LEGGE 10 maggio 2002, n. 3.
Modifiche ed integrazioni alla legislazione relativa al pro cedimento elettorale per le elezioni amministrative.

REGIONE SICILIANA
L'ASSEMBLEA REGIONALE HA APPROVATO
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1.
Durata delle operazioni di voto

1.  Le operazioni di voto per l'elezione congiunta del sindaco e del consiglio comunale, del presidente e del consiglio della provincia regionale si svolgono, sia in occasione del primo turno di votazione, sia in caso di ballottaggio, dalle ore 8,00 alle ore 22,00 della domenica e dalle ore 7,00 alle ore 15,00 del lunedì successivo.

Art. 2.
Modifiche ed integrazioni di norme

1.  Al Testo unico delle leggi per l'elezione dei consigli comunali nella Regione, approvato con decreto del Presidente della Regione 20 agosto 1960, n. 3, sono apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:
a)  al primo comma dell'art. 31, come modificato dal comma 1 dell'art. 31 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, le parole "del giorno di votazione" sono sostituite con le parole "del primo giorno di votazione";
b)  il primo comma dell'art. 35, come modificato dal comma 2, lett. a), dell'art. 31 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, è così sostituito "La votazione deve proseguire fino alle ore 22,00";
c)  al n. 4 del comma 2 dell'art. 35, come modificato dal comma 2, lett. c), dell'art. 31 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, sono premesse le seguenti parole "rinvia la votazione alle ore 7,00 del mattino successivo e";
d)  alla fine dell'art. 35, come modificato dal comma 2, lett. d), dell'art. 31 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, sono reintrodotti i seguenti commi:
"Dopo la firma del verbale, l'adunanza è sciolta immediatamente.
Alle ore 7,00 del giorno successivo il presidente, ricostituito l'ufficio e constatata l'integrità dei mezzi precauzionali apposti agli accessi della sala e dei sigilli delle urne e dei plichi, dichiara riaperta la votazione.
La votazione deve proseguire sino alle ore 15,00; gli elettori che a tale ora si trovano ancora nei locali del seggio sono ammessi a votare.".

Art. 3.
Adeguamento compensi

1.  Ai compensi previsti dal comma 1 dell'art. 1 della legge regionale 12 agosto 1989, n. 18 e dal secondo comma dell'art. 1 della legge regionale 7 maggio 1977, n. 29, come sostituito dall'art. 2 della legge regionale 12 agosto 1989, n. 18 e come rideterminati nell'anno 2001, è applicata una maggiorazione del 25 per cento.
2.  Per l'esercizio finanziario 2002 all'onere di cui al comma 1, valutato in 200 migliaia di euro, si provvede con parte delle disponibilità di cui alla quota del 5 per cento riservata all'Assessore per gli enti locali, ai sensi del comma 4 dell'art. 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

Art. 4.
Abrogazione di norme

1.  La lett. d) del comma 2 dell'art. 31 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, è abrogata.
2.  Il comma 3 dell'art. 10 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 ed il comma 3 dell'art. 6 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, come modificati dall'art. 13 della legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 e come ulteriormente modificati dal comma 1 dell'art. 3 della legge regionale 7 novembre 1997, n. 41, sono abrogati.
3.  Il comma 2 dell'art. 3 della legge regionale 7 novembre 1997, n. 41, è abrogato.

Art. 5.

1.  La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
2.  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 10 maggio 2002.

 

CUFFARO 

Assessore regionale per gli enti locali 

D'AQUINO 

NOTE

Avvertenza:
Il testo delle note di seguito pubblicate è stato redatto ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi trascritti, secondo le relative fonti. Le modifiche sono evidenziate in corsivo.
Nota all'art. 2, comma 1, lett. a):
L'art. 31 del testo unico delle leggi per l'elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana approvato con D.P.Reg. 20 agosto 1960, n.3, per effetto della modifica apportata dall'articolo che qui si annota, è il seguente:
"Alle ore sei del primo giorno di votazione il presidente costituisce l'ufficio chiamando a farne parte gli scrutatori e il segretario.
Quando tutti od alcuni degli scrutatori non siano presenti o ne sia mancata la designazione, il presidente chiama in sostituzione alternativamente l'anziano e il più giovane tra gli elettori presenti che sappiano leggere e scrivere.
Quindi, previa constatazione della integrità del sigillo che chiude il plico contenente il bollo della sezione, apre il plico stesso e nel verbale fa attestazione del numero indicato nel bollo.
Il presidente procede all'autenticazione delle schede occorrenti per la votazione, apponendo su ciascuna di esse il bollo della sezione e facendovi apporre la firma da due scrutatori; le depone, indi, nella prima urna, dopo averne controllato il numero, di cui fa menzione nel verbale e che deve coincidere con quello degli elettori iscritti nella sezione.
Il presidente dell'ufficio dichiara, poi, aperta la votazione alla quale gli elettori sono ammessi nell'ordine di presentazione, indipendentemente dall'ordine di iscrizione nella lista. E' tuttavia in facoltà del presidente di far procedere all'appello da parte di uno scrutatore, qualora si verifichi eccessivo affollamento nella sala.
Sono ammessi a votare gli elettori che esibiscano la carta di identità o altro documento di identificazione, munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione, purché la loro validità non sia scaduta oltre tre anni prima del giorno della votazione.
In tal caso, nell'apposita colonna di identificazione sulla lista autenticata dalla commissione elettorale mandamentale, saranno indicati gli estremi del documento.
In mancanza di idoneo documento di identificazione, uno dei membri dell'ufficio, che conosca personalmente l'elettore, ne attesta la identità apponendo la propria firma nella suddetta colonna di identificazione.
Se nessuno dei membri dell'ufficio può accertare, sotto la sua responsabilità l'identità dell'elettore questi può presentare un altro elettore del comune, noto all'ufficio che attesti la sua identità. Il presidente avverte quest'ultimo elettore che, se afferma il falso, sarà punito con le pene stabilite dall'art. 72.
L'elettore, che attesta della identità, deve mettere la sua firma nell'apposita colonna nella lista di cui sopra. In caso di dissenso sull'accertamento dell'identità degli elettori, decide il presidente a norma dell'art. 37.".
Nota all'art.2, comma 1, lett. b), c) e d):
L'art.35 del testo unico delle leggi per l'elezione del consiglio comunale nella Regione siciliana, approvato con D.P.Reg. 20 agosto 1960, n.3, per effetto delle modifiche ed integrazioni apportate dall'articolo che qui si annota, è il seguente:
"La votazione deve proseguire fino alle ore 22.
A tale ora il presidente, ammessi a votare gli elettori che ancora si trovino nei locali del seggio:
1)  provvede alla chiusura dell'urna contenente le schede votate e di quella contenente le schede autenticate da consegnare agli elettori;
2)  provvede alla formazione di un plico nel quale vanno riposti gli atti relativi alle operazioni già compiute ed a quelle da compiere nel giorno successivo;
3)  cura che alle urne ed al plico vengano apposte le indicazioni della sezione, il bollo dell'ufficio, nonché la propria firma e quella di due scrutatori e di qualsiasi altro elettore che voglia sottoscrivere. Possono apporre la propria firma anche i rappresentanti delle liste dei candidati;
4) rinvia la votazione alle ore 7,00 del mattino successivo e provvede alla custodia della sala in maniera che nessuno possa entrarvi. E' consentito ai rappresentanti di lista di trattenersi all'esterno della sala durante il tempo in cui questa rimane chiusa.
Le operazioni previste nel comma precedente devono essere eseguite nell'ordine indicato: del compimento e del risultato di ciascuna di esse deve farsi menzione nel verbale, nel quale si prenderà anche nota di tutti i reclami presentati, delle proteste e delle decisioni prese.
La mancanza di suggellazione delle urne o della firma del presidente e di almeno due scrutatori sulla carta che chiude le urne stesse produce la nullità delle operazioni elettorali.
Dopo la firma del verbale, l'adunanza è sciolta immediatamente.
Alle ore 7,00 del giorno successivo il presidente, ricostituito l'ufficio e constatata l'integrità dei mezzi precauzionali apposti agli accessi della sala e dei sigilli delle urne e dei plichi, dichiara riaperta la votazione.
La votazione deve proseguire sino alle ore 15,00; gli elettori che a tale ora si trovano ancora nei locali del seggio sono ammessi a votare.".
Note all'art. 3, comma 1:
-  Il comma 1 dell'art. 1 della legge regionale 12 agosto 1989, n. 18, così dispone:
"1.  Ai componenti degli uffici elettorali e delle commissioni elettorali, in occasione di elezioni dell'Assemblea regionale e dei consigli provinciali, comunali e di quartiere, spettano i seguenti compensi:
a)  al presidente dell'ufficio elettorale di sezione è corrisposto dal comune, nel quale l'ufficio ha sede, un onorario fisso di L. 150.000 al lordo delle ritenute di legge, oltre al trattamento di missione, se dovuto, nella misura spettante ai funzionari dell'Amministrazione regionale con qualifica di dirigente superiore, ovvero, in caso di dipendenti di pubbliche amministrazioni, al trattamento di missione inerente alla qualifica rivestita, ove superiore a quello indicato;
b)  a ciascuno degli scrutatori ed al segretario, il comune nel quale ha sede l'ufficio elettorale deve corrispondere un onorario fisso di L. 120.000 al lordo delle ritenute di legge, oltre al trattamento di missione, se dovuto, nella misura corrispondente a quella che spetta ai funzionari con qualifica di dirigente dei ruoli dell'Amministrazione regionale, ovvero, in caso di dipendenti di pubbliche amministrazioni, al trattamento di missione inerente alla qualifica rivestita, ove superiore a quello indicato".
-  Il secondo comma dell'art. 1 della legge regionale 7 maggio 1977, n. 29 e successive modifiche ed integrazioni, così dispone:
"Al presidente ed ai componenti del seggio speciale di cui all'articolo 9 della legge 23 aprile 1976, n. 136, vengono corrisposti onorari fissi, al lordo delle ritenute di legge, rispettivamente di L. 70.000 e di L. 60.000".
Nota all'art. 4, comma 1:
Il comma 2 dell'art. 31 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26, reca modifiche all'art. 35 del D.P.Reg. 20 agosto 1960, n. 3, riportato in nota all'articolo 2, comma 1, lett. b), c) e d).
Note all'art. 4, comma 2;
-  L'art. 10 della legge regionale 26 agosto 1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, per effetto dell'abrogazione operata dall'articolo che qui si annota, è il seguente:
"Disposizioni applicabili per le operazioni relative al secondo turno di votazione. 1. Le operazioni elettorali relative al secondo turno di votazione sono regolate, salvo quanto diversamente stabilito, dalle norme relative allo svolgimento del primo turno.
2.  Gli uffici costituiti per il primo turno di votazione sono mantenuti per il secondo.
3.  (......)
4.  Il presidente dell'ufficio centrale proclama eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validamente espressi o, nel caso di cui al comma 9 dell'articolo 9, il numero di voti ivi previsti.".
-  L'art. 6 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 26 e successive modifiche ed integrazioni, per effetto dell'abrogazione operata dall'articolo che qui si annota, è il seguente:
"Disposizioni applicabili per le operazioni relative al secondo turno di votazione. 1. Le operazioni elettorali relative al secondo turno di votazione sono regolate, salvo quanto diversamente stabilito, dalle norme relative allo svolgimento del primo turno.
2.  Gli uffici costituiti per il primo turno di votazione sono mantenuti per il secondo.
3.  (......)
4.  Il presidente dell'ufficio elettorale provinciale proclama eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validamente espressi. In caso di candidatura unica, si applica il precedente articolo 4, comma 3.
5.  Il presidente eletto entra in carica all'atto della proclamazione.".
Nota all'art. 4, comma 3:
L'art. 3 della legge regionale 7 novembre 1997, n. 41, per effetto dell'abrogazione operata dall'articolo che qui si annota, è il seguente:
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35. 1.  (......).
2.  (......).
3.  Per l'elezione del consiglio circoscrizionale trovano applicazione i commi 1, 2, 4 e 7 dell'articolo 4 della legge regionale 15 settembre 1997, n. 35, senza riferimento alle disposizioni di rinvio, nonché alle liste aggregate, ivi contenute e previste.".