato nella realizzazione delle opere e degli interventi commissionati.

  La  presente  ordinanza  sara'  pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

    Roma, 29 novembre 2002

                                            Il Presidente: Berlusconi