Il Principio di salvaguardia della validitÓ del voto.

Richiamato dal Ministro Scajola nella circolare ai Prefetti della Repubblica n.45/2002 della Direzione Centrale dei Servizi Elettorali

In vista dello svolgimento delle prossime consultazioni amministrative,il Ministro dell'Interno Claudio Scajola ha ritenuto doveroso richiamare l' attenzione sul principio fondamentale di salvaguardia della validitÓ del voto, sancito dagli articoli 64 e 69 del D.P.R. n. 570/60.

"Tali norme stabiliscono, come e' noto, che la validitÓ dei voti contenuti nella scheda deve essere ammessa ogni qualvolta se ne possa desumere la volontÓ effettiva dell'elettore, salvo i casi di schede non conformi a legge, o che non portano la firma o il bollo dell' ufficio elettorale di sezione o, infine, di schede che presentano scritture o segni tali da far ritenere, in modo inoppugnabile, che l 'elettore abbia voluto far riconoscere il proprio voto.
Atteso il chiaro disposto di legge-evidenziato anche nelle istruzioni che verranno consegna te ai presidenti di tutti gli uffici elettorali di sezione - nonchŔ la costante giurisprudenza in materia, rappresento quanto segue.
In base al suddetto principio del favor voti, il voto, ancorchŔ non espresso nelle forme previste dal legislatore, pu˛ ritenersi valido tutte le volte in cui, da un lato, risulti manifesta la volontÓ dell' elettore (univocitÓ del voto) e, dall' altro, per le modalitÓ di espressione (non conformi al modello legislativo), esso non sia riconoscibile.
Ed invero, le disposizioni che sanciscono la nullitÓ del voto per la presenza di segni di riconoscimento devono essere qualificate norme di stretta interpretazione, nel senso che il voto pu˛ essere dichiarato nullo non in ogni caso d' inosservanza delle regole sulla votazione, ma solo quando la scheda rechi segni, scritte od espressioni che inoppugnabilmente ed inequivocabilmente siano idonei a palesare la volontÓ dell' elettore di far riconoscere la propria identitÓ, e quali possono essere i segni che, estranei alle esigenze di espressione del voto, non trovino altra ragionevole spiegazione.
Pertanto, mere anomalie del tratto ovvero erronee indicazioni del nome del candidato che non ne impediscano l' agevole identificazione non sono suscettibili di invalidare il voto.
Parimenti, i segni superflui, quelli eccedenti la volontÓ d'indicare un determinato simbolo, le incertezze grafiche nell' individuazione dei candidati prescelti, l' imprecisa collocazione dell' espressione di voto rispetto agli spazi a ci˛ riservati non sono vicende idonee a determinare la nullitÓ del voto, tranne che non risulti con chiara evidenza che la scorretta compilazione sia preordinata al riconoscimento dell' autore.
Il principio espresso dagli articoli 64 e 69 del D.P.R. n. 570/60, infatti, risponde al fine primario di garantire il rispetto della volontÓ espressa dal corpo elettorale e di assicurare a tutti gli elettori la possibilitÓ di effettuare le loro scelte, anche a coloro che non siano in grado di apprendere appieno e di osservare alla lettera le istruzioni per le espressioni del voto (sentenze della V sezione del Consiglio di Stato n. 2291 del 12 aprile 2001, n. 1897 del 2 aprile 2001, n. 3861 del 10 luglio 2000, n. 199 del 25 febbraio 1997 e n. 853 del 29 luglio 1997).
Rammento, inoltre, che i segni che possono invalidare il voto sono esclusivamente quelli apposti dall' elettore, con esclusione, quindi, di segni tipografici o di altro genere".

                                                      Claudio Scajola Ministro dell'Interno.
                                                                                             14/05/2002

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