LEGGE REGIONALE 26 agosto 1992, n. 7

G.U.R.S. 29 agosto 1992, n. 40

 

Norme per l'elezione con suffragio popolare del sindaco. Nuove norme per l'elezione dei consigli comunali, per la composizione degli organi collegiali dei comuni, per il funzionamento degli organi provinciali e comunali e per l'introduzione della preferenza unica.

 

TESTO COORDINATO (aggiornato alla legge regionale 6/2001)

 

REGIONE SICILIANA

L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO

IL PRESIDENTE REGIONALE PROMULGA

 

la seguente legge:

 

Capo I  -  PROCEDIMENTO PER L'ELEZIONE A SUFFRAGIO POPOLARE DEL SINDACO NEI COMUNI DELLA REGIONE

 

Art. 1 - Durata in carica del sindaco eletto a suffragio popolare e disposizioni applicabili (modificato dall'art. 1, comma 1, della L.R. 25/2000)

 

1. Nei comuni della Regione il sindaco è eletto a suffragio universale e diretto dai cittadini iscritti nelle liste elettorali del comune.

2. La durata in carica del sindaco e del consiglio comunale è fissata in cinque anni.

3. Le norme vigenti in materia di legislazione elettorale e di Ordinamento regionale degli enti locali si applicano tenendo conto delle disposizioni di cui ai successivi articoli. (1)

 

Art. 2 - Periodo di svolgimento delle elezioni (modificato dall'art. 35 della L.R. 26/93) e abrogato dall'art. 15, comma 4, lett. a), della L.R. 35/97)

 

Art. 3 - Condizioni di eleggibilità (integrato dall'art. 7 della L.R. 41/96 e modificato dall'art. 15, comma 4, lett. b), della L.R. 35/97)

 

1. Sono eleggibili a sindaco tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali di qualsiasi comune della Repubblica in possesso dei requisiti stabiliti per l'elezione a consigliere comunale.

2. Restano ferme le cause di ineleggibilità e di incompatibilità previste dalle norme vigenti per la carica di consigliere comunale e per la carica di sindaco. (2)

3. Il sindaco è immediatamente rieleggibile una sola volta. Tale limitazione non si applica nel caso in cui per uno dei due mandati si sia verificata la fattispecie di cui all'articolo 16, comma 3 della presente legge.

4. Non è immediatamente rieleggibile il sindaco che sia stato revocato dalla carica secondo l'articolo 40 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come recepito dalla legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48.

5. ---------------- (3)

 

Art. 4 - Incandidabilità e incompatibilità del personale direttivo negli organi ed uffici di collocamento

 

1. Al comma 2 dell'art. 18 della legge regionale 21 settembre 1990, n. 36, sono aggiunte le seguenti parole: “né essere candidato alla carica di sindaco, né ricoprire la carica di assessore comunale”.

 

Art. 5  -  Condizioni di candidabilità, eleggibilità e compatibilità dei deputati regionali alle elezioni alla carica di sindaco

 

1. Ai deputati regionali si applicano le disposizioni in materia di candidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità previste per i parlamentari nazionali.

 

Art. 6 - Applicabilità della legge 18 gennaio 1992, n. 16 (sostituito dall'art. 36 della L.R. 26/93)

 

1. Nella Regione Siciliana si applicano le disposizioni di cui alla legge 18 gennaio 1992, n. 16.

 

Art. 7 – Candidatura (modificato dall'art. 37 della L.R. 26/93 e sostituito dall'art. 1 della L.R. 35/97)

 

1. La dichiarazione di presentazione delle liste dei candidati al consiglio comunale e delle collegate candidature alla carica di sindaco per ogni comune deve essere sottoscritta:

a) da non meno di 1.000 e da non più di 2.000 elettori nei comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti;

b) da non meno di 700 e da non più di 2.000 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 100.001 e 500.000 abitanti;

c) da non meno di 400 e da non più di 1.500 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 40.001 e 100.000 abitanti;

d) da non meno di 250 e da non più di 800 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 20.001 e 40.000 abitanti;

e) da non meno di 200 e da non più di 500 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 10.001 e 20.000 abitanti;

f) da non meno di 80 e da non più di 250 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 5.001 e 10.000 abitanti;

g) da non meno di 40 e da non più di 100 elettori nei comuni con popolazione compresa tra 2.001 e 5.000 abitanti;

h) da non meno di 30 e da non più di 60 elettori nei comuni con popolazione inferiore a 2.000 abitanti.

2. Nessuna sottoscrizione è richiesta per la dichiarazione di presentazione delle liste nei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti.

3. Nessuna sottoscrizione è richiesta per i partiti o gruppi politici costituiti presso l'Assemblea regionale siciliana in gruppo parlamentare o che nell'ultima elezione regionale abbiano ottenuto almeno un seggio, anche se presentino liste contraddistinte dal contrassegno tradizionale affiancato ad altri simboli. In tali ipotesi le liste dei candidati saranno sottoscritte e presentate dal rappresentante regionale del partito o del gruppo politico o da una o più persone dallo stesso delegate, con firma autenticata.

4. Oltre a quanto previsto dagli articoli 17 e 20 del Testo Unico della legge per l'elezione dei consigli comunali nella Regione Siciliana approvato con decreto del Presidente della Regione 20 agosto 1960, n. 3, con la lista di candidati al consiglio comunale deve essere anche presentato il candidato alla carica di sindaco e il programma amministrativo da affiggere all'albo pretorio.

5. All'atto della presentazione della lista, ciascun candidato alla carica di sindaco deve dichiarare di non aver accettato la candidatura in altro comune. Unitamente alla dichiarazione di accettazione della candidatura ed al programma amministrativo di cui al comma 4 dovrà presentare l'elenco di almeno la metà degli assessori che intende nominare.

6. Chi è eletto in un comune non può presentarsi come candidato in altri comuni.

7. E' consentita la candidatura contemporanea alla carica di sindaco ed alla carica di consigliere comunale nello stesso comune. In caso di elezione ad entrambe le cariche, il candidato eletto sindaco decade da quella di consigliere comunale.

8. I candidati alle cariche di sindaco o consigliere comunale devono aggiungere alla documentazione già prescritta apposita dichiarazione, da rilasciare davanti a pubblico ufficiale, attestante se gli stessi sono stati raggiunti, ai sensi dell'articolo 369 del codice di procedura penale, da informazione di garanzia relativa al delitto di associazione per delinquere di stampo mafioso; se sono stati proposti per una misura di prevenzione; se sono stati fatti oggetto di avviso orale ai sensi dell'articolo 4 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423; se sono coniugati, ovvero conviventi con persona condannata, con sentenza anche non passata in giudicato per associazione per delinquere di stampo mafioso; se gli stessi, i coniugi o i conviventi, siano parenti di primo grado, o legati da vincoli di affiliazione, con soggetti condannati, con sentenza anche non passata in giudicato, per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso. La mancata dichiarazione produce l'esclusione del candidato.

9. La commissione elettorale circondariale, in sede di prima votazione ed, eventualmente, in sede di ballottaggio, assegna un numero progressivo a ciascun candidato alla carica di sindaco mediante sorteggio, da effettuarsi alla presenza dei delegati di lista appositamente convocati.

 

Art. 8 - Operazioni dell'ufficio centrale o dell'adunanza dei presidenti di seggio (integrato dall'art. 38 della L.R. 26/93)

 

1. Il presidente dell'ufficio centrale o il presidente della prima sezione, il primo giorno successivo al compimento dello scrutinio, o al più tardi il secondo giorno successivo, riunisce l'ufficio e riassume i voti delle varie sezioni determinando la cifra elettorale di ciascun candidato alla elezione alla carica di sindaco, costituita dai voti validamente attribuiti. (6)

2. Successivamente determina il quorum necessario per la elezione, rappresentato dalla metà più uno dei voti validamente espressi. Proclama eletto il candidato che ha ottenuto il numero di voti pari o superiore al numero così determinato. (17)

2 bis. Ove sia stato ammesso un solo candidato, lo proclama eletto qualora ricorrano le condizioni previste dall'articolo 40 del testo unico approvato con D.P. Reg. 20 agosto 1960, n. 3.

2 ter. Le operazioni dell'ufficio centrale o dell'adunanza dei presidenti di seggio relative alla elezione del sindaco vanno espletate con precedenza rispetto a quelle relative alla elezione del consiglio comunale e vanno completate entro il mercoledì successivo al giorno di votazione.

3. Entro due giorni dalla chiusura delle operazioni il sindaco uscente o il commissario straordinario pubblica i risultati dell'elezione e li notifica all'eletto.

 

Art. 9 - Secondo turno di votazione (18) (modificato dall'art. 39 della L.R. 26/93 e dall'art. 169, comma 2, dell'OREL D.L.P. 6/55, nel testo sostituito dall'art. 50 della L.R. 26/93)

 

1. Se nessun candidato ottiene la maggioranza richiesta, la nuova votazione per l'elezione del sindaco avrà luogo, con le stesse modalità, nella seconda domenica successiva.

2. Al secondo turno sono ammessi i due candidati che nel primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti, salve eventuali dichiarazioni di rinuncia da presentarsi alla commissione elettorale circondariale nel giorno successivo alla proclamazione dei risultati del primo turno. A parità di voti è ammesso al ballottaggio il più anziano per età.

3. Qualora uno o ambedue i candidati ammessi al secondo turno dichiarino di rinunciare subentrano i candidati che abbiano ottenuto in graduatoria il maggior numero di voti. Le eventuali rinunzie successive alla prima devono avvenire entro il secondo giorno successivo alla proclamazione dei risultati elettorali.

4. Il venir meno, per rinunzia, della candidatura oltre i termini di cui al comma precedente non determina l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 40 del testo unico approvato con D.P.Reg. 20 agosto 1960, n. 3.

4 bis. Entro il terzo giorno successivo alla proclamazione dei risultati elettorali i candidati ammessi al secondo turno hanno facoltà di modificare il documento programmatico formulato all'atto di presentazione della candidatura anche nella parte relativa all'indicazione dei criteri per la formazione della giunta. Essi devono inoltre indicare, a pena di esclusione, l'elenco completo degli assessori che intendono nominare.

5. Qualora nel documento predisposto per il secondo turno sia espressamente indicato che il candidato partecipa come espressione di una coalizione di gruppi politici che avevano partecipato separatamente al primo turno, è consentita anche la modificazione del contrassegno di cui ai commi 5 e 6 dell'art. 7.

5 bis. La documentazione di cui ai precedenti commi è presentata alla segreteria del comune entro il giorno stabilito, anche se trattasi di giorno festivo, dalle ore 8 alle ore 14.

6. La Commissione elettorale circondariale, accertata la regolarità delle candidature ammesse al secondo turno, entro il primo giorno successivo alla ricezione degli atti ne dà comunicazione al sindaco per la preparazione del manifesto con i candidati ed al prefetto per la stampa delle schede.

7. Il manifesto deve essere affisso all'albo pretorio e in altri luoghi pubblici entro il quinto giorno precedente la votazione. Si applicano le disposizioni di cui al comma 10 dell'art. 7.

8. Nel secondo turno è eletto sindaco il candidato che abbia riportato il maggior numero di voti. A parità di voti, è eletto il più anziano per età.

9. Qualora, a seguito di dichiarazioni di rinunzia o per qualsiasi altra causa permanga una sola valida candidatura, si procede comunque alla votazione ed il candidato è eletto qualora partecipi alla consultazione la maggioranza assoluta degli iscritti nelle liste elettorali ed il candidato risulti votato da almeno il 25 per cento degli iscritti nelle liste elettorali. Ove non venga raggiunto il quorum prescritto, la nuova elezione è indetta alla prima tornata elettorale utile (25) dall'accertamento dei risultati. Le funzioni del sindaco e della giunta sono assunte da un commissario nominato secondo l'articolo 55 dell'ordinamento amministrativo degli enti locali (D.L.P. 6/55) approvato con legge regionale 15 marzo 1963, n. 16. 

(vedi T.A.R. SICILIA - CATANIA, SEZ. II, 434/2000)

 

Art. 10 - Disposizioni applicabili per le operazioni relative al secondo turno di votazione (modificato dall'art. 13 della L.R. 35/97, nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, della L.R. 41/97)

 

1. Le operazioni elettorali relative al secondo turno di votazione sono regolate, salvo quanto diversamente stabilito, dalle norme relative allo svolgimento del primo turno.

2. Gli uffici costituiti per il primo turno di votazione sono mantenuti per il secondo.

3. Sono ammessi al voto nel secondo turno, nelle rispettive sezioni, gli elettori ammessi al primo turno. A tal fine si provvederà da parte dei comuni alla tempestiva consegna di nuovo certificato elettorale e non oltre il secondo giorno antecedente quello di votazione che, ove tecnicamente necessario, potrà essere predisposto preventivamente. Nel caso in cui non sia possibile la tempestiva consegna del nuovo certificato a tutti gli elettori, il sindaco dovrà darne immediata comunicazione ai presidenti di seggio, i quali ammetteranno al voto coloro che presenteranno il certificato elettorale già utilizzato al primo turno ed anche coloro che risultano iscritti nelle liste elettorali in dotazione al seggio elettorale e con un documento di identità ammesso ai sensi dell'articolo 31, comma 6, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Regione 20 agosto 1960, n. 3.

4. Il presidente dell'ufficio centrale proclama eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validamente espressi o, nel caso di cui al comma 9 dell'art. 9, il numero di voti ivi previsti.

 

Art. 11 - Definitività dell'atto di proclamazione dell'elezione

 

1. La proclamazione dell'eletto costituisce provvedimento definitivo avverso il quale sono esperibili i ricorsi per motivi di regolarità delle operazioni elettorali.

2. In caso di ineleggibilità accertata, in sede di convalida o con sentenza divenuta definitiva, la sostituzione e la elezione del sindaco avvengono secondo le modalità di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'art. 16.

3. Le operazioni di convalida dell'eletto competono alla sezione provinciale del Comitato regionale di controllo, che si pronuncia in via amministrativa anche su eventuali ipotesi di incompatibilità, nell'osservanza dei termini e delle procedure di cui all'art. 14 della legge regionale 31/1986. Restano esperibili i ricorsi giurisdizionali previsti dalle vigenti disposizioni.

 

Art. 12 - Giunta comunale (modificato dall'art. 40 della L.R. 26/93, dall'art. 8, comma 1, e dall'art. 15, comma 4, lett. c), della L.R. 35/97)

 

1. Il sindaco eletto nomina la giunta, comprendendo anche gli assessori proposti all'atto della presentazione della candidatura, a condizione che siano in possesso dei requisiti di eleggibilità richiesti per la elezione al consiglio comunale ed alla carica di sindaco. La durata della giunta è fissata in quattro anni. La composizione della giunta viene comunicata, entro dieci giorni dall'insediamento al consiglio comunale che può esprimere formalmente le proprie valutazioni.

2. Sono estese ai componenti della giunta le ipotesi di incompatibilità previste per la carica di consigliere comunale e di sindaco che devono essere rimosse, per non incorrere nella decadenza dalla carica di assessore, entro dieci giorni dalla nomina. (7)

3. Gli assessori ed i consiglieri comunali non possono essere nominati dal sindaco o eletti dal consiglio comunale per incarichi in altri enti, anche se in rappresentanza del proprio comune nè essere nominati od eletti come componenti di organi consultivi del comune.

4. La carica di componente della giunta è incompatibile con quella di consigliere comunale. Il consigliere comunale che sia stato nominato assessore ha facoltà di dichiarare, entro dieci giorni dalla nomina, per quale ufficio intende optare; se non rilascia tale dichiarazione, decade dalla carica di assessore. La dichiarazione di opzione formalizzata comporta la cessazione dalla carica non prescelta.

5. Sono incompatibili le cariche di sindaco, di presidente della Provincia, di assessore comunale e provinciale con quella di componente della Giunta regionale.

6. Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini fino al secondo grado, del sindaco.

7. Il sindaco nomina, tra gli assessori, il vice sindaco che lo sostituisce in caso di assenza o di impedimento nonchè nel caso di sospensione dell'esercizio della funzione adottata secondo l'articolo 15, comma 4 bis, della legge 19 marzo 1990, n. 55 e successive modifiche. Qualora si assenti o sia impedito anche il vice sindaco, fa le veci del sindaco in successione il componente della giunta più anziano di età. (8)

8. Il sindaco può delegare a singoli assessori, con apposito provvedimento, determinate sue attribuzioni. (9)

9. Il sindaco può, in ogni tempo, revocare uno o più componenti della giunta. In tal caso, egli deve, entro sette giorni, fornire al consiglio comunale circostanziata relazione sulle ragioni del provvedimento sulla quale il consiglio comunale può esprimere valutazioni. Contemporaneamente alla revoca, il sindaco provvede alla nomina dei nuovi assessori.

Ad analoga nomina il sindaco provvede in caso di dimissione, decadenza o morte di un componente della giunta.

10. Gli atti di cui ai precedenti commi sono adottati con provvedimento del sindaco, sono immediatamente esecutivi e sono comunicati al consiglio comunale, alla sezione provinciale del Comitato regionale di controllo ed all'Assessorato regionale degli enti locali.

11. La cessazione dalla carica del sindaco, per qualsiasi motivo, comporta la cessazione dalla carica dell'intera giunta. Sino all'insediamento del commissario straordinario, il vice sindaco e la giunta esercitano le attribuzioni indifferibili di competenza del sindaco e della giunta.

 

Art. 13 - Competenze del sindaco (integrato dall'art. 41 della L.R. 26/93)

 

1. Il sindaco convoca e presiede la giunta, compie tutti gli atti di amministrazione che dalla legge o dallo statuto non siano specificatamente attribuiti alla competenza di altri organi del comune, degli organi di decentramento, del segretario e dei dirigenti. Nomina il responsabile degli uffici e dei servizi attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalità ed i criteri dell'articolo 51 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e successive modifiche, come recepito dall'articolo 1, comma 1, lettera h), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, nonchè dello statuto e dei regolamenti afferenti del comune. Nomina, altresì, i componenti degli organi consultivi del comune, nel rispetto delle norme e dei criteri stabiliti dalla legge e dallo statuto comunale. (10)

2. Il sindaco non può nominare rappresentante del comune presso aziende, enti, istituzioni e commissioni il proprio coniuge ed i parenti e gli affini entro il secondo grado.

3. Restano riservate alla giunta le delibere per le materie indicate nell'articolo 15 della legge regionale 3 dicembre 1991, n. 44, che non siano di competenza del consiglio.

 

Art. 14 - Incarichi ad esperti (26) (modificato dall'art. 41 della L.R. 26/93, dall'art. 4 della L.R. 38/94, integrato dall'art. 6, comma 1, della L.R. 41/96 e modificato dall'art. 48, comma 1, della L.R. 6/97)

 

1. Il sindaco, per l'espletamento di attività connesse con le materie di sua competenza, può conferire incarichi a tempo determinato che non costituiscono rapporto di pubblico impiego, ad esperti estranei all'amministrazione.

2. Il numero degli incarichi di cui al comma 1 non può essere superiore a:

a) due nei comuni fino a 30.000 abitanti;

b) tre nei comuni da 30.000 a 250.000 abitanti;

c) quattro nei comuni con oltre 250.000 abitanti.

3. Gli esperti nominati ai sensi del presente articolo devono essere dotati di documentata professionalità. In caso di nomina di soggetto non provvisto di laurea, il provvedimento deve essere ampiamente motivato.

4. Il sindaco annualmente trasmette al consiglio comunale una dettagliata relazione sull'attività degli esperti da lui nominati.

5. Agli esperti è corrisposto un compenso pari a quello globale, previsto per i dipendenti in possesso della seconda qualifica dirigenziale. (11) (12)

6. Nessuno può avere conferiti più di due incarichi contemporaneamente.

 

Art. 15 - Giuramento

 

1. Il sindaco presta giuramento dinanzi al prefetto della provincia.

2. In presenza del segretario comunale che redige il processo verbale, gli assessori, prima di essere immessi nell'esercizio delle proprie funzioni, prestano giuramento secondo la formula stabilita per i consiglieri comunali.

3. Gli assessori che rifiutino di prestare il giuramento decadono dalla carica. La loro decadenza è dichiarata dal sindaco.

 

þ[AA016]Art. 16 - Cessazione dalla carica di sindaco per decadenza, dimissioni o morte (19) (modificato  dall'art. 42 della L.R. 26/93, dall'art. 169 comma 2, dell'OREL 6/55, nel testo sostituito dall'art. 50 della L.R. 26/93 e abrogato dall'art. 15, comma 4, lett. d), della L.R. 35/97)

 

þ[AA017]Art. 17 - Relazione sullo stato di attuazione del programma

 

1. Ogni sei mesi il sindaco presenta una relazione scritta al consiglio comunale sullo stato di attuazione del programma e sull'attività svolta nonchè su fatti particolarmente rilevanti.

2. Il consiglio comunale, entro dieci giorni dalla presentazione della relazione, esprime in seduta pubblica le proprie valutazioni.

 

Art. 18 - Consultazione del corpo elettorale sulla rimozione del sindaco (20) (modificato dall'art. 50 della L.R. 26/93, dall'art. 169 comma 2, dell'OREL 6/55, nel testo sostituito dall'art. 50 della L.R. 26/93e abrogato dall'art. 15, comma 4, lett. d), della L.R. 35/97)

 

Art. 19 - Presidenza del consiglio comunale (modificato dall'art. 43 della L.R. 26/93)

 

1. Il consiglio comunale, espletate le operazioni di giuramento, convalida e surroga, procede all'elezione nel suo seno di un presidente, per la cui elezione è richiesta alla prima votazione la maggioranza assoluta dei componenti il consiglio; in seconda votazione risulta eletto il candidato che abbia riportato la maggioranza semplice. Il consiglio comunale elegge altresì un vice presidente.

2. In caso di assenza o impedimento il presidente è sostituito dal vice presidente, ed in caso di assenza o impedimento di questo, dal consigliere presente che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali.

3. Il consiglio comunale è convocato dal presidente con all'ordine del giorno gli adempimenti previsti dalla legge o dallo statuto e, compatibilmente con questi, dando la precedenza alle proposte del sindaco.

4. La prima convocazione del consiglio comunale è disposta dal presidente uscente e deve avere luogo entro quindici giorni dalla proclamazione, con invito da notificarsi almeno dieci giorni prima di quello stabilito per l'adunanza.

5. Qualora il presidente uscente non provveda, la convocazione è disposta dal consigliere neo-eletto che ha riportato il maggior numero di preferenze individuali al quale spetta, in ogni caso, la presidenza provvisoria della assemblea fino all'elezione del presidente.

6. La prima convocazione del consiglio comunale, eletto per la prima volta secondo le disposizioni di cui alla presente legge, è disposta dal sindaco uscente entro quindici giorni dalla proclamazione degli eletti e la seduta è presieduta dal consigliere più anziano per preferenze individuali.

7. Nell'ipotesi di omissione degli atti di cui ai precedenti commi, il segretario comunale ne dà tempestiva comunicazione all'Assessorato regionale degli enti locali per il controllo sostitutivo.

8. Nei comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti gli statuti possono prevedere la costituzione di un ufficio di presidenza composto da un numero massimo di tre componenti compreso il presidente. (15)

 

Art. 20 - Attribuzioni del presidente del consiglio comunale (modificato dall'art. 44 della L.R. 26/93)

 

1. Il consiglio si riunisce secondo le modalità dello statuto e viene presieduto e convocato del presidente dell'organo medesimo. La convocazione del consiglio è disposta anche per domanda motivata di un quinto dei consiglieri in carica o su richiesta del sindaco. In tali casi la riunione del consiglio deve avere luogo entro venti giorni dalla richiesta.

2. La diramazione degli avvisi di convocazione del consiglio nonché l'attivazione delle commissioni consiliari spetta al presidente. (16)

3. Il sindaco, o un assessore da lui delegato, è tenuto a partecipare alle riunioni di consiglio. Il sindaco e i membri della giunta possono intervenire alle medesime riunioni senza diritto di voto. (5)

4. Per l'espletamento delle proprie funzioni il presidente del consiglio si avvale delle strutture esistenti nel comune secondo quanto previsto nello statuto. (16)

 

Capo II - NUOVE NORME PER L'ELEZIONE DEI CONSIGLI COMUNALI, PER LA COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI COLLEGIALI DEI COMUNI E PER IL FUNZIONAMENTO DEGLI ORGANI COMUNALI E PROVINCIALI

 

Art. 21 - Presentazione delle candidature nei comuni a sistema maggioritario (articolo superato) (21)

 

Art. 22 - Attribuzione dei seggi e surrogazione nei comuni a sistema maggioritario.

 

1. ------------------- (14)

2. Le disposizioni di cui all'art. 59 del T.U. delle leggi per l'elezione dei consigli comunali nella regione siciliana, approvato con decreto del presidente della regione 3/1960, si applicano ai comuni in cui si vota col sistema maggioritario.

 

Art. 23 - Attribuzione dei seggi (22) (modificato dall'art. 44 della L.R. 26/93 e abrogato dall'art. 15, comma 4, lett. d), della L.R. 35/97)

 

Art. 24 - Composizione della giunta (24)

 

1. Il comma 1 dell'art. 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come introdotto dall'art. 1, comma 1, lett. e), della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, è sostituito dal seguente: “La giunta comunale è composta dal sindaco, che la presiede, e da un numero pari di assessori, stabilito dallo statuto, non superiore a: quattro per i comuni con popolazione sino a 5.000 abitanti; sei per i comuni con popolazione sino a 30.000 abitanti; otto per i comuni con popolazione sino a 250.000 abitanti o capoluoghi di provincia; dieci per i comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti”.

 

Art. 25 - Dimissioni

 

1. L'art. 174 dell'Ordinamento amministrativo degli enti locali (D.L.P. 6/55), approvato con legge regionale n. 16/1963, e successive modificazioni ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

 

“Dimissioni

 

1. Le dimissioni del sindaco, del presidente della provincia regionale e degli assessori comunali e provinciali sono depositate nella segreteria dell'ente o formalizzate in sedute degli organi collegiali. Sono irrevocabili, definitive e non necessitano di presa d'atto.

2. Le dimissioni dalla carica di consigliere sono presentate ai rispettivi consigli, sono irrevocabili, immediatamente efficaci e non necessitano di presa d'atto.

3. L'eventuale rinunzia del subentrante o la presenza di cause di ineleggibilità che dovessero successivamente intervenire non alterano la completezza del consiglio stesso”.

 

Art. 26 – Competenze (modificato dall'art. 45 della L.R. 26/93 e dall'art. 56, comma 38, della L.R. 6/2001)

 

1. Le competenze di cui alla lettera n) dell'art. 32 della legge n. 142 del 1990, come introdotte dall'art. 1, comma 1, lettera e) della legge regionale n. 48/1991, sono attribuite al sindaco.

2. Il sindaco, con provvedimento motivato, può revocare e sostituire i rappresentanti del comune presso enti, aziende ed istituzioni anche prima della scadenza del relativo incarico.

3. ------------------ (comma abrogato) (4)

 

Art. 27 - Attività ispettiva del consiglio

 

1. Il sindaco è tenuto a rispondere agli atti ispettivi dei consiglieri comunali entro trenta giorni dalla loro presentazione presso la segreteria del comune.

2. Le ripetute e persistenti violazioni degli obblighi di cui al comma 1 del presente articolo, al comma 9 dell'art. 12 e dell'art. 17 sono rilevanti per l'applicazione dell'art. 40 della legge n. 142/1990 così come recepito e modificato dall'art. 1, lettera g) della legge regionale n. 48/1991.

3. Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al suo interno commissioni di indagini su qualsiasi materia attinente all'amministrazione comunale. I poteri, la composizione e il funzionamento delle stesse sono indicati nei relativi statuti comunali.

 

Capo III - MODALITA' DI ESPRESSIONE DEL VOTO DI LISTA E DI PREFERENZA PER L'ELEZIONE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA E DEI CONSIGLI PROVINCIALI, COMUNALI E CIRCOSCRIZIONALI

 

Art. 28 - Modalità di espressione del voto di lista e di preferenza per l'elezione dell'assemblea regionale siciliana

 

1. L'art. 44 della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni, è sostituito dal seguente:

 

“Art. 44

 

1. Una scheda valida rappresenta un voto di lista.

2. L'elettore può manifestare un'unica preferenza, esclusivamente per i candidati della lista da lui votata.

3. Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita nell'apposita riga tracciata a fianco del contrassegno della lista prescelta, il nome ed il cognome o solo il cognome del candidato preferito, compreso nella lista medesima. In caso di identità di cognome tra i candidati, deve scriversi sempre il nome ed il cognome e, ove occorra, data e luogo di nascita.

4. Qualora il candidato abbia due cognomi, l'elettore nel dare la preferenza può scriverne uno dei due. L'indicazione deve contenere, a tutti gli effetti, entrambi i cognomi quando vi sia possibilità di confusione tra più candidati.

5. Sono vietati altri segni o indicazioni.

6. Qualora vengano espressi più voti di preferenza per candidati di una medesima lista, si intende votata la sola lista, ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla legge.

7. E' nullo il voto di preferenza nel quale il candidato non sia designato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro.

8. Il voto di preferenza per candidato compreso in lista di altro collegio è inefficace.

9. Se l'elettore non abbia indicato alcun contrassegno di lista, ma abbia espresso la propria preferenza per uno dei candidati inclusi in una delle liste ammesse, si intende votata la lista cui appartiene il preferito, ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla legge.

10. Se l'elettore ha segnato più di un contrassegno di lista ed ha scritto la preferenza per candidato appartenente ad una soltanto di tali liste, il voto è attribuito alla lista a cui appartiene il candidato indicato”.

 

Art. 29 - Modalità di espressione del voto di lista e di preferenza per l'elezione dei consigli comunali

 

1. Gli articoli 38 e 39 del T.U. delle leggi, per l'elezione dei consigli comunali della regione siciliana, approvato con decreto del presidente della regione 3/1960, sono sostituiti dal presente articolo:

  “Sezione II - DISPOSIZIONI PER LA VOTAZIONE NEI COMUNI DELLA REGIONE SICILIANA

Art. 38

1. -------------------- (13)

2. -------------------- (13)

3. L'elettore può manifestare un'unica preferenza esclusivamente per i candidati della lista da lui votata.

4. Non può essere espressa più di una preferenza.

5. Il voto di preferenza si esprime scrivendo con la matita copiativa nell'apposita riga tracciata a fianco del contrassegno della lista prescelta, il nome e cognome o solo il cognome del candidato preferito, compreso nella lista medesima. In caso di identità di cognome tra candidati, deve scriversi sempre il nome e cognome e, ove occorra, data e luogo di nascita.

6. Qualora il candidato abbia due cognomi, l'elettore nel dare la preferenza può scriverne uno dei due. L'indicazione deve contenere, a tutti gli effetti, entrambi i cognomi quando vi sia possibilità di confusione tra più candidati.

7. Sono vietati altri segni o indicazioni.

8. Qualora vengano espressi più voti di preferenza per candidati di una medesima lista, si intende votata la sola lista, ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla legge.

9. E' nullo il voto di preferenza nel quale il candidato non sia designato con la chiarezza necessaria a distinguerlo da ogni altro.

10. E' inefficace la preferenza per candidato compreso in una lista diversa da quella indicata con il contrassegno votato.

11. Se l'elettore ha segnato più di un contrassegno di lista ed ha scritto la preferenza per candidato appartenente ad una soltanto di tali liste, il voto è attribuito alla lista a cui appartiene il candidato indicato.

12. Se l'elettore non ha indicato alcun contrassegno di lista, ma ha espresso la propria preferenza per uno dei candidati inclusi in una delle liste ammesse, si intende votata la lista cui appartiene il preferito, ferme restando le altre cause di nullità dei voti previste dalla legge”.

 

Art. 30 - Modalità di espressione del voto di lista e di preferenza per l'elezione dei consigli provinciali

 

1. L'art. 4 della legge regionale 9 maggio 1969, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni, recante norme per l'elezione dei consigli delle amministrazioni straordinarie delle province siciliane, è sostituito dal seguente:

“Art. 4

 

1. Ogni elettore dispone di un voto di lista. Egli ha facoltà di esprimere un voto di preferenza per uno dei candidati inclusi nella lista prescelta, indicandone il nome ed il cognome o solo quest'ultimo”.

 

Art. 31 - Modalità di espressione del voto di lista e di preferenza per l'elezione dei consigli circoscrizionali

 

1. Il comma primo dell'art. 8, della legge regionale 11 dicembre 1976, n. 84, recante norme sul decentramento amministrativo e sulla partecipazione dei cittadini nell'amministrazione del comune attraverso i consigli circoscrizionali, è sostituito dal seguente:

“Ogni elettore dispone di un voto di lista, egli ha facoltà di esprimere un voto di preferenza per uno dei candidati inclusi della lista prescelta, indicandone il nome ed il cognome o solo quest'ultimo”.

 

Art. 32 - Adeguamento dei modelli e delle schede di votazione (articolo superato) (23)

 

Capo IV - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

 

Art. 33 - Osservatorio sullo stato di attuazione della presente legge

 

1. Presso l'Assessorato regionale degli enti locali, per i primi cinque anni dall'approvazione della presente legge, è istituito un Osservatorio per verificare lo stato d'attuazione della presente legge.

2. L'Osservatorio redige annualmente una relazione scritta all'Assessore per gli enti locali che ne riferisce alla Giunta regionale. Copia della relazione è trasmessa dal Presidente della Regione all'Assemblea regionale con valutazioni e proposte entro trenta giorni dalla ricezione.

3. L'Osservatorio utilizza il personale di cui all'art. 1 della legge regionale 23 dicembre 1962, n. 25, che viene incrementato a cento unità scelte nell'ambito dei ruoli regionali.

 

Art. 34 - Disposizione programmatica per il contenimento delle spese elettorali

 

1. Entro il termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge l'Assemblea regionale, su iniziativa del Governo regionale, esaminerà la normativa riguardante il contenimento delle spese elettorali e la disciplina pubblicitaria per i candidati alle elezioni regionali, provinciali, comunali, circoscrizionali, nonché per l'elezione del sindaco. (1)

 

Art. 35 - Disposizioni transitorie per l'elezione diretta dei sindaci

 

1. La prima elezione a suffragio popolare dei sindaci avrà luogo in coincidenza con la data di rinnovo dei consigli comunali.

2. Nelle more, continuano ad applicarsi le norme e le disposizioni statutarie previgenti alla data di entrata in vigore della presente legge.

3. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore della presente legge, i comuni devono procedere a deliberare le conseguenti modifiche ai propri statuti nel rispetto delle procedure previste dall'art. 4 della legge n. 142/1990, come modificato dal comma 1 dell'art. 1 della legge regionale n. 48/1991.

 

Art. 36 - Disposizione transitoria per la direzione delle aree funzionali

 

1. I comuni possono attivare la disposizione di cui all'art. 51, comma 6, della legge n. 142/1990, come introdotta dal comma 1 dell'art. 1, lettera h), della legge regionale 48/1991, anche nelle more dell'approvazione dello statuto.

 

Art. 37 - Norme di rinvio (sostituito dall'art. 47 della L.R. 26/93)

 

1. Si applicano alle aziende speciali di cui agli articoli 22 e 23 della legge 8 giugno 1990, n. 142, ed ai consorzi tra enti locali territoriali le disposizioni dell'articolo 12 bis del decreto legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito nella legge 19 marzo 1993, n. 68.

2. Per gli articoli 22, 23, 24, 25, 26 e 27 della legge 7 giugno 1992, n. 142, come introdotti con l'articolo 1 della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, si opera rinvio alle successive disposizioni statali di modifica e di integrazione, in quanto compatibili.

 

Art. 38 - Termine esame statuti

 

1. Alla fine del comma 6 dell'art. 18 della legge regionale 44/1991, aggiungere il seguente periodo: “Il termine per l'esame degli statuti degli enti e delle relative aziende speciali è, nella fase di prima approvazione dello statuto, di sessanta giorni”.

 

Art. 39 - Disposizione programmatica per l'elezione diretta del presidente della provincia

 

1. Il Governo della Regione presenterà all'Assemblea regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un'iniziativa legislativa che preveda l'estensione alla provincia regionale dei criteri contenuti nella presente legge ai fini dell'elezione mediante suffragio popolare del presidente della provincia e dell'elezione dei consigli provinciali.

 

Art. 40

 

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Palermo, 26 agosto 1992.

CAMPIONE

 

NOTE:

 

(1) Per quanto concerne la pubblicità delle spese di propaganda elettorale si rinvia all'art. 53 della L.R. 26/93.

 

(2) Per le cause di ineleggibilità ed incompatibilità vedasi gli artt. 9 e 10 della L.R. n. 31/86 e successive modifiche ed integrazioni.

 

(3) Comma abrogato dall'art. 1 della L.R. 32/94.

 

(4) Comma abrogato dall'art. 45, comma 1, della L.R. 26/93.

 

(5) L’intervento non incide sulla legittimità degli atti consiliari che è finalizzato ad ulteriori e diretti rapporti dell’esecutivo nell’adozione degli atti fondamentali dei consigli.

 

(6) Il quorum necessario per la elezione diretta del sindaco è rappresentato dalla metà più uno dei voti validamente espressi, ritenendosi tali quelli recanti l'individuazione della scelta per uno dei candidati, e, quindi, con esclusione delle schede bianche e nulle.  (T.A.R. Catania Sez. I 6 dicembre 1993, n. 871)

 

(7) Gli assessori che non presentano le dichiarazioni sulla loro situazione patrimoniale prescritte dalla L.R. 15/11/1982, n. 128, decadono dalla carica (art. 54 L.R. 26/93)

 

(8) La sostituzione del sindaco da parte dell’assessore più anziano di età, a prescindere dalla data di nomina, deroga all’ordine di anzianità stabilito dall’articolo 171, 2° comma, dell’Ordinamento degli enti  locali in base al quale per gli investiti di cariche non elettive come, appunto, in caso di nomina, l’ordine di anzianità fa riferimento, di solito, all’età solo in caso di “nomina contemporanea”. Nell’ambito della giunta, quindi, non si tiene conto della data di nomina.

 

(9) Il sindaco, in caso di delega di funzioni, può continuare ad esercitare tutte le funzioni proprie del potere delegato, non comportando la delega alcun trasferimento della titolarità del potere (T.A.R. Veneto 8 ottobre 1990, n. 996).

Il Consiglio di giustizia amministrativo ha ritenuto che la facoltà di delegazione agli assessori comunali deve intendersi limitata alle sole funzioni del sindaco quale capo dell'amministrazione comunale, con esclusione delle funzioni che il sindaco esercita in qualità di Ufficiale di governo. (Decisione 359 del 31 luglio 1989)

La delega di funzioni da parte del sindaco agli assessori non esclude, per il primo, la responsabilità amministrativa per le azioni od omissioni poste in essere dai secondi, permanendo in capo al sindaco, nella sua qualità di capo dell'amministrazione comunale, il dovere di vigilanza sul corretto esercizio delle funzioni delegate (Corte dei conti, Sez. Reg. Sic. n. 60/94 del 2 aprile 1993)

Il T.A.R. Lombardia Sez. I con sentenza 23 marzo - 6 maggio 1994, n. 318, ha ritenuto che il sindaco non può conferire ai consiglieri comunali alcun incarico per la gestione di attività di competenza della giunta, perché altrimenti, per le materie oggetto del conferimento risulterebbe violata la loro libertà di giudizio. Questa collaborazione, infatti, contrasterebbe con le norme che stabiliscono la incompatibilità tra la carica di consigliere e quella di assessore. L'incompatibilità si estende anche al conferimento di semplice attività di collaborazione con il sindaco perché tale collaborazione compete agli assessori.

 

(10) Si riporta l'art. 4 della L.R. 32/94, nel testo integrato dall'art. 9 della L.R. 7/96:

"ART. 4

1. Tutte le nomine, le designazioni e le revoche attribuite dalla vigente legislazione nazionale o regionale ai comuni o alle province sono di competenza, rispettivamente, del sindaco o del presidente della provincia.

2. Fermo restando quanto disposto dal comma 1, le competenze dei consigli comunali e provinciali sono esclusivamente quelle elencate nell'articolo 32 della legge 8 giugno 1990, n. 142, recepito con l'articolo 1, comma 1, lettera e) della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48 e successive integrazioni e modifiche.

3. Sono abrogate tutte le disposizioni in contrasto con la presente norma.

4. Resta attribuita ai consigli comunali e provinciali la competenza ad eleggere i collegi dei revisori dei conti."

 

La competenza a deliberare sulla rideterminazione degli oneri di urbanizzazione non è attribuita, nel nuovo ordinamento delle autonomie locali, ad alcun organo del comune. La stessa pertanto rientra nella competenza generale di carattere residuale del sindaco prevista dall’articolo 13 della legge regionale 16 agosto 1992, n. 7, se lo Statuto non la attribuisce espressamente alla Giunta. (CO.RE.CO - Sez. Centrale - 7 giugno 1994).

 

Le norme statali in materia di tributi e contabilità degli enti locali trovano immediata applicazione in Sicilia ad eccezione di quelle disposizioni che incidono su materie attribuite alla competenza esclusiva della Regione siciliana disciplinate diversamente dal legislatore regionale. In mancanza di apposita previsione statutaria, è pertanto competente il Sindaco e non la Giunta ad adottare i provvedimenti di variazioni tariffarie poiché spetta al sindaco la competenza generale di carattere residuale qualora la legge regionale o lo Statuto non attribuiscano specificamente la competenza ad altro organo del comune.

Spetta inoltre al Sindaco la competenza a nominare il funzionario responsabile dei tributi poiché la norma regionale (art.41 della legge n. 26 del 1993) attriubuisce al Sindaco il potere di nomina dei responsabili degli uffici e dei servizi. (CO.RE.CO. - Sez. centrale - 25 novembre 1995)

 

E’ necessario distinguere nel corpo del decreto legislativo n. 77 del 1995, che ha riformato il regime contabile degli enti locali, tra le disposizioni di carattere finanziario e contabile, che si applicano indistintamente a tutti gli enti locali della Repubblica, e le disposizioni non strettamente attinenti, quali quelle attributive di competenza ad organi comunali, che nella Regione siciliana non trovano applicazione se la materia, rientrante nella competenza esclusiva del legislatore regionale, sia stata diversamente disciplinata. Non è quindi applicabile il comma 4 dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 77 del 1995 che consente alla giunta di adottare in via d’urgenza una deliberazione di variazione di bilancio, salva la successiva ratifica del consiglio comuanle, poiché la materia è stata regolamentata diversamente dal legislatore regionale. (CO.RE.CO. - Sez. Centrale - 14 dicembre 1995).

 

(11) Secondo l'ufficio legislativo e legale della Presidenza della regione gli incarichi a tempo determinato non costituiscono rapporto di pubblico impiego ma un rapporto di lavoro autonomo assimilabile al contratto d'opera professionale. La nomina dell'esperto è atto del sindaco mediante atto formale proprio.

 

(12) E' illegittima la soppressione da parte del consiglio comunale, in sede di approvazione del bilancio di previsione, dello stanziamento che preclude al sindaco l'istituto normativo di cui all'articolo che si annota in relazione alla facoltà concessa al capo dell'amministrazione di potere nominare esperti esterni all'amministrazione generale (CO.RE.CO. Sicilia Sez. Centrale del 12 marzo 1994.)

 

Si riporta il testo dell'art. 6, comma 3, della L.R. 41/96:

"ART. 6

3. Il Presidente ed i componenti delle sezioni del CO.RE.CO. non possono assumere incarichi professionali a qualunque titolo dagli enti sottoposti al controllo degli stessi organi."

 

Vedi le disposizioni di cui all'art. 7 della L.R. 39/97.

 

(13) Comma abrogato dall'art. 15, comma 1, lett. h), della L.R. 35/97.

 

(14) Comma superato per effetto dell'art. 15, comma 1, lett. i), della L.R. 35/97, che ha abrogato l'art. 45 del D.P.Reg. Sic. 3/60.

 

(15) Il regolamento del consiglio comunale o provinciale disciplina la modalità di partecipazione dei componenti dell'ufficio di presidenza del consiglio stesso, ai lavori delle commissioni consiliari (art. 5 L.R. 32/94)

 

(16) Il presidente del consiglio, secondo quanto precisa la circolare n. 5/1996 dell’Assessorato regionale degli enti locali, si configura come organo interno dei comuni che ha i soli compiti di convocare il consiglio e di dirigere i lavori del consiglio stesso. In tale ottica va inteso ed applicato il comma quarto dell’articolo che si annota, mirato a garantire formalmente a detto soggetto la sede di ufficio e gli occorrenti supporti burocratici.

E’ lo stesso impianto ordinamentale che nega a tale soggetto compiti di rappresentanza o di incidenza esterna o altri compiti riguardanti l’esecuzione delle delibere consiliari, funzioni queste esclusive degli organi monocratici elettivi.

La evasione di richiesta di chiarimenti sugli atti consiliari, se riguardano dati e notizie di ufficio, compete al sindaco. Se la richiesta di chiarimenti comporti esegesi o integrazioni dell’atto deliberativo sottoposto al controllo, il sindaco trasmette al presidente del consiglio la richiesta per la necessaria convocazione del consiglio.

Il presidente del consiglio pertanto non si configura come interlocutore e la trasmissione della risposta consiliare compete sempre all’organo monocratico responsabile dell’esecuzione degli atti consiliari.

Il presidente del consiglio non è soggetto a mozione di sfiducia perché la legge disciplina la sua elezione ma non prevede la revoca della fiducia.

Non è nemmeno configurabile l’istituto della revoca per violazione di legge che è rimessa alla vigilanza governativa né della sfiducia costruttiva.

Le medesime considerazioni vanno espresse per il vice presidente del consiglio.

 

(17) Vedi le nuove disposizioni contenute nell'art. 3, comma 4, della L.R. 35/97.

(18) Vedi le nuove disposizioni contenute nell'art. 3, commi 5, 6, 7 e 8, della L.R. 35/97.

 

(19) Vedi le nuove disposizioni contenute nell'art. 11 della L.R. 35/97.

 

(20) Vedi le nuove disposizioni contenute negli artt. 10 e 11 della L.R. 35/97.

 

(21) Articolo superato per effetto dell'abrogazione dell'art. 17, comma 1, del D.P. 3/60, operata con l'art. 15, comma 1, lett. d), della L.R. 35/97. Vedi le nuove disposizioni contenute nell'art. 2 della L.R. 35/97.

 

(22) Vedi le nuove disposizioni contenute nell'art. 2 della L.R. 35/97.

 

(23) Vedi le nuove disposizioni contenute nell'art. 12 della L.R. 35/97.

 

(24) Si riporta il testo dell'art. 4 della L.R. 25/2000:

"ART. 4

1. Nei comuni compresi nella fascia tra 5.000 e 10.000 abitanti il numero massimo degli assessori è sei".

 

(25) Vedi le nuove disposizioni riportate nell'art. 3 della L.R. 25/2000.

 

(26) Vedi l'art. 6, comma 3, della L.R. 30/2000, relativo alla decadenza delle nomine fiduciarie.