L'infortunio in itinere degli alunni: una questione apparentemente semplice

( Articolo di Rolando Dalla Riva 03.02.2004 )

L'INFORTUNIO IN ITINERE DEGLI ALUNNI E DEGLI STUDENTI NON E' COPERTO DALL'INAIL.
UNA “QUESTIONE” APPARENTEMENTE SEMPLICE.

Rolando Dalla Riva
(Avvocatura INAIL - Vicenza)

La sentenza in commento affronta, per la prima volta a quanto è dato sapere, la questione della copertura o meno, per gli alunni e studenti delle scuole (di ogni ordine e grado), da parte dell'assicuratore sociale, dell'infortunio occorso nel percorso fra l'abitazione e la scuola e viceversa (c.d. infortunio in "itinere").

Questo anche alla luce del recente intervento legislativo che, in attuazione della legge delega n. 144 del 1999, ha previsto nel nostro ordinamento la copertura assicurativa pubblica di tale evento.

Il caso sottoposto all'attenzione del giudicante era il seguente: uno studente di un istituto professionale si recava a scuola utilizzando vari mezzi di trasporto: la bicicletta per raggiungere la più vicina fermata dell'autobus extraurbano di linea; tale mezzo per arrivare in città e quindi l'autobus urbano per arrivare alla scuola. Mentre percorreva il tratto di strada tra la fermata dell'autobus e la casa, a seguito del distacco della ruota anteriore della bicicletta, cadeva procurandosi delle lesioni. L'episodio non veniva riconosciuto dall'INAIL come infortunio indennizzabile rendendo così necessaria la pronuncia del Giudice.

La tesi sostenuta per l’accoglimento della domanda prende le mosse da un sillogismo di indubbio effetto: è pacifico che gli studenti degli istituti superiori sono assicurati ai fini dello svolgimento di alcune attività didattiche che hanno contenuto pratico. Ora la nuova disciplina in materia di infortunio “in itinere” estende tale protezione in via generale a tutte le persone assicurate, senza alcuna specificazione, per cui tale copertura deve ora intendersi applicabile anche a quegli studenti che, per effetto dell’attività svolta, sono altrimenti assicurati.

Seguendo questa impostazione, si evitano anche le possibili discriminazioni di tale categoria nei confronti degli insegnanti e professori che, pur assicurati ai fini degli infortuni ai sensi delle medesime disposizioni, usufruiscono della protezione anche per il tragitto casa – lavoro ed evitando così una possibile censura di incostituzionalità della norma.

L’osservazione di fondo da cui muove questa ricostruzione è l’annotazione che l’assicurazione sociale contro gli infortuni sul lavoro si è progressivamente estesa, in buona parte per opera della giurisprudenza, dall’iniziale assicurazione di specifiche attività (protezione di rischi specifici) a forme di protezione sempre più estese e generalizzate del lavoratore (tutelato ora in quanto “lavoratore”).

Questo processo non può che riguardare tutte le “persone assicurate” ai sensi del T.U. 1124/1965 e dunque anche gli allievi e studenti degli istituti scolastici, pena altrimenti una ingiustificata discriminazione. Ecco perché la tutela per gli studenti deve estendersi anche ai casi di c.d. infortunio “in itinere”.

Le argomentazioni svolte in sentenza per giungere ad una diversa soluzione della questione si muovono, come visto, dal carattere speciale delle disposizioni che tutelano l’attività degli studenti all’interno degli istituti scolastici.

Secondo l’orientamento cui si ispira l’estensore, la norma sulla protezione infortunistica INAIL degli studenti non vuole tutelare qualsiasi situazione di rischio possibile per lo studente che è presente nell'edificio scolastico e per ogni e qualsiasi attività didattica (teorica e pratica), bensì solo quelli connessi ad attività di tipo lavorativo svolto nell'ambiente scolastico essendo diretta a proteggere l’integrità fisica dello studente per le sole attività di laboratorio, ed essendo perciò estraneo ed indifferente tutto ciò che avviene prima e dopo la predetta attività.

Si tratta di norma speciale, per rischi specifici, e non di norma generale, a differenza di quanto avviene per il lavoratore dipendente (o altre tipologie lavorative protette) relativamente alle quali la protezione assicurativa è generale e generalizzata ad ogni rischio esistente nell'ambiente lavorativo. Pertanto la norma non può essere interpretata allo stesso modo delle norme generali assicurative dei lavoratori, attesa la diversità della situazione oggettiva, venendo così meno anche la censura di possibile incostituzionalità di una interpretazione così “restrittiva”.

Sul punto, occorre precisare che la giurisprudenza e la prassi amministrativa dell’Istituto assicuratore si era finora concentrata nell’individuazione delle attività protette all’interno degli istituti di istruzione (una lunga disputa ha riguardato, per esempio, la questione se in tali attività dovesse essere compresa l’attività ginnico sportiva), rimanendo comunque fermo il principio che escludeva una interpretazione estensiva della copertura antinfortunistica pubblica, e questo con particolare riguardo all’infortunio fuori dai locali scolastici.

( da www.altalex.it )